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One last call

Sonosotto la pioggia e fisso il punto in cui ho visto le sue spallescomparire. Non sento niente, ne dentro ne fuori. È come se fosseappena passato un uragano formidabilmente forte e avesse distruttotutto. Vorrei urlare, piangere, correre da lui, prenderlo a sberle ecostringerlo a ragionare, ma l'unica cosa che riesco a fare è stareimmobile, sotto la pioggia, e fissare il portone di casa sua.

Misembrano passati secoli quando mi muovo. Sono bagnata fradicia ma nonmi importa. Torno a casa senza rendermi conto del tragitto che hofatto, senza la minima reazione emotiva a quello che è successo.Rimango sotto la doccia per delle ore, cercando di lavarmi via quellaspessa corazza di apatia che si è attaccata al mio corpo. Quandotorno in camera mia spengo il telefono, non voglio che nessuno midisturbi.

Quandoriaccendo il telefono trovo un sacco di sms e chiamate, la maggiorparte da parte di Danielle. Pew rimane con me tutto il tempo e sisdraia accanto a me quando vede che sto per crollare. Non sento ildolore che ipoteticamente dovrei sentire, sento solo un enorme sensodi vuoto, come quando sei sulle montagne russe e scendi a velocitàelevatissima, e ti manca l'aria.

<<Dani, è finita, non c'è più niente da fare. Mi ha mandata afanculo e ha ragione.>>
<< Kris, devi saperlo tu.Secondo me non è umanamente possibile che abbia cambiato idea conquesta velocità. Era pronto a volare da te senza la minimaesitazione. E tu hai scelto lui, quindi se non fosse un bradipocelebroleso probabilmente capirebbe che sei sua.>>
<<Credo di aver fatto una cazzata.>>
<< Ovvero?>>
<<Prima di dirgli che lo amo gli ho detto quanto mi ha fatto soffrire,e che non voglio far soffrire lui..>>
<< .. Econoscendolo farà l'eroe e ti lascerà andare pur di non fartisoffrire più.>>
<< E' ciò che temo di più... luinon lo ha mai fatto intenzionalmente, e quello che mi distrugge èche non capisca che io lo amo più di ogni altra cosa.>>
Danisospira e capisco che sa che quello che dico è assolutamente vero,ma so anche che capisce il punto di vista di Andrea.

Iovolevo solo che le cose andassero bene, volevo il classico principeazzurro e tutto. Ma i principi non esistono e i cavalli bianchi sonotutti andati. Tanto vale andare alla ricerca dell'orco e divertirsi.

<<Dani,come ho fatto a incasinare tutto fino a sto punto?>> sussurro,con le lacrime agli occhi.

Leimi abbraccia stretta. E i pezzi cominciano a tornare al loro posto.Ma continua a mancare qualcosa.

...

èmezzanotte e mezza e sono a letto da circa due ore. Dormo poco e ascatti. Ma ad un tratto suona il mio telefono e non riesco a credereal nome che lampeggia sullo schermo.

Andrea.

Ilcuore mi salta in gola. Velocemente prendo il telefono e rispondo.

<<Pronto?>>chiedo incerta, non sapendo cosa aspettarmi.
<< Scusa, sonoubriaco e non so come tornare a casa. Puoi passare a prendermi?>>dicelui, sbiascicando pesantemente.
<< Dove sei? Arrivosubito.>> mi affretto a dire.
<< Davanti al jorsy>>urla lui
<< Aspettami li. Sto arrivando>> affermosicura. Tempo di mettermi i jeans e una maglia e sono subito fuori.Infrango qualsiasi limite di velocità e arrivo davanti al bar che miha detto Andrea. Ma non lo vedo. Metto la macchina in doppia fila emi affretto a cercarlo. Lo ritrovo mezzo addormentato in un vicolettoqualche metro più in la.

<<Andrea, eccomi. Sono qui.>> gli sussurro alzandogli latesta
quando mi guarda il suo sguardo è annebbiato e lui sembranon capire. Poi mi riconosce e vedo mille emozioni affollarsi neisuoi occhi: rabbia, stupore, piacere, dolore.
<< Su,alzati>> gli ordino gentilmente, tirandolo verso l'alto.
Luisi alza ed è docile come un bambino. Lo accompagno fino allamacchina e lo faccio sedere. Tempo che vado a sedermi e accendo lamacchina lui dorme. Abbasso il volume della radio e faccio partire lamia playlist da viaggio. Guido piano, per paura che lui si sentamale. Lo porto fino a casa sua e poi lo sveglio.
<< Ehi,siamo a casa>> gli sussurro dolcemente all'orecchio.
<<Mmm.ok.>> mugugna lui nel sonno.
<< Andre, dammi le chiaviche apro la porta.>> questa volta agisce senza fiatare. Loporto fino a camera sua e lo faccio sdraiare. Lo guardo dormire e misembra così docile e indifeso. Lo guardo e sento qualcosa nellostomaco, piacevole ma che fa male. Gli do un bacio sulla guancia <<Buona notte Andrea>>. Mentre mi scosto lui gira la testa eavvicina le sue labbra alle mie. Il contatto è minimo ma sento ilmio corpo andare in mille pezzi. Lui mi sorride nella sua ubriachezzae dolcemente sussurra solo una parola

<<Resta.>>


ciao ragazzi, scusate se ci ho messo così tanto ad aggiornare ma quest'estate mi sono dovuta organizzare perchè mi sono trasferita in inghilterra e ho dovuto fare veramente troppe cose. il capitolo è molto corto e siamo quasi alla fine della storia. grazie per tutte le emozioni che mi avete regalato... ve ne sono veramente grata.


Yourmomo


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