Dangerous Games
Questa sera vado in discoteca. Preparo tutto in modo da essere pronta, uscire per tempo. Mi viene a prendere Davide, uno degli ultimi ragazzi con cui sono stata. Niente di particolare, ma mi è sembrato una persona affidabile. Poi, gli assomiglia tantissimo. A mezzanotte ci incontriamo davanti ad un bar vicino a casa mia.
<< Ehi. >> mi dice lui sorridente
<< Ciao.>> rispondo io con un sorriso misurato.
<< Stai benissimo stasera.>>
<< Come ogni sera.>> rispondo io
<< Decisamente si, ma stasera hai qualcosa in più.>>
Si, ho qualche centimetro di scollatura in più, ha ragione.
Davide si avvicina e mi abbraccia, per poi mettersi a fissarmi, quasi si aspettasse un bacio. Ma a me quel bacio costa tantissimo. Potrei darglielo, se fossi ubriaca. Allora gliene do uno su una guancia, niente di più. Lui, cercando di nascondere la sua delusione, mi apre la portiera della macchina.
Arriviamo davanti al “FIRE”, la discoteca, e ci fermiamo a fumare una sigaretta fuori. Cioè, io fumo una sigaretta, lui una canna. Me ne offre un tiro, ma declino l’invito.
Accendo la mia sigaretta e il primo tiro mi scalda dentro. Subito il mio corpo si calma. Alla fine entriamo, e mentre io poso i cappotti, lui va a prendere da bere. Quando lo raggiungo, mi da uno dei due drink sorridendo, come se fosse felice che io fossi li. Prima di entrare in pista mi guardo attorno, e riconosco alcune facce all’interno del locale, ragazzi con cui sono stata, amiche, persone che conosco di vista. Ma il mio sguardo si ferma su di lui. Anche Andrea è li, e mi vede. I suoi occhi mi fanno stare male, così bevo sorsi piccoli e veloci. Il drink non mi sembra molto forte, ma dopo poco la mia mente inizia ad annebbiarsi.
Continuo a guardare Andrea, mentre lui fa di tutto per ignorarmi. I suoi occhi sono peggio di un pugno, fanno più male.
Mentre aspetto che mi venga voglia di andare in pista, il Dj mette una canzone un po’ più lenta, dedicandola a due ragazzi in pista, che a quanto pare stanno festeggiando chissà quale ricorrenza. Sento Davide vicino a me, e vedo Andrea che ci guarda, ma che poi mette un braccio sulle spalle di una ragazza li vicino che gli da un bacio sulla guancia. Allora, decido di dare al mio accompagnatore quel bacio che voleva in macchina. Davide mi sembra sorpreso, ma la sua sorpresa si tramuta velocemente in felicità. Quando ci stacchiamo lo vedo ammiccare verso il barman, che però non sembra troppo felice di quel gesto. Visto che non reputo la cosa importante, lascio perdere, e gli prendo la mano. Andiamo in pista e iniziamo a ballare. Ma i miei occhi cercano Andrea, e lo vedo andare via, arrabbiato. Continuo a bere, drink dopo drink. Quel ragazzo continua ad offrirmene, e io accetto volentieri. Balliamo per delle ore, e io mi ubriaco. Sento che tutta la mia infelicità viene messa da parte. Ogni tanto vedo cose strane, tipo persone con facce distorte. Ma penso sia un effetto dell’alcool, ne avrò bevuto troppo.
Quando usciamo inizio a sentirmi male. Le cose strane intorno a me aumentano, e tutto inizia a girare. Cerco di camminare dritta, ma non ci riesco, così mi appoggio al Giacomo. Lui mi tiene, ma io ho paura di quello che vedo intorno a me. Lo vedo sorridere, ma la sua faccia sembra un ghigno.
<< Davide, fermati. Mi viene da vomitare.>>
<< Calmati, hai solo bevuto un po’. Fai dei respiri profondi, ok?>>
Io inizio a respirare lentamente, e lentamente mi sembra di stare meglio, ma quando alzo gli occhi capisco che c’è qualcosa che non va.
<< Davide, vedo cose strane intorno a me.>>
<< non ti preoccupare ti ho detto, è solo l’alcool.>>
<< sei sicuro?>>
<<Si. Andiamo, ti porto a casa mia, così puoi riposare un po’.>>
<< Ok.>>.
Sono solo una ragazzina docile fra le sue mani. Però capisco che c’è qualcosa che non va. Non ho bevuto così tanto, almeno non mi sembra. Mi stacco da quel ragazzo, voglio andarmene, tornare a casa.
Inizio a camminare velocemente, e, senza accorgermene, in un attimo sono vicina alla strada. Le persone si girano verso di me una ad una, trattengono il fiato. Ma io non mi fermo. In lontananza vedo due luci avvicinarsi a me. Sono occhi di una belva feroce, che mi sta per attaccare, si avvicinano, sempre di più. Il terrore s impadronisce di me. Devo scappare, salvarmi. Corro, corro più veloce che posso, ma il terreno assorbe i miei passi, mi fa rallentare. Cerco di scappare, ma quella Bestia è vicina. Aiuto, sto per morire. Qualcuno mi aiuti, non restate lì a guardarmi.
<< Aiuto!>>. Lo grido con quanto fiato ho in corpo, ma il mio corpo ha un mal funzionamento e la mia bocca non riesce ad aprirsi. Cerco di scappare, ma non serve a niente. I tacchi sono un impedimento, il vestito attillato mi immobilizza le gambe. Mi sento imprigionata, come in una camicia di forza. Gambe unite, braccia inutilizzabili. Inciampo e cado. Mi sbuccio le mani e le gambe. Mi rialzo, ma ormai quella bestia è troppo vicina, posso distinguere la sua bocca ringhiante, il naso enorme, la sua enormità. Sento come uno stridio, e un puzzo di bruciato si sparge tutto intorno a me. Vedo il bianco di quei denti, le sue fauci si chiudono sopra di me. E tutto diventa buio.
" Ciao Ragazzi !! siete magnifici!!
scusate se ci ho messo un pò ad aggiornare, ma la scuola mi sta prendendo un sacco..
Grazie ancora per le visualizzazioni e ditemi che ve ne pare della storia <3 grazie ancora a tutti :)
Tanto bene , Yourmomo"
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