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5.I'm afraid u're gonna leave this place

I never meant to hurt you
We never meant for it to mean this much.
(Avril Lavigne - Hush Hush.)



Questa storia è ispirata al video Fuckin Perfect di Pink.
Se non lo avete mai visto, guardatelo.
E' un piccolo spoiler sulla storia.

Madelaine recuperò la sua borsa dal pavimento e dopo aver controllato che non ci fosse nessuno nel corridoio, si coprì il volto con i capelli, volendo evitare che qualcuno vedesse il livido che da lì a poco si sarebbe creato. I polsi le pizzicavano, ma chiuse gli occhi, stringendo i denti, volendo mantenere la promessa.
Quando sentì il vento gelido a contatto con la sua pelle, sospirò. Si strinse nella giacca, camminando verso Harry che le sorrideva. Madelaine ricambiò il sorriso, mentre puliva gli occhi dal mascara e dalla matita ormai sfocata. Non badò molto alle ragazze che osservavano quella scena, anche quando Harry la strinse tra le sue braccia, facendole dimenticare tutto quello che aveva vissuto in quella giornata.
Aveva rivisto Annie, scoprendo che fosse stata adottata da Geoff.
Aveva rivisto in Liam la figura possente e malvagia di suo padre. Quella figura che ricordando i giorni in cui sua madre era ancora viva, non gli apparteneva.


Inizio Flashback.
E Madelaine osservava con adorazione la madre seduta sul giardino di casa raccogliere le rose e togliere le spine, mentre componeva una ghirlanda di rose.
Anastasia le sorrise, accarezzandole le gote. Quanto amava la sua bambina!
La donna afferrò la ghirlanda di rose, posandola sul capo della figlia.
«Sei incantevole Madelaine. Tuo padre ti adorerà con questa ghirlanda sul capo.»
Madelaine afferrò la ghirlanda di fiori, posandola sulla testa della madre. Sorrise soddisfatta della sua opera. Le era uscita veramente bene questa volta.
«Tu mamma sei bellissima. Sei la più bella mamma del mondo e sei mia.»
E detto questo Madelaine le saltò addosso, cogliendo la donna di sorpresa. Anastasia la strinse forte tra le sue braccia, ringraziando il Signore per quel miracolo divino che le aveva mandato. Dopo tante insidie, lei e Christian stavamo insieme e questa volta per sempre.
Nessuno sarebbe riuscito a separarli.
E proprio in quel momento Christian chiuse la porta dietro di sé, con un sorriso a trentadue denti, felice di esser ritornato a casa dopo un'estenuante giornata lavorativa. E vedere le sue due ragioni di vita sorridere e scherzare insieme, gli faceva piangere il cuore dalla felicità.
«Papà!»
Madelaine gli saltò addosso, affondando la testa nell'incavo del collo del padre, stampandogli un sonoro bacio sulle labbra.
«Amore mio. Ho una cosa per te.»
Christian poggiò la bambina a terra, dandole un pupazzo che raffigurava un cane come regalo. Madelaine osservò quel pupazzo per qualche minuto, per poi stringerlo al suo petto.
«Grazie papà. Lo adoro.»
Christian sorrise, sedendosi accanto alla moglie, per poi stamparle un bacio sulle labbra.
«Tu e Madelaine siete la ragione del mio sorriso. Vi adoro entrambe e senza di voi sarei perso.»
Madelaine baciò la testa del pupazzo. Lo stesso pupazzo che suo padre qualche anno dopo privò la testa, buttandolo all'arrivo della figlia nelle fiamme ardenti.
Fine Flashback.




«Com'è andata, tesoro? Mi sei mancata.»
Madelaine rabbrividì per il nomignolo con cui questa volta Harry l'aveva chiamata, arricciando il naso per il disgusto. Per la ragazza era ancora difficile abituarsi a tutta questa dolcezza e a tutte quelle smancerie.
«E' andata ma-bene. M-mi sei mancato anche tu.»
Harry le sorrise, baciandole la nuca. Le strofinò le mani sulla spalla, sentendola tremare a causa del freddo francese.
«Indossa qualcosa di pesante la prossima volta, okay? Non voglio che ti ammali.»
Madelaine annuì e Harry le aprì lo sportello. La ragazza entrò in auto, lasciando un respiro profondo e osservando le varie ragazze che la guardavano con disgusto. E lo vide lì. Seduto sotto un albero con Annie al suo fianco. Quando i loro sguardi combaciarono, sembrò che per minuti interi il tempo si fosse fermato. Madelaine scosse la testa, girando la testa di lato, inalando il profumo di cocco che l'auto di Harry emanava. Quest'ultimo accese il riscaldamento, afferrando la giacca dal sedile posteriore e posarla sulle spalla della ragazza. Madelaine lo ringraziò con un sorriso, sfregando le mani fredde tra loro.
Harry premette un tasto sul cruscotto e il cancello automaticamente si aprì. Nick non era in casa e Niall era occupato con il pranzo in cucina. Quei due ragazzi le erano simpatici, anche se in presenza di Harry non parlavano molto. Niall tra i due era il più socievole. Quando Harry nei giorni passati era chiuso in ufficio o in azienda, Niall giocava con gli utensili da cucina o semplicemente scherzava, facendole crescere un sorriso.
Un sorriso vero, difficile da riconoscere sul viso di Madelaine. Era molto brava a mascherare l'emozioni o perlomeno in orfanotrofio ci era sempre riuscita. Ogni volta che Alyssa entrava nella sua vecchia stanza con un taccuino e una penna tra le mani, con il suo fare altezzoso. E l'unica domanda che le poneva era: "Come stai?"
Madelaine restava lì immobile per un paio di minuti, riflettendo se in quel momento avesse dovuto dire la verità o mentire ancora una volta. E sceglieva sempre la seconda opzione, osservando l'espressione di Alyssa mentre annotava qualcosa sul taccuino e le passava un bicchierino con due compresse, restando lì fino a quando non le avesse ingurgitate. E nel momento in cui Alyssa chiudeva la porta dietro di sé, si alzava dal letto, barcollando verso il bagno. Sputava le compresse nel water, per poi afferrare la lametta e tagliare la sua carne.
E ora era in quella nuova casa, senza Alyssa e tutte quelle compresse che cercava di darle. Chiuse gli occhi, mentre si lasciava trasportare da quel vento che le scompigliava leggermente i capelli. Harry le fu accanto poco dopo, circondandole la vita con il braccio.
E forse in quel momento si sentì veramente contenta di avere quel ragazzo come tutore.








Madelaine aveva la testa sepolta nel cuscino, mentre goffamente afferrava il cellulare dal comodino. Non badò nemmeno a guardare il display, premette direttamente il tasto verde.
«Pronto?»
«Madelaine.»
Quella voce. Quella voce così decisa e autoritaria. Liam.
Madelaine si mise a sedere velocemente, non sapendo in che modo avesse avuto il suo numero, ma poi controllò il display, notando che il numero fosse di Annie. Cazzo.
«Che...Che vuoi Liam?»
«Questa sera alle sette verrò a prenderti. Ti porto fuori. Non è una domanda e odio chi mi fa aspettare.»
Madelaine non potette nemmeno rispondere, poiché Liam aveva già riattaccato. La ragazza posò il cellulare sul letto, osservando il muro. Liam stava mentendo, lo sapeva. Il respiro le si mozzò in gola e automaticamente strinse la coperta. Si alzò dal letto, posizionandosi davanti allo specchio. Scostò i capelli, notando il livido violaceo. Forse avrebbe dovuto disinfettarlo, ma se Harry l'avesse scoperto, cosa sarebbe successo?
Non doveva rischiare, anche se sapeva che se non avesse disinfettato la ferita, si sarebbe infettata. Ricoprì il livido, mentre lentamente si sedeva sul letto. Indietreggiò nel momento in cui sentì qualcuno bussare. E non fu sorpresa di trovare Harry. Sembrava che dopo quello che aveva visto l'altro giorno, non si fidasse. E Madelaine non poteva biasimarlo.
«Non ti fidi di me?»
«Come?»
Harry la guardò confuso, chiudendo la porta.
«Sembra che tu non ti fidi di me. Come se tu avessi paura di...di»
Madelaine posò una mano sul suo polso e Harry capì subito quello che la ragazza stava cercando di dire. Harry avanzò verso Madelaine e l'attirò in un abbraccio.
«Mi dispiace tesoro se ti ho fatto pensare questo, non era mia intenzione. Ha chiamato Liam Payne e mi ha chiesto il permesso per portarti fuori. Avrei voluto tanto stare con te oggi, ma voglio che tu vada.»
«Ma io non voglio uscire con Liam, voglio...voglio stare con te.»
Madelaine mentì, sorridendo leggermente. Harry le strinse la mano, per poi baciarne il dorso.
«Domani staremo insieme e oggi uscirai con Liam. E' un bravo ragazzo, ma ti voglio a casa prima delle undici.»
Madelaine annuì leggermente e Harry le scostò i capelli dal viso. La ragazza si congelò sul posto, mentre osservava il volto di Harry cambiare espressione. La preoccupazione si fece spazio sul suo viso.
«Cosa ti è successo al viso?»
«Ho...Ho sbattuto contro la porta del bagno, si.»
Harry annuì anche se con qualche dubbio, volendo darle un po' di fiducia. Si alzò dal letto e andò in cucina a prendere dal cassetto una crema. Ritornò in camera e lentamente inizio a spalmare quella sostanza trasparente sulla gote della ragazza.
«La pomata dovrebbe fare effetto tra qualche ora.»
Madelaine annuì, sprofondando nel letto.





Madelaine al suono del campanello si alzò dal letto. Osservò il suo riflesso allo specchio, respirando profondamente.
Calmati Madelaine. Ripeteva nella sua mente. Afferrò il cellulare, infilandolo nella tasca del pantalone. Si mise il cappello di lana sul capo, scendendo lentamente le scale. Strinse la presa sulla ringhiera quando vide Liam parlare con Harry.
Non credeva ancora a quello che stava per succedere. Lei stava uscendo con Liam.
«Si, Mr Styles. Porterò Madelaine a casa prima delle undici.»
Liam spostò lo sguardo da Harry a Madelaine, notando quanto quest'ultima fosse bella anche indossando un semplice paio di pantaloni. E osservò anche il sorriso di Harry, nel momento in cui lui avanzò verso di lei tenendole la mano.
Avrebbe tanto voluto prendere il posto di Harry, soltanto per poterla sbattere sul pavimento e fare suo quel corpicino così tanto invitante.
Dopo aver salutato Harry, avanzarono verso l'auto del ragazzo. Liam afferrò la mano di Madelaine e la ragazza sgranò gli occhi a quel contatto, ma rimase in silenzio, non volendo creare qualche sospetto a Harry. Sapeva che lui li stava guardando.
Madelaine entrò in auto e quando Liam chiuse lo sportello del passeggero, si strinse nelle spalle. Salutò Harry con una mano, mentre il ragazzo al suo fianco metteva in moto.
Aveva un brutto sentimento.
Quella serata non l'avrebbe dimenticata facilmente.

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