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C17: Litigio

Dato che eravamo appena arrivati, e avevamo già pranzato, non sapevo cosa fare, e mi stavo annoiando.

Non ho nemmeno la password del wi-fi... potrei chiederla al maggiordomo! Ora che ci faccio caso, non gli ho nemmeno chiesto come si chiama, rimedierò subito!

Esco dalla stanza, con fare da spia, per non farmi scoprire da nessuno, e non so nemmeno il motivo, ma è meglio non fidarsi della gente qui dentro. Per quanto ne so potrebbero essere dei criminali! O delle spie.

Ispeziono, dall'uscio della porta, il corridoio.

Non c'è nessuno nei paraggi, meglio così!

Mi dirigo nel luogo in cui avevo visto il maggiordomo l'ultima volta, che mi sembrava fosse una specie di cucina.

Arrivata li, vedo che c'è una donna che lava i piatti, non vorrei disturbarla mentre svolge il suo lavoro, ma non so a chi rivolgermi altrimenti.

«Mi scusi.» Dissi con una voce innocente e chiara.

«Si cara?» Dice senza rivolgermi uno sguardo.

«Vorrei sapere se in questa casa, c'è il wi-fi?» Dico indicando il telefono, notando che la donna si è girata dalla mia parte.

«Cosa sarebbe il wiif?» Disse lei. Ma con chi sto parlando?

«Non wiif. Wi-Fi. La connessione ad internet!» Dico scandendo bene le parole.

«Mi dispiace, ma non so come aiutarti, non ho idea di cosa sia questo wi-fi.» Concluse.

«Va bene, grazie lo stesso, non la disturberò più, però sa dirmi a chi posso rivolgermi?» Chiesi con gentilezza. Ma come si fa a non sapere cos'è il wi-fi!

«Puoi chiedere a Edward, il maggiordomo, credo si trovi in salone.»

«Grazie mille. Arrivederci.» Detto questo mi incamminai nella ricerca di Edward, per fortuna ho una memoria abbastanza buona, e mi ricordo dove si trova il salone.

Arrivata in salone, vedo Edward intento a spolverare delle statuette in bronzo.

«Salve. Mi scusi.» Chiesi.

«Si?» Disse lui cordialmente. Fortunatamente qui sono tutti molto gentili, al contrario di Levi.

«Mi servirebbe sapere se in questa casa c'è il wi-fi.»

«Internet?» Disse lui.

«Esattamente!» Dichiarai io, finalmente qualcuno disposto ad aiutarmi a sconfiggere la noia!

«Mi dispiace. In questa casa non abbiamo tale servizio.»

Mi crollò il mondo addosso. Cosa faccio io per il resto della giornata! E del tempo in cui starò qui!

«Grazie lo stesso...» Conclusi io uscendo dalla stanza.

Allora andrò a rompere le scatole ad Hanji, così troverà qualcosa per non farmi annoiare!

L'ultima volta che sono andata alla ricerca di Hanji, non è andata molto bene, e spero non accadrà più, a pensarci ancora, mi vengono i brividi.

Brrrr!

Per fortuna Hanji era da sola nella sua stanza.

«Ehi Hanji, ho bisogno di aiuto!» Dissi con fare apocallittico.

«C-che succede!» Disse lei spaventata.

«...mi annoio!» Le risposi io.

«Cioè tu mi fai venire un infarto! Perché ti annoi?» Rispose la castana incredula.

«Beh sì!»

Senza dire niente mi cacciò dalla stanza, che caratterino! Dovesse sapere lei quanto rompe! Vabbè non mi serve il suo aiuto. Chiederò a Levi. Però magari a lui non faccio scherzi, non vorrei trovarmi in una brutta situazione.

Vado verso la stanza di Levi, per non trovarmi brutte sorprese, o calci: busso.

Dopo la quinta volta che bussavo, avevo iniziato a bussare con forza, fino a che, quando apre la porta, perdo l'equilibrio e cado.

«Sei proprio una mocciosa.» Disse lui, con la sua solita e noiosa voce.

«Potresti evitare i commenti!» Dico io irritata.

«Questo è quello che dovrei dire io! Per tua informazione, leggo ancora nel pensiero, purtroppo.» Dice a denti serrati, soprattutto l'ultima parolo, è detta quasi con dolore.

«Tsk. Che vuoi?» È tornato il vecchio Levi.

«Ehm... mi annoio.» Dico io tranquilla.

«Chiedi alla quattrocchi.» È arrivato capitan ovvio.

«Mi ha cacciata.» Rispondo sbuffando.

«Questi non sono problemi miei.» Risponde lui. Acido.

«Quanto sei scorbutico! Allora me ne andrò da sola, speriamo che nessuno mi rapisca!» Dico evidenziando l'ultima frase.

«Vengo anche io.» Risponde subito. Gliel'ho fatta! Lo sapevo che avrebbe ceduto, anche perché ancora se ne fa una colpa!

«Tsk.» Tch.

«Non mi copiare, mocciosa.» Tsk.

Sbuffa e usciamo dalla sua stanza.

«Vado a chiamare Hanji.» Dice il corvino allontanandosi.

IDIOTA. STUPIDO.

Nessuna reazione, non mi sta leggendo nel pensiero, perfetto.

Non è giusto, Hanji prima mi ha cacciata, e adesso deve uscire con noi. Io volevo uscire da sola con Levi, per poter chiacchierare, come quando non era fidanzato...

Da quando sta con Hanji mi ignora. Che cappero.

Mi mancano i miei amici, non li vedo da poco tempo ma già mi mancano.

Ahh. Che male alla testa. Forse dovrei stare a casa... no! Che sarà mai, Alberich ha detto che succede spesso, e non ha accennato nulla di grave, quindi non credo ci siano problemi nell'avere un po' di mal di testa.

Levi ed Hanji si avvicinano.

«T/N, sei sicura di voler uscire nel tuo stato?» Mi chiede Hanji preoccupata. Com'è che adesso le importa di me.

«Faccio quello che mi pare, e poi non sto male. A meno che tu non mi voglia tra i piedi.» Risposi facendo una voce più fredda possibile.

«Non è affatto così, sono solo un po' stressata, per questo prima ti ho cacciata, tu sei mia amica.» Mi dice con un sorriso. Si certo.

«T/N, non le mancare di rispetto.» Dice il nano scorbutico.

«Bene, adesso non posso nemmeno pensare! Vedo che qui non ho nemmeno il diritto di pensiero, adesso state esagerando, mi avete scocciata!» Dico io. Sono arrabbiata.

«Che cos'hai, il ciclo?» Risponde Levi.

«E anche se fosse che cosa te ne frega! Basta io vado in camera, limona con Hanji e lasciami in pace, nanetto idiota.» Dico prima con rabbia, e poi con freddezza, non può trattarmi così. Voglio tornare a casa.

Corro verso la mia camera. Mi gira la testa, ed anche tanto. Non capisco che cosa gli ho fatto.

Troppi pensieri per la mente. Entro in camera sbatto la porta e subito dopo mi stendo sul letto, per far allietare il mal di testa.

Sento la porta principale chiudersi, ottimo, se ne sono andati.

Il mal di testa non accenna a passare, sento come se qualcuno mi stesse martellando il cervello.

Sto sudando. Ad un tratto inizio a vedere bianco, dopo chiudo gli occhi e cado in un sonno profondo.

Spazio autrice

Scusate ancora per l'assenza, cercherò di essere più costante, vi ringrazio per la lettura e spero che questo capitolo più tranquillo vi sia piaciuto.

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