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Chapter 4: Cutie

Per questo aggiornamento ultra rapido dovete ringraziare darkargent che mi ha resa in mood Sugar Daddy.

Sospiro girandomi per l'ennesima volta nel letto, sprecando cosí una delle mie rare mattinate libere dal lavoro alla caffetteria.
In genere approfitto del giorno libero per recuperare tutto il sonno perso in settimana, ma a quanto pare oggi non se ne parla proprio di dormire, e la busta color ocra posata sul mio comodino sembra chiamarmi a sè.
Dopo aver mangiato, Luke, da vero gentiluomo quale si è dimostrato, mi ha riaccompagnata a casa a bordo della sua Ferrari nera -e credo di aver sviluppato un kink per le sue mani con tanto di anelli sul volante di una Ferrari-, ma prima di scendere mi ha messo sul grembo una busta.
'Qui dentro c'è il contratto. Puoi leggerlo e per qualsiasi dubbio chiamarmi. Il mio numero è dentro' ha detto, ed io non sono riuscita a resistere alla tentazione di dirgli che ha letto troppe volte Cinquanta Sfumature di Grigio.
Ma adesso questa maledetta busta è lì, mi fissa, ed io mi ritrovo a scalciare via le coperte e mettermi seduta prima di prenderla, aprendola con un movimento veloce e tirando fuori un plico di fogli.
"Neanche le dispense di quelle merde trigonometriche al liceo erano così lunghe" borbotto guardando la mole di fogli, notando subito, scritto in alto a penna, il numero di telefono di Luke.

E' la prima volta che per avere il numero di un ragazzo non devo nemmeno chiedere, ma tutta questa storia con Luke Hemmings è una prima volta per me.

Prendendo un respiro profondo più che altro per calmarmi, apro la prima pagina del contratto, trovandomi davanti una scritta rosa in corsivo.

Sugar Baby.

'Il ruolo della Sugar Baby è, principalmente, quello di compagna del suo Sugar Daddy che si occuperà di lei e del suo benessere. La ragazza accompagnerà il suo Sugar Daddy ad eventi, cene ed eventualmente viaggi e si preoccuperà di intrattenerlo. I rapporti sessuali saranno oggetto di discussione tra la Sugar Baby e lo Sugar Daddy. Dietro compenso pianificato, la Sugar Baby si renderà completamente disponibile per lo Sugar Daddy'.

Arriccio il naso una volta finito il primo paragrafo, sentendo già la mia libertà personale limitata, e il numero di telefono di Luke sembra quasi volermi indurre in tentazione, suggerendomi di chiamarlo.

Lancio una veloce occhiata all'orologio, accorgendomi che sono le nove del mattino, e senza pensarci troppo perchè altrimenti il mio coraggio rischia di dissolversi faccio il numero al cellulare, portandolo poi all'orecchio.

Ho come la sensazione di essermi impergolata in una situazione ben più grande di me.

Luke ci mette un paio di squilli a rispondere, ma non appena lo fa mi blocco sui miei passi nel sentire la sua voce calda e profonda.

"Kelly, aspettavo una tua chiamata, ma non mi aspettavo fossi così mattiniera".

"Sei per caso un pazzo sociopatico, Luke? Come facevi a sapere che ero io?" domando, cercando di mimetizzare l'effettiva preoccupazione. 

Prima il mio nome, ora questo.

La situazione sta degenerando.

Luke ride piano, e riesco quasi immaginarlo, così composto a differenza dei suoi capelli, così lunghi e ricci sempre in disordine per tutte le volte che una mano ci passa attraverso.

"Non sei un numero salvato in rubrica... E non do il mio numero in giro, quindi non potevo sbagliare" spiega, il suo tono tranquillo come sempre, ed io mi sento quasi stupida a non averci pensato.

Luke Hemmings ha il fantastico potere di confondermi.

"Oh" è tutto ciò che, stupidamente, sono in grado di dire, e sto cercando un modo per formulare quello che vorrei dirgli quando Luke prende di nuovo in mano la situazione.

Effettivamente, i modi del daddy ce li ha.

"Allora, immagino tu abbia letto... E che abbia dei dubbi" comincia, ed io, sempre più stupidamente, annuisco prima di ricordarmi che non può vedermi.

"Sì, qualcuno. Continuo a non capire cosa fa effettivamente la Sugar Baby. La mantenuta? La escort? E poi, questa cosa della completa disponibilità... Non ho intenzione di sacrificare la mia libertà personale per farti da badante, Luke, sia ben chiaro" commento, suonando forse un po' più dura di quanto non sia davvero, perchè alla fin fine Luke non è stato altro che gentile nei miei confronti.

E mi stupisce di nuovo, mantenendo la calma nonostante il mio tono: "dammi due minuti, Kelly, e sono subito da te".

Rimango ferma sui miei passi, con il telefono all'orecchio nonostante Luke si sia allontanato, la sua voce in lontananza mentre parla con qualcuno, e mi ritrovo a fissare il mio riflesso allo specchio con aria critica, notando il mio aspetto a dir poco indecente.

La disoccupazione non mi dona affatto.

"Eccomi" esordisce Luke, facendo il suo ritorno "ho liberato la mattinata dagli appuntamenti per te. Un quarto d'ora e sono al tuo appartamento, così possiamo parlare con calma e comodo... E se vuoi, stasera puoi fare una prova. Per vedere cosa ne pensi di tutto questo".

"Aspetta, cosa?" domando, sconvolta dalla mole di notizie che Luke mi ha dato in pochi secondi, facendolo scoppiare a ridere.

"Non preoccuparti adesso, sto arrivando. Pensa solo se stasera ti va di venire a una cena di gala con me. Quando arriverò, avrò bisogno di una risposta immediata" è tutto ciò che dice prima di chiudermi la chiamata, lasciandomi letteralmente a bocca aperta.

Mi guardo rapidamente attorno, rendendomi conto di quanto il mio appartamento sia disastrato, e senza perdere un secondo comincio a cercare di creare una parvenza d'ordine, bloccandomi poi quando mi accorgo che la cosa più in disordine, qua dentro, sono io.

"Oh, porca miseriacca" sbuffo, correndo nell'armadio e tirando fuori il primo paio di jeans e la prima maglietta che trovo, sistemando i capelli in una treccia veloce, e ho giusto il tempo di lavare i denti che il campanello suona, facendomi sobbalzare.

Maledetto Luke Hemmings.

Prendendo un respiro profondo e raccogliendo tutta la nonchalance che sono in grado di fingere, apro la porta, sentendo la mascella quasi sbattere a terra nel trovarmi davanti Luke in abito elegante e cravatta nera leggermente allentata, un sorriso soddisfatto sulle sue labbra probabilmente nell'accorgersi della reazione che ha scatenato.

"Buongiorno, Kelly" sorride con tanto di cenno della testa, ed io mi riprendo solo allora, sentendo le guance farsi calde per l'imbarazzo.

"Buongiorno anche a te" rispondo, facendogli spazio per permettergli di entrare, e lui non se lo lascia ripetere, entrando nel soggiorno con una naturalezza tale da sembrare quasi padrone di casa, guardandosi intorno e soffermandosi sulle foto alle pareti, un sorriso sulle sue labbra.

"Quindi sei sempre stata molto bella" commenta, indicandone una di me e Angel, ed io mi trattengo dal chiedergli dove esattamente vede tutta questa bellezza, ma decido di non farlo.

Mai mostrare le proprie insicurezze a un uomo, Angel mi ha insegnato bene.

"Stai cercando di lusingarmi in modo tale che firmi?" domando, incrociando le braccia al petto, ma Luke non si lascia prendere di contropiede, girandosi verso di me e leccandosi le labbra con fare seducente.

"No, sto solo constatando dei fatti. Piuttosto, hai pensato alla mia proposta? Per la prova?" domanda a sua volta, ed io vorrei dire che ci ho pensato attentamente, ma non è la verità.

Così, rispondo di getto.

"Sì, e accetto. Solo per stasera, sia chiaro".

Alle mie parole Luke sorride, compiaciuto, tirando fuori il cellulare con un gesto fluido e chiamando qualcuno.

Il suo sguardo rimane fisso su di me, come se mi stesse studiando, e passano pochi secondi prima che parli con qualcuno dall'altra parte della linea: "ciao, Andy. Sei dove ti ho detto? Bene. Un vestito lungo, taglia 42... No, nulla del genere. Rosa, rosa cipria. Sì, abbinate. E prendi anche un papillon dello stesso colore del vestito per me. Grazie, Andy. Il tuo straordinario ti sarà addebitato questo pomeriggio... E salutami tua moglie e le tue bambine".

Osservo senza parole la scena davanti a me, guardando Luke chiudere la telefonata e rimettere nella tasca il cellulare prima che i suoi occhi incrocino di nuovo i miei.

"Sono più che sicuro che il rosa cipria sia il tuo colore" commenta, un sorriso compiaciuto sulle sue labbra, e sto per dirgli che non era il caso di comprarmi un vestito quando Luke si toglie la giacca e la cravatta, posandole sullo schienale del divano, arrotolando i polsini della camicia esattamente come ieri sera e aprendo un paio di bottoni della camicia, quanto basta per lasciar galoppare la mia fantasia.

"Adesso, piccola, parliamo d'affari".



Sto avendo problemi di calura io stessa a scrivere questa storia, vi avverto.

Inoltre, nel caso non si fosse capito, le storie girano tutte molto intorno ai colori. Infatti, non so se lo ricordate ma in Naughty Girl i colori di Angel che si ripetevano spesso erano il rosso e soprattutto il nero, mentre in Luxury Girl sarà il rosa a farla da padrone. Insomma... Molto sugar.

Spero che la storia vi stia piacendo!

Amore e biscotti per tutte, 

Chiara.

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