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capitolo 10

Mi sto trovando davvero bene con lei, mi ha accolto subito senza conoscermi è davvero speciale. Credo finalmente di aver trovato un'amica...

***

"Allora dimmi..." inizia a dire la ragazza mentre apre una maschera al cocco per poi passarmela "come sei arrivata in agenzia?" Mi chiede
Sinceramente non so se poterle raccontare tutta la storia, sembra davvero una brava ragazza ma non so se potermi fidare completamente di lei. Magari un giorno anche lei mi abbandonerà come hanno fatto tutti...
Io abbasso la testa e istintivamente una lacrima mi riga il viso; non so perché sto piangendo non mi è mai capitato ma forse questa cosa mi ha toccato nel profondo.
A volte anche le persone più forti si lasciano andare, quando hanno troppe ferite aperte e non sanno come andare avanti.

Sento una mano toccarmi la spalla, è la ragazza che mi guarda sorridendo
"Se non ti senti non sei obbligata, ma era un modo per conoscerci meglio dato che sento di avere un bel legame con te anche se ti conosco da pochissimo" sorrido, questa ragazza è speciale riesce a capirmi in un secondo.
"Anche io sento di avere un legame con te, solo che è difficile parlarne" ammetto sospirando
"A parole tue non sono qui per giudicati"
"Ok, allora la mia vita prima di oggi era molto difficile; avevo un rapporto inesistente con i miei genitori e le poche volte che avevamo una conversazione loro mi risultavano rinfacciandomi tutti i miei difetti... a scuola venivo bullizzata e questo mi ha portato a soffrire di anoressia. Non mangiavo più e le poche volte che ingerivo qualcosa subito dopo vomitavo." Ormai sono in un mare di lacrime, faccio quasi fatica a continuare a parlare.
"Se vuoi puoi andare più nel dettaglio, per esempio dimmi il perché i tuoi genitori ti odiavano così tanto. Sai a volte parlare può aiutare molto" dice Riley sorridendo
"Allora è iniziato tutto ad andare male dopo la scomparsa di mia nonna, sai lei era una grande donna, perfetta; ma un giorno è scomparsa senza lasciare traccia. Non sappiamo più nulla di lei, sembra quasi che l'universo l'abbia risucchiata. Dopo la sua scomparsa ha iniziato ad andare tutto male, i miei genitori avevano una gioielleria che ha iniziato a perdere fama; è per tutti questi motivi hanno iniziato a prendersela con me, che ero piccola e incapace di difendermi. A scuola venivo presa in giro per il mio corpo, questo mi ha portato a smettere di mangiare e a tentare il suicidio. Molto spesso pensavo di togliermi la vita, ma il pensiero che mia nonna sarebbe potuta tornare mi fermava..." Mi fermai per guardarla negli occhi, aveva un velo di malinconia sul volto, quasi se provasse compassione per me
"E come se arrivata qui?" Mi chiese, forse la storia l'aveva incuriosita e la voleva conoscere fino in fondo
"Un giorno i miei mi cacciarono di casa, passai diversi giorni per strada senza una fissa dimora finché deciso di cambiare vita; andai quindi all'aeroporto e chiesi un volo a caso. Non avevo paura di quello che poteva succedermi, dato che ormai avevo perso tutto. Presi il volo per New Orleans, arrivata in città iniziai a pensare a cosa potevo fare per mantenermi; ad un certo punto mi scontrai con Jason che mi offrì di lavorare per lui. Non avevo altra alternativa perciò accettai, mi portò con lui in agenzia. Poco fa ho conosciuto sua madre Elisabeth che mi ha assunto come modella, è nulla eccomi qui." Dissi sorridendo, magicamente dopo che iniziai a raccontare l'incontro con Jason sul volto mi comparve un sorriso, forse perché mi ha veramente cambiato la vita.
"Wow che storia, scommetto che sarai grata a Jason per sempre!" Ammise Riley
"È così " risposi accennando una risata
"Invece raccontami qualcosa di te, come sei arrivata qui? E tutto il resto" le chiesi; del resto anche io ero incuriosita dalla sua storia.
"Ok allora, sono nata a New York, bellissima città penserai, né è così solo se sei benestante e in grado di mantenerti autonomamente. I miei genitori avevano un officina che come la gioielleria dei tuoi ha iniziato a perdere fama, così ci impoberimmo e la costosa vita della città in cui vivevo non ci aiutava. Mio fratello iniziò a lavorare in officina per aiutare i miei, avrei voluto farlo anche io, e ci provavo si, ma con scarsi risultati. Tutte le persone quando venivano lì dicevano che non ero una ragazza adatta a lavori pesanti e che ero più una ragazza da copertina. In effetti quello di fare la modella è il mio sogno."
"E ora lo hai realizzato!" La interruppi
"Shh non interrompermi" mi rimproveró dandomi un pugno scherzoso sulla spalla
"Scusa scusa continua" dissi
"Allora, un giorno la signora Elisabeth porto la sua macchina in officina, vedendo la mia presenza si incuriosí fino ad offrirmi un lavoro a tempo determinato. Mi avrebbe pagato abbastanza perciò la mia famiglia decise di accettare, feci i primi shooting nella grande azienda di New York; questi andarono molto bene così decise di assumermi a lavorare per sempre. Non potevo crederci era un sogno che si stava avvertendo, naturalmente accettai; mi trasferii qui è nel primo periodo mandavo una parte del mio guadagno a casa. Successivamente l'officina dei miei riprese con grande successo, forse a causa della mia fama; perciò la piccola famiglia povera che tutti i cittadini di New York decidevano è diventata molto ricca. Non ci siamo mai montati la testa però, infatti pensa i miei genitori vivono ancora nella casa dove sono cresciuta." Mi disse concludendo la sua storia; ammiravo davvero tanto questa ragazza, aveva anche lei un passato difficile eppure non era uno straccio come me anzi si era ripresa, rinfacciando alla vita tutto quello che le aveva tolto in passato.
"Sei forte e ti ammiro davvero tanto" furono le uniche parole che riuscii a pronunciare
"Anche io ti ammiro, del resto noi due siamo uguali solo che il tuo riscatto sta arrivando" mi disse lanciandosi addosso a me.
Mi stava abbracciando, davvero non ci credo, non so quanti anni fossero che non ricevevo tale affetto; all'inizio esitai un attimo ma in seguito ricambiai subito.
"Bene ora buttati sotto la doccia mentre io ti preparo i vestiti; devi essere perfetta, questo è lo shooting che da inizio a tutta la tua carriera" bene questa frase mi fece salire una certa ansia, speriamo vada tutto bene...

Mentre l'acqua scorre sulla mia pelle bianca, scacciando tutti i pensieri penso, penso che forse dovrei prendere esempio da Riley e affrontare la vita, combattendo con il sorrido e facendo uscire tutta la mia forza. Molto spesso la vita ci mette in ginocchio togliendoci tutto quello che ci sta a cuore, molte persone in questi momenti crollano tentando il suicidio; non li critico perché anch'io ho tentato questa strada, ma vorrei aiutarli; vorrei essere lì e digli -basta smettila, questa non è la soluzione, riprenditi guarda dentro di te e capisci la tua forza, perché si sei una forza. E per quanto possa essere meschino da dire tu sei l'unico in grado di salvarti, perciòrendi in mano la tua vita e affrontala. E quando ce la farai tutti che sei un vincente... perchè si lo sei-

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