3. Nuove amicizie
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⊰❀ Kim Taehyung ⊰❀
Sono sempre stato basso, fin da quando ero bambino.
Ad ogni sorta di assemblea scolastica venivo sempre messo in prima fila, e, sin dalle elementari, ero costantemente deriso da tutti.
E la cosa purtroppo sta andando avanti inarrestabilmente, al contrario della mia bassezza, che si è fermata ai 161 cm da quando facevo la seconda media.
Non sono uno che crede nel destino, ma, per quanto riguarda la mia altezza diversa, ho sempre pensato che ci fosse un'entità superiore che ce l'avesse avuta con me per avermi fatto nascere così basso.
La mia famiglia infatti è composta da mio padre Kim Heechul e da mia madre Shin Hye Jin, entrambi superiori al metro e settanta, e poi... beh, e poi ci sono quelle due dannate sorelle gemelle quattordicenni - Ji An e Jay Min - che alla loro tenera età sono già alte cinque o sei centimetri più di me.
È stato proprio uno scherzo del destino e direi, senza mezzi termini, anche parecchio bastardo.
Insomma, rispetto alla media d'altezza maschile qui in Corea, essere alti 161 cm è uno sputo, specie se confrontato con l'altezza dei miei migliori amici nonchè compagni di squadra di basket.
L'unico lato positivo è che vengo considerato molto kawaii da alcune ragazze, ma non saprei nemmeno dire se sia un vantaggio o meno, dato che la mia altezza, se mai volessi mostrare un barlume di virilità, mi ostacolerà sempre.
Tuttavia, tutti gli insulti messi insieme ricevuti dalle più svariate persone che ho incontrato non sono mai stati così insopportabili come invece lo sono dall'inizio delle superiori, a cominciare da marzo di quest'anno.
È lì che infatti ho conosciuto una persona che ha radicalmente peggiorato la mia condizione esistenziale, facendomi cadere nel baratro della disperazione quando ci parlo, o anche solamente quando le sono accanto.
Questa persona si chiama Bae Juhyun, è sfortunatamente mia compagna di classe e, ironia della sorte, è più alta di me di ben 18 centimetri. Quasi due spanne, per intenderci.
E, ve lo giuro, non c'è niente di più umiliante al mondo che essere insultato giorno e notte - già, a volte mi perseguita anche nei sogni - da una gigantessa del genere.
Per come sono fatto io, ho sempre pensato che tutte le ragazze fossero esseri piccolini, solari, aggraziati e angelici, una sorta di muse ispiratrici, ma da quando ho fatto quella spiacevole conoscenza mi sono dovuto seriamente ricredere.
Già, perché Bae Juhyun non è semplicemente una gigantessa uscita direttamente dal manga di Hajime Isayama e capace di sovrastare tutto e tutti col suo sguardo, no; e, tanto per rincarare la dose, oltretutto si diverte un mondo a prendermi quotidianamente in giro.
Sì, anche io ovviamente faccio lo stesso, e lei potrà pensare tutto quello che vuole in merito, solo che non le è mai - e ripeto, mai - lontanamente passato per la testa il pensiero che tra i due sono sempre io quello a soffrirci di più.
Lei infatti potrebbe comunque utilizzare la sua eccessiva altezza come arma a suo favore, se solo tenesse un po' di più a se stessa, visto che molte donne sfruttano la loro altezza a proprio vantaggio... e invece io? Io no, sono condannato a restare basso per tutta la mia vita, finché morte non mi separi da questo mondo.
Per questo alle volte mi dico: al diavolo il Taehyung kawaii che molte femmine credono che io sia! L'uomo è fatto per essere virile, non di certo un nano quasi più basso delle ragazze!
E io senza almeno una decina di centimetri in più, non sarò mai e poi mai considerato virile. Del resto, non essendo una ragazza, non potrei nemmeno indossare i tacchi o adottare chissà quale espediente per sembrare più alto.
Semplicemente... devo accettare la dura realtà dei fatti così come stanno.
Beh, questo è quanto ho sempre pensato.
Tuttavia non ho mai spesso di sperare in un miracolo.
O almeno fino a quando non ho deciso di mettere in gioco la mia astuzia per proporre a quella diavolessa sgraziata qualcosa che le ha fatto immediatamente cambiare idea su di me.
Non che la cosa mi freghi, sia chiaro, ma ho sempre pensato fin dall'inizio che l'aiuto della spilungona nelle questioni amorose prima o poi mi sarebbe giovato.
Il motivo è molto semplice: fin dall'inizio dell'anno scolastico mi sono preso una grossa cotta per Kim Yerim, soprannominata dalle sue amiche Yeri, una mia compagna di classe fin troppo carina e gentile, ma che spesso e volentieri evita lo sguardo dei ragazzi.
Ad essere sincero non avevo mai capito perché, ma adesso che la spilungona sarà mia socia nell'attuare il piano malefico che ho partorito, ho scoperto qual è il suo problema coi ragazzi e potrò finalmente avvicinarmi a lei e cercare di guarirla!
Tutto questo è stato possibile solo grazie allo sguardo innamorato che Juhyun ha rivolto l'altra mattina a quello studente dei corsi di recupero, Jeon Jungkook, per poi arrossire come un peperone.
Infatti, se solo io non avessi fatto caso a quel piccolo particolare, forse a quest'ora non sarei nemmeno qui affianco a lui, al cambio dell'ora, a cercare di imbonirmelo per persuaderlo del fatto che la spilungona...
«... è davvero una brava ragazza, lo sai?»
Jungkook sgrana gli occhi, per poi indirizzare lo sguardo dalla parte opposta dell'aula, dove è seduta Juhyun che sta parlando con Yeri.
La spilungona, gesticolando come una scema, ad un tratto si volta verso di noi e mi fa un segno affermativo col pollice.
Bene, bene... Immagino quale sia l'argomento del loro discorso, per cui non mi trattengo dal ricambiare con un occhiolino.
«Taehyung-ah, con questo non vorrai mica dire che ti piace?» mi chiede improvvisamente Jungkook, facendomi gelare sul posto.
Come... come ha detto?!
«Pffft, ma che cazz-?! Non farmi ridere, dai!» mi riprendo dallo shock, dandogli una sonora pacca sulla schiena.
Dannazione! Non avrebbe potuto fraintendere più di così.
«Va bene, va bene... però è troppo divertente guardarvi quando siete insieme. Sareste veramente una bella coppia» constata lui, osservandomi con un sorrisetto che non lascia trasparire niente di buono.
Per la seconda volta rischio di rimanere vittima di un attacco cardiaco.
Ma questo qui non ha proprio capito una beata minchia!
Accidenti, se non mi muovo a chiarire la situazione per bene, qui c'è veramente il grosso rischio che il mio piano vada in fumo, e questo non era assolutamente previsto nella scaletta!
«Jungkook, non so che idea ti sei fatto su noi due, ma-...» mi affretto a dirgli, ma non riesco nemmeno a mettere insieme due parole in croce che l'improvvisa entrata del professor Lee interrompe i miei sani propositi.
«Buongiorno, ragazzi. Seduti ai vostri posti, prego» dice con tono severo, poggiando la borsa sulla cattedra e sovrastandoci col suo sguardo arcigno.
Dopo che Jungkook si è girato nuovamente davanti a sé con sguardo ingenuo, mi volto alla mia destra verso Juhyun, cercando di non dare troppo nell'occhio, ma l'unica cosa che ricevo è soltanto un maledettissimo pollice all'ingiù con una faccia più che abbacchiata, segno che l'operazione-conversione non sta ancora dando i suoi frutti.
Ma presto li darà, ne sono certo, perché, quando Kim Taehyung si mette in testa una cosa, non c'è niente né nessuno che possa fermarlo dall'ottenerla.
E io otterrò Kim Yerim. Sarà solo questione di tempo... e delle abilità oratorie della gigantessa, ovviamente.
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All'uscita da scuola, dopo aver scambiato quattro chiacchiere con Seokjin e altri miei compagni e colleghi di squadra di basket, mentre mi sto avviando verso casa sento una mano posarmisi sulla spalla con forza.
«Nanerottolo, abbiamo veramente un grosso problema. Da codice rosso»
Mi volto, allarmato, per poi trovarmi faccia a faccia con la gigantessa in un atteggiamento affannato che non mi fa pensare a niente di buono.
Non sarà mica che...?
«Yeri continua a credere che io sia innamorata di te, e ora ci si è messa pure Seulgi a fare il tifo per noi! Ma ti rendi conto che schifo?!»
Spalanco occhi e bocca, restando incapace di intendere e di volere per qualche secondo.
Aish, ma è mai possibile che anche lei...?
«Non ci credo! Jungkook mi ha detto esattamente le stesse cose, e io non ho potuto far altro che rabbrividire per il ribrezzo!» grido, dopo essermi ripreso dall'ennesimo shock.
«La cosa è reciproca, credici!» mi aggredisce la spilungona, alzando un pugno con fare di sfida.
Cerco di trattenere la rabbia per non aggravare inutilmente la situazione mentre continuiamo a camminare, fino a che - dopo qualche secondo di tensione silenziosa - non mi decido a rivolgerle una domanda.
«Beh, ma quindi che facciamo? Sono quattro giorni che proviamo senza successo... più di così!» allargo le braccia, rassegnato.
Juhyun si blocca sul colpo, restando con lo sguardo fisso davanti a lei, come se fosse stata appena ipnotizzata.
«Quattro... quattro... mh» mormora impercettibilmente, portandosi una mano al mento.
«Spilungona, stai delirando per caso?» la provoco, sventolandole una mano davanti alla faccia, senza ottenere momentaneamente una risposta.
«Aspetta. Ho un'idea. Pianifichiamo un appuntamento a quattro» dice finalmente dopo qualche altro secondo di delirio, sollevando un dito risoluta.
«Eh? Dici che potrebbe funzionare?» pondero la sua proposta con curiosità, mentre riprendiamo a camminare.
«Ma sì! Una di queste sere io invito Yeri a fare un giro da qualche parte e tu farai lo stesso con Jungkook, dopodiché faremo in modo di incontrarci casualmente in giro e... boom! Sarà fatta!» mi spiega tutta pimpante, gli occhi che le diventano lucidi per l'emozione, facendomi inavvertitamente sorridere.
Però! Non pensavo che anche la spilungona sapesse usare il cervello, una volta tanto.
«Mh... effettivamente non sembra male. Ma c'è un piccolo problema» faccio il difficile, per vedere fin dove si spingerà la sua immaginazione.
«Ovvero?» mi guarda lei curiosa, attendendo spiegazioni.
«Non possiamo incontrarci in un luogo qualunque in giro, altrimenti sarà fin troppo affollato, e non riusciremmo nemmeno a parlare come si deve»
E ad aggravare il tutto resta il fatto che alla piccola Yeri - perlomeno da come mi ha detto la spilungona - non vanno molto a genio i luoghi pieni di gente. Lo stesso penso valga per Jungkook, visto che parlando mi ha rivelato di non essere mai stato un tipo così sociale ed estroverso.
«Allora... che ne dici di un bar? O di un cinema?» suggerisce la spilungona, stando col naso per aria.
«Fra le due il cinema forse è meglio, anche se non so se riusciremo mai a trovare un film che va bene a tutti e quattro» rifletto ad alta voce, una mano sotto al mento. Yeri probabilmente prediligerà i film romantici, Jungkook e io quelli da uomo, mentre quella pertica non so proprio dove potrebbe far andare a sbattere le sue corna. Insomma, in ogni caso ci sarebbe comunque un gran imbarazzo della scelta.
Juhyun sorprendentemente annuisce, approvando la mia preferenza.
«Il problema è che, una volta che ci saremo incontrati casualmente, poi non saprei come convincere Jungkook ad andare al cinema senza fargli destare troppi sospetti. Ogni giorno che passa mi accorgo sempre di più che lui è così... come dire, introverso» mormora poi, grattandosi una mano con aria più che patetica.
Su questo però non posso che comprenderla.
«Lo stesso vale per Yeri, ma già lo sai» dico con rammarico.
«E se chiedessimo anche a Seokjin e a Seulgi di venire per fare numero? Così potrebbero...» prova poi a proporre lei, ma io non perdo occasione per interromperla.
«No, no e poi no! Ti rendi conto che più gente c'è e peggio è?! Se vuoi provare ad entrare più in intimità con qualcuno, gli appuntamenti con troppa gente non funzioneranno mai!» sbotto, serrando i pugni.
«Va bene, e allora... che appuntamento a quattro sia!» mi dà sorprendentemente ragione lei, annuendo con fare da vecchia saggia - caratteristica di cui avrebbe veramente bisogno.
«Bene... quindi ora non ci resta che farci coraggio e invitarli.» dico allora io, chiudendo gli occhi e volgendo per un attimo il pensiero verso la mia ardente fiamma e il suo sorrisino adorabile che mi fa sempre battere forte il cuore.
«Yah. Spendi un'altra buona parola per me, quando parlerai con Kookie» sentenzia Juhyun, poggiandomi una mano sulla spalla, ma non dandomi nemmeno il tempo di ribattere, dato che si è già allontanata ad enormi falcate verso la casa della cara piccola Yeri.
Non so quanto tutto questo potrà funzionare, ma spero valga la pena almeno di tentare...
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E così, dopo una stancante settimana di corsi di recupero, finalmente il sabato è arrivato. Ma, con esso, è giunto anche il momento del fatidico appuntamento a quattro.
Dire che mi sono messo tutto in tiro per stasera non sarebbe esattamente corretto, anche se so che durante l'uscita amichevole con Jungkook incontrerò casualmente Yeri e la spilungona.
Ma, se mi fossi vestito fin troppo bene, Jungkook - che non sa ovviamente nulla riguardo al nostro piano diabolico - avrebbe potuto fraintendere e la situazione sarebbe precipitata nell'imbarazzo più totale.
Faccio l'ennesimo respiro profondo ad occhi chiusi mentre cerco di placare l'agitazione; sto aspettando Jungkook davanti a questo bar da cinque minuti, ma a quanto pare è un tipo abbastanza ritardatario anche nella sua vita extra scolastica.
«Taehyung-ah! Scusami se ti ho fatto aspettare!»
Dopo qualche minuto sento finalmente la sua voce riscuotermi dai miei pensieri, per poi voltarmi verso di lui e notare con piacere che anch'egli si è semplicemente vestito con una normalissima maglietta e un paio di pantaloncini corti, proprio come me.
«Tranquillo, non preoccuparti. Entriamo?» gli rispondo, dando poi un'occhiata all'orologio e rendendomi conto di avere a disposizione ancora una buona mezz'ora prima di dover uscire di qui e incontrarmi accidentalmente con le altre due fuori dal cinema.
Un tempo più che sufficiente per prendere qualcosa da bere al bar e discutere tranquillamente con Jungkook, direi.
Così, dopo aver ordinato ognuno le sue bibite - una Sprite per Jungkook e una Fanta per me - ci mettiamo a parlare del più e del meno, senza impegno, sorvolando momentaneamente di proposito l'argomento "ragazze".
Non che questo non sia il momento buono per parlarne, soltanto che, dal momento che io già so del nostro incontro casuale che avverrà fra poco, sarebbe meglio lasciar accadere le cose come devono accadere, senza stare a fare troppe ipotesi o congetture sul come, cosa, quando, eccetera.
Anche perché... Jungkook non deve saperne nulla sino al momento opportuno.
Momento che, inaspettatamente, arriva prima del previsto. La conversazione fatta con lui sugli sport e, in particolare, sul basket, deve avermi talmente preso da non avermi fatto minimamente rendere conto dello scorrere del tempo.
Osservo l'orologio: ora mancano esattamente cinque minuti al momento dell'incontro, quindi sarebbe meglio muoversi.
«Che ne dici, usciamo un po'? Fa parecchio caldo qui dentro» me ne esco quindi con la prima scusa che mi passa per la testa, ricevendo in risposta un cenno affermativo da parte di Jungkook, che, dopo aver pagato anche per me, mi segue in silenzio fuori dal bar.
«Andiamo a vedere se c'è qualcosa al cinema qui vicino?» gli propongo poi, ottenendo di nuovo la sua approvazione. Stare al gioco con dei tipi come Jungkook è più facile di quanto pensassi...
«Ciao, Jimin-ah! Come stai?»
Nel sentire queste parole provenienti da Jungkook, volto subito lo sguardo dietro di me, per poi scoprire qualcosa che mi fa immediatamente ritirare quanto detto prima.
Accanto a Jungkook, infatti, ho il dispiacere di notare un ragazzo della mia scuola che non mi è mai andato troppo a genio; non perché sia antipatico, anzi, Park Jimin è per tutti la dolcezza fatta persona... ma, si sa, quando si tratta di vincere delle partite di basket, la mia competitività ha sempre la meglio, e così finisco spesso per sacrificare rapporti amichevoli anche a causa di questo.
Ed essendo Jimin uno dei più bravi membri della squadra di basket della nostra scuola, beh... a questo punto direi che è inutile dare ulteriori spiegazioni.
«Jungkook-ah, ho saputo che hai dovuto partecipare ai corsi di recupero! Come sta andando?» è solo una delle tante domande che gli rivolge Jimin, e i due continuano a parlare indisturbati per circa uno o due minuti, facendo proprio come se io non ci fossi.
Sembra davvero che siano molto amici, ma che non si vedano da un po'. Ma non è questo il problema.
La faccenda infatti non si ribalta per colpa di Jimin, bensì per colpa di Jungkook e delle sue domande del cavolo.
«Taehyung-ah, può venire anche lui al cinema?» mi chiede, con un sorriso smagliante, di quelli che probabilmente mandano in confusione la gigantessa.
Ma, prima che io possa anche solo dire "A", ecco sbucare da dietro Jimin altri due ragazzi, sempre studenti della mia stessa scuola, ma fortunatamente non membri del club di basket.
Se non erro, dovrebbero essere Kim Namjoon e Min Yoongi.
«Eccoci arrivati, Jimin-ah!» salutano entrambi il loro amico con un cinque, per poi voltarsi verso Jungkook e me, e guardarci perplessi.
«Ehm... devo passare alle presentazioni, vero?» ridacchia allora Jimin, grattandosi la nuca imbarazzato, per poi presentare i suoi due compagni di classe a Jungkook e me, dandomi la conferma che si trattava proprio di Namjoon e di Yoongi.
«Vengono anche le nostre due ragazze, è un problema?» dice ad un tratto Namjoon, dopo aver scritto qualcosa al cellulare e averlo riposto in tasca, per poi lanciare uno sguardo d'intesa a Yoongi.
Anche questa volta sto per ribattere, avendo il vago presentimento che la situazione stia davvero degenerando, ma mi trattengo, e il mio sguardo cade inevitabilmente sul mio orologio: credo proprio di essere in ritardo per l'incontro casuale pianificato nei dettagli con Juhyun.
Neanche il tempo di pensarlo, che, come se fossimo telepatici, ecco che il cellulare mi si mette a squillare in tasca a tutto volume.
«Pronto?» rispondo con nonchalance, anche se so già che fra pochi secondi il mio povero timpano si disintegrerà.
«Yah, idiota! Dove siete tu e Jungkook? Sono già tre volte che sto facendo avanti e indietro per la via con Yeri, ma alla fine mi sono allontanata da lei un attimo per chiamarti, perché siete in ritardo!» mi aggredisce infatti la gigantessa, come previsto.
«Yah, idiota a me?! Ci vuole un idiota per riconoscere un altro idiota, tsk» dico subito la mia, non dopo essermi messo a debita distanza dal gruppetto indesiderato di persone.
«Sì, sì, di' pure quello che vuoi! Ma parlando seriamente, dove diavolo siete?!» ribatte lei, con fervore.
Aish... a questo punto non posso far altro che dirle le cose come stanno.
«Ehm... sai, c'è stato un piccolo problemin-» provo a dire, ma lei subito mi interrompe.
«Come sarebbe a dire?!» sputa, con la grazia di un elefante.
Faccio il segno della croce e m'appello al santo Joshua, prima di risponderle dicendole la cruda verità.
«Il nostro originario appuntamento a quattro... potrebbe diventare un appuntamento a otto»
«CHE COOOOOSA?!» ricevo di tutta risposta da lei, ed è l'ultima cosa che sento prima che accada qualcosa di veramente inaspettato.
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Piccola preview del prossimo capitolo!
«L'acqua... va benissimo»
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«Non ho mai desiderato così tanto essere bassa come in questo momento!»
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«Non ho armi con me, ma mi staccherei volentieri un pezzo di braccio solo per poterglielo lanciare addosso!»
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«Ma non hai origini mezze indiane?»
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«Io ho la soluzione, una semplice parola: triangolo!»
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