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Capitolo 7

Conan

La sala comune dei Corvonero era davvero in alto, ma davvero, DAVVERO in alto.

Dopo aver arrancato su per una stretta e fredda scala di pietra grigia, si ritrovarono in cima alla torre più alta del castello, affacciandosi da una finestra dell'atrio si poteva benissimo vedere tutto il castello dall'alto.

Conan si chiese dove fosse Ai, cosa stesse facendo, se stesse bene, con che fosse, se si fosse fatta nuovi amici...

Gli amici, ecco quello che lo preoccupava di più. E se la lontanaza li avesse....allontanati? Come era successo a Jack e Maya, che pure sembravano la coppia perfetta invece....

Scosse la testa cercando di allontanare i pensieri ma inutilmente, l'immagine di Ai vicino a quel ragazzino a tavola continuava ad annebbiargli la mente.

-AAAAH- sentì un gridolino e un peso cadergli addosso. Con un gesto meccanico protese le braccia e si ritrovò stretto a Rosaline che gli era caduta addosso inciampando in una mattonella sconnessa del pavimento.

-Oddio scusami!!! -esclamò la ragazzina senza però non accennava a spostarsi.

Lui allentò la presa sperando che si scansasse togliendolo da quella situazione imbarazzante ma la ragazzina si teneva aggrappata con tutte le sue forze alle sue braccia.

-Ehm....Rose.....

-Che c'è?- chiese lei appoggiando la testa al suo petto.

-P-puoi...ehm...spostarti??- Conan era rosso fino alla radice dei capelli, decisamente in imbarazzo anche perché tutti li guardavano ridendo sotto i baffi.

-Oddio!!! Si...scusa..- lei aveva una faccia ferita e per un attimo Conan si dispiacque di averla rifiutata in modo così evidente.

-Whooooa!!! Questa brucia!!- rise una ragazzina del terzo anno e Conan non potè fare nulla dopo averla umiliata così.

Rosaline scappò nella sala comune e si fece immediatamente dire dove fosse il dormitorio delle ragazze ed entrò, impedendo a Conan di raggiungerla.

Il ragazzino era dispiaciuto ma da una parte era felice di essersela levata dai piedi, erano insieme da una sola era e lui già si chiedeva se sarebbe riuscito a sopportarla fino alla fine di quell'anno.

La verità è che si sentiva fuori posto, come un pesce fuor d'acqua, era in un posto in cui nessuno lo conosceva, Shinichi Kudo era famoso in giappone ma nel mondo magico tutto quello che lui faceva sembrava superfluo, insomma, un mago con un semplice incantesimo poteva guarirsi da tutto, poteva uscire da qualsiasi situazione scomoda...

Conan non voleva pensarci, era lì per fare compagnia ad Ai, era lì per la sua ragazza.

Ma lui non era magico, lui non aveva quelle doti che erano così spiccate in Ai, o in Jack e in Maya, lui era un babbano capitato lì per errore.

Seguì il flusso fino alla camera e si stese sul letto che gli era stato assegnato, sprofondando in un sonno senza sogni.

Maya

-Ascoltate ragazzi!!- Maya era nella sala dei Grifondoro, di nuovo nei suoi abiti da strega e stava parlando a quelli del settimo anno -il Rave Party di inizio anno è stato rimandato....

-Prof!!!! Non é giusto!!! Questo è il nostro ultimo anno e solo a quelli del settimo è consentito andare e...

-Lo so Malcom, lo so. Ma purtroppo non posso farci niente, tutta colpa del cappello, co sta dando molte gatte da pelare. Ma, per la vostra gioia, ne è stato istituito un altro per il 22 dicembre, il 23 prenderete il treno per andare a casa.

-Uff....io ho dormito tutto il viaggio per niente!!!- protestò una ragazza

-Mi state dicendo che non reggete l'after?? - Maya sembrava stupita ma si ricompose quasi subito nella donna seria di cui interpretava il ruolo.

-A nanna adesso, fate i bravi!!!- li richiamò uscendo dalla sala, respirando profondamente.

Salì innumerevoli scale ed entrò nell'ufficio del preside, pronta per una riunione degli insegnanti d'emergenza.

Arrivò per ultima e già erano tutti nella stanza. Erano tutti in piedi, appoggiati alle pareti stipati di libri e di oggetti strani, tutti tranne Itaca e Jack. La prima era seduta sulla scfivania in mogano con le gambe accavallate, mentre il preside stava seduto sulla sua sedia con la testa fra le mani ed una sigaretta tra i denti.

Jack fumava in rari casi, solo quando era estremamente nervoso ed era evidente che l'annuncio del cappello l'aveva turbato parecchio.

-Adesso che siamo tutti, dichiaro aperta la riunione- disse tirando una sedia di fianco a lui per far accomodare Maya di fianco a lui.

Mentre lei si sedeva lui non la degno di uno sguardo e la ragazza decise di non darci peso.

-Allora, c'è un motivo se il cappello ha dato quell'annuncio, e noi dobbiamo scoprire quale.-Maya fu la prima a prender parola.

-Bhe, mi pare logico. Cos'è successo di nuovo quest'anno?? - Lello continuava a grattarsi i ricci color cioccolato nel tentativo di venire fuori da quell'intricato rompicapo.

-Ci sono i nuovi ragazzi, è tornato Jack e...- esordì Itaca

-E niente, non é successo niente- Nala appoggiò la testa alle braccia conserte con fare sconosolato.

-Ne verremo fuori se collaboriamo- disse Mr Hermann, il capo dei Tassorosso.

-Si!!! Se lavoriamo insieme in amicizia e allegria tutto si risolverà e noi cominceremo a vomitare arcobaleni!!!- esplose Ripred afferrando Hermann per la camicia, sollevandolo quasi da terra.

-NON È IL MOMENTO DI LITIGARE!!!!- urlò Jack dal suo posto e tutti si fermarono per un secondo. Poi ritornarono ai loro posti.

Dopo due ore di noiosissima riunione ancora non erano venuti a capo di nulla, e Maya cominciava a perdere le speranze.

Una parte di lei era fermamente convinta che la sua amica giapponese fosse coinvolta in quella storia, aveva una specie di sesto senso e aveva seriamente paura per Ai.

Di solito non si preoccupava per le altre persone ma da quando aveva rotto con Jack era molto più sensibile a tutto, si preoccupava per niente e non si sentiva mai al sicuro.

Anche se non l'avrebbe mai ammesso, le mancava terribilmente avere qualcuno su cui poter contare in qualsiasi momento, qualcuno che la accogliesse tra le sue braccia e le dicesse che tutto sarebbe andato bene, che insieme avrebbero superato qualsiasi difficoltà...ma adesso era sola, sola come all'inizio della sua vita, come quando era ancora posseduta da Bellatrix...si sentiva esattamente come la notte in cui aveva lanciato la maledizione cruciatus contro Jack, aveva undici anni allora ma ricordava perfettamente la sensazione, il senso di smarrimento e i sensi di colpa.

Ma avrebbe imparato a convivere con quella solitudine, e chissà, magari avrebbe trovato anche qualcun'altro disposto ad amarla.







Ciaaaao gente!!!!.

Innanzitutto scusatemi, non aggiorno da anni ma sono stata molto impegnata, anzi no, lo sono. Ma ho trovato un filo di tempo per scrivere le ultime parole di questo capitolo.

Comunque.....mi ha fatto piacere riaggiornare.

Buon viaggio a vederci.

Ci vediamo nel prossimo capitolo....

Aspettate un attimo. Prima una domanda esistenziale:

Voi avete idea del perché un corvo assomigli ad una scrivania??

Commentate la risposta.

Ciaooo!!!

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