Capitolo 3
Ai
Quando la compagnia scese dal treno la prima cosa che la colpì fu il freddo, quel freddo che si infiltra sotto la pelle e ri si incolla addosso, e dopo è possibile scaldarsi. Si strinse nel lungo mantello nero e avanzò lungo la strada ciottolata.
Kazuha e Heiji li salutarono dicendo che dovevano prendere la strada per gli insegnanti, non avrebbero frequentato Hogwarts, avevano ricevuto solo il permesso speciale per restare il primo giorno e per le vacanze di Natale, poi avrebbero continuato la loro vita di sempre nel mondo babbano.
Anche Ki li salutò, lui frequentava il secondo anno perciò non avrebbe preso le barche ma sarebbe andato con le carrozze.
Conan passó un braccio attorno alle spalle della sua ragazza, attirandola a se, lei appoggiò la testa sulla sua spalla ma il suo sguardo era fisso su Rosaline che guardava con quegli stupidi occhi da cerbiatto il suo ragazzo, senza preoccuparsi di lei. Quando si accorse che la fissava la ragazzina le fece un sorriso timido che fu ricambiato solo da uno sguardo gelido da parte dell'ex donna in nero. Non le piaceva per niente quella stupida bambina, sembrava troppo....Ran.
-Primo anno!!!! Primo anno da questa parteee!!!- sbraitò una voce dal bordo del lago Nero. Era un gigante dalla mole enorme, con capelli e barba incolti e intrecciati e vispi occhi neri che luccicavano come l'osidiana al sole.
-Su!! Non abbiate paura!!- li incitò il gigante intanto che un piccolo gruppetto di undicenni gli si raggruppava intorno.
Mano a mano che si avvicinavano il gigante, che si era presentato come Rubeus Hagrid, li fece salire su delle traballanti barchette di legno, alla cui poppa era sistemata una lanterna che emanava una fioca luce giallognola.
Conan saltò sulla barca e tese una mano alla ragazzina, lei la scansò e saltò agilmente dal pontile alla barchetta
-Non mi devi proteggere Conan, sono sempre io. Non sono mai stata di vetro.
Lui sorrise
-Ah no!?- disse attirandola a se, i loro volti si sfioravano.
-No- confermò lei sorridendo e sottraendosi dall'abbraccio, sedendosi su una delle panche e tamburallendo di fianco a se per incitare il suo ragazzo ad accomodarsi di fianco.
Quando anche Hagrid fu salito sulla barca davanti tutte quelle al suo seguito partirono, scivolando leggere sull'acqua nera come l'inchiostro, fendendola e creando alcune piccolissime onde che si propagavano fino ad infrangersi sulla riva.
Hagrid viaggiava con la schiena curva per evitare di essere colpito dalle fronde degli alberi che si protendevano lungo il loro corso, talvolta anche la piccola e minuta Rosaline fu costretta ad abbassarsi per evitare di essere colpita.
-Ecco...appena dopo questa curva...- disse la voce roca del gigante. Ai si sporse più che poté per cercate di vedere ma il gigante le copriva del tutto la visuale. In preda all'agitazione strinse forte la mano di Conan, lui la guardò e sorrise, ma l'ex donna in nero non lo stava guardando.
Quando il castello si erse in tutta la sua grandezza rimasero tutti a bocca aperta, erano così vicini che potevano distinguere le difore a volta sistemate ordinatamente lungo tutta la facciata, le innumerevoli torrette si stagliavano contro il cielo scuro. Quella era casa.
Si arrampicarono su per una lunghissima salita ciottolata che sembrava interminabile, ma nessuno degli studenti sentiva davvero la fatica, l'agitazione era davvero troppa, erano tutti troppo felici per essere lì, nel posto che avevano praticamente sempre sognato.
Quando giunsero davanti al portone di pesante legno massiccio Hagrid bussò ripetutamente, e dopo qualche scatto di serratura anche questo si aprì. Il gante li scortò per un dedalo di corridoi e scale che si susseguivano uno dietro l'altro, dopo la ventesima svolta l'ex donna in nero decise di smettere di cercare di ricordare il percorso decisamente troppo complesso.
In cima all'ultima scala li aspettava Maya, i capelli rossi legati in una complessa acconciatura a treccia, il corpo fasciato da un lunghissimo vestito verde di velluto con il soytogonna di pizzo nero, attorno al collo indossava un collarino alla francese nero. Gli occhi verdi erano resi ancora più penetranti dal trucco nero che li circondava. Ai fu percorsa da un brivido, come se qualcuno le avesse passato un cubetto di ghiaccio lungo la spina dorsale.
Tuttavia Maya sorrise amabilmente mostrando una sfilza di denti bianchi e perfetti.
-Allora, giovani maghi, benvenuti alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts!! Spero vivamente che questi sette anni rimarranno con voi per sempre, e così sarà di certo nel bene e nel male.
Gli studenti fissavano Maya, alcuni stupiti della sua giovane età, altri semplicemente incantati.
La ragazzina di colore di fianco ad Ai si girò a parlare con quella dietro di lei
-Che soggetto!!! Tutte quelle scene per la morte del suo fidanzato e adesso é felice come una pasqua
-Sono passati tre anni! Avrà pur avuto il tempo di riprendersi.
-Sarà, ma secondo me è una puttana e basta.
Il sorriso svanì dalla bocca di Maya...ed ecco quegli occhi, ecco il ghigno...ed ecco che tutti gli studenti si zittirono. La ragazza di colore provò a sostenere il suo sguardo, Maya le si avvicinò e si chinò per raggiungere la sua altezza
-Tesoro...a cuccia i bollenti spiriti, ti conviene imparare qual'è il tuo posto. O te lo insegnerò io.
La ragazzina deglutì e Maya si alzò di nuovo sorridendo
-Una volta varcata questa porta...ehm...- si tirò su la manica del vestito e lesse qualcosa, poi si riprese -verrete smistati nelle vostre Case, esse sono Grifondoro -a quella parola gonfiò un po il petto- Corvonero, Tassorosso e Serpeverde. Ricordate che d'ora in poi la vostra casa sarà la vostra famiglia, i trionfi che otterrete le faranno guadagnare punti e gli sbagli che farete ne faranno perdere. Tutto chiaro?
-Cristallino- rispose una voce, lei sorrise e proseguì
-Vi prego di attenderci finché non saremo pronti a ricevervi. Intrattenetevi come meglio credete.
Ai si appoggiò alla parete, pronta per essere smistata
-Primo giorno eh?!- le chiese una voce alla sua destra, per un momento credette che fosse un suo coetaneo ma poi si rese conto che era un quadro. Una volta superato lo sgomento si riscosse e rispose garbatamente
-Si...lei é??
-Non darmi del lei miseriaccia!! Io sono Fred Weasley e quello lì é il mio gemello George.- disse indicando il quadro alla sinistra di Ai, l'altro soggetto raffigurato dormiva beatamente. Erano perfettamente uguali, stesso volto punteggiato di lentiggini chiare, stessi occhi marroni chiaro e stessi capelli rosso fuoco.
Ai si trattenne tutto il tempo a chiacchierare con i gemelli, scoprendo che erano davvero simpatici.
La loro chiacchierata fu interrotta da Maya che sbucava dalla porta d'oro che li separava dalla sala grande.
-Siamo pronti a ricevervi- disse solo e la porta si spalancò
Scusate il ritardo nella pubblicazione, ma ho avuto da fare con la scuola... T~T.
Dovrete aspettare ancora un capitolo per sapere dove verranno smistati i nostri protagonisti...mi dispiace ma sennò veniva troppo lungo.
Grazie di aver letto anche questo capitolo ♡♡♡.
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