Capitolo 1
Ai
-Dai Aiii!!! Non vorrai arrivare tardi!? - Gridò Ran da davanti a lei mentre teneva una mano sulla spalla di Conan e lo esortava a proseguire. Erano nella stazione di King's Cross da ormai un ora cercando invano il binario. Ai aveva ripetuto almeno un milione di volte che bisognava gettarsi contro la parete ma la gattamorta insiteva nel dire che era "troppo pericoloso" da quando Shinichi l'aveva lasciata era diventata molto iperprotettiva.
-Ran...te lo ripeto di nuovo. BISOGNA GETTARSI CONTRO LA PARETE!!!!
-Ascoltami Haibara, se vuoi suicidarti fai pure ma io non lascerò mai andare il MIO Conan!!!!
Ad Ai prudevano le mani, avrebbe voluto andare da sola ma il Dottor Agasa aveva insistito che li accompagnasse Ran. A nulla erano serviti i tentativi di dissuaderlo. A nulla era servito dire che lei ormai aveva un anno di più dell' "accompagnatrice".
-BENE!!!- sbottò e deviò il carrello lanciandosi a tutta velocità contro la parete...che aveva un aspetto piuttosto solido. Aveva paura ma ormai a tornare indietro nom avrebbe mai fatto in tempo. E neanche se avesse voluto non avrebbe potuto. Ormai aveva perso il controllo.
Serró le palpebre per prepararsi all'urto...che non avvenne.
Li riaprì solo quando sentì una mano sulla spalla, era una ragazza, sui quattordici anni, aveva la pelle bianchissima e gli occhi verde lime, ma la cosa che la colpì di più furono i capelli. Sfoggiava un caschetto bianco con una frangetta che le arrivava appena sopra gli occhi.
-Ciao, io sono Leslie Lestrange.- disse ka sconosciuta, con nessuna inflessione perticolare nella voce, gli occhi che perlustravano la stazione come in cerca di qualcuno.
-La sorella di Maya?!- esclamò l'ex donna in nero, dandosi della stupida per non averlo capito prima. Erano identiche, anche nel portamento. Leslie alzava in mento in modo plateale, e il suo sguardo riusciva a guardare dall'alto in basso chiunque. E negli occhi aveva quella scintilla che terrorizzava Ai.
-Si- disse lei scrollando le spalle, come se non le importasse granché - mi ha mandata lei. Scusa...ma dov'è il tuo ragazzo?
-Conan?
-A meno che tu non abbia cambiato..
-Ran non vuole lasciarlo and....AAAAAHHHH- qualcosa aveva colpito violentemente la ragazzina alla schiena, gettandola a terra.
Si girò gridando
-MA CHE CAZZO FAI!!!!
Poi mise a fuoco. Era Conan che aveva appena attraversato la barriera di corsa, incurante delle persone al di là.
-Ora potete cavarvela da soli, salite sul treno e trovatevi un posto. Se volete un buon posto vi conviene salire adesso.
Con queste parole Leslie prese congedo dia due undicenni e se ne andò con un diciassettenne vestito con i pantaloni di pelle, una maglietta azzurra e un giubbino di pelle. Dietro era scritto il suo nome "Lucifero".
Ai deglutì e si affrettò a salire sul treno.
Nonostante mancassero quindici minuti alle dieci il treno era già pieno. C'era una sola carrozza con due posti liberi, gli altri erano occupati da una ragazzina coi capelli neri e gli occhi marroni che stringeva tra le braccia il suo gattino bianco mezzo addormentato. E da un ragazzone asiatico che alla ragazza ricordò subito un grosso panda.
-Ciao...possiamo sederci?- chiese titubante
-Certo- disse il ragazzo. Mentre lei arrossiva violentemente. Per la mezz'ora seguente nessuno spiccicò una parola.
-Qualcosa dal carrello cari?!- chiese una voce da fuori lo scompartimento interrompendo il silenzio irreale che avvolgeva i quattro ragazzini.
Shinichi comprò delle caramelle apparentemente innocue mentre Shiho prese, su consiglio della ragazzina coi capelli neri, un pacchetto di cioccorane.
-Non ci siamo ancora presentati- disse il ragazzo asiatico con una voce profonda insolita per un ragazzino di undici anni.
-Io mi chiamo Ki Hong-Lee
(Ehm...non sapevo che nome dargli perciò l'ho chiamato con il nome di un attore...e che attoreee!!!! Ha le braccia più belle che abbia mai vistoooo *-* )
-Io sono Rosaline Williamson- disse la ragazzina con voce flebile, in un sussurro quasi impercettibile.
-Io sono Conan Edogawa
-Ai Haibara- finì lei con un sorriso tirato. I nomi sono potenti e non andrebbero dispensati così facilmente.
Passarono il resto del viaggio chiacchierando tra loro, Rosaline che arrossiva violentemente e abbassava gli occhi sorridendo tra sé ogni volta che Conan le rivolgeva la parola. E la cosa dava un po' fastidio ad Ai...no, non è vero, la cosa dava MOLTO fastidio ad Ai.
Miao!!!! Protestò il gattino di Rosaline quando la ragazzina lo strinse troppo forte durante una conversazione con Conan
-Oh..- mormorò, come se si fosse ricordata solo adesso della presenza dell'animaletto -lui é Pearlpelt, me l'hanno regalato i miei genitori quando è arrivata la lettera.
In effetti Pearlpelt era un nome azzeccato perché i riflessi del pelo bianco del micino erano come di madreperla, e gli occhi verdi cambiavano colore a seconda della luce. Era troppo bello.
Ai volse lo sguardo di marmo verso il finestrino, il sole si stava abbassando anche se ancora il cielo non si tingeva di rosso, molte persone amano il tramonto, ma lei no. L'ex donna in nero amava quella parte della giornata, l'ultimo momento di gloria del sole, prima di cadere a terra morente e con il suo sangue bagnare tutto il cielo che piano piano si oscurava fino a lasciare il posto ad una notte scintillante. Inutile dire che il secondo motivo per cui amava questa parte della giornata era che lei e Conan si erano messi insieme proprio in quel momento.
I suoi pensieri furono interrotti da una pressione sulla spalla, era il suo ragazzo che si era addormentato sopra di lei. Sorrise con le gote tinte di rosso, lui non aveva dormito pee niente durante quella notte, era troppo nervoso. Lo sapeva perché le aveva inviato un sacco di messaggi, lei li aveva visti alle quattro del mattino, quando si era svegliata per un attacco di panico. Aveva consultato siti su siti, si era fatta persino visitare da un medico ma niente, non passava.
Tutto era iniziato quando aveva visto Maya uccidere Gin, non che non avesse mai visto qualcuno uccidere un uomo ma il modo in cui lei l'aveva fatto, con quella luce di vendetta negli occhi. Si chiese se appena facesse un passo falso la sua amica non avrebbe esitato ad uccidere anche lei...aveva il terrore di Maya. Altro che uguali, lei non si sarebbe mai comportata in quel modo...non avrebbe mai ucciso una persona...non volontariamente almeno.
Il suo sguardo si perse di nuovo nel panorama ormai tinto di rosso e poi la vide.
Si stagliava all'orizzonte come un gigante, l'imponente castello nero, sul quale spiccavano tante luci, come piccole stelle. A destra invece c'era un enorme lago con la superficie lievemente increspata dalla brezza leggera e la ragazzina fu sicura di vedere anche un tentacolo sbucare fuori dalla superfice luminosa dello specchio d'acqua brillante sotto la luce del tramonto.
E con questa bellissima immagine si conclude il primo capitolo del fantomatico sequel di "I can't stop my love for you"!!!!❤❤❤
Spero vi piaccia anche se come capitolo non è il massimo, vi giuro che poi i misteri si complicheranno.
Se vi piace mi piacerebbe che faceste un po' il passaparola, e che visto che il primo libro ha avuto un discreto successo mi piacerebbe che questo possa fare altrettanto. ❤
Grazie di averlo letto e continuate a seguire la storia!!❤❤❤
LOVE YOU ALL ❤
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