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Ben's POV:
Questa mattina, diversamente dalle altre volte, la sveglia ha suonato, ma non sono stanco o di cattivo umore, anzi, sono eccitato, sveglio e pimpante.
Sono le cinque di sabato mattina, penso sia illegale alzarsi a quest'ora, ma è l'unico giorno in cui sono libero dal lavoro ed è meglio sfruttarlo.
Sì, non vado a lavoro, bensì vado a lezione privata di tango nella nuova scuola di Joe.
Alla fine sì, quel rompiscatole mi ha convinto, e io ho accettato solo per non farlo sclerare.
Non per altro.
Sia chiaro.
Comunque, mi alzo, mi preparo ed esco di corsa, raggiungendo a sua scuola.
Appena me la ritrovo davanti mi lascio un po' intimorire.
Pensavo fosse inziccata in una palestrina da niente, e invece no, è gigantesca, dentro una struttura indipendente.
Ma quanti cazzo di soldi ha Joe? Forse mi conviene cedere alle sue avances e accettare di sposarlo.
Alla fine mi faccio coraggio e avanzo a passo sicuro verso l'entrata, suonando il citofono per farmi aprire.
La porta si apre in un nano secondo e io dopo aver fatto un bel respiro, decido di entrare.
Appena entro, non posso credere ai miei occhi.
Davanti a me, c'è tutto quello che ho sempre desiderato.
Una sala da ballo ampia, enorme, illuminata da grandi finestre e con un lungo specchio fissato su tutti i quattro angoli.
Il pavimento è di un sofisticato parquet, l'ideale per le sale da ballo, e vedere tutto ciò non fa altro che far venire voglia di ballare all'istante.
Appena vedo uno spazio grande, mi viene da ballare istintivamente. Ho il ballo nel sangue, non posso farne a meno.
- Ma ciao, non ci speravo più a quest'ora…. - esordisce una voce dietro di me.
Mi giro.
È Joe, ovviamente.
- Ehm...ho avuto un piccolo contrattempo...comunque, è bellissima la sala da ballo. Mai vista una così in vita mia. Non che sia un tipo da sale da ballo e tutto il resto ma...questa è la miglior prima sala da ballo vista del mondo! - alle mie parole, giusto un poco confuse, Joe scoppia a ridere.
- Sei adorabile...allora Ben lo spaccone non è poi così tanto rude...se si scava pianino...mi vuoi dare la giacca? - mi chiede, iniziando a sfilarmi le maniche, ma io lo allontano allargando le braccia.
- Ehi! Non mi toccare! Approfitti di un momento in cui mi sforzo ad essere carino in questo modo? Sei proprio un maniaco... - e a quelle mie proteste, Joe alza gli occhi al cielo.
- Ed ecco che Ben lo spaccone è ritornato...comunque, sono contento che ti piaccia. E sono anche contento che tu alla fine hai deciso di venire...comunque, ora che sei qui voglio dirti il vero perché ti ho preso così a cuore e voglio darti lezioni private gratuitamente. Intanto siediti -
- Oh, no tranquillo, sto bene in pie.... -
- Ho detto siediti! - urla poi, posando le mani sulle spalle e costringendomi a sedermi sulla sedia all'angolo.
- OK...stai calmo, vecchietto scorbutico - bofonchio io.
- Io non...! Ok...mi vuoi far perdere la pazienza. Ma io non ci sto sai, non te la do la soddisfazione! Ah haaaaaa povero illusooo! Guarda che faccia, non se l'aspettava! - abbaia lui, fuori di sé, e io lo guardo sconcertato.
- Certo che stai messo proprio male... -
- Sì! Esatto...insomma, io...ecco...tutti pensano che io abbia realizzato il mio sogno e viva felice e contento, sperperando il denaro a piacere, ma in realtà le cose non sono ancora totalmente soddisfatto. Sono una persona molto esigente, e mi fisso continuamente degli obiettivi irraggiungibili. Insomma, ho insegnato in molte scuole di ballo, ne possiedo a decine qui in tutta America, e tutti i miei allievi erano in maggioranza donne, giovani, vecchie, l'età non conta, il fatto è che gli uomini erano solamente una piccola percentuale, e tu lo sai perché? Eh? Lo sai? Beh, semplice. La danza non interessa agli uomini. Sì, d'accordo, abbiamo fatto dei grandi passi avanti col passare del tempo, ma la danza sembra ancora uno sport da donne. Fortunatamente nei balli di sala gli uomini servono nei passi a due, ma perché la coppia deve essere sempre formata da un uomo e da una donna? Perché non osare, perché non andare oltre le convenzioni, e far diventare la danza anche roba da uomini? - mi domanda, stringendomi la mano.
Al termine del suo discorso, lo fisso allibito.
- cioè quindi tu.... -
- tra due mesi si terrà un concorso di tango qui a Detroit...che ne dici, ti va di andarci insieme? - mi propone lui, interrompendomi.
- Tu sei pazzo... - dichiaro io, scuotendo la testa.
- Ti va di essere pazzi insieme? - mi propone lui, e io sorrido.
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