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Ben's POV:
Il giorno dopo, come ogni mattina, mi sveglio all'alba, mi vesto, e vado dritto a lavoro, pronto ad affrontare un'altra, faticosa giornata dietro agli ordini del padrone di casa.
Questa sera ricevono un ospite molto importante, e anche molto popolare, per quello avevano dato una festa in suo onore, e io, insieme ad altri tre ragazzi, devo fare da cameriere. Per questo non posso vedermi con i miei amici e ballare, sarà molto dura non poter ballare, anche per un giorno.
Ci sarà da divertirsi in pratica...
Come volevasi dimostrare, il padrone di casa non mi ha dato nemmeno il tempo di respirare oggi, ma quando si ha tanto da fare, il tempo passa più in fretta.
Infatti la sera arriva presto, i primi invitati alla festa iniziano ad arrivare, e tutto sembra scorrere come una serata uguale alle altre, dato che non è una novità che gli Smith non danno un ballo.
A quel punto, si sente il rumore di una macchina, e nella stanza cala il silenzio più attonito.
Sarà senz'altro arrivato l'ospite d'onore, l'amico tanto fidato della signora Smith, l'uomo in qualche modo responsabile di tutto questo casino.
Ad un tratto suona il campanello, e il padrone di casa va ad aprire.
Io mi sporgo leggermente per scorgere il viso di quell'ospite così importante, ma appena riconosco il suo volto, mi viene un colpo.
Capelli scuri, occhi marroni, sopracciglia sottili e leggera barba.
No non può essere lui.
Secco, bassino.
Che diavolo ci fa qui?
Lui è colui che ho incontrato ieri sera, al vecchio campo di baseball abbandonato.
Penso si chiami Joe.
Non è che l'ho insultato, sono stato molto cortese con lui...il fatto è che l'ho trattato come una persona normale, e lui, da pallone gonfiato qual è, mi ha fatto una scenata.
Dopo averlo riconosciuto, mi nascondo dietro un vaso di fiori, guardandolo tra i petali mentre entra in sala insieme al signor Smith.
È molto sicuro di se, perfettamente a suo agio nonostante fosse al centro dell'attenzione.
Beh, probabilmente è abituato ad esserlo, e questa sensazione gli piace.
- Ben, potresti reggermi questo? - mi domanda il signor Smith, passandomi con noncuranza il soprabito di Joe.
In quell'istante, il suo sguardo si posa sul mio, e la sua espressione, da tranquilla e rilassata, si fa tesa e preoccupata, ma solo per qualche secondo, perché presto tutto torna alla normalità.
Nel corso della serata, scopro che Joe è il maestro di tango della signora Smith...e che maestro di tango.
Balla benissimo, sa portare una donna in modo esemplare, fa delle ottime prese e il modo in cui sa muovere il suo corpo nello spazio è qualcosa di meraviglioso.
La sua danza mi attrae, balla con una, e poi con un'altra...ma quando balla con la signora Smith vorrei tanto prendere il suo posto...
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