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Non dovrei spoilerarvi niente, ma questo è il mio capitolo preferito, sto adorando e sclerando da sola.
Ovviamente non potevo mettere una canzone migliore di questa, "Stand by me" è la mia canzone preferita in assoluto e non credo ci sia canzone più azzeccata in questa situazione! Iniziate ad ascoltarla quando vedere questo simbolo 💍...capirete dopo il perché di questa scelta...

Joe's POV:

Ritorno a casa stremato, dopo sei ore di lezione di tango, ho solamente le forze di buttarmi ad angelo sul divano, aspettando Ben, dato che questa sera ci dobbiamo vedere.
Gli voglio fare una proposta molto importante, e appena mene ricordo, la stanchezza passa all'istante e mi alzo immediatamente dal divano, trotterellando per casa senza meta.
Dopo un po' di tempo passato con le mani in mano, decido di recarmi in cucina e preparare la cena.
Non sono mai stato bravo a cucinare, ma per Ben faccio questo e altro.
Quando finisco di apparecchiare la tavola, e non sono più occupato a fare nulla, mi accorgo che Ben è in ritardo di mezz'ora.
All'inizio non mi preoccupo più di tanto, immagino che abbia avuto un contrattempo, così mi stendo sul divano aspettandolo pazientemente.
Quando quella mezz'ora di ritardo diventa un'ora, inizio a preoccuparmi.

- Ma dove si sarà cacciato? - mi chiedo, torturandomi le unghie.

- E se gli sarà successo qualcosa di grave? - penso, guardando fuori dalla finestra. Ad un tratto inizia a piovere, e da una timida pioggerellina, si trasforma in una tempesta con tuoni e fulmini, facendomi preoccupare ancora di più.

- Forse è meglio che gli scrivo...nel caso avesse avuto un contrattempo gli dico di non stare a venire, con questa pioggia potrebbe farsi male... - convengo, prendendo il telefono in mano e digitando subito il suo numero.

Una chiamata.
Due chiamate.
Tre chiamate.
Nulla.
Non risponde.
A quel punto, sì che mi preoccupo, vado in paranoia.

- e se gli sarà successo veramente qualcosa di grave? Forse devo prendere la macchina e andare a casa sua, ma se non sarà lì? Oh, che cosa posso fare? Sono inutile! E se...e se avesse incontrato qualcuno che non doveva incontrare? Se ci fosse lo zampino di Gwilym in tutto ciò? Oh, sapevo che dovevo fargli prima la mia proposta, ora quella canaglia tenterà di portarmelo via e io non posso fare assolutamente nulla! - ma mentre mi faccio tutte queste paranoie, il campanello suona, riecheggiando in tutta la casa.

💍

A quel punto mi precipito ad aprire, e davanti a me compare l'immagine di Ben, zuppo dalla testa ai piedi.

- Ben! Ma si può sapere dove sei stato? Coraggio, entra! - gli urlo io, spaventato nel vederlo in queste condizioni.

- Non...avevo visto l'ora - borbotta lui, mentre lo faccio stendere sul divano asciugandolo con l'asciugamano. Gli tolgo i vestiti bagnati e lo ricopro di coperte asciutte, lasciando scoperti solo i suoi bellissimi occhi verdi.

- Sembri un pulcino - commento io, incantato dalla sua immagine.
Gli vado a preparare una tisana calda e mi siedo accanto a lui, stringendolo forte per scaldarlo ancora di più.

- C-così mi soffochi... - riesce a dire lui.

- E faccio bene, tu mi devi stare solamente vicino...allora, mi vuoi dire dove sei stato -

- Te l'ho detto...n-non...ho visto l'ora - ripete lui, ma io lo guardo contrariato, e lui abbassa lo sguardo per non farsi tradire dalla sua espressione, ma io continuo a fissarlo fino a quando lui non molla la presa.

- Oh, e va bene. Stamattina sono stato a lavoro dal signor Smith, e...mi ha licenziato. Non mi ha fatto nemmeno entrare. Motivazione? Beh, omofobia. Così prima di venire qui ho fatto un salto dai miei "amici" e...stavano provando la mia coreografia senza di me...e mi hanno cacciato dalla crew...sempre per la stessa motivazione - a quelle parole, quasi rotte dal pianto di Ben, lo abbraccio istintivamente, facendogli posare il suo capo sulla mia spalla.
A quel punto, Ben si lascia andare ad un pianto silenzioso, macchiandomi il maglione con le sue lacrime, e io gli lascio diversi baci in fronte.

- Coraggio, non dare peso alle loro parole terribili...insomma, sapevo che succedesse prima o poi, hai avuto modo di ottenere grande visibilità dopo il concorso...ma non mi aspettavo che succedesse così rapidamente, e nello stesso giorno poi... - ma noto che le mie parole non fanno altro che peggiorare le cose, e Ben inizia a singhiozzare.

- Oh, coraggio su. Non sei mica da solo...non sarai mai solo fino a quando ci sarò io qui a proteggerti. Non dovrai preoccuparti di nulla, solamente a starmi vicino. Trasferisciti da me - gli propongo io. A sentire quelle parole, Ben smette di piangere all'istante, alzando lo sguardo incredulo su di me.

- Cosa? - chiede lui, meravigliato.

- Hai capito benissimo... - rispondo io, passando una mano sui suoi capelli bagnati. A quel punto mi metto in ginocchio sotto di lui, prendendogli le mani.
Mi frugo nelle tasche e tiro fuori una scatoletta di velluto blu, e a vederla Ben si copre la bocca con una mano, spiazzato.
- Ben Hardy, mi vuoi sposare? - gli chiedo io, e gli occhi di Ben si riempiono di nuovo di lacrime.

- Sì, sì e sì! - esclama lui, avvicinandosi al mio viso e baciandomi, soffocando un sorriso sulle mie labbra.
A quel punto gli metto l'anello al dito e ci abbracciamo.

- Beh, allora non ci resta che festeggiare! - esclamo io, ma Ben aggrotta le sopracciglia, annusando l'aria.

- Cos'è questo odore di bruciato? - chiede, e io solo in quell'istante ritorno alla realtà e mi ricordo di aver lasciato l'arrosto in forno.

Corro in cucina ma è ormai troppo tardi, è tutto bruciato e non si può più fare nulla.
Lo sapevo che cucinare per Ben era una mossa troppo azzardata.

- Ehi Ben...che ne dici se ordiniamo del sushi stasera? - gli chiedo io, ma non ottengo nessuna risposta.
Ben allaccia le mani intorno al mio collo da dietro e mi lascia un bacio sulla guancia.

- L'unica cosa che vorrei per cena, sei tu... - sussurra mordicchiando il mio orecchio.
A quelle parole mi giro e lo bacio appassionatamente, per poi prenderlo in braccio e farlo sdraiare sul piano cucina.
Ci baciamo, ci mordiamo, ci assaporiamo, mostrando l'uno la voglia dell'altro.
Entro in lui delicatamente, soffocando i suoi gemiti di piacere misti a dolore con un bacio amorevole.
Io spingo, lui geme, ci baciamo e ci amiamo, fuori piove, ma dentro il cielo è limpido.

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