Capitolo 7 - Walking in the Wind.
-- Julia --
«Da quando sei brava cantando?» domanda lui incuriosito.
«Sono sempre stata intonata fin da quando sono piccola, tu piuttosto come facevi a conoscere la mia canzone preferita dei 1D?» appena finisco di porgere la domanda, lui rimane in silenzio per qualche secondo, al che io incalzo e continuo; «dai non fare il timido ho visto che la stavi canticchiando, avanti dì come fai a conoscerla.» e finalmente lui risponde.
«Sono sempre stato un fan in segreto per colpa di mia sorella che ne era ossessionata quando aveva dieci anni.» e dopo quella risposta io incomincio a ridere come non mai.
«Smettila altrimenti ti lascio a piedi.» mi intimorisce ridendo anche lui.
«Scusami, ma questa è la cosa più inaspettata che mi aspettavo di sentire proprio da te.» ammetto mentre cerco di ricompormi e mi asciugo le lacrime che mi erano scese da tutte quelle risate mentre nel frattempo le note di Dancing In The Flames di The Weeknd comiciano a risuonare nella macchina.
«Ooh finalmente si ragiona con la musica.» lo sento dire.
«Abbiamo un fan di Abel qui.» dico mentre cerco di fare una foto ai grattacieli un po' aesthetic, per la mia storia di Instagram.
«Eccome, ho fatto carte false pur di andare a Toronto per vederlo in concerto.» ammette e improvvisamente ne voglio sapere di più di questa storia; «che hai combinato?» chiedo, dopo aver messo la canzone e aver pubblicato la mia storia.
«Sostanzialmente ho mentito al coach Stevens.» dice mentre ridacchia e guarda la strada per fare la curva.
«Racconta tutto subito!» escalamo esaltata.
«Allora quella settimana avremmo avuto la partita a Toronto contro i Toronto Maple Leafs, e noi saremo arrivati lì il giovedì sera proprio, che era il giorno della prima data, quindi cosa ho fatto io sono partito con gli altri e il venerdì sera invece di andare a dormire come tutti gli altri sono andato al concerto di Abel insieme a Nate.» confessa divertito.
«Siete dei matti, il coach non ne sà niente immagino.» io rimango sconvolta e divertita da quella confessione.
«No e non ne dovrà mai venire a sapere.»
«Che bella storia interessante.» dico mentre guardo la prossima canzone in playlist.
«Non ti azzardare a fare parola di questa cosa con Harriet o Caroline, né tantomeno con il coach.» e lì rimango ancora più sconvolta.
«Caroline non ne sà niente?» domando mentre realizzo quello che ha detto.
«No non ne sà niente e se lo scopre, prende me e Nate e ci rivolta come due calzini.» dice mentre cerca di trattenere una risata mentre parcheggia, in tutto ciò mi ero completamente dimenticata che mi doveva portare nel posto che ha deciso lui, guardo dai finestrini e capisco che siamo molto in alto rispetto al centro.
«Ma si può sapere dove siamo?» domando voltandomi verso di lui.
«Fidati lo adorerai.» dice mentre lo vedo con il cellulare in mano, probabilmente anche lui stava facendo la foto per la storia.
E infatti quando vedo che si mette il cellulare in tasca mi arriva la notifica della sua storia e anche con il mio tag, oltre al fatto che lui abbia repostato la mia.
«Dai scendi.» mi incoraggia mentre esce dalla macchina e si incammina dritto, io reposto la storia ed esco anche io dalla macchina e lo raggiungo.
Ciò che vedono i miei occhi è un qualcosa di magico.
«È bellissimo.» riesco soltanto a dire.
«Te lo avevo detto che lo avresti amato.»
«Non mi aspettavo fossi il tipo da nascondiglio segreto sulle colline per vedere Ottawa illuminata.» dico sinceramente, le luci della città sotto di noi brillano così tanto che fanno sembra Ottawa diversa da quando è giorno, per ogni volta che è notte, questa città cambia proprio.
«E invece sí, perché vedere la mia città illuminata mi trasmette tanta pace e mi dá l'impressione che i problemi non siano così grandi e impossibili da risolvere.» rimango stupita nel sentire quelle parole tanto da domandarmi se effettivamente lui sia lo stesso giocatore di hockey che ho conosciuto ormai più di un anno fa grazie alla mia migliore amica, tutto ciò che pensavo di lui è sempre stato riguardante all'hockey, non ho mai pensato a lui come un quasi mio coetaneo che avrà sicuramente anche lui i suoi problemi e non posso che dire: «grazie.», quando mi rendo che per lui, sicuramente questo è l'unico posto tranquillo dove rifugiarsi da tutto, proprio come il rifugio lo è per me.
«Figurati, mi ha fatto piacere mostrartelo, avevo anche io bisogno di un rifugio oggi, nonostante anche sul ghiaccio io mi libero dai problemi.» gli sorrido, mentre una folata di vento freddo ci avvolge e mi fa rabbrividire.
«Hai freddo?» domanda, sicuramente si sarà accorto del fatto che mi sono stretta tra di me per riscaldarmi.
«Un po'.» confesso onestamente.
«Dai rientra in macchina che accendo il riscaldamento.» non me lo rifaccio ripetere due volte e salgo, lui accende il motore e subito dopo l'aria condizionata, lo ringrazio e poi inizio a chiedere come và con la stagione.
«Bene, la prossima partita dovrebbe essere abbastanza alla nostra portata.»
«La prossima è quella con gli Edmonton Oilers?» chiedo mentre mi tolgo il giubbotto e la sciarpa.
«Mhmm, ma mi preoccupa molto di più quella dopo.» ammette.
«Davvero? Come mai?» domanda nel frattempo che mi sistemo il maglioncino a crop bianco che si è leggermente messo fuori posto dopo tolto il giubbotto.
«Perché dopo gli Oilers, dobbiamo sfidare i Toronto Maple Leafs.» e sentendo il nome della squadra principale di Toronto, inizio a preoccuparmi anche io.
-- Luke --
«Adesso comprendo perché sei preoccupato.» i Toronto Maple Leafs hanno vinto tutte le sei partite da quando è iniziata la stagione, sono davvero fortissimi, lo scorso anno ci hanno rifilato una sconfitta pesante che ancora adesso non mi è scesa e non solo a me, ma anche al resto dei miei compagni.
«Purtroppo noi giocheremo anche in trasferta quella partita e diciamo che il fattore "casa" può incidere parecchio.» e spero soltanto che non vada a incidere proprio a noi, perché è importante vincerla quella partita e improvvisamente sento Julia vicino a me dire: «aspetta, hai detto che sarai tra due settimane a Toronto?» io annuisco confuso.
«Oddio che coincidenza assurda, quella settimana sarò anche io a Toronto.» afferma lei e io in quel momento mi sento come il bambino più felice della Terra.
«Davvero?! Come mai?» domando subito perchè è una coincidenza troppo assurda per essere casuale.
«Perchè la sottoscritta andrà all'Eras Tour di Sua Maestà Taylor Swift insieme a Caroline.» sentenzia tutta orgogliosa e io sento dentro di me un mix di emozioni tra invidia e gioia.
«Sappi che ti invidio molto al momento.»
Il mio cuore sobbalza nel sentire la sua risata di cuore, totalmente sincera. Uno dei suoni piú belli dell'universo.
Perche penso di essermi preso una cotta clamorosa per lei come se fossi un sedicenne, da quando l'ho incontrata per la prima volta l'anno scorso e la nuova, al tempo, ragazza di William, Harriet me la presentata; «beh almeno apprezzo che tu sia un fan anche di Taylor.»
E riesce a strapparmi via l'ennesimo sorriso della serata soltanto parlando.
Julia Wilson, sappi che mi hai incatenato a te senza che neanche io me ne accorgessi.
«Oddio proprio fan no, però ammetto che a livello di scrittura non la batte nessuno, ma se dovessi dirti chi è la mia cantante preferita ti direi o Ariana Grande oppure Adele.» ammetto mentre ci guardiamo e sorridiamo a vicenda.
«Sappi che dopo questa confessione, non ti giudicherò mai per tuoi gusti musicali.» e ridiamo ancora insieme come due bambini.
«Grazie molto gentile da parte tua.» ammetto mentre controllo l'ora dal mio cellulare, sono le undici e mezza; «è meglio se rientriamo, si è fatto tardi.»
«È già tardi?» chiede con tono triste, sembra proprio una bambina, che carina.
«Eh sì, sono le undici e mezza.» dico mentre metto in moto la macchina che avevo già acceso prima per riscaldare la macchina.
«Oddio è tardissimo, perdonami sicuramente domani tu avrai gli allenamenti e scema come sono non ci ho pensato e ti ho fatto fare tardi.» come suo solito si scusa per tutto, il suo animo gentile e premuroso è probabilmente la caratteristica più bella del suo carattere e anche una delle qualità più rare e genuine da trovare in una persona al giorno d'oggi.
«Non preoccuparti, avevo bisogno di stare qui e vedo che portarti qui e condividere questa cosa insieme è servita anche a te.» dico imbarazzandomi quando incomincio a guidare verso il centro di Ottawa.
«Grazie, mi è servito tanto svagarmi anche se devo provare a farmi venire in mente qualcosa per il rifugio, quei poveri animali non si meritano di essere lasciati per la strada.» ovviamente è ancora preoccupata, ed è anche comprensibile da parte sua.
«Dai magari riesci a trovare una buona idea, non ti arrendere, non tutti i mali vengono per nuocere.» e la sento ridere leggermente, grazie al cielo.
«Grazie Luke.» il mio nome pronunciato da lei sembra più bello, la guardo con la coda dell'occhio alla mia destra, mi sta sorridendo e io mi sciolgo come neve al sole. Lei è bellissima.
E con Sparks Fly di Taylor Swift che risuona dalla radio, ovviamente scelta da lei dal il suo Spotify, guido per la via di ritorno di lei, godendomi anche la dolce voce di Julia che canta insieme a Taylor.
-- Julia --
«Grazie per avermi accompagnata a casa.» mi rimetto il giubbotto e sento il suo sguardo su di me.
«Di niente, anzi grazie a te per avermi fatto compagnia, mi è servito anche per conoscerti meglio come persona.» mi volto verso di lui dopo aver chiuso la zip del mio giubbotto e lo vedo osservarmi.
«Di niente è servito tanto anche a me, ho scoperto lati del tuo carattere che non pensavo tu avessi.» lui mi ringrazia e io di istinto mi ricordo che devo dire una cosa: «comunque mi stavo dimenticando di chiederti una cosa.»
«Cosa?»
«Volevo chiederti se ti va di scambiarci i numeri visto che ancora non lo abbiamo fatto, così sicuramente verrà meglio anche ad entrambi sentirci invece che nei dm di Instagram.» ormai mi sembra anche l'ora invece di continuare a "sentirci" su Instagram come due adolescenti.
Lui è d'accordo e dopo esserci scambiati i numeri, io indosso la mia sciarpa di lana e recupero la mia borsa di tela con dentro il mio camice; «buonanotte Luke e buona fortuna per la partita contro gli Oilers venerdì.» sto per scendere dalla macchina quando anche lui dice; «buonanotte anche a te, venerdì non riesci a venire alla partita?»
«No purtroppo non riesco perché ho un incontro all'università e non riuscirò ad arrivare in tempo.» ammetto mentre apro la portiera.
«Okay, allora ci sentiamo?» e io annuisco scendendo dalla macchina ci salutiamo di nuovo e dopo aver chiuso la portiera, mi avvio verso casa dove sicuro le mie amiche staranno già dormendo.
Appena entro nell'appartamento cerco di fare il meno possibile rumori per non svegliare le mie amiche, corro in camera mia per iniziare a cambiarmi con il mio amato pigiama in pile di Stitch.
Dopo essermi cambiata ed aver fatto anche la skincare in bagno vado in camera e mi metto gli auricolari e mi infilo sotto le coperte pronta per addormentarmi con la musica, quando mi arriva un messaggio da Luke con semplicemente;
Fake Boyfriend
Buonanotte fake girlfriend.
Sorrido perché sicuramente avrà visto come l'ho salvato, io rispondo altrettanto con:
Buonanotte fake boyfriend.
E con proprio Walking in the Wind nelle cuffie, le braccia di Morfeo vengono a prendermi e io mi addormento sorridendo come una bambina piccola.
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hi guys <3
come sempre chiedo scusa per il mio perenne ritardo nell'aggiornamento della storia ma stavolta ho avuto molta difficoltà a scrivere questo capitolo perché non riuscivo a capire come svilupparlo al meglio, spero che il risultato non sia male, fatemi sapere se vi piace e cosa ne pensate del rifugio di Luke, per me è molto difficile mettermi nei suoi panni, ma spero arrivi il suo amino da golden retriever 🤍
vi ricordo come sempre che sul mio account instagram (@lunagoldstein_) posterò un anteprima degli spoiler oppure luoghi che ci saranno nel prossimo capitolo, oltre che ad aggiornare i profili roleplay dei nostri protagonisti <3
with love,
luna 🌙
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