Capitolo 4 - Facciamo parlare di noi
–– Julia ––
Come i paparazzi sono qui?!
«Che si fa?» domando a Luke quando mi legge il messaggio di Caroline.
«Facciamo parlare di noi, no?» e detto ciò mette il telefono in tasca, si alza, mi prende per mano, mi alzo e mi porta verso la pista da ballo, perciò decido di divertirmi alla grande, io e Luke iniziamo a ballare come non mai, ad un certo punto mette le sue mani sulla mia vita e mi irrigidisco per un attimo, cosa vuole fare?
«Stai tranquilla.» mi dice all'orecchio con voce sicura e ferrea.
«Cosa vuoi fare?» chiedo al suo orecchio quando mi tira verso di lui e lo vedo inchinarsi verso il mio collo.
«Ho visto i flash dei paparazzi.» dice soltanto e lì capisco, si sta atteggiando da finto fidanzato.
«Ti abbraccio?» domando, lo sento dire di sì nel mio orecchio e immediatamente mi vengono i brividi, per cui alzo le braccia e le metto intorno al suo collo, lui è più alto di me e per guardalo devo alzare lo sguardo, nel frattempo la musica cambia e parte un lento.
«Continua ad abbracciarmi.» mi abbraccia dalla vita con le sue braccia muscolose, al che io mi stringo ancora di più a lui che intanto ha nascosto la sua faccia nell'incavo tra il mio collo e la mia spalla destra.
«Quindi vuoi proprio sembrare impegnato, oh povere le tue fan, distruggerai i loro sogni d'amore.» lui ridacchia sul mio collo e i brividi si fanno risentire.
«Chiedo venia per le mie fan, ma questa relazione ha cause di forza maggiore.» ridacchio per quella battuta e sento la sua presa farsi più stretta sulla mia vita e in mia risposta decido di stringere ancora di più le mie braccia sul suo collo.
«Dammi dei baci sulla guancia.» dico sentenziosa, lo sento bloccarsi.
«Così penseranno davvero che siamo più che due amici.» spiego e a quel punto sento la sua mano che sale lungo la mia schiena e nell'orecchio mi sussurra: «siamo troppo convincenti perchè loro pensino che sia tutto una recita» e lo sento che inizia a darmi baci sulla guancia, mentre io sto avampando.
In quel momento la musica cambia e ci stacchiamo; «sei stanca?» mi domanda cercando di sovrastare la musica, dico di sì e quindi decidiamo di riandare a sederci nel nostro tavolo.
«Erano mesi che non mi divertivo così.» dico sincera sedendomi vicino a Luke.
«Sinceramente anche io.» confessa.
«Davvero?» domando, lui annuisce.
«Quindi voi giocatori di hockey dopo le vittorie non fate baldoria?» domando scherzosa e lo sento ridere.
«Oh eccome, solo che quando le partite di stagione sono una di seguito all'altra, il coach ci vieta categoricamente di fare baldoria, a meno che non sia dopo una qualificazione oppure quando c'è la pausa natalizia, oltre che a fine stagione in caso di vittoria.» dice ridendo e io sorrido insieme a lui.
«È proprio intransigente il coach Stevens su questa cosa.» dico sapendo il trattamento severo che impone ai suoi giocatori sull'uso di alcool e droghe durante la stagione, lo vedo annuire con la testa.
«Ha anche ragione, la stagione non può essere compromessa per cose così banali.» e qui concordo con lui, nel frattempo sento il mio cellulare vibrare, lo controllo e leggo il nome di Caroline nelle mie notifiche.
«È Caroline.» dico mentre sblocco il cellulare.
«Che ti ha scritto?» domanda lui, io intanto apro Whatsapp per leggere il messaggio.
«Dice che vuole avere una foto di noi due adesso, per vedere quanto siamo coppia social.» dico e sia io che lui ridiamo insieme per la richiesta del messaggio.
«Tipico di Caroline, vuole assicurarsi che sia tutto okay.» dice lui, io nel frattempo apro la fotocamera e mi avvicino.
«Dai mettiti in posa, altrimenti quella non smetterà di scrivermi.» gli dico, e di tutta risposta lui si avvicina a me e sorride alla fotocamera e io faccio altrettanto, appena scatto la foto la apro per controllare che sia venuta bene e commento: «sembriamo proprio una di quelle coppie social» e Luke ride concordando con me.
Mando la foto a Caroline e controllo l'orario, quasi l'una di notte.
«Aiuto è tardissimo!» dico e vedo Luke prendere il cellulare per guardare l'ora: «eh sì è proprio tardi, ti accompagno.» dice e io lo ringrazio.
Per tutto il tragitto parlammo della mia carriera universitaria per cercare di diventare veterinaria.
«Invece come va con il tirocinio?» chiede mentre guida.
«Abbastanza bene mi trovo bene al rifugio di animali, anche se a volte è difficile far conciliare il tirocinio con gli esami, ma stare lì con gli animali mi fa stare bene.» dico al che lui mi domanda: «dove si trova il rifugio?» e dico sostanzialmente che si trova dall'altra parte di Ottawa e quindi per andare lì devo fare avanti indietro ogni settimana.
–– Luke ––
«È stressante quando sono in sessione ma nonostante lo studio quando arrivo lì e sto con gli animali mi fa bene al cuore.» dice lei e dalla sua voce posso sentire la sua passione per il suo corso di studi e per gli animali, anche quando ne stavamo parlando al Red, tant'è che dico; «si vede proprio che ti piace il tuo corso di studi.»
«Beh sì, amo gli animali fin da quando sono piccola, i miei genitori già lo sapevano da quando avevo quattro anni che probabilmente sarei finita per diventare veterinaria.» risponde lei.
«Fammi indovinare, da bambina stavi sempre con gli animali invece che con gli altri bambini.» scherzo, la sento ridere mentre continuo a guidare con il suo racconto e la radio di sottofondo che manda la musica.
«Ei non credere che non giocavo anche con gli altri bambini, semplicemente i miei genitori lo hanno capito perchè ogni volta che trovavo un animale abbandonato o ferito per strada, lo portavo di nascosto in camera mia senza che i miei genitori lo sapessero e lo curavo e accudivo.» dice.
«E i tuoi genitori come ti hanno scoperta?» domando e lei risponde; «hanno iniziato a sospettare qualcosa perché ogni volta dopo il pranzo o la cena portavo sempre via qualcosa da tavola per poi darlo agli animali che tenevo nascosti in camera mia, ma alla fine mia mamma una volta è entrata in camera mentre io non ero ancora tornata dall'asilo e ha scoperto il cesto sotto il mio letto dove c'erano due cuccioli di labrador che avevo trovato per strada mentre giocavo a palla con gli altri bambini.» e iniziamo a ridere insieme e io risi ancora di più immaginando la scena.
«Ti avranno sgridata tanto quando lo hanno scoperto.» dico mentre mi riprendo dalle risate.
«Mi sono beccata una strigliata da entrambi che me la ricorderò finche vivo, io mi sono fatta coraggio e ho spiegato tutto e che se non mi avessero fatto accudire i cuccioli sarei andata via di casa e sarei stata dai miei nonni.» dice e ricominciamo a ridere insieme.
«Che bambina ribelle.» dico scherzando e lei continua dicendo; «il mio andare via di casa consisteva nel prendere la mia valigia rosa con le Barbie e i cuccioli, per poi andare nella casa affianco dove vivono ancora oggi i miei nonni.» e continuai a ridere immaginando la scena nella mia testa.
«Alla fine come è finita?» domando sempre incuriosito dalle sue vicissitudini d'infanzia.
«Alla fine i miei genitori si arresero e dopo aver accudito i cuccioli e avergli trovato una famiglia, mi fecero continuare ad accudire animali abbandonati per poi trovargli una famiglia e per il mio decimo compleanno mi regalarono proprio un cucciolo di labrador che da allora mi ha accompagnato per tutte le medie e superiori finchè alla fine si è ammalato, il detto "l'animale è il migliore amico dell'uomo" è la cosa più vera che mi abbiano mai raccontanto, perchè è proprio così, infatti miei genitori lo sapevano che io rispetto agli altri bambini ero molto più sensibile per gli animali e lo hanno capito nel momento in cui si sono resi conto che io preferivo stare a contatto con la pace della natura e gli animali più che in città, però ora voglio sapere le tue prime esperienze sui pattini.» e dopo altri dieci minuti di tragitto scandito da anche un po' di mie prime avventure sui pattini all'età di sei anni e figuracce con gli altri bambini dato che ho faticato molto di più a stare in equilibrio sui pattini e alla fine sono diventato giocatore professionista di hockey, arriviamo a destinazione.
Dopo avermi ringraziato per averla riaccompagnata dice; «mi sto già preparando psicologicamente a domani mattina e alle domande di tutti, spero soltanto che tutto questo non diventi una cosa più grande di noi.»
«Lo spero anche io, domani mattina le cose saranno diverse e ti ringrazio ancora per aver deciso di aiutarmi con tutta questa storia.» ed ero davvero sincero, non avrei mai potuto ripararla in modo equo, neanche tra un milione di anni.
«Figurati, io ora vado altrimenti io domani non mi alzo neanche dal letto, buonanotte.» dice mentre apre lo sportello della mia macchina, e mentre si apre riesco ad ammirarla ancora; è probabilmente una delle poche ragazze ad avermi colpito d'impatto ancora prima di averla conosciuta.
«Buonanotte.» lei mi sorride e richiude lo sportello della macchina, mentre io la guardo dirigersi verso il palazzo dove c'è l'appartamento suo, di Caroline e Harriet, per poi vederla sparire entrando dentro.
Rimetto di nuovo in moto la macchina per tornare anche io a casa dove il mio letto mi stava aspettando, e per tutto il tempo non faccio altro che pensare al fatto che sentivo il suo profumo su di me anche a distanza di mezz'ora da quando siamo usciti dal Red.
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hi guys <3
come sempre chiedo scusa per l'enorme attesa per il capitolo, non aggiorno da ottobre, ma per colpa della scuola non ho potuto aggiornare con la frequenza che volevo, ora che sono in vacanza spero di essere più presente.
comunque volevo sapere da voi cosa ve ne pare per ora la storia in generale fino a questo punto, perchè ho incominciato a scriverla con alcune idee e mano a mano le sto sviluppando, inoltre volevo avvisare che nel mio profilo su instagram (mi trovate anche lì come lunagoldstein_) ho postato gli aesthetic post sui personaggi della storia, e mano a mano posterò gli altri.
vi ricordo anche di andare a seguire ermpre su instagram, i profili roleplay dei nostri due protagonisti (wilsonjulia_ e lukee.henderson)
io per ora vi saluto e ci sentiamo al prossimo capitolo
with love,
luna
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