Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo dodici


Ho le palpebre pesanti e un forte mal di testa.

Anzi, definirlo forte è un' eufemismo. È come se una squadra di demolizione stesse cercando di abbattere la mia tempia con una pesante palla nera.

Gemo e storcendo la bocca, mi contorco tra le lenzuola. Assumo una posizione fetale tenendomi la testa fa le mani.

Oh Gesù.

- Quella posizione non ti allevierà il dolore, lo sai?

Nell'istante stesso in cui odo quelle parole mi tiro su di scatto, ignorando la fitta lancinante e il breve giramento di testa.

Un Harry Styles si trova al bordo del letto con le ginocchia flesse sul materasso e le braccia incrociate. I capelli castani umidi di doccia che gocciolano sulla maglietta blu notte rendendo il tessuto ancora più scuro. Un ghigno incurva le sue splendide labbra mentre mi scruta attentamente.

L'orologio appeso alla parete dietro di lui segna le undici del mattino.

Oh. Mio. Dio.

L'ultima cosa che ricordo, siamo io e Harry seduti al tavolo della piccola cucina della sua barca.

Alla fine il moro era riuscito sinceramente a stupirmi: una serata sulla sua barca al largo del mare di Lawson, nonostante il freddo. Sotto coperta avevamo goduto di un'ottima cena per poi rilassarci sui sedili imbottiti della cabina adiacente in compagnia dello champagne.

Ed è qui che si interrompono i miei ricordi. Dopo qualche bicchiere di alcol frizzante..

Completamente sveglio mi giro di scatto verso l'oblò cui la vista sono le acque cristalline in movimento e la spiaggia in lontananza.

Un gusto sgradevole mi attraversa la gola e il primo conato di vomito arriva. Corro in bagno e riverso tutto nel gabinetto.

Brividi mi attraversano il corpo e mi accascio al muro.

- Avendo a che fare con quell'ubriacone di Chase sono premunito. Tieni - sussurra Harry parandosi di fronte a me. Tra le mani un bicchiere d'acqua e una pastiglia bianca. Mi rivolge un sorriso rassicurante mentre mando giù la medicina e poi mi aiuta a tirarmi su.

Mi appoggio al lavandino con l'intento di lavarmi i denti e la faccia e guardandomi allo specchio non posso fare a meno di trattenere una smorfia di disgusto; ho il viso pallido, le labbra screpolate, due enormi borse sotto gli occhi e i capelli piatti e tutti appiccicati alla fronte.

Dannazione!

- Sei stupendo, anche così.

La sue mani si stringono attorno ai miei fianchi e la sua testa si appoggia sulla mia spalla. Dallo specchio vedo i suoi occhi verdi che mi scrutano accompagnati dal suo inseparabile sorriso.

Mormora quelle parole come se mi avesse letto nel pensiero e mentalmente gli do del cieco bugiardo. Chiudo gli occhi per non dover vedere quel me patetico e solo ora mi rendo conto delle vicinanza del suo corpo. Vicinanza che mi ricorda una situazione simile avvenuta ieri.

- Che cosa..

Mi interrompo tappandomi immediatamente la bocca. Mi sono rigirato tra le sue braccia trovandomi esattamente di fronte a lui. Voglio parlargli ma il mio alito puzzerà di sicuro e non oso immaginare quanto e di che cosa.

Prima di rivolgergli la mia domanda, allora, mi lavo i denti e mi sciacquo la faccia sempre stando intrappolato nel suo abbraccio. Harry intanto ridacchia tra i miei capelli intuendo di nuovo la direzione presa dai miei pensieri.

- Che cosa é successo ieri?

- Perché ho come l'impressione che la tua domanda implichi che abbiamo fatto necessariamente qualcosa ieri? - ribatte sospettoso.

- Harry.. - gemo frustrato.

- Dopo il terzo bicchiere di champagne eri già andato, piccolo. Se vuoi la verità abbiamo parlato un po', tu hai pianto e poi ti sei addormentato, ti ho messo a letto e mi sono addormentato anch'io. - stacca le mani dai miei fianchi come se si fosse scottato e si allontana indietreggiando di qualche passo. - Non mi approfitterei mai di te senza il tuo consenso. Non mi approfitterei mai di nessuno- puntualizza seccamente e poi esce direttamente dalla cabina.

Rimango pietrificato un attimo a cercare di capire che cosa sia appena successo. Non ho mai pensato che mi avesse usato.

Forse solo per un momento, lo ammetto.

Ma so che lui non è quel genere di persona. Capisco che sia sentito ferito dal fatto che lo pensassi. Mi arrabbierei anch'io se fossi in lui.

Sono un idiota. E devo scusarmi.

- Haz, mi dispiace. Non era quello che intendevo. So che tu non sei così; invece di fare quelle domande stupide dovrei ringraziarti per esserti occupato di me.

Lui mi dà le spalle, con le mani aggrappate alla ringhiera e lo sguardo rivolto al mare.

- Non ti ho nemmeno sfiorato a parte quando ti ho portato in camera da letto. E non che tu non mi abbia provocato, sai?

Le mie guance si colorano di rosso al solo immaginare i comportamenti imbarazzanti che devo aver assunto. Mi avvicino a lui e lo abbraccio da dietro come lui aveva fatto con me nel bagno poco prima.

In genere, sono uno a cui gli abbracci non piacciono perché li vedo come un'invasione del mio spazio personale, troppo intimi. Invece ora voglio sentire il calore del suo corpo ed essere sicuro che non sia arrabbiato con me. Non voglio che lo sia.

La sua indifferenza mi provoca una sensazione fastidiosa che non voglio provare. È incredibile come mi sia già affezionato a lui nel poco tempo che abbiamo passato insieme.

Andando avanti così mi innamorerò di certo.

Potrei esserlo già.

Harry si rigira nel mio abbraccio e inverte le posizioni. Ora è lui a tenermi avvinghiato a sé.

Mi stampa un bacio sulle labbra e poi si scosta con un sorrisetto.

- Allora ci tieni almeno un po' a me - fa cercando di baciarmi nuovamente. Questa volta sono io a scostarmi, sorpreso che la sua incazzatura sia passata in un batter d'occhio e allo stesso tempo sollevato per lo stesso motivo.

Lo preferisco di gran lunga quando è scherzoso e sorridente, esattamente come ora.

- Tu sei..

Ora tocca a me fare la parte dell'incazzato visto che, in un certo senso, con tutta questa scena, mi ha presa in giro.

- Il miglior ragazzo del mondo? Si, lo so - conclude al posto mio.

Stavo cercando un'altra parola per insultarlo e farlo sentire un po' in colpa come lui ha fatto con me ma decido di arrendermi.

Alzando gli occhi al cielo mi libero della sua stretta e faccio per andare a vestirmi decentemente quando mi afferra per il braccio e mi strattona verso di lui.

Le sue labbra si incollano alle mie in un bacio travolgente tanto che quando si stacca penso di non riuscire più a muovere un passo senza che mi cedano le ginocchia.

- Buongiorno - mormora e mi lascia definitivamente andare.

Wow, buongiorno anche a te.

Mentre cerco degli abiti puliti da indossare mi sforzo di ricordare ciò che è successo ieri ma ottenendo scarsi risultati; ed è proprio in quel momento che mi torna alla mente una cosa che ha detto Harry prima del nostro disguido.

Hai pianto. Aveva accennato al fatto che avessi pianto prima di addormentarmi.

- Harry - lo chiamo sentendo dei rumori proveniente dal cucinino.

- Si, piccolo?

Gli vado incontro e lo trovo appoggiato al bancone a braccia incrociate.

- Di che abbiamo parlato mentre ero ubriaco?

- Oltre a quello che mi avresti fatto se..

- Oltre a quello, si - lo interrompo avvampando. - Hai detto che ho pianto. Perché?

Il suo viso si incupisce e borbotta qualcosa di incomprensibile.

- Non voglio parlarne - risponde secco. Cielo, ma che cavolo ho combinato ieri?

- Harry..

- Riuscirò a farti implorare anche mentre sarai sotto di me prima o poi - asserisce fingendosi indaffarato.

- Non provare a cambiare discorso - lo avverto avvicinandomi a lui con sguardo minaccioso, il fatto che gli arrivi al mento non aiuta per niente. - E parla.

Rimaniamo per qualche secondo in silenzio intenti in un combattimento di sguardi per sopraffare l'altro e quando lui si decide a sputare il rospo, sorrido compiaciuto.

- Mi hai parlato di quel cazzone del tuo ex - sibila a denti stretti.

Il respiro mi si mozza in gola.

Appunto per me: non bere mai più un goccio d'alcol.

- Non posso credere a quello che ti ha fatto. Ieri quando ti sei addormentato ho seriamente pensato di andare da lui e spaccargli la faccia del bel mezzo della notte. - Afferra con forza il bordo del bancone fino a che le nocche non diventano bianche. - Per non parlare della tua presunta amica - aggiunge con disprezzo storcendo le labbra.

- L'ho superata, Haz.

- Louis, da quello che è successo ieri non si direbbe - ribatte.

Ora sono io a non aver voglia di parlare di questo. Benché trovo confortante il fatto che questo ragazzo sia dalla mia parte.

- Sto bene, Harry. E poi adesso che ci sei tu a riempirmi le giornate, non ho neanche il tempo di pensare a loro - sdrammatizzo.

Un suo sopracciglio scuro si inarca e i tratti del suo viso si distendono. Sono riuscito nel mio intento.

- Allora ammetti che provi qualcosa per me.

- Non ho detto questo - mi affretto a precisare.

- Non ti piaccio ma ti lasci baciare - constata divertito e senza avvertirmi mi bacia nuovamente.

La verità è che questi baci stanno diventando una droga per me.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro