Capitolo cinque
E, girandomi, è proprio il suo viso che mi appare davanti.
Si è presentato non appena ho pensato a lui. Come se mi leggesse nel pensiero o, forse, siamo in qualche modo legati.
Dio, no. La mia mente geme frustrata.
Smettila subito.
- Non capisco - mormoro prendendo una lunga sorsata del mio drink per rinfrescarmi.
Improvvisamente fa molto caldo qui dentro.
- Ogni volta che ti vedo sei sempre da solo. Mi chiedevo se fossi un tipo solitario.
È divertito. Lo capisco da quel sorrisetto che gli increspa le labbra e che lo rende ancora più irresistibile. È possibile innamorarsi di un sorriso?
- Alcune volte mi piace stare solo - rispondo con una scrollata di spalle.
Sembrerebbe una risposta del tutto innocente se non fosse che nasconde un fondo di verità. La solitudine mi ha accompagnato per un grande tratto della mia vita, quando dovevo asciugarmi le lacrime e consolarmi da solo dopo che gli altri bambini mi prendevano in giro per il fatto di essere stato adottato, quando in orfanotrofio giocavo da solo visto che gli altri non volevano stare con me, quando le famiglie affidatarie lasciavano che mi arrangiassi da solo..
Ho dovuto abituarmi alla solitudine e farla diventare mia amica. Queste sono le cose che non appaiono sui giornali o su Wikipedia.
- Anche a me, devo ammettere. E mi piaci tu.
Non l'ha detto sul serio.
E invece sì e mi ha guardato dritto negli occhi. La testa piegata di lato a scrutarmi e l'espressione tranquilla che non lascia trapelare niente.
Anche tu mi piaci.
Le prime parole che elabora la mia mente seguite da 'ricorda cosa ti ha detto Rachel'.
- Vuoi solo incidere un'altra tacca sul tuo letto - rispondo con una smorfia sperando di dissuaderlo.
E la sua di risposta invece è una risata. Seducente e roca che mi fa contrarre le budella. Poi si avvicina fino a far sfiorare le nostre labbra.
- Forse.
È tutto quello che dice prima di baciarmi lievemente. Sussulto e di nuovo il mio cuore prende a pompare violentemente mentre la strana sensazione allo stomaco si intensifica.
E tutto per un bacio a stampo di neanche mezzo secondo.
Un bacio a stampo che avrei voluto approfondire ma mi limito a starmene fermo, pietrificato al mio posto guardandolo andarsene.
- Devi leggere Gossip U. Adesso. Prima pagina.
Dana e Rachel irrompono nella mia stanza. Una mi tira via le coperte di dosso e l'altra mi sbatte in faccia quella rivista.
"Cupido continua a scoccare frecce. A quanto pare il nostro attore preferito, Louis Tomlinson , non ha aspettato molto a trovare il sostituto di Luke.
Parole sussurrate durante gli Awards seguite da occhiatine dolci al party e per completare il quadro romantico.. un bacio!
Adesso bisogna capire se Harry sia una nuova fiamma o un modo per dimenticare l'ex per almeno qualche ora."
- Hai baciato Harry Styles - sbraita Dana indicando più volte la foto che ci ritrae nell'atto.
- Il party era privato, come hanno fatto a scattare questa foto?
In teoria i paparazzi non possono entrare ma, a quanto pare, in pratica si. Cosa vengono pagati a fare i buttafuori?
- Sinceramente mi aspettavo una risposta della serie: No, deve essere un fotomontaggio - commenta Rachel.
Mi lascio cadere all'indietro sul letto e mi copro la faccia con le braccia. Tutto questo è ridicolo e non sarebbe dovuto accadere.
Ultimamente la mia vita viene sbattuta in prima pagina troppe volte e io chiedo solo un po' di tranquillità.
Ehi, sei una celebrità! La tua privacy è morta quando hai firmato il primo contratto.
Storco la bocca a quel pensiero e scuoto leggermente la testa.
Dio, se puoi, aiutami.
- Ci sei andato a letto? - mi chiede Dana scoprendomi il viso. Osservo la mia amica afroamericana sconcertato.
Diretta come sempre.
- No.non.ci.sono.andato.a.letto - dico con voce tagliente che non riesce a spaventare nessuna delle due.
- Peccato.
Il commento di Dana accompagnato da un'alzata di spalle riceve l'occhiataccia di Rachel. Poi, la rossa si gira verso di me poggiando la rivista sulle cosce.
- Che cosa hai intenzione di fare adesso?
Sinceramente, non ne ho la più pallida idea. Ma non sono neanche così preoccupato: nonostante tutto, la foto si tratta solo di una voce e tra me Harry non c'è e non ci sarà mai niente perciò non mi resta che aspettare che passi. Sono già stata 'vittima' di casi del genere e so come comportarmi. Anche se, per un periodo limitato, dovrò fare i conti con quegli impertinenti dei giornalisti che mi staranno attaccati come cozze.
Come se già non lo fossero.
E credo che sia questo il mio problema principale. Non sono in vena di affrontare altre orde di giornalisti e prima o poi, potrei non rispondere delle mie azioni.
Per non parlare di Harry.
Come mi comporterò con lui la prossima volta che ci incontreremo?
Potrei comportarmi come se ieri non fosse successo niente così a confermare che non ho niente a che fare con Harry Styles. Sempre che lui non tenti di baciarmi di nuovo.
E, probabilmente, io lo lascerei fare.
Cacchio.
- Louis, il cellulare!
Mi riscuoto dai miei pensieri e afferro l'apparecchio dal comodino leggendo io nome del mio manager sullo schermo. Bryan.
- Buongiorno - sbadiglio.
- Preparati. Ti voglio tra un'ora esatta davanti all'AMP.. e buongiorno.
Mi saluta dopo un attimo di esitazione in seguito a quegli ordini dettati a raffica.
Perché dovrei andare alla casa discografica? E, infatti, glielo chiedo.
- Abbiamo un appuntamento. Niente domande. Sbrigati.
Attacca. Guardo lo schermo che indica la chiamata terminata chiedendomi se il mio manager sia diventato improvvisamente pazzo. Ma non avendo neanche il tempo di rifletterci sopra mi affretto a lavarmi e cambiarmi indossando un semplice paio di jeans a sigaretta e una maglia azzurra.
- Ci vediamo a pranzo.
Saluto le ragazze e raggiungo il box per prendere la macchina.
Ho il presentimento che l'appuntamento abbia a che fare con il membro dei Criminal che affolla i miei pensieri da giorni.
E risulta fondato non appena varco la soglia di una sala riunioni.
Un tavolo. Il mio manager. Harry. Il suo manager. Io.
- Che succede? - chiedo avanzando con passo esitante.
Mi accomodo sulla poltrona affianco a Bryan e di fronte a Harry. Sul suo volto compare un sorriso malizioso e si stiracchia bene sulla sedia portando le braccia verso l'alto. Sotto la maglietta l'evidente contrazione dei suoi muscoli.
Chissà come sarebbe essere stretto tra le sue braccia.
Oh Gesù, smettila con questi pensieri!
- Quella foto ha fatto parecchio scandalo, ragazzi - comincia Todd, il manager di Harry.
- Parlano di voi su tutte le riviste: la gente vuole sapere se è nata una nuova coppia.
- Nessuna coppia. Quel bacio non sarebbe dovuto essere fotografato. Quel bacio non sarebbe dovuto esserci - pronuncio l'ultima frase guardando dritto negli occhi il cantante che si limita a ridacchiare con aria tranquilla.
Irritante. Sexy e irritante.
- E, invece, potrebbe esserci utile - controbatte Bryan. - Sono mesi che i giornalisti ti tartassando con la storia del tradimento di Luke e probabilmente andranno avanti ancora per molto, se quei due non la smettono di rilasciare interviste.
Lo so bene. Tutta questa storia sarebbe già finita ma a quanto pare per mantenere l'attenzione su di loro, Luke e Loren hanno deciso di continuare a lasciare dichiarazioni coinvolgendo anche me.
L'ultima è stata da parte di Luke che se n'è uscito con la frase: - Stavo bene con Louis ma sentivo che ci mancava qualcosa. Lui non era abbastanza -.
Non era abbastanza. Che diavolo di frase è? E che diavolo significa?
A pensarci bene non capisco come ho fatto a scordarmelo ieri. Luke si sarebbe meritato un bel calcio nelle palle.
- Perciò - prosegue Bryan. - Noi abbiamo pensato di
usare questa cosa a nostro vantaggio.
Oh oh.
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