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Pause {3}

Erano le otto e mezza del mattino quando la regina Rumor Honeybottoms bussò alla porta del suo amico e inventore Werner Werman.
Non che le servisse il suo aiuto in quel momento: semplicemente voleva accertarsi che stesse bene, sia fisicamente che psicologicamente.

La notizia della morte di Wally Warbles tre giorni prima lo aveva scosso profondamente e la notizia della scomparsa del figlio piccolo di quest'ultimo era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.

Rumor era consapevole del fatto che il ratto andasse a cercarlo da solo nonostante la polizia e una buona parte del suo esercito lo stesse già facendo. Erano due giorni che lo vedeva rientrare a casa la mattina prestissimo e uscire di nuovo qualche ora dopo, ed aveva deciso che la cosa dovesse finire lì prima che diventasse una situazione più drastica di quanto già non fosse.

La porta si aprì con un sordo cigolio e sulla soglia comparve uno stanchissimo e a dir poco trasandato Werner, con delle occhiaie enormi, gli occhi arrossati e i "capelli" arruffati. 

A quel punto quello che per la regina era stato un sospetto era diventato una certezza: Werner non riposava come avrebbe dovuto.

Quando lui la vide sul suo volto si formò quello che sembrava essere un sorriso.

"Meine Königin..."

Nonostante non sapesse una parola di tedesco, Rumor aveva ormai imparato cosa quelle parole significassero.

Mia Regina.

L'ape non sapeva se sentirsi imbarazzata o lusingata per quell'appellativo che lui usava anche quando si trovavano in situazioni informali come quella.

"Buongiorno, Werner. Come stai questa mattina?"

"Meglio, grazie" rispose lui (con spiccato accento tedesco), anche se entrambi erano perfettamente consapevoli del fatto che stesse mentendo.
Il ratto si scansò facendole cenno di entrare.

Rumor amava la casa di Werner: piccola (così da avere tutto a portata di mano), tutta fatta di legno e piena di strane cianfrusaglie. Una casetta graziosa in un modo tutto suo.

"Lo hanno trovato? Hanno trovato il piccolo Warbles?" fu la prima domanda che le fece, con una nota di speranza nella voce.

Sperava che non glielo chiedesse subito.
L'ape regina scosse la testa e le fece quasi male al cuore quando lo vide perdere quel poco colorito che aveva e accasciarsi su una delle sedie presenti nella stanza.
Il ratto si prese il viso tra le mani e Rumor si avvicinò per consolarlo.

Gli appoggiò una mano sulla spalla. "Werner, io-"

"Adesso basta però! Sono tre giorni che lo cercano!" Il tedesco si scrollò di dosso la mano dell'amica "Non può nemmeno essere andato tanto lontano, è solo un pulcino!" aggiunse poi, in preda ad un'attacco di rabbia che non lo rispecchiava per niente.
"Andrò io a cercarlo!"

La regina rimase basita dalla reazione che l'amico aveva avuto: Werner era sempre stato un tipo molto tranquillo, anche nelle peggiori situazioni. Di solito dei due era lei a perdere il controllo e lui quello a tranquillizzarla, quindi la situazione la colse del tutto impreparata.

Vedendo che si stava agitando fece la prima cosa che l'istinto le conisgliava, ossia appoggiargli le mani sulle spalle in modo gentile ma deciso e lo farlo rimettere seduto.

"Assolutamente no! Tu non ti muovi di qui. Sei uno straccio e cercare il bambino ti farebbe stare solo peggio. Tutto quello che dovresti fare è tornartene a letto e riposarti!"
Proclamò la regina con lo stesso tono autoritario che usava quando dava ordini alle sue guardie.

"Meine Königin, scusa se te lo faccio notare ma non sei nella posizione di darmi ordini!" sbottò il ratto "Apprezzo il fatto che ti preoccupi per me e che mi vuoi in salute ma non mi puoi dire nulla! Non sono mica uno dei tuoi soldati io! Oltretutto non posso lasciare il figlio di mein feind da solo lì fuori! Di sicuro lo spirito di Warbles mi perseguiterà nei miei incubi se non ritrovo suo figlio!"

La scansò gentilmente con un braccio e corse a prendere una strana borsa con dentro dei piccoli marchingegni che Rumor non riusciva a distinguere.

"A che ora sei rientrato?"

"Mh? Alle cinque credo" disse l'altro con noncuranza.

"COSA?! Sono passate pochissime ore e non hai nemmeno riposato che già vuoi ricominciare a cercarlo?!" esclamò l'ape incredula.

Il tedesco non la stava tuttavia ascoltando e stava preparando tutto per uscire di nuovo. La regina a quel punto non poteva più sopportare di essere ignorata; si piazzò davanti alla porta con le mani sui fianchi e un'espressione arrabbiata.

"Rumor, spostati" disse l'altro con tono pericolosamente tranquillo. La donna scosse energeticamente la testa.

"Rumor..."

"No. Non ti permetterò di ammalarti facendo delle ricerche che la polizia e parte della mia corte sta già compiendo! Adesso per favore vai a letto e riposati."

Il ratto la guardò con i suoi occhi a mandorla, poi annuì abbassando lo sguardo in quella che sembrava essere una dimostrazione di resa.

L'ape si rilassò lasciando cadere le braccia.
Appena la donna si spostò dalla porta per confortarlo Werner scattò in avanti in un ultimo disperato tentativo di uscita.
Nonostante non se lo aspettasse Rumor riuscì comunque a fermarlo, sollevandolo da terra con un'incantesimo.

"Questa poi! Adesso mi hai proprio stancata! Ho provato ad essere paziente e a spiegarti che ti fa male, ma tu niente!" Fu il turno dell'ape arrabbiarsi "Ma guarda te se devo stare anche dietro a lui... con tutti i casini che ho!"

Il ratto tedesco si dimenò ma ogni suo tentativo fu vano: l'incantesimo lo teneva stretto e fermo.

La regina aprì la porta della camera da letto di Werner e senza tante storie lo fece cadere sul letto.
Quando il ratto aprì la bocca per contestare, lei lo fermò immediatamente.

"Ascoltami bene, Werner Werman: tu non ti muovi da questa stanza fino a quando non hai riposato come si deve. Non sarai un mio suddito ma continuo ad avere una certa autorità anche fuori dalla mia corte e tu in quanto soldato devi obbedirmi" sentenziò la regina, guardandolo con i suoi grandi occhi neri e autoritari. 

"E se ti trovo fuori dal letto ti prendo a bastonate e ti ci trascino prendendoti per le orecchie, sono stata chiara?!"

Il ratto rimase a guardarla negli occhi quasi incantato, provando una profonda ammirazione per il modo in cui lo aveva trattato. Sembrava proprio uno dei generali che aveva avuto durante la guerra, e gli venne naturale farle il saluto militare mentre annuiva controvoglia.

Rumor sorrise.

"Perfetto. Adesso, perdonami ma devo tornare al mio palazzo, la giornata lavorativa sta per cominciare e devo essere lì prima degli altri" disse poi andando verso la porta.

Werner borbottò qualcosa mentre si infilava nel letto, attirando di nuovo l'attenzione dell'ape su di lui, che lo guardò con aria interrogativa.

"Non è giusto" annunciò infine il tedesco "Mi costringi a fare quello che vuoi tu anche quelle poche volte che non voglio"

"Carisma da monarca, amico mio" ribatté la donna.

"Il carisma non ti serve, basterebbe semplicemente guardarti negli occhi e vederti sbattere le palpebre per cadere ai tuoi piedi" sbuffò l'ex soldato sdraiandosi.

La regina avrebbe voluto fermarsi e discutere meglio su quell'affermazione che il tedesco aveva appena fatto ma (purtroppo) non ne aveva il tempo.

Salutò imbarazzata e si chiuse la porta alle spalle per poi volare velocemente verso il palazzo, chiedendosi se Werner lo avesse detto come un semplice commento di circostanza o se lo pensasse davvero.













Angoletto della follia
Hay there~ Pensavate di salvarvi dalle mie ship assolutamente senza un senso logico almeno per qualche altro capitolo, uh? Poveri illusi.
"Mein Feind" in tedesco significa "Mio Nemico", o almeno questo secondo Google Traduttore.
Questo capitolo era un pò per mostrarvi cosa stanno vivendo gli altri boss di Inkwell, staccando completamente da Junior e Devil; ho voluto usare Werner in particolare in quanto menzionai nel capitolo scorso che lui e Wally erano nemici. Ma il duo tornerà nel prossimo capitolo, accompagnati da un'altro boss~ Indovinate un pò chi?
Come sempre grazie per aver letto e alla prossima~!


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