Kind Gesture {9}
Djimmi fece un lungo respiro. Lo spettacolo si era appena concluso e finalmente aveva tempo per riposarsi un po'.
Non che i trucchi che avesse eseguito fossero difficili; il punto era che soffriva leggermente di ansia da prestazione.
Il genio prese a fluttuare mentre assumeva una posizione a gambe incrociate poi fece comparire la sua inseparabile pipa.
Fumare lo aiutava sia a riflettere che a rilassarsi, e non c'era niente di cui aveva più bisogno in quel momento se non-
"DJIMMIIIIIII! Ecco dov'eri!"
L'interpellato sospirò e sorrise. Avrebbe riconosciuto ovunque la voce allegra e squillante di Beppi.
L'amico infatti gli si parò davanti sorridendo, seguito da un'imbronciatossima Baroness Von Bon Bon.
"È stato un bellissimo spettacolo, davvero!" esclamò il clown, con gli occhi dorati che brillavano.
"Sfortunatamente ne abbiamo visto solo metà, ma sono certo che anche l'altra parte era fantastica!"
"Se non fosse stato per quel diavolo idiota ci saremo goduti la giornata in tutta tranquillità" sbottò Bon incrociando le braccia al petto.
"Non sono riuscita nemmeno a pranzare con Grim come avevo programmato di fare!"
Beppi sospirò e scosse la testa "Guarda che sei stata tu ad accusarlo ingiustamente, avremo fatto peima a cercare i bambini assieme a Jack fin da subito invece di perdere tempo" le rammentò il clown con molta gentilezza.
Quell'affermazione catturò l'attenzione di Djimmi: carcare dei bambini? Erano spariti?
Il genio fece per chiedere ma venne interrotto dalla Baronessa.
"Se quel deficente non fosse mai esistito non avremo nessuno problema!" disse in tono arrabbiato.
L'egiziano capì subito come sarebbe andata a finire la conversazione e decise di usare immediatamente il tranquillante vivente della Baronessa, ovvero Grim.
Era soprendente come quel goffo draghetto verde la calmasse, anche in situazioni drastiche (come per esempio quella in cui si trovavano in quel momento).
"Cambiando discorso, Bon, penso che faresti meglio a raggiungere Grim. Ti stava cercando prima ma non riusciva a trovarti"
Il nome del drago ebbe un effetto immediato: gli occhi giallo limone e colmi di rabbia della Baronessa si addolcirono leggermente e lei si rilassò, anche se impercettibilmente.
"Davvero? E dov'è adesso, così lo raggiungo?" domandò con un sorrisetto sul volto.
"Dovrebbe essere al bar, sbrigati o rischi di non trovarlo lì" La spronò il genio con gentilezza.
L'altra annuì, li salutò e si avviò verso il bar, con aria improvvisamente allegra (Djimmi avrebbe giurato che stava addirittura saltellando, cosa che non faceva mai).
Beppi lo fissò con aria riconoscente "Grazie, sei riuscito ad evitarci una lite"
"Figurati. Piuttosto, spiegami questa cosa di cui stavate parlando" disse Djimmi "Dei bambini sono scomparsi?"
Il clown annuì e si rattristò, cosa che il genio non avrebbe mai ritenuto possibile. Il suo amico Beppi, triste? L'egiziano non lo aveva mai visto giù di morale e aveva sperato di non vedercelo mai.
Sapere che quei bellissimi e solitamente allegri occhi dorati erano sofferenti lo faceva stare male.
Beppi gli spiegò tutto quanto per filo e per segno "Li abbiamo cercati ovunque e anche con l'aiuto di Cuphead e Mugman non siamo riusciti a trovarli!" esclamò infine "L'unica opzione è che siano usciti dal parco... Povera Sally, era distrutta..." aggiunse, abbassando gli occhi.
Probabilmente si sente colpevole di quello che è successo, pensò il genio.
Gli si avvicinò e gli mise un braccio attorno alle spalle in un goffo tentativo di consolarlo.
Quando lo fece, sentì l'amico irrigidirsi per un'istante, per poi rilassarsi e appoggiarsi a lui.
Djimmi si schiarì la voce "Cambiando argomento, Devil e Junior?" domandò, un po' per curiosità e un po' perché sapeva che parlare di quei due lo avrebbe rallegrato.
Infatti fu così: Beppi sorrise entusiasta "Stanno facendo tantissimi progressi! Bonnie continua a negarlo ma avevo ragione io, la paternità sta facendo bene al nostro diavoletto!" Il clown battè le mani con aria entusiasta "E dovevi vederlo quando raccomandava a Junior di fare attenzione mentre lui non c'era! Erano adorabili!"
Djimmi sorrise nel vederlo di nuovo così felice.
Lo sguardo del clown si fece pensieroso "Però quei due non hanno un posto per dormire ora che ci penso..."
"Potrebbero venire a stare alla mia piramide, così potrò tenerli d'occhio personalmente!" propose il genio.
"È una magnifica idea! Anche perché non potrei ospitarli io, non torno a casa..." disse l'altro "Faremo un ultimo sopralluogo per vedere se troviamo qualcosa sui bambini, poi vado al castello di Bon per programmare gli ultimi dettagli sul festival" spiegò poi, incrociando le braccia al petto.
"E domani mattina che programmi hai?" domandò Djimmi, cercando di farla sembrare una domanda casuale nonostante fosse mirata.
Il clown lo guardò confuso "La solita routine, suppongo... Perché me lo chiedi?"
"Pensavo che magari domani mattina potresti passare alla piramide a fare colazione, così, per vedere come stanno Devil e Junior" rispose l'egiziano, sperando di ricevere una risposta positiva.
Gli faceva piacere avere quell'allegro e infantile attorno, e fece un largo sorriso quando lo vide annuire.
"Perfetto!" disse, facendo scomparire la pipa con un battito di mani.
"Andiamo a cercarli?" domandò allegramente Beppi.
L'altro annuì, pronto a godersi il resto della sua pausa con quell'adorabile clown.
☆☆☆
Dare le caramelle a Junior era stata una pessima idea, Devil era costretto ad ammetterlo.
Il piccolo, a quanto pare, era uno di quei bambini che non potevano assumere zuccheri senza delle conseguenze a dir poco catastrofiche.
Le caramelle lo avevano fatto diventare iperattivo.
Il ragazzino aveva passato almeno mezz'ora a ridere, saltare, urlare e occasionalmente far saltare in aria cose in "nome della scienza".
Poi naturalmente c'era la fase post-mina vagante, ossia quella dove il mal di stomaco e il vomito prendevano il sopravvento.
Che era poi quella dove il bambino si trovava in quel momento.
Il diavolo era stato costretto a trovare al piccoletto un posto dove vomitare, e stava aspettando che finisse.
Cazzo, della svomitazzata potevamo anche farne a meno però... ora romperà per tutto il resto della serata, che duuuue coglioni...
Osservò il cielo; si era tinto di un color blu/violetto, segno che presto si sarebbe fatto buio. Dovevano trovare un posto dove dormire, e alla svelta.
"Ugh... Che schifo..." si lamentò Junior uscendo da dietro il cespuglio, con il volto ancora di un tenue colorito verdognolo sul volto.
"Piccoletto, te la sei cercata" disse Devil, chinandosi per prenderlo in braccio.
Il bambino lo guardò male "Pensavo di riuscire a gestirlo!" strillò con la sua vocetta acuta "Voglio dire, che cosa (burp) possono farmi delle stupide caramelle?!" sbottò mentre l'altro lo metteva seduto nel suo nido volante.
"Quel cespuglio su cui hai appena vomitato è testimone"
"Smettila di rompere, Devienne"
"Niente più caramelle per te comunque. Non voglio un pulcino vomitante in giro, capito?"
"Vomitante è una parola?"
"Non ne ho idea. Comunque, hai afferrato?"
Il pulcino annuì, sbuffando.
"DEVIEEEENNE! JUNIOOOOR!" I due sentirono un'allegra voce conosciuta chiamarli dall'altra parte della strada: Beppi corse verso di loro sorridendo, seguito da Djimmi che aveva uno sguardo vagamente indagatorio.
"Ciao" salutò Junior, mentre Devil si limitò ad un pigro cenno del capo.
"Ragazzi, io e Djimmi ci chiedevamo se aveste trovato un posto dove passare la notte" disse il clown, spostando lo sguardo dall'uno all'altro.
"No, non ancora" rispose il diavolo, lentamente, con tono sospettoso "Come mai?"
"Stavamo pensando... magari potete venire a stare alla mia piramide per questa sera" propose Djimmi con un sorriso affabile.
Devil squadrò il genio dalla testa ai piedi.
Non era sicuro se poteva fidarsi o meno, anche se aveva già dimostrato di essere affidabile.
Però d'altra parte se avesse rifiutato sarebbe parso strano agli occhi di Junior, che avrebbe chiesto spiegazioni alla quale non avrebbe potuto dare rispondere, con il risultato che il piccolo si sarebbe insospettito.
E non era quello che voleva che succedesse.
"Quanto è lontana questa piramide?" domandò infine, senza abbassare la guardia.
Il sorriso di Djimmi si allargò "È praticamente qui accanto, non ci vuole niente ad arrivare!"
"Giudaci, allora" disse Devil, rassegnato.
"Junior, ci sei?" chiese poi al pulcino per richiamare la sua attenzione.
Si era accorto che il suo piccolo compagno di viaggio era rimasto zitto per quasi tutta la giornata (salvo il momento da mina vagante dato dalle caramelle) fin da quando era tornato dal "processo" con Bon e Beppi, con uno strano sorrisetto ebete stampato sul volto.
Il bambino lo guardò, un attimo spaesato, poi annuì.
☆☆☆
Sally tirò un calcio ad un secchio, in un impeto di rabbia.
"Niente, NIENTE, NIENTE! Ma dove cazzo sono finiti?!"
"Amore, calmati, ti prego... Peggiorerai solo la situazione così..."
"Calmarmi?! CALMARMI?! Jack, porca puttana lurida bastarda, LI STIAMO CERCANDO DA ORE!" strillò lei "I NOSTRI BAMBINI SONO SCOMPARSI, CAZZO!"
L'uomo sospirò. Capiva perfettamente come si sentiva sua moglie, ma quella reazione non sarebbe servita a nulla se non a far agitare entrambi.
E lui era già sull'orlo delle lacrime.
"Stageplay, tuo marito ha ragione. Per favore, calmati" intervenne Mugman con tono gentile.
Lui, suo fratello, King Dice ed Hilda si erano fermati per aiutarli a cercare Marguerite e Louise.
Ormai si era fatta sera, e Sally non sembrava aver alcuna intenzione di lasciar perdere.
Cuphead e Mugman si guardarono, per decidere sul da farsi. Entrambi non ebbero alcuna esitazione quando si girarono a guardare il Re e la pilota.
"Ragazzi, restiamo qui a dormire, così possiamo continuare a cercare i bambini tutti insieme" disse la tazza in rosso.
Hilda annuì mentre si preparava a trasformarsi in dirigibile.
"E dove dormiremo, scusatemi?" domandò il dado, che ricevette uno schiaffetto sulla testa dalla pilota.
"Cioé, ci sono dei bambini scomaparsi e tu ti preoccupi di dove dormiremo?" disse lei guardandolo di traverso "Sei proprio un dado stupido. Ti dovevano chiamare Cretin Dice, altro che King!"
"Mia cara" cominciò lui con un sorriso forzato e a dir poco falsissimo "Se non abbiamo un posto per dormire, come faremo a fermarci qui per poter aiutare i signori Sally e Jack?"
"Cretin Dice ha ragione" osservò Cuphead, grattandosi il mento.
"La piramide di Djimmi fa da hotel durante i festival, se non ricordo male" disse Mugman "Provate un po' a vedere se riuscite a rimediarci delle camere, voi due" aggiunse, guardando Hilda e Dice.
Entrambi sospirarono: avrebbero evitato entrambi ti trascorrere tempo insieme.
"Se dobbiamo andare andiamo, Dadoman"
"Non ci andiamo volando, vero?"
"Certo che ci andiamo volando"
"... Che palle."
☆☆☆
Non ci volle molto ad arrivare alla piramide, proprio come Djimmi aveva detto.
La prima cosa che impressionò Devil fu la grandezza del posto (era decisamente enorme) e a seguire lo sfarzo.
Sembrava proprio un magnifico resort a cinque stelle.
Se mai riuscirò a tornare al Casinò, lo faccio ristrutturare e lo faccio diventare come questa piramide. Cazzo che figo.
L'egiziano li accompagnò fino alla loro stanza (nella quale si trovava un letto dalle dimensioni mastodontiche).
Il diavolo rimase piacevolmente stupito quando il genio gli disse che non avrebbero dovuto pagare nulla.
"Vi ho invitati io, quindi fate come se foste a casa vostra" disse Djimmi con tono tranquillo.
I due lo interpretarono alla lettera e, appena l'altro se ne fu andato, si lanciarono sul lettone, sporchi e sudati.
"Uuugh, sono esausto..."
"Devieeeenne, ci dobbiamo fare la doccia..."
"Perché mai! Dammi tre motivi validi."
"Non siamo bestie che non si lavano, questa non è effettivamente casa nostra e ti puzzi da far schifo"
A quell'affermazione Devil si alzò e gli fece il medio, facendolo scoppiare a ridere.
"E va bene, questa te la do vinta, pulcino scassacazzi" disse, afferrando uno degli accappatoi che Djimmi aveva preparato per loro (ce n'era anche uno un miniatura per Junior).
Entrò in bagno e si fece una doccia veloce. Non gli capitava spesso di farsene una e non gli piaceva nemmeno, e il motivo era abbastanza buffo: dopo essersi asciugato gli si gonfiava il pelo e per riallisciarlo ci voleva molto più tempo del dovuto.
Quando ebbe (finalmente!) concluso uscì e trovò il ragazzino, seduto al centro del lettone, che scriveva distrattamente qualcosa sopra dei grendi fogli giallastri, con aria assente.
Il diavolo scivolò silenziosamente accanto a lui e quando fu abbastanza vicino prese uno dei fogli.
"HEY!" esclamò Junior, con una nota di rabbia nella voce "QUELLO È MIO, RIDAMMELO SUBITO!"
Devil tuttavia non gli prestò alcuna attenzione in quanto occupato a vedere cosa stesse scrivendo il piccoletto.
Si trattava di un progetto per una macchina volante (con tanto di schizzo), ma accanto ai paragrafetti che riguardavano vari parti della macchinario c'erano scarabocchiati vari cuori con dentro scritta la lettera "H".
OOOOH! Beh, questo spiegherebbe molte cose...
Il diavolo si girò a guardare il pulcino, che stava disperatamente cercando di riprendersi il suo "progetto", con un sorriso diabolico.
"Allora, chi sarebbe questa graziosa 'H' che ti piace tanto? Eh, Junior?"
L'interpellato divenne tutto rosso in viso "NON SONO AFFARI TUOI!"
"Lo so, ed è per questo che terrò in ostaggio il tuo progetto fino a quando non me lo dirai. Quindi?"
Junior gli fece il medio e Devil sorrise, per poi fingersi offeso "Ma Junior, come ti premetti! Chi ti ha insegnato questi gesti?!"
"Tu, una mezz'oretta fa!" rispose il bambino ridacchiando mentre si riprendeva il suo foglio.
"Allora faresti meglio a ringraziarmi, sicché ti sto istruendo bene" ribatté l'altro sdraiandosi accanto al piccolo, che alzò gli occhi al cielo.
"Tornando a noi, chi è questa 'H'?"
Il pulcino esitò, guardandolo con aria inquisitoria, prima di rispondere.
"Una donna meravigliosamente gentile, divertente, affascinante-"
"Ragazzino, non ti ho chiesto di cominciare a venerarla, ti ho chiesto qual'è il suo nome".
Il bambino gli fece la linguaccia "È più grande di me, è già nel fiore degli anni" si decise a dire poi con le guanciotte rosse "La 'H' sta per 'Hilda', non penso che tu la cono--"
"CO-CO-COOOSA?!" esclamò Devil scoppiando a ridere così forte che quasi gli faceva male lo stomaco.
Questa poi! Certo, avrebbe dovuto capirlo subito, ma non si sarebbe mai aspettato che proprio lei avrebbe catturato l'attenzione di Junior.
Anzi, in realtà non si sarebbe mai aspettato che nessuno avrebbe catturato l'attenzione del piccolo, ma non si sa mai.
"Cosa ci trovi di così divertente?" domandò quest'ultimo con tono inacidito "Da questa reazione devo dedurre che la conosci"
"Beh, è un'astrologa famosa" riuscì a dire il diavolo tra le risate "Poi, psssshhhhh---- Piccolé, non pensi che forse è un pochino troppo vecchia per te? Avrà, che ne so, il doppio o anche il triplo dei tuoi anni?" domandò poi, carcando di tornare serio.
"È bellissima lo stesso" ribatté il ragazzino sistemando i suoi fogli "E non ho intenzione di lasciarla perdere, anche se mi vede come un bambino"
"Mi preoccuperei seriamente se ti vedesse come altro" disse l'altro.
"Comunque tranquillo, è normale avere una cottarella per qualcuno più grande, ci siamo passati tutti, con gli ormoni e tutto il resto. Quanti anni hai?"
"Ne faccio dieci il quattro Agosto, ma questo che centra?"
"Oh Inferno, sei troppo giovane anche per gli ormoni!" disse Devil in tono canzonatorio.
A quel punto il pulcino non poteva più sopportarlo: ne aveva avuto abbastanza. Scese dal letto ed entrò in bagno, sbattendosi la porta alle spalle.
"Ma ti sei arrabbiato perché ti ho detto la verità?"
"FANCULO!" fu lo strillo irritato che arrivò da dietro la porta.
Il diavolo rise.
"La vita è dura per tutti, accettalo!" disse, e rise ancora più forte quando udì un altro urlo irritato da parte del bambino.
Angoletto della follia
Ciao ragazzi! È passato un po' di tempo... e mi dispiace tantissimo!
Vi giuro che adesso comincio subito a scrivere il prossimo capitolo (che sarà pieno di sofferenza per Sally [scusami, Beta. Deve soffrire]) e appena lo finisco lo pubblico!
Comunque~
BEPPIMI FINALMENTE HHHHH
Li amo troppo, non ce la posso fare.
Junior e Devil sono una famiglia ormai. Non lo sanno nemmeno loro, ma è così e non possono farci niente.
Hilda e Dice mi danno vita.
E JUNIOR INNAMORATO È LA COSA PIÙ BELLA DI QUESTO MONDO (vero AxelReads?)
Concludo, con questo capitolo, il "First Arc: A Fun Time", per aprire ufficialmente il "Second Arc: An Hard Time"!
Ci vediamo al prossimo capitolo, ragazzi miei! Adieu~
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