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Capitolo 65 - Primo settembre

Capitolo 65

Il mare era tranquillo e se calmava il suo respiro, riusciva a sentire il rumore delle onde che s'infrangevano contro la scogliera, rendendo tutta la situazione ancora più surreale di quanto già non fosse. Erano circa le nove del mattino e non si era spostata neanche di un millimetro, perché il solo pensiero di tornare al villaggio, le faceva ricordare i momenti trascorsi poche ore prima e non voleva ancora tornare alla realtà. Preferiva star lì a rimirare l'acqua cristallina del mare, provando inutilmente a tranquillizzare il suo respiro, cosa impossibile perché non appena ci riusciva, il ricordo dei corpi stesi a terra tornava imperterrito nella sua mente. Essere vivi non serviva a nulla, se poi doveva vivere in quello stato di disperazione che pareva non volerla abbandonare.
D'un tratto udì un scricchiolio dietro di lei, trattenne il fiato ma non si voltò, pronta alla sua fine. Perché dopo quella notte voleva solo che tutto il dolore, sparisse in un attimo e se alle sue spalle c'era di nuovo la donna incappucciata, le avrebbe dato il permesso di finirla per sempre.
Ma nessuno le puntò la bacchetta contro anzi, quel qualcuno si sedette accanto a lei ad ammirare il mare restando in silenzio, in attesa che fosse lei a cominciare a parlare. Jean-Marc osservava le onde infrangersi contro la scogliera e di tanto in tanto, le lanciava qualche occhiata preoccupata. Era spossato a causa della notte appena trascorsa ma nonostante volesse solo dormire, era corso a cercarla nello stesso istante in cui Orion lo aveva avvisato della sua fuga. Era normale che Alyssa provasse emozioni difficili da accettare in quel momento, per lei era la prima vera battaglia a cui aveva partecipato lui invece, era da un anno che combatteva dove serviva. Battaglie di poco conto, rispetto alla notte appena trascorsa ma pur sempre battaglie dove aveva prestato la sua bacchetta, contro gli oppressori della Francia.
Alyssa non accennò a voler parlare e Jean fu costretto a prendere l'iniziativa.

-Non sei il mio tipo, Black.- disse con tono tranquillo.

Sulle labbra della ragazza spuntò un mezzo sorriso ma nonostante ciò, non accennò a dire o fare qualsiasi cosa. Jean comunque la prese come una vittoria e sorrise apertamente, facendosi più vicino a lei.

-Tuo nonno ti sta cercando assieme a Christiane e gli altri. Sono preoccupati.-

-Non dovrebbero, sono qui.- rispose in tono piatto. -Sono sempre stata qui.- sussurrò, puntando lo sguardo a terra.

Ci furono attimi di silenzio dove Alyssa fissava il vuoto e Jean la osservava in silenzio. Provava pena per lei, che in quei mesi aveva lottato per uscire dal tunnel oscuro in cui era caduta e, non appena ci era riuscita, qualcuno l'aveva presa e buttata di nuovo nel baratro fatto di guerra e morte.

-A che serve vivere?- domandò la ragazza. -A che serve combattere se poi dobbiamo vivere così?-

-Per le nostre famiglie, per il futuro...-

-Futuro?- l'interruppe beffarda, alzando finalmente lo sguardo su di lui. -Non ci sarà nessun futuro, non ci saranno famiglie. Nulla di tutto ciò ci sarà, perché saremo morti tutti.-

-Alyssa...-

Non usava quasi mai il suo vero nome per paura di orecchie indiscrete ma quella mattina si sentì costretto a farlo, perché lei aveva perso tutto, anche la sua identità e aveva bisogno di sentirsi di nuovo sé stessa.

-Alyssa non devi pensarla in questo modo. Hai una famiglia che...-

-Io non ho più niente!- urlò scattando in piedi e facendo sussultare il suo amico dalla sorpresa. -Non ho più nessuno lo capisci?- continuò, con le lacrime che le rigavano il volto. -Nessuno ha più bisogno di me.-

-Non è vero!- ribatté Jean alzandosi per raggiungerla. La prese per le spalle e la guardò negli occhi mentre il corpo era in preda a spasmi che non si rendeva conto di avere, le mani le tremavano vistosamente e si sentì impotente di fronte alla sua disperazione. -Tuo nonno si affida a te, i tuoi amici. Non ti rendi conto di quanto tu sia importante e fortunata! Sei viva, Alyssa e molti al villaggio non possono dire lo stesso. Marinelle è morta, Madame Clémont è morta, Jacques Azhirat è morto ma tu sei qui nonostante tutto ciò che hai passato.-

Il corpo della ragazza non voleva calmarsi, tremava e i suoi occhi erano così pieni di lacrime da farlo sentire ancora più impotente. L'abbracciò e la tenne stretta a sé, lasciando che si potesse finalmente sfogare.
Alyssa pianse tutte le lacrime che aveva in corpo, bagnando la t-shirt che il ragazzo portava e urlando, ogni volta che il corpo di Marinelle le tornava alla mente. Quando si calmò, Jean la staccò dolcemente e la guardò negli occhi in silenzio nell'attesa che fosse lei a fare il primo passo. Si asciugò il viso e ricambiò lo sguardo dell'amico, questa volta decisamente più calma.

-Torniamo a casa, Alyssa.-

~

Quando Alyssa aprì la porta di casa, Orion si catapultò da lei, costringendola in un abbraccio. Non l'aveva mai abbracciata così tante volte come nelle ultime ore e da quel gesto apparentemente semplice, si rese conto di quanto la situazione fosse ormai arrivata al limite.
In salotto c'erano i suoi amici assieme a Christiane che, non appena la vide, la raggiunse subito con una tazza colma di cioccolata calda.

-Cioccolata calda? Con tutto quello che abbiamo passato, penso che del whisky sia più appropriato.- disse, guardando la donna con fare ovvio.

-Cécile Charpentier!- sbottò Christiane, guardandola. -Hai soltanto sedici anni e sono le nove e mezza del mattino!-

Christiane si voltò verso Orion per avere supporto ma, sorprendentemente, l'uomo non disse nulla e osservò la nipote con fare pensante.

-Oh al diavolo,- disse Orion con fare esausto. -Mia nipote ha ragione. Kreacher porta a tutti quanti del whisky!-

-Dobbiamo quasi morire per avere un po' di alcol insomma.- disse Camille, con un mezzo sorriso.

La francese era seduta sul divano con Julie, aveva il braccio fasciato e una ferita sul viso che sicuramente sarebbe divenuta una cicatrice, rimase a fissarla per qualche secondo prima che Camille le facesse una linguaccia per farla distrarre. Le fece un sorriso e prese il bicchiere che Kreacher le porse, dopodiché si avvicinò alla finestra. La casa dei Thibault aveva il giardino bruciato dalle sfere infuocate ma per fortuna, non aveva subìto troppi danni esattamente come la loro.
Erano stati fortunati nonostante tutto.

-Hey...- esclamò Camille, avvicinandosi a lei. -Volevo ringraziarti per stanotte. Mi hai salvata Cécile e di questo, te ne sarò per sempre grata.-

L'abbracciò di slancio e Alyssa ricambiò sorpresa, non era abituata a tutti quei gesti affettuosi in così poco tempo e stranamente, le tornarono in mente i suoi amici a Hogwarts.

-Madame Maxime?- domandò Julie, quando le due ragazze sciolsero l'abbraccio.

-Questa mattina è corsa al ministero per parlare con la ministra ma senza successo.- rispose Jean-Marc, sospirando. -Mi ha mandato un Patronus qualche minuto fa. Marilou Masson non ha voluto incontrarla.-

-Tutto ciò è assurdo!- sbottò Orion, finendo in un sorso il suo whisky. -Ci hanno attaccati e il Ministero non ha alzato un solo dito, per aiutare i propri cittadini! È oltraggioso...-

-È la Nuova Francia, Monsieur Charpentier.- disse Jean, sospirando. -Il Village Magique de la mer Oriental è troppo libero per i loro gusti, dovevano fare qualcosa per farci capire chi comanda.-

-Libero?- disse Julie, guardandolo. -Abbiamo controlli ogni giorno, viviamo nella paura ogni stramaledetto giorno! Dov'è questa libertà di cui parli?-

-È vero,- concordò Arnaud. -non siamo più liberi da un po' ormai.-

-Avete ragione ma qui,- disse con tono sicuro. -accettiamo ancora chiunque abbia bisogno di aiuto nonostante le restrizioni! E questo al Ministero non va giù.-

-Adesso basta con questi discorsi,- s'intromise Christiane, facendosi avanti. -la notte scorsa abbiamo subìto un grave attacco e molti dei nostri concittadini sono morti. È arrivato il momento, di uscire e dare ancora il nostro aiuto a chi ne ha davvero bisogno.-

I ragazzi annuirono e lentamente si avviarono fuori dal salotto, Alyssa alzò lo sguardo sull'orologio posto sopra il camino.
Segnava le 10.30 del primo settembre.

***

Il binario 9 e 3/4 era colmo di studenti pronti a tornare a Hogwarts dopo le vacanze estive, c'erano i ragazzi del primo anno impauriti da tanti cambiamenti tutti insieme e c'erano invece quelli dell'ultimo, che si godevano l'ultimo viaggio. Tracey scrutava attentamente ogni singola testa presente, nella speranza di incontrare colei che era scomparsa mesi prima. Era stato Andrew a farli riflettere sul fatto che, volente o nolente, Alyssa Sophie Black sarebbe dovuta tornare a Hogwarts tuttavia di lei non c'era traccia e questo, la preoccupava non poco.

-Buongiorno signora Davies, lo sa che è bellissima oggi? Mai quanto sua figlia Tracey però.-

Tracey alzò gli occhi al cielo nel sentire la voce inconfondibile di Terry. Erano mesi, che il ragazzo bazzicava tra casa sua e quella di Andrew, entrando ufficialmente nel gruppo dei disagiati.

-Oh ciao Terry, grazie. Come stai?- domandò Kara, guardandolo divertita mentre Lise, sbuffava apertamente a causa dell'intrusione.

-Molto bene grazie, finalmente rivedo sua figlia dopo tanto tempo e...-

-Ma se ormai vivi in casa nostra per Morgana!- sbottò Lise, trucidandolo con lo sguardo.

-Oh ciao Lise!- esclamò il ragazzo, sorridendole come se non avesse detto nulla. -Ti vedo bene oggi ma in fondo, le donne Davies sono sempre bellissime! Posso darvi una mano con i bauli? Non vorrei che la mia futura suocera si stancasse troppo.- continuò facendo l'occhiolino a Kara.

Terry non attese una risposta e prese il carrello, avviandosi in fretta verso il vagone destinato ai bagagli.

-Quel tipo è tutto suonato.- disse Lise, con l'approvazione della madre e della sorella. -Terrence! Hey siamo qui!- urlò, alzando la mano per farsi notare.

Terrence alzò il capo verso di lei e le fece un cenno di saluto, prima di fermarsi a parlare con Lavanda Brown e sua sorella. Lise fece una smorfia che non passò inosservata a Kara e Tracey, la prima sghignazzò divertita mentre la seconda roteò gli occhi al cielo indispettita.

-Tu lo sai vero che Terrence...?-

-Ti devi fare i fatti tuoi.- l'interruppe Lise, guardandola. -E poi la Black gliela farò dimenticare, fidati. Tra l'altro ho parlato con Astoria e a lei non importa.-

-Ah beh ma allora perdonami, futura signora Higgs.- disse Tracey sarcastica, facendo ridere di gusto la madre.

-Tracey non prendere in giro tua sorella.- l'ammonì la donna, trattenendo una risata.

La ragazza sbuffò nel momento in cui Terry tornò da loro, questa volta con gli Urquhart e Megan al seguito. Il giovane Corvonero stava raccontando qualcosa a nonna Ines e Tracey, si prese del tempo per osservare la sgangherata combriccola che aveva di fronte. Appena un anno prima non sentiva il bisogno di avere altri amici eppure adesso, per lei era impossibile non studiare assieme a Megan o non chiacchierare con Lavanda.
Terry si rese conto di avere i suoi occhi puntati addosso e le fece una linguaccia, prima di sorriderle.

-Buongiorno Kara, Lise. Hey Tracey sei con noi?- domandò Terrence, quando le fu accanto.

-Ciao Terrence come stai?- chiese Lise, sorridendo ammiccante al ragazzo. -Brown.-

-Ciao Lise.- rispose Lavanda, squadrandola da capo a piedi.

-Tutto bene.- disse Terrence, guardando le due con un sopracciglio inarcato.

-Senti mi chiedevo se...?-

Lise si bloccò di colpo fissando oltre il ragazzo, tutti si voltarono e anche Tracey dovette reprimere l'impulso di stritolare il braccio di sua madre. Il motivo era palese, perché l'arrivo di Harry Potter aveva portato con sé colui che per anni, era stato condannato ingiustamente ad Azkaban. Sirius Black camminava fiero tra le persone che continuavano a fissarlo come fosse un fantasma, accanto a lui Mary MacDonald gli teneva la mano con fare apprensivo e Tracey si chiese cosa ne pensasse Alyssa di quell'allegro quadretto familiare.

-Ti devo dei soldi, Delilah.- disse Kara, non appena l'amica si avvicinò a loro assieme alla sua famiglia. -Avevi ragione, Black è diventato davvero un bell'uomo.-

-Avete scommesso su Black? Sul serio?- domandò Manfred, scrutando la moglie con finta disapprovazione.

-E lo farei di nuovo se questo è il risultato.- rispose la donna, fissando il loro ex compagno di scuola, che si era fermato a parlare con gli Weasley.

-Mi viene da vomitare, state parlando del papà di Alyssa. È un vecchio!- sbottò Andrew con una smorfia, facendo ridere di gusto Megan.

Sia Kara che Delilah scoppiarono a ridere di gusto ma Tracey non gli diede peso, troppo impegnata a osservare Terrence, il quale dal canto suo non staccava gli occhi di dosso dall'uomo. Fu come se l'amico avesse spento il cervello e proprio la sua espressione la fece preoccupare, provò a prendergli il braccio ma il ragazzo si era già avviato verso di lui.

-Oh no...- mormorò Megan.

-Prevedo guai.- continuò Terry.

-È la fine.- disse Lavanda, con una mano tra i capelli.

Terrence raggiunse Sirius, facendolo voltare verso di lui. L'uomo squadrò il ragazzo da capo a piedi e a Tracey, parve di rivedere per un secondo Ares Higgs. Scosse il capo al pensiero e si avvicinò di corsa assieme a Lavanda per fermarlo ma fu inutile, perché Terrence aveva già iniziato a parlare.

-Salve signor Black,- cominciò, guardandolo dritto negli occhi. -ci stavamo... Beh, mi stavo, chiedendo dove si trovasse sua figlia. Quando arriva...-

-E tu chi saresti?- chiese, guardandolo come se non sapesse chi fosse. -Ah già! Tu sei il ragazzino che ha portato sulla cattiva strada mia figlia.- disse beffardo. -Mi dispiace ma lei non c'è e non ci sarà mai più.-

Sirius si voltò ma Terrence lo prese per un braccio e lo costrinse nuovamente a girarsi, Tracey sgranò gli occhi e si portò una mano alla bocca preoccupata mentre Lavanda, scosse il capo con fare arreso.

-Senta un po', penso che chi ha portato sulla cattiva strada sua figlia, sia stato proprio lei!- disse con veemenza, incurante della gente attorno a loro che li stava fissando con insistenza. -La colpa è solo sua se Alyssa è cambiata! Vuole darmi la colpa perché la fa sentire meglio? Faccia pure ma non può pretendere che rimaniamo in silenzio, in attesa di un suo qualsiasi cenno.-

-Sei anche un insolente vedo,- disse Sirius, assottigliando lo sguardo. -vedi di girare a largo sia da me che da quella stupida di mia figlia, sarà meglio sia per te che per noi.-

Lavanda trattenne il fiato, sorpresa di sentirlo parlare in quel modo di Alyssa e anche Tracey dovette trattenersi dal dire la sua. Tuttavia, se le due ragazze si stavano ben guardando dal parlare, Terrence non si fece alcun problema.

-Come osa parlare così di lei? Di sua figlia?-

-Gira a largo Higgs.- disse Harry, facendosi avanti.

-Tu sta zitto Potter.- rispose Terrence, facendo un passo avanti verso il ragazzo.

-E direi che basta così.- esclamò Manfred Urquhart, avvicinandosi al gruppo per riprendere Terrence.

Sirius alzò lo sguardo su di lui e ghignò beffardo, un'espressione che a Tracey ricordò l'ultimo pomeriggio a Hogwarts qualche mese prima. Anche Terrence dovette pensarla allo stesso modo perché si bloccò di colpo, osservandolo frastornato.

-Manfred Urquhart, non ti vedo da quando hai pianto all'esame di Antiche Rune. È passata la paura?- chiese Sirius, sghignazzando.

-A me è passata ma a quanto vedo, a te l'essere stronzo non è passato per niente.- rispose Manfred, con una scrollata di spalle.

Kara e Delilah rotearono gli occhi al cielo e fecero un cenno di saluto a Mary, la quale osservava la scena imbarazzata esattamente quanto loro. Dal canto suo Tracey aveva fatto qualche passo indietro trascinando Terrence con sé, Terry le si avvicinò e la aiutò a portare via l'amico prima che mettesse le mani addosso a Black. Lavanda invece era rimasta lì a fissare il padre della sua migliore amica, aveva lo sguardo sconvolto e le mani erano chiuse a pugno.

-Alyssa non è una stupida, tutto ciò che ha fatto l'anno scorso è stato per una buona causa. È sempre stata dalla parte giusta e questo, dovresti saperlo.-

Sirius la guardò negli occhi senza rispondere e Lavanda si fece indietro con calma, raggiungendo gli amici che la stavano osservando da lontano.

***

-Primo anno! Primo anno!-

Hagrid urlò e fece segno agli studenti di seguirlo verso le barche dirette al castello, Lavanda gli lanciò un'occhiata prima di voltarsi di nuovo ai ragazzi rimasti sulla banchina, aveva trascorso tutto il viaggio a cercare Alyssa sul treno con scarsi risultati. Tutti avevano il morale sotto i piedi, nessuno di loro voleva credere che Alyssa Sophie Black, non sarebbe più tornata a Hogwarts. Sospirò mentre si voltava verso le carrozze incantate, Terrence accanto a lei camminava come se stesse andando al patibolo e in fondo aveva ragione. L'aveva cercata ovunque senza risultato, il primo settembre era la sua ultima possibilità e il non trovarla lì con Beri e il suo baule, significava che era davvero la fine.
Salirono sulla carrozza mentre Megan provava a riprendere il morale del gruppo, raccontando della festa di compleanno di Zacharias Smith del giorno prima, dove Hannah Abbott aveva lanciato un vaso in testa a Justin Fitch-Fletchley. Ridacchiò al racconto ma si prese del tempo per osservare Terrence; invidiava la sua amica e invidiava lui perché avevano un rapporto che, sebbene non fossero una coppia, era così speciale che si ritrovava a sognarlo anche lei. Voleva qualcuno che la cercasse in lungo e in largo, qualcuno che sapesse perfettamente i suoi gusti, qualcuno con cui condividere qualsiasi cosa senza dover preoccuparsi di come la potesse pensare.

-Perché mi fissi?- le chiese il ragazzo, guardandola.

Avevano passato insieme l'estate intera e, per quanto non amasse ammetterlo, Terrence aveva imparato a conoscerla abbastanza da capire quando la testa le scoppiava a causa dei mille pensieri. Megan si ammutolì e anche gli altri si erano voltati inevitabilmente verso di lei, Lavanda lanciò un'occhiata al gruppo e sospirò affranta, inclinando il capo all'indietro.

-Nulla, mi chiedevo come siamo arrivati a questo punto. Forse Alyssa è scappata da suo padre insomma, avete sentito come parlava di lei? Dopo tutto quello che ha fatto per lui?- disse, preferendo tenere per sé i suoi reali pensieri.

-Sarebbe potuta venire da me.- rispose subito Terrence, corrucciato. -Voglio dire, io di genitori da schifo me ne intendo e anche parecchio.-

-Vi ricordo che non c'è neanche Orion Black.- disse Megan, facendo annuire gli altri. -I due sono insieme, la domanda è dove.-

-Il mondo è grande, Megan.- esclamò Terry, con uno sbadiglio. -Se solo...-

Si bloccò di colpo quando notò lo sguardo vitreo di Lavanda, Terrence fece per prenderle il braccio ma si fermò nel momento in cui vide la ragazza spostarsi per non essere afferrata.

~

-Nome?- domandò un uomo, guardando la ragazza di fronte a lei.

-Elyse Clémont.- rispose, lanciando un'occhiata alle sue spalle.

Lavanda guardò Alyssa passare dei documenti e quell'uomo li osservò attentamente prima di ridarglieli. La sua amica era diversa da come la ricordava, portava un mantello più grande di almeno tre taglie, una lunga cicatrice sul collo che provava a nascondere sotto una camicia e infine l'espressione seriosa che aveva. Sembrava una donna, non più una sedicenne.

-Benvenuta in Germania, Mademoiselle Clémont.-

~

-Lavanda? Lavanda mi senti?- esclamò Terrence, scuotendola leggermente per le spalle.

La ragazza sbatté le palpebre più volte prima di mettere a fuoco il giovane Serpeverde, che la osservava preoccupato. Si voltò e vide gli altri guardarla preoccupati, si schiarì la voce e si mise più comoda sul sedile. Erano quasi arrivati ai cancelli di Hogwarts dove c'era una lunga fila di studenti che attendevano di essere perquisiti, Terry fece segno a Tracey di guardare fuori e i due si lanciarono un'occhiata preoccupata. Lavanda dal canto suo ne era già al corrente grazie a Eliot, che le aveva raccontato alcune nuove regole per la sicurezza.

-Allora?- la richiamò Andrew con una punta d'impazienza.

-Ho... Ho avuto una visione.- mormorò frastornata.

-Cos'hai visto?- chiese Terrence, guardandola.

Lavanda ricambiò lo sguardo ma non rispose, come poteva dirgli che aveva visto Alyssa andare in Germania? Come poteva dirgli che stava male?
No, non era il caso di dirgli una cosa del genere, si sarebbe preoccupato ancora di più per lei e non poteva permetterselo.

-Nulla di che.- rispose pragmatica.

-E io sono la Umbridge.- disse Tracey sarcastica.

-Non la nominare! Ho ancora gli incubi a causa sua.- ribatté Megan, con tono impaurito.

Andrew le circondò le spalle con un braccio e la strinse a sé dolcemente, sussurrandole qualcosa all'orecchio. Facevano sempre così quando lei aveva una qualche preoccupazione, Andrew riusciva sempre a calmarla con poche semplici mosse. La carrozza si fermò e Terry fu il primo ad alzarsi e ad invitarli a muoversi, Lavanda lo ringraziò con lo sguardo e il ragazzo le sorrise facendole l'occhiolino. Aveva imparato a conoscerlo negli ultimi mesi, Terry faceva sempre lo stupido ma sotto sotto era un grande osservatore.

-Dobbiamo scendere ragazzi, forza.- disse Terry, alzandosi dal posto e invitando Tracey a seguirlo.

Terrence si alzò, non prima di averle lanciato un'ultima occhiata indagatrice, che Lavanda finse di non notare e scese dalla carrozza con una tranquillità che non le stava appartenendo. Terry fece da apri pista per il gruppo e li condusse alla fila per le perquisizioni, la ragazza si alzò sulle punte per vedere come fosse la fila e sbuffò apertamente, quando vide Vitious e Gazza andare molto a rilento rispetto alla McGranitt e a Piton.

-Pensate che faremo in tempo per la cena?- chiese con tono spazientito.

-Silente aspetterà.- rispose Megan, con una scrollata di spalle. -Pare ci sia un nuovo professore sapete?-

-Dopo la Umbridge chi ci capiterà?- chiese Terry. -Insomma voglio dire, con lei abbiamo toccato il fondo.-

-Dimentichi Allock, almeno la Umbridge sapeva cosa faceva.- rispose Andrew divertito.

-Oh quella donna sapeva fin troppo quello che faceva.- disse Terrence irritato. -Possibile che in questa scuola non si possa prendere un professore decente?-

-Lupin lo era, ammetto che ho avuto una cotta per lui al terzo anno.- esclamò Tracey.

-E chi non l'ha avuta! Era così affascinante con il suo essere misterioso.- disse Megan con aria sognante, facendo annuire le altre due ragazze.

-Grazie a Merlino,- cominciò Terry, borbottando. -era un Lupo Mannaro.-

-Lupo mannaro sexy, vorrai dire.- rispose Lavanda divertita. -È diverso.-

Megan e Tracey risero alla vista delle espressioni dei propri amici e anche Lavanda sorrise, nel vedere Andrew così preoccupato che la sua ragazza potesse cercarsi un lupo al suo posto.

-Brown vieni da me!- disse la professoressa McGranitt, facendole segno di avvicinarsi. -Sì anche voi forza, non abbiamo tutta la notte.- continuò, lanciando un'occhiata glaciale a Gazza a qualche metro da lei.

Il gruppo si avvicinò alla donna, accanto a lei c'era un Auror che Lavanda aveva visto di sfuggita le volte in cui era andata a cercare Eliot al Ministero. L'uomo la salutò con un cenno della mano e lei ricambiò con un mezzo sorriso, mentre la professoressa apriva la sua borsa per controllarla.

-Ciao Brown!- urlò un ragazzo dalla fila accanto la loro.

-Ciao.- rispose laconica.

Tracey osservò Brian Grinston fare un sorriso a trentadue denti alla sua amica e inarcò il sopracciglio, per poi voltarsi verso di lei con curiosità.

-Come mai Grinston ti ha salutata?-

-Ha iniziato a scrivermi questa estate.- spiegò la ragazza, mal celando un tono irritato. -Ovviamente non ho risposto a nessuna delle sue lettere eppure, pare che ciò non abbia fatto altro che aumentare il suo interesse.-

-È Grinston che ti aspettavi, da quando è stato preso in pieno da un bolide l'anno scorso, è impazzito.- commentò Terry. -Ah professoressa, adesso che non c'è più Jordan, posso commentare io le partite?-

-Vedremo signor Boot, nel frattempo apra la borsa.- rispose la McGranitt, mentre restituiva la tracolla a Lavanda.

-Sono anche più bravo di Lee Jordan,- cominciò Terry con un largo sorriso. -Io sono imparziale.-

-Non eri tu quello che al terzo anno, ha manomesso i manici di scopa della squadra di Tassorosso?- chiese Terrence, corrucciando la fronte.

-Ero giovane e inesperto, adesso so bene l'importanza del gioco di squadra e del...-

-Basta così Boot.- lo fermò la McGranitt, spazientita. -Fai richiesta formale al tuo professore e poi, vedremo di valutare i candidati.-

-Perché? C'è qualche altro esaltato che vuole fare il commentatore?- chiese Andrew sorpreso.

La donna gli lanciò un'occhiata glaciale che lo fece ammutolire di colpo. Per il resto del controllo tutti rimasero in silenzio, ad attendere che anche l'ultimo di loro venisse controllato, dopodiché si avviarono all'ingresso della scuola.

~

La cena era finita da qualche ora, la maggior parte dei loro compagni erano già andati a dormire mentre loro, si trovavano in Sala Comune a chiacchierare come ogni primo settembre. Aveva osservato Terrence Higgs cercarla in lungo e in largo per tutto il treno assieme ai suoi amici ma era stato inutile, di lei non c'era nessuna traccia e doveva essere onesto, neanche gli interessava poi molto. Se l'era andata a cercare e ne aveva ormai certezza, soprattutto dopo la scena che aveva visto a King's Cross quella stessa mattina. Il suo stesso padre non accettava le scelte che aveva fatto, come poteva pretendere che lo facesse lui?
Il braccio sinistro iniziò a bruciare e dovette far fede a tutto il suo autocontrollo per non farlo notare agli altri, anche Draco aveva le stesse sensazioni e, come lui, aveva imparato a non far trapelare nulla di ciò che stava provando. Sospirò e voltò il capo verso il vetro, dove un pesciolino sembrava fissarlo insistentemente, lo guardò per qualche secondo giusto il tempo che il Marchio smettesse di bruciare, dopodiché si voltò verso i suoi amici.

-La Black è davvero scomparsa quindi.- commentò Daphne, lanciandogli un'occhiata fugace.

-Così pare,- rispose con un'alzata di spalle. -so che Higgs e l'allegra combriccola di disagiati l'ha cercata per tutta l'estate senza risultati.-

-Pensi sia morta?- chiese Astoria, guardandolo beffarda.

-No, si sta solo nascondendo. Non è altro che una fifona.-

***

Per la prima volta in vita sua, aveva pensato di farla finita.
Era accaduto nel pomeriggio, quando i Garnier le avevano chiesto le ultime parole della loro unica figlia. La disperazione che aveva letto negli occhi di Sarah ed Henry Garnier era stata così devastante, da farle venire l'insana voglia di buttarsi dalla scogliera e non riemergere più.
Il pensiero era passato subito non appena Christiane, l'aveva convinta a seguirla alla ricerca di altri feriti nel villaggio.
Tutta la giornata era trascorsa così, dando soccorso a chi ne aveva bisogno e a contare i morti che c'erano stati quella notte, con l'intenzione di seppellirli tutti assieme nel cimitero del villaggio. Alyssa era sfinita, non aveva più forza per pensare a qualcosa di felice, spegnere il cervello era stata la scelta più ovvia per affrontare una delle giornate più difficili della sua vita.
Stava rientrando a casa quando Kreacher le andò incontro correndo, la ragazza lo guardò confusa e lo seguì all'interno della casa. In salotto c'era suo nonno ma non era solo, Jean guardava fuori dalla finestra scrutando il cielo come in cerca di qualcosa ma non appena si rese conto della sua presenza, si voltò verso di lei e la guardò.

-Marilou Masson è morta. Il governo francese è caduto Alyssa.- spiegò il ragazzo, con tono severo.

-Cosa ma... Ma quando?- chiese confusa, avvicinandosi a Orion.

-Oggi pomeriggio c'è stato l'attentato, già da domani ci sarà un nuovo governo fantoccio ma ormai è fatta, la Francia è caduta in mano a Voldemort.- disse, continuando a guardarla.

Era la prima volta che sentiva nominarlo da Jean e questo, la fece preoccupare ancora di più. Ci fu un lungo attimo di silenzio, dove Jean la osservava senza dire nulla e Orion continuava a evitare il suo sguardo, preferendo cercare crepe immaginarie sul caminetto. Mancava qualcosa nel loro racconto e infatti, si fece avanti in attesa che uno di loro si decidesse a parlare.

-Beauxbatons non aprirà?- domandò, preoccupata.

-Beauxbatons aprirà ma tu, non verrai.- disse Jean, avvicinandosi a lei.

-Che cosa? Rimarrò qui allora? Organizzeremo una resistenza?- continuò la ragazza. -Cosa devo fare? Ditemelo!- urlò.

-Tornerai a Hogwarts, stanotte.-

Orion decise finalmente di parlare e lo fece con una calma che credeva di possedere ma che in realtà, lo aveva abbandonato la sera precedente. Alyssa lo guardò, dapprima esterrefatta poi i suoi occhi iniziarono a inumidirsi.

-Ma tu... tu verrai con me vero?-

La sua voce vacillò e Orion dovette spostare di nuovo il suo sguardo per non crollare. -No, io rimarrò qui, non posso tornare in Inghilterra.-

-Allora neanche io partirò, rimango qui con te. La scuola non mi serve.-

-Non fare la stupida Alyssa, Kreacher ha già preparato i tuoi bagagli e perciò devi andare. A mezzanotte l'Inghilterra chiuderà i confini con la Francia quindi sei ancora in tempo, Jean ti accompagnerà fino a  Cap Gris-Nez e prenderai l'ultima Passaporta. A Dover ci sarà qualcuno ad aspettarti e finalmente tornerai a Hogwarts.-

-Non puoi dire sul serio.- mormorò la ragazza.

Si avventò su di lui aggrappandosi alla sua giacca, scuotendolo ferocemente ma Orion non fece nulla. Alyssa urlava ma l'uomo non rispondeva e lasciava che sfogasse tutto il suo odio per lui, semplicemente perché lo meritava.
Meritava tutto il veleno che la nipote gli stava sputando addosso e solo l'intervento di Jean riuscì a fermare la furia della ragazza.

-Lo avevi promesso!- urlò. -Avevi promesso che non ci saremmo mai divisi e adesso, mi stai abbandonando!-

-Lo faccio per te! Perché questo paese non è più sicuro!- esclamò l'uomo, guardandola disperato.

Jean trascinò la ragazza fuori di casa e Orion li seguì, con la consapevolezza che non avrebbe rivisto la nipote per molto, moltissimo tempo. Il ragazzo evocò una Passaporta e costrinse con non poca forza Alyssa ad afferrarla, lei guardò suo nonno e provò ad allungare la mano verso di lui ma non riuscì a toccarlo.
Orion osservò la Passaporta scomparire e portarsi via sua nipote per sempre.

~

-Alyssa sta tornando in Inghilterra, arriverà a Dover con l'ultima Passaporta dopodiché chiuderanno i confini.- disse Remus, guardandolo. -Qualcuno deve portarla a Hogwarts.-

Sirius finì il bicchiere di whisky in un sorso. Sua figlia stava tornando e lui non era certo di volerla vedere, aveva iniziato una vita con Mary e Harry e non era pronto ad averla nella sua vita.

-Vai tu.-

-Sirius,- s'intromise Mary, avvicinandosi a lui. -è tua figlia.-

-È figlia di Dahlìa, lei di me non ha nulla.-

~

La mattina era arrivata già da un po' e anche dai cancelli, riusciva a sentire i ragazzi fare colazione. Hogwarts era esattamente come se la ricordava ma lei non era più la stessa persona, chiuse gli occhi ricordando l'ultimo istante in cui aveva visto suo nonno, mentre Remus faceva segno alla McGranitt di avvicinarsi.
Era tornata a casa.

~

ANGOLO DELL'AUTRICE

Ecco il capitolo che avevo in testa da mesi, non ho fatto altro che riportare tutto ciò che era nella mia testa.
Ebbene niente Beauxbatons ma ammettiamolo, lo avevate già capito vero?
Alyssa è tornata e Sirius si sta comportando da completo deficiente, come andrà a finire la situazione Padre/Figlia?
Vedremo vedremo, nel frattempo Orion ha dovuto dire addio a sua nipote e questo è veramente difficile per me che lo adoro 🥺.
Chissà come andrà a finire!

Vi saluto e ci vediamo al prossimo capitolo (a giugno ✌🏻)

Baci,
_L_Black_

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