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Capitolo 50 - Vigilia

Capitolo 50

La quiete notturna che aleggiava nel castello cozzava, con la tormenta di neve che imperversava appena fuori, poche erano le candele accese e ad aiutarla nella sua camminata, c'era solo la sua bacchetta. Mormorii e parolacce vennero dai quadri che per sbaglio, erano stati inondati dalla sua luce ma non se ne preoccupò, camminò a passo svelto, salendo le scale con velocità e per poco non inciampò nella sua stessa camicia da notte. Sapeva, di avere poco tempo e non si premurava di stare attenta ai suoi movimenti, un passo più lento avrebbe sicuramente comportato l'essere scoperti e non poteva, in alcun modo, far sì che ciò accadesse.
Non sapeva, anzi non capiva cosa stesse accadendo e perché mai, Silente si preoccupasse in quel modo per un sogno. Era stata quasi sul punto di chiedergli se fosse impazzito ma i ricordi, l'avevano fatta desistere dal fare una cosa così stupida.
Lavanda Brown era stata per mesi, in balìa di sogni premonitori e anime in pena, che cercavano solo un aiuto per le loro persone care.
Arrivò di fronte al quadro della Signora Grassa, pronuncio la parola d'ordine ed entrò a passo svelto. In Sala Comune, erano seduti i compagni di stanza di Potter e Weasley ma lei non gli diede peso e salì, su per le scale del dormitorio maschile. Raggiunse la camera dei gemelli Weasley ed entrò, stando attenta a non svegliare i compagni di stanza, li scosse un po' per le spalle e quando ebbero gli occhi aperti, chiese di seguirla. Lesse nei loro occhi la preoccupazione e li poteva ben capire, tuttavia non era in grado di spiegare cosa fosse successo e non poteva perdere tempo.
Li lasciò ad attendere in Sala Comune, in compagnia di Paciock e Thomas e salì al dormitorio femminile, la camera della più piccola dei Weasley era una delle prime a sinistra. Entrò e la raggiunse, scuotendola per le spalle come aveva fatto con i fratelli maggiori.

-Ginevra,- sussurrò. -Svegliati.-

Ginny Weasley, borbottò qualche parola incomprensibile e si voltò nella direzione opposta, inspirò invocando tutta la sua pazienza e ripeté le parole di poco prima. Al posto di Ginny si svegliò Lavanda, la quale si mise seduta e scrutò la donna, che provava a svegliare la sua amica.

-Le butti dell'acqua addosso. Noi facciamo così.- Spiegò, prendendo il bicchiere d'acqua dal suo comodino e raggiungendo la fine del letto a gattoni.

Minerva guardò la figura dormiente di Ginny e sospirò, prima di avvicinarsi Lavanda per prenderle il bicchiere dalle mani e lanciarne il contenuto, sul volto della ragazza. Ginny scattò a sedere e si guardò attorno frastornata, Minerva le fu subito accanto e le spiegò all'orecchio che doveva seguirla. La ragazza si alzò in men che non si dica e s'infilò la vestaglia.

-Gno due minuti ancora.- Borbottò Alyssa, nel sonno. -Mi sta per baciare.-

-Dorma Black.- Mormorò Minerva divertita, guardando la mano della ragazza addormentata.

-Sbrigatevi.- Esclamò Lavanda, guardandole. -La Umbridge sta per svegliarsi. Qualcuno ha tradito.-

Minerva impallidì e ringraziò l'oscurità della camera, per non averlo fatto notare, gli occhi di Lavanda erano vitrei ma Ginny non se ne preoccupò e uscì di corsa. La professoressa la seguì e accompagnò i fratelli Weasley da Silente.

~

Lo baciò, aveva le labbra morbide e un sapore dolce, che le venne voglia di farlo ancora.
Lo baciò di nuovo e gli portò le braccia al collo, per stringerlo ancora di più a sé, lui si staccò da lei e le sorrise, prima di avvicinare la bocca al suo orecchio e sussurrarle: -Svegliati.-

-Dov'è Ginevra Weasley?!- urlò una voce, alla porta della stanza.

Alyssa scattò a sedere e stessa cosa fece Hermione che, ancora intontita dal sonno, guardava la Umbridge frastornata. Lavanda era già seduta e sembrava sveglia da un po', ma finse di essersi appena svegliata, come le altre. Alyssa guardò la Umbridge disgustata e si portò le mani tra i capelli, con aria stanca.

-Ma lei è un incubo!- esclamò, con la voce impastata dal sonno.

La Umbridge si avvicinò a lei rabbiosa e le tolse le coperte di dosso, mettendo così in mostra il suo pigiama con le giraffe, regalatole da Hermione il Natale precedente. Alyssa la guardò confusa ma non disse nulla, sorpresa di ritrovarsi la donna a pochi centimetri dal viso, che la scuoteva imbestialita.

-Dov'è Ginevra Weasley?!-

-E che ne so io! Cerchi nel suo letto, mica sono onnipresente.- Rispose Alyssa, irritata e tentò di staccarsi dalla presa della professoressa.

-Dolores, lascia subito la signorina Black!- urlò la McGranitt dalla porta.

Nel corridoio, si erano presentate un esiguo gruppo di ragazze, allarmate dalle urla della professoressa Umbridge. Guardavano la scena disgustate, stando attente a rimanere dietro la figura della McGranitt, che osservava la sua collega con superiorità. La Umbridge la lasciò andare e Alyssa si rimise le coperte addosso, come se fossero il suo scudo personale.

-Mi pare che Silente, ti abbia spiegato cos'è successo. Mi sembra inappropriata questa tua incursione notturna nella Torre di Grifondoro.-

-Sono Inquisitore Supremo.- Rispose Dolores, guardando Minerva in cagnesco.

-Ciò non significa, che bisogna svegliare tutte le ragazze di Grifondoro all'una di notte. Esci.-

La Umbridge digrignò i denti e lanciò un'occhiata ad Alyssa, che la guardava confusa e se ne andò, spintonando la McGranitt prima di uscire. Appena fu lontana, Alyssa, Hermione e Lavanda si guardarono sconcertate, la professoressa di Trasfigurazione invitò le altre ragazze a rimettersi a dormire ed entrò nella stanza, presa di mira dalla Umbridge. Chiuse la porta alle sue spalle e si avvicinò al letto di Lavanda.

-Tornate a dormire anche voi, ragazze. Domattina venite nel mio ufficio e vi spiegherò, Ginevra è dovuta partire.-

Alyssa si voltò finalmente verso il letto dell'amica, rendendosi conto solo in quel momento che fosse vuoto. L'impeto e la rabbia della Umbridge, non le avevano dato modo di pensare ma accanto a sé, sembrava che Lavanda sapesse già qualcosa. Avrebbero atteso che la McGranitt se ne andasse, per poter chiederle spiegazioni.

-Ah, Black?- chiese la professoressa, poco prima di uscire.

-Sì?-

-Alla fine è stata baciata?- chiese, con un tono vagamente divertito.

-Oh... sì.- Rispose, con aria sognante.

Lavanda rise e Hermione la guardò curiosa, anche la McGranitt ridacchiò e fu allora, che Alyssa si rese conto di aver parlato troppo. Le guance le si colorarono di un leggero rossore e voltò lo sguardo, imbarazzata. Il ricordo del sogno, era ancora impresso nella mente e si portò una mano alle labbra, come se potesse ancora sentire il sapore di quel bacio inesistente.

-Beh... era solo un sogno comunque eh.-

-Theodore deve farti proprio impazzire.- Esclamò Lavanda, non appena la professoressa se n'era andata.

~

La mattina successiva, le tre ragazze andarono dalla McGranitt e la donna, spiegò loro cos'era successo la sera prima. La Umbridge, era corsa da loro pensando che Alyssa c'entrasse qualcosa, con l'improvvisa partenza di tutti i fratelli Weasley ma fu ben presto delusa. Sia Alyssa che Hermione erano sconvolte dalle parole della professoressa, solo Lavanda fece spallucce ed esclamò di non fidarsi della medicina Babbana.

-Ma che c'entrano i babbani?- chiese Hermione, con un sopracciglio inarcato. -E tra l'altro, mi sembra che grazie alla medicina Babbana, io sia qui.-

-Dico solo quello che so.-

-Hai visto altro, Lavanda?- chiese la McGranitt, interessata.

-Un uomo mi chiede di dirle di perdonarla.-

La professoressa, si era ammutolita di colpo e aveva abbassato lo sguardo sul legno pregiato della scrivania, Alyssa e Hermione si guardarono ma non dissero nulla. Sapevano che, quando Lavanda vedeva il futuro o parlava con un'anima, era un fiume in piena. Le tre si erano poi avviate a Erbologia, la Sprout aveva deciso di metterle a estrarre il pus dai bubotuberi e le lasciò in pace, per tutta la lezione.

-Posso dire che la Umbridge è pazza?- chiese Hermione, irritata.

-Ci sei arrivata adesso?- rispose Alyssa, sbadigliando.

-Poverina, la Umbridge ti ha rovinato il sogno.- Esclamò Lavanda, ghignando. -Bacia davvero bene, quindi.-

Alyssa arrossì e la ignorò, continuando a estrarre il pus, stando attenta a non farselo cadere addosso.

-Direi, che i piani per domani sono saltati- esclamò Hermione, storcendo il naso davanti alla melma che fuoriusciva dalla pianta.

-Sei matta?!- risposero in coro Lavanda e Alyssa, facendo voltare la professoressa nella loro direzione.

-Sai quanto ci ho messo a convincere mio nonno?- disse Alyssa, con un tono di voce più basso.

-Io no, è stato facile mia madre già lo aveva visto- rispose Lavanda, facendo spallucce. -Ma non possiamo cancellare adesso! Dobbiamo far finta di nulla-

Hermione le guardò e si morse il labbro, con aria indecisa. -Mh, va bene. Verrete a casa mia, in fondo mia madre non vede l'ora di conoscervi-

***

Il giorno dopo partirono per Londra con l'Hogwarts Express, Alyssa passò tutta la mattinata da sola con Theodore e a pranzo, tornò dalle sue amiche. Da quando avevano parlato fuori dalla biblioteca, i due si erano riappacificati e il ragazzo, aveva dato un taglio alla sua gelosia immotivata. Sembrava fossero tornati ai primi tempi, quando tutto tra di loro andava bene e non c'era nessuno che li ostacolava. Secondo Alyssa, Terrence non era in alcun modo un problema, infatti spesso lo aveva sorpreso tra le braccia di Astoria e non capiva come mai Theodore, fosse così preoccupato.
Certo, secondo lei Astoria non era adatta per un ragazzo come lui ma non poteva dire nulla, in fondo se stavano insieme da così tanto tempo un motivo ci doveva pur essere.
Il pomeriggio lo passò a chiacchierare con Lavanda e Hermione, solo verso le quattro del pomeriggio si aggiunse Tracey per un po', invitata da dalla sua migliore amica ma dopo qualche minuto, era dovuta tornare dai ragazzi.
Quando la Serpeverde, fu fuori dal loro scompartimento e Lavanda andò a raccimolare un po' di dolciumi dal carrello, le tre si aggiornarono sulle varie vicissitudini.
Hermione raccontò del bacio tra Harry e Cho, avvenuto subito dopo l'ultimo incontro con l'ES e Alyssa, espresse senza tanti giri di parole la sua irritazione. Megan e Wayne erano devastati e Cho si comportava come se nulla fosse, vedere il cambiamento radicale nella giovane Tassorosso era stato tremendo per tutti.
Soprattutto per Andrew.
Arrivarono a King's Cross verso sera come sempre, le tre ragazze andarono a riprendere i propri bauli e Terrence e Andrew, le aiutarono a calarli dal vagone dei bagagli dopodiché, si avviarono nella Londra Babbana. Hermione le aveva pregate di indossare cappotti babbani e di lasciare i mantelli nei bauli, così avevano fatto ma la giovane Grifondoro, non poteva pretendere che non rimanessero sorprese per ogni cosa.

-Forza ragazze, dobbiamo prendere la metro.- esclamò Hermione, indicando le scale mobili che portavano all'atrio della stazione.

-Non viene tuo padre?- chiese Lavanda, seguendola su per le scale. -Wow ragazze, non vi ricordano le scale di Hogwarts? Dove finiscono?-

Alyssa tenne ben stretto il suo baule e guardò le scale, impressionata. Prima di lasciare Hogwarts, Hermione si era prodigata a far spuntare le ruote ai bauli, così da non doverli trascinare e solo in quel momento, Alyssa si rese conto di quanto fosse stata un'ottima idea.

-Papà e mamma oggi finivano tardi, dovevano mettere due apparecchi e ci vuole un po'.- spiegò Hermione, con fare spicciolo. -E le scale non scompaiono, è un marchingegno che le ritornare in giù e poi risalire. Sono sempre le stesse.-

Alyssa e Lavanda esclamarono il loro stupore e Hermione, si scusò con un'anziana che le guardava incuriosita. Qualche minuto dopo, si ritrovarono nella biglietteria della Tube e Hermione, andò a prendere i biglietti lasciando così le due streghe da sole, ad ammirare i tornanti. Stava giusto ammirando la mappa di Londra posta proprio davanti ai tornanti, quando un ragazzo slanciato dai capelli biondi si avvicinò a loro, seguito da un altro ragazzo più grosso e dall'aria stupida.

-Ragazze, avete bisogno di aiuto?- chiese il più magro, sorridendo lascivo.

-Sì, serve aiuto?- chiese l'altro, dando man forte al suo amico.

-No grazie.- rispose Alyssa, con una smorfia.

Alyssa guardò Lavanda ma questa, osservava con insistenza il ragazzo robusto. Dal volto si vedeva che aveva preso parecchie botte ma non aveva la stessa classe di Terrence o Theodore, ai due maghi quei lividi li rendevano più intriganti a lui invece, davano un'aria inquietante. Il ragazzo, si accorse di avere gli occhi di Lavanda puntati addosso e le sorrise.

-Tu? Vuoi un aiuto?-

-Potrei vomitare.-

Alyssa scoppiò a ridere di gusto e si appoggiò al pilastro dietro di lei, continuando a ridere. -L'hai fatto uguale! Eri proprio Piton.-

I due ragazzi si guardarono dapprima confusi, poi il più grosso si rese conto di essere stato insultato e si avvicinò a Lavanda, per afferrarla dal braccio.

-Fossi in te non lo farei.- disse Lavanda, con tono di sfida.

-Eccomi ragazze, andiamo.- esclamò Hermione, quando fu accanto a loro. -Oh ciao Drew, che ci fai qui?- chiese, guardando il ragazzo slanciato.

-Hermione? Semmai tu che ci fai qui!- esclamò il ragazzo, guardandola sorpreso.

-Siamo appena tornate dal collegio, ci dai una mano con i bagagli?- chiese la ragazza, sorridendogli.

Alyssa, Lavanda e il ragazzo più grosso si guardarono confusi, poi si voltarono verso i due amici, che si stavano abbracciando calorosamente.

-Vi conoscete?- chiese Alyssa, guardando Hermione, sorpresa.

-Certo! È mio cugino.- rispose Hermione, con un'alzata di spalle.

-Vi aiuteremmo volentieri.- disse Drew, guardando la cugina. -Ma devo andare con Dudley al London Eye, dove ci aspettano Justin e Robbie.-

-Oh va bene.- rispose, guardandolo. -Su ragazze andiamo, ho chiamato adesso mia madre e ha detto, che ci ha fatto la sua fantastica Chicken Pie-

-Come hai fatto a chiamarla?- chiese Alyssa incuriosita.

-Dal telefono pubblico, ovvio- rispose Drew, guardandola come fosse pazza.

-Ingegnoso.- borbottò Alyssa ammirata. -Ingegnoso.-

-Scusatela.- esclamò Lavanda, sorridendo ai due ragazzi. -I telefoni sono un programma del prossimo trimestre.-

Drew e Dudley si guardarono più confusi di prima, Hermione preferì non spiegare nulla e salutò i due per addentrarsi nella Tube, seguita dalle ragazze. Raggiunsero la linea Piccadilly e scesero a Earls Court, Hermione le guidò lungo le strade del quartiere di Londra, fermandosi ogni tre per due ad ammirare le vetrine dei ristoranti e dei pub. Arrivati di fronte a Carlos*, Hermione le fece girare in una via piena di hotel, superato anche l'ultimo, arrivarono davanti quella che doveva essere casa Granger. Hermione sorrise raggiante, davanti all'entrata e aprì la porta.

-Siamo arrivate!- urlò quando mise piede in casa.

Dalla cucina, proveniva un odorino niente male ma sia Alyssa che Lavanda non ci fecero caso, troppo interessate a tutto ciò che le circondava. Le foto appese non si muovevano, non c'erano stelle di Natale che si rincorrevano per casa e la cucina, non era autonoma come le loro.
Tuttavia era perfetta.
La signora Granger si catapultò fuori dalla cucina e abbracciò la figlia, senza darle la possibilità di scappare da nessuna parte. Alyssa e Lavanda, rimasero in disparte a guardare la scena e la prima, provò una strana sensazione nel vedere la madre abbracciare la propria figlia. Qualche minuto dopo entrò anche il padre della loro amica, il quale aveva una scatola tra le mani, salutò la figlia calorosamente e invitò le due ragazze ad entrare in salotto.

-Benvenute, ragazze- esclamò la signora Granger, dopo aver lasciato la figlia. -Vediamo...- indicò Alyssa. -Alyssa e tu, sei Lavanda.- disse, guardando Lavanda.

-Piacere di conoscerla, signora.- Risposero in coro.

-Oh ragazze, chiamatemi Jean, lui è mio marito Elijah.-

-Piacere mio.- esclamò Elijah, sorridendo e sventolando il pacchetto che aveva tra le mani. -Hermione mi ha detto, che vi piacciono i dolci alla zucca. Sono andato fino a Paddington per prendere la famosa Pumpkin Pie di Vera.-

Ad Alyssa brillarono gli occhi, al nome del dolce e annuì felice. Jean tornò in cucina a controllare i Chicken Pie, Elijah portò i bauli delle ragazze in camera della figlia e Hermione, approfittò per far vedere le decorazioni natalizie alle amiche. Lavanda osservò il trenino attorno ai piedi dell'albero e prese la bacchetta, per farlo funzionare ma Hermione, attaccò la spina e il treno partì suonando Jingle Bells.

-Wow- esclamarono le due ragazze, colpite.

~

La mattina successiva Alyssa si svegliò con Hermione accanto, fuori nevicava e dalla cucina, si sentiva il profumo del caffè. Svegliò le amiche e assieme si vestirono, con l'intento di andare a fare colazione.

-Vorrei raggiungervi subito a Grimmauld Place, potrei parlare con mamma e papà.- esclamò Hermione, infilandosi un maglione rosa sgualcito.

-I tuoi genitori non ti vedono da mesi, Herm.- rispose Alyssa, mentre raccoglieva i capelli in una treccia.

-Alyssa ha ragione.- Disse Lavanda, guardando le due amiche seduta sul letto. -Puoi raggiungere Ron e Harry dopo Natale.-

-Magari dopo il pranzo di Natale.- disse Alyssa, avvicinandosi alla porta per uscire. -Ma domani e dopodomani devi rimanere qui, non puoi dar loro buca anche quest'anno.-

-Subito dopo il pranzo di Natale, sarò a Grimmauld Place, va bene?- chiese Hermione, con un tono che non ammetteva repliche. -Ora andiamo, voglio farvi vedere la mia Polaroid.-

Le tre ragazze passarono il resto della mattinata in giro per Earls Court, Hermione fece vedere loro come funzionava la Polaroid e sfruttarono il tempo per usarla. Dopo pranzo, raggiunsero Drew e i suoi amici a Westminster e il loro viaggio terminò lì, con una Polaroid scattata davanti a London Eye.

***

Dalla sua finestra di Grimmauld Place, poteva scorgere perfettamente le luminarie che i babbani avevano usato, per abbellire la piazza. In quei giorni il tempo era stato clemente sui cieli di Londra, aveva nevicato giusto quel poco, che bastava per dare alla città un'atmosfera natalizia e questo, assieme alle luminarie delle case babbane attorno a loro, era uno spettacolo meraviglioso per lei. Si lisciò le pieghe dell'abito e si guardò allo specchio un'ultima volta, prima di scendere al piano di sotto per raggiungere suo nonno. La Vigilia di Natale i Nott organizzavano una grande festa, era sempre stata Jerenie ad occuparsene ma alla sua morte, Julius non spezzò la tradizione per cui ogni anno, lei e suo nonno si aggiungevano all'élite magica per i festeggiamenti. Anche quella Vigilia, non potevano mancare alla festa più attesa da tutti i purosangue. Dal canto suo, Alyssa avrebbe preferito di gran lunga rimanere a casa, l'unica nota positiva di quella festa era la presenza di Theodore ma nonostante ciò, odiava dover stare con i suoi amici per tutta la sera.

-Sei bellissima.- esclamò Sirius, quando la ragazza entrò in salotto.

Alyssa sorrise e si avvicinò al padre, che stava giocando a scacchi con Harry. Una cometa scorazzava indisturbata attorno all'albero e Kreacher, continuava a servire aperitivi a tutti i presenti, facendo imbestialire Molly che di contro, sfornava altrettanti manicaretti. La corsa all'aperitivo migliore era una scena esilarante e Alyssa, si dispiacque di non poter rimanere a godersela. L'ansia di andare ad una festa di purosangue, dopo quello che era successo a giugno, le aveva attanagliato lo stomaco.

-Ci provo- rispose Alyssa, con un'alzata di spalle. -Le apparenze contano.-

-Stai bene davvero, Alyssa.- le disse Harry, sorridendo.

Alyssa gli sorrise e si sedette sul divano ad aspettare suo nonno, il quale era dovuto andare a Diagon Alley per conto dell'Ordine. Kreacher le offrì un sandwich al Pastrami ma declinò, preferendo leggere il giornale abbandonato sul tavolo, lo afferrò e storse il naso, trovando gli articoli in francese. Da qualche mese suo nonno si era abbonato al Journal du Sorcier e ogni tanto, trovava il giornale francese in giro per casa. Lo leggeva anche lei per imparare la lingua ma non ci vedeva nulla di strano, a parte qualche omicidio sospetto non capiva come mai suo nonno, si fosse abbonato a quel giornale. Lesse l'articolo sull'attacco di lupi durante la partita di Quidditch e lasciò subito perdere, per non farsi rovinare la Vigilia di Natale dalle brutte notizie. Orion entrò nella stanza, senza degnare nessuno di uno sguardo, troppo intento ad annodarsi il papillon al collo.

-Sei pronta?- chiese suo nonno, alzando finalmente lo sguardo su di lei. -Stai benissimo, cara.-

-Grazie.- rispose, sorridendo e si alzò dal divano, per raggiungere l'uscita. -Divertitevi voi.- disse, guardando Sirius e Harry.

-Puoi giurarci! Ho intenzione di giocare per tutta la sera.- disse Sirius, sorridendo felice.

Alyssa scosse il capo divertita, poi uscì dalla stanza assieme a suo nonno, si infilò il soprabito e in un attimo si ritrovarono nella gelida serata londinese. I due si materializzarono davanti Villa Nott e Alyssa trattenne il fiato, di lì a poco si sarebbe ritrovata in mezzo, ai più grandi seguaci del Signore Oscuro.

-Sei pronta?- chiese Orion, prendendola sottobraccio.

-Sono nata pronta.- rispose sorridendo.

Orion la guardò senza dire nulla e si avviarono insieme, lungo il vialetto costeggiato da alberi; sopra ognuno di loro, comete svolazzavano creando delle spirali di altre piccole stelle. Alyssa le ammirò affascinata, come faceva ogni Vigilia di Natale; Jerenie era sempre stata un'amante delle feste e Julius, nonostante sentisse terribilmente la mancanza della moglie, teneva fede alla promessa fatta anni prima. Orion le fece segno di guardare nella direzione dell'ingresso principale e la ragazza sorrise cordiale, notando sua zia Narcissa intenta a salutarli.

-Buon Natale, zio.- esclamò Narcissa, avvicinandosi a loro. -Buon Natale anche a te, Alyssa. Bellissimo vestito.-

-Buon Natale zia- rispose Alyssa, sorridendo. -Grazie mille.-

I tre si entrarono nel grande atrio di villa Nott, ammirando come di consueto le varie decorazioni allestite per l'occasione. Alyssa lasciò il soprabito a Kramy e guardò le scalinate dove un tempo, lei e Theodore scivolavano sul corrimano. Sembrava passata un'eternità, da quei momenti gioiosi e un moto di nostalgia l'assalì ma fu brava a non farlo notare; già era difficile stare lì sapendo tutto ciò che accadeva nelle retrovie.

-Hai visto Theodore?- chiese Alyssa, guardandosi attorno.

-Credo che sia con Draco e Blaise, in camera sua.- rispose Narcissa, guardandola. -Se vai di là, ci sono Pansy, Daphne e Astoria.- le disse, indicando l'entrata del salotto.

Orion le fece segno di andare e Alyssa si allontanò da lui a malincuore, entrò nel salotto e si mise subito a cercare la figura slanciata di Terrence in mezzo a tutti gli invitati. Se devo stare qui, si disse, almeno parlo con lui. Tuttavia non lo vide da nessuna parte, neanche accanto ad Astoria, che la guardò con sufficienza quando incrociò il suo sguardo. Sospirò e si avvicinò al tavolo delle bevande, si versò un bicchiere di acquaviola e tornò a scrutare gli invitati. S'immaginò i festeggiamenti a Grimmauld Place e le venne l'insana voglia di scappare da lì, per tornare a casa; ma non poteva, non era contemplata una scelta del genere e in più, non aveva ancora visto Theodore. Qualcuno accanto a lei si schiarì la voce e Alyssa sussultò, notando la figura di Ares Higgs poco distante da lei che le indicava il tavolo dove era poggiata. La ragazza si spostò, quanto bastava per far sì che l'uomo si versasse un bicchiere di vino, e tornò a guardare la sala.

-Mi perdoni, signor Higgs- esclamò Alyssa guardandolo sorridente, nonostante si sentisse completamente fuori luogo. -Terrence è qui da qualche parte? Non lo vedo.-

Ares le lanciò un'occhiata gelida ma la ragazza fece finta di nulla, continuando a sorridere. L'uomo la scrutò da capo a piedi, sorseggiando il suo vino senza risponderle; forse era in cerca delle parole giuste ma il suo sguardo, era totalmente diverso da quello del suo amico e questo, la rese irrequieta.

-Mio figlio non c'è, non è potuto venire.- rispose, con tono indifferente.

-Oh.-

-Mi chiedo cosa tu voglia da lui, visto e considerato che ha espressamente detto di non essere tuo amico.- le disse osservandola con sguardo indagatore. -Mi sembra che tu abbia una storia con il giovane Nott, non vedo perché debba interessarti cosa fa mio figlio.-

-Sì, ha ragione.- rispose Alyssa, sorridendo angelica. La frase "ha detto espressamente di non essere tuo amico" le rimbombava nella testa. -Vede è che lui, ha i miei appunti di Aritmanzia e speravo che stasera potesse ridarmeli.-

-La Vigilia di Natale?- chiese guardandola sprezzante. -Stai lontana da Terrence, non ha bisogno di una ragazza che si mette nei guai ogni giorno. Ha già Astoria e lei, gli basta.-

-Ares, che piacere vederti.- esclamò Orion, avvicinandosi a loro sorridendo cordiale. -Alyssa ho visto Theodore uscire in giardino, perché non lo raggiungi?-

Alyssa annuì e salutò i due, guardandosi bene dal dire qualsiasi altra cosa.
Su una cosa Terrence aveva sempre avuto ragione, suo padre metteva i brividi.
Si avvicinò alla finestra e notò Theodore, seduto sotto il gazebo, sorrise di riflesso nel vederlo e uscì dalla villa. Il freddo dell'esterno la fece rabbrividire ma lo ignorò e, stando attenta a camminare sulla neve, si apprestò a raggiungerlo. Il ragazzo non si accorse subito di lei, era troppo impegnato a osservare le comete, che volteggiavano sugli alberi del viale; per l'occasione era stato addobbato anche il gazebo con ghirlande natalizie e figure di Babbo Natale che danzavano.

-Sono sempre belle quelle comete.- esclamò.

Theodore sussultò, si voltò verso di lei con un sorriso dipinto sul volto e le fece segno, di prendere posto al suo fianco. Alyssa si sedette, posò il capo sulla spalla di lui e sorrise, quando lui le circondò le spalle stringendola a sé.

-Le vostre decorazioni sono le più belle.- disse, seguendo lo sguardo del ragazzo.

-Già.- rispose laconico. -Mi pare che questa sera ad essere la più bella sei tu.-

-Banale.-

-Lo so.- rispose divertito. -Però è vero che sei bellissima stasera.-

Alyssa gli sorrise e si alzò, porgendogli la mano per seguirla, al centro del gazebo. Theodore la seguì e le circondò la vita, stringendola a sé. Alyssa inspirò il profumo del ragazzo, era da tanto che non passavano un po' di tempo così, senza nessuna interferenza ma solo il loro respiro a rompere il silenzio. Senza che se ne rendesse conto, Theodore iniziò a farla danzare. Non c'era musica attorno a loro, il vociare della gente chiusa al caldo nella villa, arrivava a loro in maniera ovattata e solo se ci si concentrava con tutte le proprie forze, si udiva il suono dell'orchestra chiamata per l'occasione.

-Vischio.- sussurrò Theodore, guardandola.

Alyssa alzò lo sguardo sopra le loro teste e sorrise intenerita, nel vedere il ramoscello di vischio che volava indisturbato.

-Hai organizzato tutto.- mormorò, incapace di trattenere un sorriso.

-Forse.- rispose lui, avvicinandosi a lei. -Com'è che si dice in questi casi?- chiese, quando fu a pochi centimetri dalle sue labbra. -Buon anniversario.-

-Buon anniversario.- mormorò, prima di baciarlo.

Erano passati trecentosessantacinque giorni dal loro primo bacio, scambiato davanti l'entrata della Sala Grande durante il ballo del Ceppo, e ancora le veniva da sorridere, quando riconosceva il sapore dei lamponi sulle sue labbra.
Un anno intero dove tra alti e bassi, erano riusciti a stare insieme.

***

I festeggiamenti a Grimmauld Place erano terminati da tanto, quando Orion e Alyssa rimisero piede in casa, la ragazza era visibilmente stanca e l'uomo la invitò ad andare a dormire. Lui, a differenza della nipote, andò nel suo studio sapendo già, che avrebbe trovato suo figlio ad attenderlo. Da quando avevano parlato con Josirée, non erano ancora riusciti a fare il punto della situazione, complice il fatto che dopo pochissimi giorni, si erano ritrovati la casa piena di Weasley e Sirius, aveva voluto passare più tempo possibile con Harry.
Il tempo però continuava a scorrere e Josirée, pretendeva di iniziare il prima possibile, voleva riavere subito Regulus e per poco, non era partita alla volta del Village Magique da sola.
Solo Sirius era riuscito a fermarla in tempo.

-Siete tornati, finalmente.- esclamò Sirius, vedendo suo padre entrare. -Come è andata?-

-Al solito.- rispose Orion, reprimendo uno sbadiglio. Prese posto sulla poltrona accanto al camino, e si accese un sigaro. -Ares Higgs, ha chiesto ad Alyssa di non avvicinarsi a suo figlio.-

-Concordo con lui.- rispose Sirius di getto. -Oddio, l'ho detto davvero?- chiese, sorpreso di sé stesso.

Orion non rispose e inspirò il fumo, riempiendosi i polmoni. Era stata una serata difficile per lui, essere lì come se nulla fosse e sorridere ad ogni frase come se concordasse con loro, gli sembrava di sputare sul ricordo di Regulus o andare di nuovo contro Sirius. Il figlio lo guardò per qualche secondo, giusto il tempo di togliergli il sigaro dalle mani e buttarlo nel camino spento. Orion lo osservò esterrefatto ma Sirius non si fece impietosire.

-Hai avuto un infarto e fumi? Sul serio Orion?-

-Devi fare da padre ad Alyssa, non a me.-

-Mah, avrei da ridire.- rispose, ghignando. -Allora, cosa dice il Journal du Sorcier?-

-Sta accadendo ciò che è successo a noi anni fa.- rispose Orion, sospirando. -Non se ne rendono conto, ma è la stessa situazione. La storia si sta ripetendo.-

-Pensi che dovremmo tornare in Francia?-

-Perché dovreste andare in Francia?- chiese una voce alla porta.

Orion e Sirius sobbalzarono e si girarono verso Alyssa, che li guardava con ancora indosso il vestito della serata. Li guardò e si andò a sedere sulla sedia accanto al camino poco distante da suo nonno, incrociò le braccia al petto e continuò a osservarli.

-Stavi origliando?- chiese Orion, guardandola truce.

-Ero scesa per prendere un bicchiere d'acqua e vi ho sentiti parlare.- disse Alyssa, con fare ovvio. -Allora? Raccontate? E non mi dite che non state tramando nulla, perché non ci credo. Trovo il Journal du Sorcier in giro per casa da mesi e voglio sapere come mai-

Orion e Sirius si guardarono per un attimo, poi il secondo iniziò di raccontare per la seconda volta nel giro di pochi giorni, la loro storia. Alyssa li ascoltò interessata, interrompendoli di tanto in tanto solo per fare qualche domanda, trattenne il fiato al racconto di Lucille Meunier e Orion, le diede la lettera arrivata un anno prima.
Un'intera famiglia uccisa, dopo il loro viaggio in Francia.
Sirius raccontò di Dahlìa e Alyssa si sporse sulla sedia, come se quel gesto potesse farle capire qualcosa in più, di quella storia  ingarbugliata.

-E questo è quanto.- disse Sirius, sospirando. -Penso che dovremmo tornare in Francia e vedere se troviamo indizi nella casa.-

-E cosa avete trovato nella... - fece un respiro profondo e continuò, impacciata. -Nella nostra vecchia casa?-

-Cosa?- chiese Sirius, guardando Orion per non dover incontrare gli occhi di sua figlia. Quella frase detta da lei, faceva riemergere inevitabilmente il ricordo di Dahlìa. Non poteva permettersi di crollare di fronte a suo padre e a sua figlia; con un gesto automatico, mise la mano in tasca e sfiorò la figurina divisa a metà.

-Se zio Regulus e mia madre erano d'accordo, forse ci sono degli indizi lì. No?- disse Alyssa, guardandoli. -È una cosa ovvia.-

-Noi... - iniziò Orion, imbarazzato. -Non ci abbiamo pensato, in realtà.-

-Beh allora andiamoci.- rispose la ragazza, con una strana luce negli occhi.

~

ANGOLO DELL'AUTRICE

Vi giuro che ieri volevo cancellarlo totalmente, stamattina anche ma ora non mi fa più tanta pena. Ho intenzione nei prossimi giorni, di rimettere mano a tutta la fan fiction per revisionarla, scrivendo comunque nuovi capitoli (In pratica una revisione continua). Allora questo e il prossimo, saranno dedicati al Natale, quindi prepariamoci a letterine di Babbo Natale e regalini vari. La prima scena magari scritta così non ha senso per voi, ma scoprirete come mai, la Umbridge tende a dare la colpa alla nostra protagonista per qualsiasi cosa, non dimenticatevi il piccolo esercito di primine che si è formata. La scena nella Londra Babbana l'ho voluta fare per un motivo specifico, ho sempre pensato che fosse davvero strano che Hermione non passasse mai le festività con i genitori negli ultimi anni di scuola e questo, mi ha fatto pensare. Volevo che i genitori di Hermione avessero in casa la loro figlia, perché in fondo sì, la Rowling dice che loro sono orgogliosi di lei e tutto quello che vi pare, ma non credo siano così felici di averla in casa solo due mesi l'anno.
Passiamo ora a Ares Higgs, simpatico vero?
No?
Beh dai, compensa il figlio.
Chissà quando scopriremo cos'ha fatto Higgs senior.
Che ne pensate del momento Theo/Alyssa? Dolci vero?
Durerà?
Infine l'ultimo paragrafo, che è anche il motivo per il quale pensavo di cancellare tutto, Alyssa ha finalmente scoperto cosa stanno tramando suo nonno e suo padre, cosa succederà in casa Black-Moldian?
Non ho altro da dire, ci vediamo nei commenti.

Al prossimo capitolo,
_L_Black_

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