Capitolo 5 - Ansia
V Capitolo
King's Cross era gremita di giovani studenti e di genitori che accompagnavano i propri figli pronti a prendere l'Hogwarts Express.
I signori Black e Alyssa erano arrivati con un leggero ritardo, cosa al quanto strana da parte di Walburga che in tutta la sua vita non aveva mai fatto tardi. Ma quel giorno, la donna non si era sentita molto bene
Stavolta, sul baule di Alyssa c'era poggiato un manico di scopa ricoperto di carta. La ragazzina lo guardava orgogliosa, nella sua testa già s'immaginava cacciatrice nella squadra di Quidditch di Grifondoro. Lavanda durante l'estate, l'aveva avvisata che un posto si era liberato.
-Mi raccomando Alyssa, quest'anno non metterti nei guai- disse Orion, guardando la nipote negli occhi.
Alyssa annuì solennemente, nessuno poteva farle dimenticare la strillettera che le arrivò dopo la sua punizione l'anno prima. Al tavolo dei Grifondoro stavano ancora ridendo per le urla di Orion Black, nei confronti di sua nipote.
Quando salì sul treno, andò a sedersi al primo scompartimento vuoto che trovò e salutò i nonni dal finestrino e sorridendo, pronta per un nuovo anno a Hogwarts.
***
Il campo da Quidditch era semi-vuoto, qualche studente aveva saputo delle audizioni ed erano andati lì più per passare il tempo che per amore dello sport. Alyssa mal celava il suo nervosismo mentre Dean Thomas accanto a lei, sfoggiava il suo miglior sorriso, pronto a giocare.
Oliver Baston e Angelina Johnson li guardavano, il primo con aria seria mentre la seconda sorrideva, forse a tranquillizzare sia Alyssa che Dean.
Oliver si schiarì la voce e si voltò verso gli spalti. C'erano si e no una quindicina di studenti tra cui un ragazzino dai capelli neri, con indosso la sua sciarpa verde-argento. Fece una smorfia, quando si rese conto che quel ragazzino era l'unico veramente interessato alle audizioni e tornò a guardare i due pretendenti al posto nella squadra.
-Bene, allora stiamo cercando un cacciatore in quanto come sapete, Alicia ha dovuto lasciare per un problema alla spalla. Vogliamo una persona che sia brava quanto lei visto che era una delle migliori cacciatrici della scuola, è chiaro?- esclamò Oliver, con tono austero.
I due annuirono e Alyssa lanciò un'occhiata a Theodore, che la guardava da sopra gli spalti. Quando il ragazzo si rese conto dello sguardo della sua amica, le sorrise per incoraggiarla.
-Bene, la prova consiste nel riuscire a fare quanti più goal possibile, ovviamente io sarò il portiere, quindi state ben attenti. Angelina sarà qui a studiare il vostro modo di giocare, chiaro?- appena ebbe il consenso dei due, Oliver sorrise e continuò -Sulle scope!-.
Alyssa lanciò un'occhiata al suo avversario e afferrò la scopa per poi salirvi velocemente. Stessa cosa fece Dean, anche se rimase al quanto sorpreso, dai gesti veloci della ragazza.
I due si ritrovarono ben presto in aria, pronti a battersi per quel posto tanto agognato. Non appena Oliver fu al suo posto, Angelina lanciò la pluffa che venne subito afferrata da Dean, Alyssa si lanciò contro di lui, riuscendo a sfilargliela dalle mani e volò come un razzo verso i cerchi.
Sapeva di avere Dean Thomas alle calcagna, ma questo non le impedì di lanciare con tutta la forza che aveva la pluffa verso i cerchi. Non appena l'ebbe lanciata, si fermò per guardare Oliver che tentava inutilmente di afferrare la pluffa. Sorrise tra sé e tornò subito seria, pronta per un altro round.
Passarono quaranta minuti così, con Alyssa che rubava la pluffa a Dean o viceversa. Fu un incontro avvincente, non solo Theodore e Angelina erano rimasti con il fiato sospeso ad ogni lancio di pluffa, anche gli altri che erano andati lì per passare il tempo, si erano ritrovati senza riuscire a staccare gli occhi da quel match due contro due.
Quando Dean lanciò la pluffa, ormai sfinito e senza più un briciolo di forza, Alyssa riuscì a prenderla prima che arrivasse da Oliver e la rilanciò a sua volta segnando l'ultimo goal delle selezioni per il Quidditch.
-Basta così, ragazzi- disse Oliver, guardandoli anche lui visibilmente stanco.
Quando i tre tornarono con i piedi per terra, lasciarono le proprie scope e si avvicinarono al capitano della squadra, per scoprire il verdetto finale.
Sia Alyssa che Dean avevano il fiato corto, era stata una battaglia vera e propria, la loro. I due non potevano negarlo, tuttavia lei era pronta a risalire sulla scopa se fosse servito.
-Bene, è stata una selezione devo dire molto interessante. Tutti e due avete dimostrato di essere motivati e pronti a tutto per la propria squadra. Tuttavia c'è un posto solo, sappiate che non è stato facile decidere ma ci abbiamo pensato bene e siamo arrivati a una conclusione- Oliver si bloccò un attimo, per guardare Angelina in cerca di consenso, non appena la ragazza annuì, continuò. -Alyssa Sophie Black, benvenuta nella squadra di Grifondoro-.
-WOOOOHHHOOOOOOOOOOO!- urlò Theodore dagli spalti. Si era alzato e stava urlando a squarciagola.
Tutti si voltarono verso di lui e alcuni ridacchiarono. Le guance di Alyssa si colorarono di un leggero rossore e Angelina la guardò ridacchiando, cosa che la fece arrossire ancora di più. Dean se ne andò senza salutare mentre Alyssa rimase lì, in attesa delle notizie basilari per gli allenamenti o per qualsiasi altra cosa riguardasse il Quidditch.
-Mi raccomando, Alyssa. La nostra squadra quest'anno punta a vincere, non farmi cambiare idea su di te- disse Oliver, lasciandole la mano.
Alyssa deglutì e annuì con fermezza mentre Angelina ridacchiava, guardando la serietà di Oliver.
-Tranquilla, Alyssa- disse Angelina sorridendo alla ragazza. -Fa così con tutti-.
Alyssa ridacchiò debolmente e voltò lo sguardo verso Theodore, che la guardava sorridendo.
-Vedrò di non deludervi- disse la ragazzina, guardando i due giovani davanti a lei.
-Perfetto, ti farò sapere quando ci saranno gli allenamenti, ciao Alyssa- la salutò Oliver mentre se ne andava assieme ad Angelina, lasciandola da sola in mezzo al campo.
Alyssa rimase per un minuto buono lì, al centro del campo, ancora incredula di quello che era accaduto poco prima. Doveva scrivere ai nonni per raccontargli tutto.
Nel frattempo, Theodore l'aveva raggiunta sul campo e le sorrideva come mai aveva fatto, l'abbracciò velocemente e fece un leggero inchino verso l'amica.
-Complimenti, signorina Black- disse sorridendo.
Alyssa sorrise e gli diede un pugno sulla spalla, con un po' troppa forza. Il ragazzo fece una smorfia e si massaggiò la spalla, fissandola male.
-Andiamo, ho una fame- sentenziò Alyssa mentre riprendeva la sua scopa e uscire dal campo.
Theodore la seguì in fretta e furia e le si mise accanto. Arrivati al parco del castello, Alyssa si guardò attorno per vedere se vi fosse qualcuno e, non appena ebbe constatato che erano soli, iniziò a ballare con il suo manico di scopa. Theodore scoppiò a ridere non appena notò la passione, con cui ballava con il manico di scopa.
-Vedo che alla fine le lezioni di ballo di tua nonna le hai seguite- disse Theodore, tra una risata e l'altra.
Alyssa si bloccò e guardò l'amico con aria schifata.
-Theodore Nott, pensi davvero che IO, possa seguire seguire delle lezioni di ballo?- chiese, Alyssa mettendosi davanti all'amico. -Credevo mi conoscessi. Mi hai delusa- disse voltandogli le spalle.
Theodore rimase stupito da quella scena, non credeva di riuscire a offendere Alyssa, con una cosa del genere. Effettivamente mai aveva pensato di offenderla in qualsiasi modo.
-Alyssa scusami dai, non volevo essere scortese- esclamò mentre realmente dispiaciuto.
Il dispiacere del ragazzo finì subito quando vide Alyssa scoppiare a ridere. La ragazza gli spettinò energicamente i capelli per poi tornare seria.
-Pensi davvero che me la prendo per una tua battuta uscita male? Pensavo mi conoscessi davvero, Nott- esclamò Alyssa ridacchiando. -Però è vero che ho seguito le lezioni-
-Questo gioco non mi piace sai? Non sono mica una marionetta io!- esclamò il ragazzo con lo sguardo serio.
Alyssa sorrise e gli cinse le spalle con un braccio.
-Chiedo scusa, Theodore. Non volevo offenderti lo sai- disse Alyssa mentre si dirigevano verso le scale.
Theodore arrossì leggermente e annuì, si sentiva terribilmente stupido in quelle situazioni dove Alyssa vinceva sempre.
-Ho proprio voglia di budino alla vaniglia, speriamo ci sia stasera. Io vado a cambiarmi, a dopo Nott- esclamò la ragazza, lasciando l'amico per dirigersi correndo alle scale.
Theodore sospirò e si voltò per tornare nella sua sala comune.
***
Non appena rientrò nella sua stanza, Alyssa lasciò il manico di scopa sul baule e si lanciò sul letto stanca morta. Nel letto accanto, Lavanda leggeva il suo libro con attenzione, non facendo caso alla compagna di stanza appena rientrata. La giovane Black si mise seduta e iniziò a cambiarsi per rimettersi la divisa scolastica, mentre lo faceva guardava la ragazza con fare curioso. Cosa starà leggendo di così interessante? Pensò, mentre si annodava la cravatta al collo.
Non appena si raccolse nuovamente i capelli in una treccia, si voltò verso la compagna, trovandola a leggere il libro.
-Senti Lavanda, posso sapere di cosa parla quel libro?- chiese Alyssa, guardandola. -Sembra interessante-.
Lavanda alzò gli occhi verso Alyssa, fulminandola con lo sguardo. -Non lo sai?!- chiese alzando la voce.
Alyssa inarcò il sopracciglio e incrociò le braccia. -Dovrei?- chiese confusa.
-E' il libro del professor Allock cavolo! E' assurdo che tu non lo conosca- esclamò indicandole il la copertina del libro.
-Stupida io a non leggere i suoi libri eh- rispose Alyssa sottovoce, esasperata nel sentir nominare quel nome da ogni ragazza della scuola.
-Che hai detto?- chiese Lavanda guardandola.
-Nulla mia cara Lav- rispose Alyssa mentre si sedeva sul letto della ragazza. -Lo leggerò, promesso!- esclamò fadendole il segno del giuramento.
Lavanda arricciò le labbra mentre riprendeva la lettura. -Lo dicevi anche di quel libro di divinazione che stavo leggendo-.
-Mi stavo preparando per Pozioni in quel periodo!- rispose prontamente Alyssa.
-E quel libro sui segni zodiacali?- ribatté Lavanda.
-Beh lo sai che stavo studiando Trasfigurazione- rispose nuovamente Alyssa.
Prima che l'amica ribattesse nuovamente, si alzò di scatto dal letto e si avviò fuori la stanza.
-Beh io ho fame, vado in Sala Grande per la cena, a dopo Lav!- esclamò Alyssa mentre usciva.
Non appena chiuse la porta, la ragazzina fece un sospiro esasperato, l'anno prima Lavanda aveva scoperto la Divinazione per caso e non si era più staccata da quei libri.
Quella era la sua giornata fortunata finalmente poteva giocare a Quidditch, da piccola aveva scoperto il vecchio manico di scopa di suo zio Regulus e si era appassionata a quello sport. Il nonno le aveva fatto prendere qualche lezione dalle squadre per bambini di Quidditch e dopo la prima volta, si era innamorata del gioco.
Arrivata in Sala Grande, rimase a bocca aperta, vedendola addobbata per la sera di Halloween. L'anno prima a causa dell'entrata del Troll nei sotterranei, non si era goduta la festa ma quell'anno per fortuna non sembrava esserci nessun pericolo.
Alla tavolo di Grifondoro, i gemelli Weasley stavano mimando i fantasmi del castello, riuscendo a far ridere i ragazzi del primo anno. Al tavolo di Serpeverde invece, Theodore chiacchierava con Malfoy e Zabini. A differenza sua, Theodore era riuscito a fare amicizia con gli altri bambini purosangue con molta facilità.
Come poteva parlare con quei due viscidi?
Tutti i serpeverde si atteggiavano a snob eppure Theodore no. Ogni volta che pensava a questo, Alyssa si rendeva conto che in fondo non l'aveva mai inquadrato del tutto. Con lei era gentile ma le volte in cui studiavano insieme e c'era anche Lavanda, lui la guardava con disprezzo.
Si stava per sedere al solito posto quando Oliver, le fece segno di sedersi con loro. Alyssa si avvicinò subito sorridendo e si sedette accanto al capitano di Quidditch e al resto della squadra.
Davanti a lei erano seduti i gemelli, che stavano ancora dando prova della loro comicità, Angelina e Alicia Spinnet.
-Ragazzi- esclamò Oliver con aria solenne. -Questa è la nostra nuova cacciatrice, Alyssa Black-.
I gemelli si bloccarono e si voltarono all'unisono verso la ragazzina seduta davanti a loro.
-Benvenuta Black- disse Fred, sorridendo. -Noi- iniziò indicando il fratello -siamo i battitori, coloro che ti salveranno dai bolidi rognosi, inclusi i Serpeverde- disse ghignando.
Alyssa ridacchiò e con lo sguardo si mise a cercare Lavanda per farle segno di sedersi accanto a loro, ma la vide leggere il suo libro assieme a Calì e decise di non dirle nulla. Sapeva quando era il caso di lasciarla alla sua lettura.
Iniziò a mangiare con gusto, accanto a lei, Alicia ogni tanto si massaggiava la spalla pensando di non essere notata. In realtà tutti avevano visto quei gesti ma nessuno parlò. D'un tratto, George le fece segno di voltarsi e si ritrovò una ragazzina del primo anno con un biglietto tra le mani. Il suo sguardo si focalizzò per un attimo sulla cravatta giallo-nera che la ragazza aveva al collo.
-Te lo mandano dal tavolo dei Serpeverde...- sussurrò la giovane, con le guance leggermente rosse.
Alyssa sbuffò e afferrò il biglietto. Fece per ringraziarla ma la ragazzina era già scappata al suo tavolo. Tornò a sedersi composta e aprì il biglietto leggendolo.
Lurida figlia di un assassino.
La giovane alzò subito lo sguardo verso il tavolo dei Serpeverde, nella speranza di incrociare gli occhi di chi aveva osato fare una cosa del genere. Ma nessuno la guardava, era come se nulla fosse successo.
Era stufa di quei giochetti stupidi, dopo gli avvenimenti dell'anno prima i cartelli non si videro più per la scuola, anche se ogni tanto le erano arrivati dei bigliettini del genere.
Quel giorno però non voleva mettersi a litigare, preferì alzarsi dal tavolo per tornare nella torre di Grifondoro.
Camminava per i corridoi vuoti, con in mano ancora quel biglietto. La rabbia saliva ad ogni messaggio del genere ma sapeva, che se sua nonna fosse venuta a sapere di qualche nuova vendetta non avrebbe esitato ad andare a Hogwarts, per poterle spiegare al meglio come si doveva comportare una giovane Black a scuola.
Anche se effettivamente, sua nonna non le metteva soggezione come faceva ad altri. Aveva sempre adorato il modo in cui sua nonna guardava Draco quando faceva una marachella in casa Black. Bastava uno sguardo per far raggelare il sangue.
Non appena girò l'angolo, si bloccò. Mai si sarebbe immaginata di trovarsi davanti il corpo di Mrs Purr appeso al muro, proprio sotto una scritta rossa. Rabbrividì quando si rese conto che quel rosso era sangue.
La camera dei segreti è stata aperta
temete, nemici dell'Erede!
Il sangue colava a terra goccia dopo goccia e Alyssa capì subito che non era il caso di farsi trovare lì.
-Harry miseriaccia cosa sta succedendo?!- urlò una voce.
Alyssa si voltò di scatto nella direzione da cui provenivano le voci. Non doveva essere lì, le avrebbero dato sicuramente la colpa e non era il caso, visto che per metà della scuola era figlia di un assassino. Senza pensarci due volte iniziò a correre verso la torre di Grifondoro, stando attenta a non farsi vedere da nessuno. Cos'era la camera dei segreti? E soprattutto, perché uccidere Mrs Purr?
Queste domande balenavano nella testa della giovane Black, ancora in preda alla paura. L'immagine del sangue, che colava lungo la parete le fece venire la nausea. La sua nuova priorità era quella di non diventare il secondo calamaio del suddetto "Erede". La Sala Comune era deserta e Alyssa rabbrividì al pensiero di essere sola in tutta la casata di Grifondoro. Corse dritta in camera sua, s'infilò il pigiama e si mise a letto.
Una mezz'ora dopo, le sue compagne di stanza tornarono, non preoccupandosi di lei che dormiva o meglio, fingeva di dormire.
-Ma hai visto cosa c'era li?- esclamò Calì.
-Si, ho visto ma chi può essere stato?- rispose Lavanda, con voce tremante.
Alyssa ascoltava con attenzione le parole delle due ragazze, così da saperne di più su quanto era accaduto.
-Beh hai visto no? C'erano Harry, Ron e la Granger- disse Calì mentre si metteva il pigiama.
-Dici che sono stati loro? Ma perché?- chiese Lavanda.
-Silente lo scoprirà- rispose tranquilla Calì.
Alyssa rabbrividì al pensiero di ciò che aveva visto, ma continuò a far finta di dormire. Il trio, come lo chiamava lei, era stato trovato lì. Sicuramente non erano stati loro ma quanto meno i sospetti sarebbero ricaduti sicuramente su quei tre.
Nessuno doveva sapere che lei era stata lì.
***
-Chi mai scriverebbe col sangue una cosa del genere?!- chiese Theodore mentre guardava il fuoco scoppiettante della Sala Comune.
-Non lo so, Nott. Una cosa è certa, quei tre ora sono nei guai- rispose ghignando Blaise.
-Solo loro tre? E la Black? Io non l'ho vista a cena- esclamò Malfoy, guardando gli amici.
Theodore deglutì, continuando a guardare il fuoco davanti a lui.
-Alyssa non farebbe mai una cosa del genere- rispose Theodore, con voce sicura.
-Secondo te la tua fidanzatina non farebbe mai nulla- disse Malfoy mentre si avvicinava a lui.
Theodore si voltà di scatto verso l'amico e lo fulminò con lo sguardo. -Lei non è la mia fidanzata!-
Malfoy scoppiò a ridere e non rispose. I tre andarono nella propria stanza senza proferire alcuna parola sull'accaduto.
Theodore era molto preoccupato per Alyssa, in fondo Draco aveva ragione, lei non c'era a cena e i professori potevano darle la colpa. Sospirò e si mise a letto come i suoi amici.
Non appena la luce fu spenta, un ghigno ruppe il silenzio. -Io spero che succederà qualcosa alla Granger- esclamò Malfoy.
Theodore ridacchiò ma non rispose, "meglio la Granger che Alyssa".
Angolo dell'autrice
Buongiorno e buon sabato, eccoci qui con un nuovo capitolo e spero davvero che vi sia piaciuto. Tengo molto a questa storia, era già in programma quando avevo 16 anni e l'anno scorso ho iniziato a scriverla. Tutto è già nella mia testa, manca solamente il tempo di scriverla, non ho più 16 anni e i momenti per scrivere scarseggiano. Chiedo di non copiarla, perché davvero mi farebbe male scoprire che qualcuno non ha avuto un po' di fantasia. Mi rendo conto che la figlia di Sirius non è poi un'idea tanto nuova, lo so da me anche se "all'epoca" che fu pensata non ce ne erano poi tante. A questa storia tengo davvero tanto, chiedo questo piacere perché Alyssa è cresciuta praticamente con me e non riuscirei a sopportare di vedere qualcun altro scrivere su lei e Theodore.
Tornando a parlare del capitolo, spero di leggere qualche vostra considerazione al riguardo e magari qualche consiglio. Avverto che ho i capitoli pronti fino al quindicesimo, ma non avendo internet, pubblicherò quando avrò la connessione wi fi.
Al prossimo capitolo,
_L_Black_
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