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Capitolo 24 - San Mungo

Capitolo 24

Quel giovedì mattina Theodore si svegliò con il sorriso sulle labbra, avrebbe evitato Cura delle Creature Magiche e, cosa più importante, avrebbe fatto pace con Alyssa. O almeno ci sperava, mai come in quei giorni gli era mancata la sua migliore amica. Lei tentava di ignorarlo in ogni momento e quando non ci riusciva, lo fulminava con lo sguardo. Aveva preso l'abitudine in quei giorni di farsi trovare fuori dal laboratorio quando il club di Alyssa terminava e puntualmente, la ragazza ignorava. Era arrivato al punto che persino Urquhart gli aveva detto di essere patetico e anche Draco concordava. Eppure non riusciva a farci nulla, la vedeva chiacchierare con gli altri e per la prima volta in vita sua volle essere uno dei gemelli Weasley per un minuto, solo per poter ridere con lei.

Si controllò un'ultima volta la cravatta prima di uscire in Sala Comune, dove Urquhart lo stava aspettando per andare a colazione. Tutti i partecipanti alla gita infatti dovevano essere al San Mungo alle 8 in punto, motivo per cui si erano dovuti svegliare prima. Andrew era in piedi vicino l'uscita della Sala Comune e appena lo vide, gli fece segno di avvicinarsi per uscire.

-Era ora, Nott- esclamò il ragazzo irritato.

Theodore lo guardò e inarcò un sopracciglio, non aveva mai avuto contatti con lui se non per qualche evento di purosangue e nessuno gli aveva dato il permesso di trattarlo in quel modo.

-Calmati Urquhart, siamo in perfetto orario- gli rispose sprezzante.

Urquhart non rispose, si limitò a guardarlo irritato e ad uscire assieme a lui dalla Sala Comune. I corridoi erano vuoti a quell'ora, incontrarono solo Megan Jones di Tassorosso, che come loro doveva andare al San Mungo. Urquhart e Jones si misero a chiacchierare dell'imminente gita, i due erano in perfetta sintonia e Theodore si chiese come mai non si era mai accorto della loro amicizia.

-Allora, Theodore contento di venire con noi?- gli chiese Megan, cordiale giusto per farlo includere nella conversazione.

Theodore la guardò e annuì ma prima che potesse rispondere, Urquhart si mise a ridere e guardò la ragazza.

-Viene solo perché c'è la Black. Di Pozioni non ci capisce niente- disse sprezzante.

-Fammi capire Urquhart, non hai nulla da fare che vedere i miei voti?!- gli chiese Theodore irritato.

Megan guardò i due allarmata, forse non pensava che una domanda così innocente potesse creare degli screzi.

-Ehm su ragazzi, non serve litigare- disse gentilmente. -È comunque una gita didattica, vedrai che capirai anche tu le bellezze delle pozioni quando le vedrai- esclamò entusiasta.

Theodore e Urquhart la guardarono scettici ma non dissero nulla, la ragazza era troppo contenta di andare a vedere i laboratori e persino a lui dispiaceva toglierle l'entusiasmo.
I tre ragazzi arrivarono alla Sala Grande nell'esatto momento in chi Alyssa e Hermione scendevano le scale.

-Buongiorno, Alyssa- esclamò Megan non appena la vide.

Alyssa, che fino a quel momento chiacchierava con Hermione, alzò lo sguardo verso la giovane tassorosso e le sorrise.

-Buongiorno Meg, Andrew- disse sorridendo. Il sorriso però si spense nell'istante in cui incrociò lo sguardo di Theodore. -Ciao-

Theodore la guardò e le sorrise. -Buongiorno-

Urquhart sbuffò ed entrò in Sala Grande, dove ai tavoli non era seduto nessuno. -Bene ora che sono passati i convenevoli vogliamo fare colazione o rimaniamo qui a far nulla?-

Nessuno obiettò ed entrarono nella sala, dove Lisa Turpin, Terry Boot e Anthony Goldstein erano già intenti a fare colazione al loro tavolo.

-Facciamo colazione tutti insieme?- chiese Megan quando vide i ragazzi dividersi per andare nei rispettivi tavoli.

-Certo- rispose subito Urquhart.

Theodore si voltò a guardarlo stranito, non aspettandosi di certo questo cambio repentino in lui e quando vide il sorriso dolce di Megan capì come mai aveva detto di si, era impossibile dirle di no. Perciò annuì, non prima di vedere Alyssa e Hermione fare altrettanto.

-Perfetto, allora andiamo da loro- esclamò Megan, indicando i ragazzi di Corvonero.

Nessuno obiettò e si avvicinarono al tavolo di Corvonero. Megan salutò cordialmente i tre ragazzi, per poi sedersi accanto a Anthony e solo quando lei fu seduta gli altri fecero altrettanto. Per sua fortuna, Hermione si sedette al lato opposto per cui non fu difficile sedersi accanto ad Alyssa.

-Hermione mi fa davvero piacere che tu venga con noi- esclamò Megan sorridendole.

Hermione fu colpita dall'atteggiamento della giovane Tassorosso e Alyssa ridacchiò.

-Beh... Grazie... Megan- rispose Hermione, cordiale.

-Megan è fatta così- spiegò Alyssa. -È sempre felice che il gruppo si allarghi-

-Oh io sono stata solo invitata dal professor Piton, le pozioni non saranno il mio futuro- rispose Hermione, sorridendole.

-Neanche di Nott- spiegò Urquhart con tono ironico.

Theodore alzò gli occhi al cielo mentre prendeva il suo succo ai lamponi, quel ragazzo non lo sopportava più, era arrivato al limite.

-Beh però è bravo in Trasfigurazione- disse Lisa. Quando vide lo sguardo di Theodore addosso arrossì. -O almeno così mi è parso-

Istintivamente Theodore si voltò verso Alyssa e notò che non sorrideva, bensì guardava Lisa con la sua solita espressione indifferente.

-Grazie Lisa- disse sorridendo.

Questa volta Alyssa si voltò verso di lui e lo fulminò con lo sguardo prima di tornare alla sua colazione.

-È ora di andare- disse Terry, guardando il suo orologio da taschino. -Piton odia quando arriviamo in ritardo-

-Hai un orologio da taschino? E chi li usa ormai?- chiese Theodore d'istinto.

Terry lo guardò imbarazzato mentre rimetteva l'orologio in tasca, nel frattempo il gruppo si alzò dal tavolo per uscire ma prima che Theodore mettesse piede al corridoio, Alyssa lo bloccò, facendo così in modo che rimanessero da soli. Theodore la guardò piacevolmente sorpreso da quel gesto, ma quando vide il volto irritato capì che non era affatto cambiato nulla tra di loro.

-Senti non mettere in imbarazzo nessuno del gruppo- disse irritata -Tu qui sei un ospite, non avevi il diritto di comportarti così con Terry-

-Cos'ho fatto?- sbottò Theodore. -Perché con te sbaglio sempre si può sapere?-

Alyssa non rispose, si limitò a guardarlo ma questa volta Theodore poté notare il dispiacere nei suoi occhi. Hermione li richiamò e i due ragazzi furono costretti a uscire dalla Sala Grande, nel frattempo i primi studenti arrivavano per la colazione. Alyssa e Theodore seguirono Hermione nella Sala d'ingresso dove il professor Piton li attendeva, con la solita aria scocciata.

-Black e Nott, sempre voi- borbottò prima di prendere un foglio di pergamena.

Alyssa arrossì mentre Theodore guardò il professore, imbarazzato. Quest'ultimo li ignorò e aprì il foglio di pergamena, iniziando a leggere.

-Black Alyssa Sophie- chiese e alzò lo sguardo per vederla. -Boot, Terry- il ragazzo rispose e continuò. -Granger Hermione Jean- disse guardandola. -Goldstein Anthony- continuò, spostando lo sguardo verso l'interessato. -Jones Megan Lynn- la ragazza rispose con un entusiastico si. -Nott Theodore Julius- Theodore rispose. -Turpin Lisa- questa rispose e continuò. -E infine Urquhart Andrew-

-Presente- rispose il diretto interessato.

-Prima che me lo chiediate, queste sono le direttive del preside per portare gli studenti fuori dalla scuola- disse il professore, con aria scocciata. -Quindi la può smettere di ridacchiare, signor Boot-

Boot smise subito, imbarazzato e Theodore dovette controllarsi per non ridere davanti alla sua espressione.

-Allora adesso andremo a Hogsmeade e prenderemo una passaporta che ci porterà direttamente all'entrata del San Mungo- spiegò il professore. -L'entrata è nella Londra babbana per questo dovete rimanere uniti. Non fatevi distrarre da ciò che avremo davanti a noi è chiaro?-

I ragazzi annuirono e il professore fece segno loro di seguirlo. Fuori dal castello si sentiva ancora l'aria intrisa di pioggia nonostante avesse smesso di piovere già il pomeriggio precedente, Theodore si strinse nel suo cappotto e s'incamminò con gli altri stando vicino ad Alyssa. Per non farsi notare dai babbani, il professor Piton aveva chiesto loro di non mettersi il mantello pesante della casata e di preferire il cappotto personale. Ovviamente avevano indosso la loro divisa ma avevano dovuto lasciare in camera anche il mantello facente parte dell'uniforme giornaliera. Il risultato era che le ragazze stavano gelando, infatti Theodore notò Alyssa tremare e fece per abbracciarla ma la ragazza si scostò imbarazzata.

Arrivati a Hogsmeade il professore li portò davanti al pub La Testa di Porco dove ad attenderli, c'era un uomo che Theodore riconobbe come il manutentore della stazione di Hogsmeade. Quando si avvicinarono notò che davanti a lui c'era un vecchio stivale logoro.

-Bene- esclamò il professore, guardando l'orologio. -Siamo in perfetto orario. Toccate tutti quanti una parte dello stivale- i ragazzi fecero come richiesto e il professore guardò il manutentore della stazione. -Saremo di ritorno per le cinque di questo pomeriggio circa-

-Si, mi farò trovare li- rispose l'uomo.

Non appena anche l'uomo e il professore si attaccarono allo stivale, un vortice li risucchiò e attorno a loro il frastuono della Londra babbana li accolse.

***

Il gruppo cadde a terra in un vicolo, poco più in la lungo la via principale, i babbani camminavano ignari di avere un ospedale magico a pochi passi da loro. Theodore le porse la mano per aiutarla a rialzarsi e a malincuore l'accettò, quando fu in piedi si diede una pulita al cappotto e attese che gli altri si rialzassero. Sembrava come se fossero tornati al primo di settembre e stessero andando a King's Cross, Alyssa guardò l'entrata del vicolo dove un babbano li stava guardando con aria scettica ma scappò, quando Piton lo fulminò con lo sguardo. Il manutentore li salutò e riprese la passaporta, lasciandoli soli.

-Bene, ora in fila per coppie e seguitemi. Veloci- esclamò Piton, iniziando a camminare.

Hermione fece per avvicinarsi ad Alyssa ma Theodore fu più veloce di lei e si mise accanto alla giovane Black, che di tutta risposta lo ignorò continuando a seguire Piton.

-Faccio io coppia con te, Hermione. Sono un'ottima compagna- esclamò Megan sorridente.

-Sono sicuro che anche Lisa ha bisogno della compagnia di Granger- esclamò Urquhart. -Vieni Meg, non fare l'egoista- disse, sorridendole.

Il gruppo di pozioni ridacchiò mentre Megan si scusava con Lisa per quel suo atto egoista. Lisa di tutta risposta ridacchiò e si mise accanto a Hermione, che li guardava confusa.

-Eccitata per questa gita?- le chiese Theodore mentre camminavano.

-Oh si- gli rispose Megan dietro di loro. -Pensa che proprio ieri ne stavamo parlando, vero Andrew?-

Theodore vide Alyssa che tentava di non ridere ed effettivamente anche lui stentava a non farlo.

-Meg cara, credo che Nott parlasse con Alyssa- le spiegò gentilmente Andrew.

-Oh, scusate- esclamò la ragazza, visibilmente dispiaciuta.

Alyssa si voltò verso Megan e le sorrise, durante quei primi mesi di scuola aveva imparato a conoscere la giovane Jones e ormai sapeva che con lei era impossibile prendersela. Le sorrise dolcemente e le fece segno di non preoccuparsi.

-Tranquilla Megan, Theodore sa perfettamente quanto io sia felice di questa gita- le disse gentilmente.

Megan sorrise sollevata e Alyssa si voltò finalmente a guardare attorno a sé. Le persone non facevano caso a loro, alcuni camminavano a passo svelto, altri parlavano da soli e avevano una scatola accanto all'orecchio. Alyssa puntò di nuovo lo sguardo davanti a sé, ignorando il clacson delle macchine babbane.

-Megan fa sempre così?- le chiese Theodore all'orecchio.

Alyssa annuì e arrossì alla vicinanza del ragazzo. -Si, ma devo ammettere che è una persona troppo dolce per poter anche solo pensare di dirle qualcosa di male-

Il professore fece segno di fermarsi e così fecero, Alyssa alzò lo sguardo sull'edificio che avevano di fronte. Era in mattoni rossi e agli occhi dei babbani non era altro che un negozio di vestiti fatiscente e in fase di ristrutturazione. L'insegna "Purge & Dowse Std" sembrava sul punto di cadergli addosso e quasi le venne voglia di spostarsi per non rischiare. Il professor Piton a confronto con loro era molto più calmo. Si era fermato davanti ad un manichino vecchio posto nella vetrina rotta, si voltò verso di loro e quando anche Andrew e Megan furono vicini, si girò nuovamente verso il manichino.

-Motivo della visita?- chiese il manichino.

-Gita nei laboratori da parte della classe di Pozioni della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts- rispose Piton.

Il manichino voltò il capo verso la finestra rotta poco distante da loro.

-Prego entrate-

Piton entrò dalla finestra rotta e i ragazzi fecero altrettanto, venendo catapultati in un edificio totalmente diverso da quello che poteva sembrare dall'esterno. L'interno era una grande sala d'attesa dove una donna seduta ad una scrivania, indicava alle persone dove andare. Al San Mungo Alyssa per sua fortuna non ci era mai andata, ogni volta che si faceva male suo nonno contattava dei guaritori privati e anche quando sua nonna stava per morire fece altrettanto. L'ambiente era bianco e nelle narici le arrivò l'odore della pozione per bruciature.

-Buongiorno- disse la donna seduta alla scrivania. -Siete qui per la visita ai laboratori, la pozionista Perks arriverà a momenti- sorrise.

I ragazzi si dispersero in giro per la sala a guardarsi intorno, Megan provò ad avvicinarsi a loro ma Andrew le fece notare qualcosa dalla parte opposta e lo seguì.

-Non pensavo che Megan Jones fosse così- esclamò Hermione quando fu accanto a lei.

-Devo convenire con la Granger. Quella li è in un mondo tutto suo- esclamò Theodore, indicando la ragazza.

-È strano, ma concordo con Nott- disse Hermione riluttante.

In tutta la mattinata Theodore non si era mai allontanato da lei e questa cosa la stava iniziando a mettere a disagio. Dalla colazione fino ad allora Theodore non aveva accennato neanche per un attimo a staccarsi da lei. Guardò il ragazzo chiacchierare come se nulla fosse, stava facendo i salti mortali per tenere legata la loro amicizia e lei lo trattava come se fosse l'ultima persona della sua vita.

-Tu cosa ne pensi, Alyssa? Megan è su Marte o su Uranio?- le chiese Theodore, guardandola sorridente.

Alyssa lo guardò ma prima che potesse rispondere, Piton li richiamò.

-Ragazzi forza, venite qui- esclamò il professore a voce alta.

Si avvicinarono di nuovo alla cattedra dove Piton li aspettava assieme ad una donna dai capelli biondi. Il camice a differenza dei guaritori era di un verde più scuro e gli occhiali protettivi erano poggiati sul capo.

-Bene ragazzi, io sono la pozionista Perks e sarò la vostra guida nel fantastico mondo che è il nostro laboratorio- esclamò la donna, entusiasta. -Seguitemi prego- disse con fare frettoloso.

La donna s'incamminò per un corridoio e tutti, Piton compreso, la seguirono tenendo a stento il passo con lei.

-Al posto di studiare pozioni dovevamo allenarci- disse Theodore, iniziando quasi a correre per star dietro alla donna.

Ad Alyssa sfuggì una risata mentre anche lei come tutti iniziavano a correre. Agli occhi delle persone dovevano essere davvero buffi, otto ragazzi che correvano dietro ad una donna che non correva affatto.
La pozionista Perks si fermò davanti ad una porta e si voltò verso i ragazzi.

-Questa è anticamera dei laboratori. Noi siamo al piano interrato, il San Mungo è composto da cinque piani e al quinto c'è una sala da tè dove più tardi vi porterò per fare una pausa. Prima di entrare volevo spendere qualche parola sulla nascita di questo ospedale, qualcuno di voi lo sa?- chiese gentilmente.

Sette mani si alzarono in contemporanea, Theodore li guardò sorpresi e s'imbarazzò non poco, sentendosi stupido per non aver studiato quelle informazioni.

-Tu- disse indicando Lisa.

-Ehm... L'ospedale è stato fondato nel XVII secolo, all'incirca nel 1612 dal guaritore Mungo Bonham- rispose Lisa, arrossendo sotto lo sguardo della donna e dei suoi compagni.

La donna annuì sorridendole dolcemente. -Benissimo. Oh i vostri cappotti potete lasciarli in questa stanza, starete più comodi senza- disse, mentre apriva una porticina laterale.

Non era altro che uno sgabuzzino ma nonostante ciò, Alyssa fu felice di togliersi la giacca.

-Dalla a me- le disse Theodore. -Poggio la mia e la tua-

-Grazie- borbottò lei.

Theodore le sorrise e prese la sua giacca per poi entrare nello sgabuzzino.

-Non sei più arrabbiata con lui vero?- le chiese Hermione.

-Si e no- le rispose Alyssa. -Mi fa innervosire il fatto che lui mi chiede scusa ma in fondo, la pensa ancora in quel modo-

Theodore fu di nuovo accanto a loro ed Hermione non ebbe modo di rispondere. Quando anche Terry fu fuori dallo sgabuzzino, la pozionista Perks aprì la porta e fece segno di seguirla. Scesero delle scale strette che terminarono davanti ad un'altra porta con sopra scritto "LABORATORI DI POZIONI BERTHA MANTLE".

-Prima di entrare, chi era e perché i nostri laboratori sono dedicati a Bertha Mantle?- chiese la Perks.

Sette mani si alzarono nuovamente, Piton guardò Theodore irritato e il ragazzo tentò di ignorarlo. La Perks indicò Alyssa e la ragazza parlò.

-Bertha Mantle è stata la prima strega nell'800 a tradurre le pozioni scritte con le rune. Grazie a lei abbiamo ritrovato e perfezionato la pozione invecchiante e la pozione curaustioni. È stata una visionaria nel campo delle pozioni, ha anche inventato la pozione contro il morso della vipera francese-

La Perks sorrise. -Esatto. Severus hai dei fantastici studenti-

-Non tutti- borbottò Piton, guardando Theodore.

-È finalmente arrivato il momento di entrare- disse entusiasta la donna.

La Perks aprì la porta e un odore di sangue di drago le arrivò alle narici facendole storcere il naso.

-Benvenuti ai laboratori del San Mungo-

***

Avevano visto la divisione del laboratorio, all'entrata c'erano le stanze per la preparazione di pozioni contro gli incantesimi.

-Prima di passare nelle altre stanze- disse la Perks. -Una domanda, perché le pozioni contro gli incantesimi sono le più ardue dal punto di vista pratico?-

-Il problema sta nel l'incantesimo- rispose Alyssa. -Non possiamo sapere quanto possa essere stato potente fino a che non si vede il paziente. Da li viene creata una pozione apposta per lui o lei in base alla potenza dell'incantesimo-

-Esatto cara- disse la donna, facendole l'occhiolino.

Erano passati poi alle stanze per la preparazione delle pozioni contro le bruciature da calderone, dove c'erano più pozionisti in azione rispetto alla zona precedente.

-Eccoci nella zona che lavora di più qui dentro- esclamò sorridendo. -Qui è dove vengono prodotte le pozioni per le bruciature da calderoni, ritorni di fiamma delle bacchette e anche per gli incidenti con la scopa. Li infatti abbiamo un piccolo gruppo di pozionisti che produce ossofast mentre il resto è tutto dedicato alle bruciature. Vi starete chiedendo come mai non sono le prime stanze che abbiamo incontrato, ebbene vedete quelle scale a chiocciola?- aspettò un segno affermativo e continuò. -Collegano direttamente al reparto dedicato agli incidenti da manufatti magici. È il reparto che lavora maggiormente-

I ragazzi si guardarono attorno, dove una squadra di pozionisti composta da una quarantina di persone stava lavorando senza sosta.

-Il reparto è già pieno a quest'ora infatti questa sezione nel laboratorio ha turni diversi rispetto alle altre perché lavora in simbiosi con il piano di sopra. Qui i turni sono di cinque ore con una pausa di quindici minuti, è stata una scelta dovuta perché i pozionisti tornavano a casa troppo stanchi e con i nervi a fior di pelle. Sono pozioni semplici ma che vengono prodotte a velocità eccessive e in quantità elevate, non si può mai lasciare la propria postazione. Andiamo avanti-

Passarono nel reparto successivo dove  sei pozionisti erano all'opera dietro i calderoni professionali.

-Qui è dove vengono prodotte le pozioni per curare le ferite causate da creature magiche, come ad esempio la pozione antilupo, che è tra l'altro la pozione che produciamo di più qui- disse la donna indicando degli scaffali. -Abbiamo sempre pronte delle pozioni che vanno a tamponare il morso, sapete bene che non c'è una cura per il morso del lupo, allora a cosa serve la pozione antilupo?-

-Serve ad alleviare la trasformazione nelle notti di luna piena- rispose subito Alyssa. -Deve essere presa una settimana prima e anche il giorno stesso-

-Esatto- disse la donna sorpresa. -Severus fossi in te le darei dei punti alla Casa- disse, facendo l'occhiolino al professore.

Alyssa e Theodore si guardarono sconcertati nel vedere come la Perks parlava tranquillamente con Piton.

-Non esagerare Perks- rispose il professore.

La donna alzò le mani a mo' di scuse e  guardò l'orologio. -Ragazzi siamo arrivati all'ora di pranzo. Spostiamoci nella sala da tè al quinto piano, continueremo dopo il nostro giro-

***

Severus Piton aveva pranzato con Jocelyn ad un tavolo in disparte rispetto a quello dei ragazzi. Aveva mangiato i suoi sandwich parlando con lei sulle novità riguardo le pozioni e i nuovi calderoni professionali, il tutto accompagnati da un'ottima tazza di tè.

-Severus è un gruppo pittoresco quello che mi hai portato oggi- esclamò Jocelyn prima di bere il suo infuso.

Severus annuì e lanciò un'occhiata al tavolo dei ragazzi, dove Megan Jones stava dicendo quanto fosse entusiasta del giro fatto durante la mattina.

-Si, non lo posso negare- disse scuotendo il capo. -Sono i migliori studenti in Pozioni del quarto anno e gli unici davvero interessati a venire qui- spiegò.

-Il ragazzo che non alza mai la mano non fa parte del club di cui mi parlavi vero?- chiese Jocelyn, indicando Nott.

-Non sbagli, Theodore Nott è venuto qui solo perché Alyssa ci veniva- disse Severus.

-Perché lo hai fatto venire allora?- chiese la donna, scettica.

Severus ghignò prima di finire il suo tè. -Perché muoio dalla voglia di vederlo disperarsi dietro al tema che chiederò di fare-

Jocelyn scoppiò a ridere e scosse il capo. -Sei sempre il solito- disse ridacchiando. -Senti ma chi è la ragazza che risponde sempre alle domande?-

Severus lanciò uno sguardo alla Black e si voltò di nuovo verso la donna seduta davanti a lui.

-Alyssa Sophie Black- le spiegò.

Jocelyn sgranò gli occhi e si voltò di scatto verso il tavolo dei ragazzi, dove Alyssa stava chiacchierando con la ragazza della sua stessa casata.

-Ma dai, la nipote di Regulus?!- chiese sconvolta. -Non ha nulla dei Black a parte il colore dei capelli-

-Perché grazie al cielo ha ripreso tutto da Dahlìa, te la ricordi no?- chiese Severus, prima di mangiare l'ultimo sandwich.

Jocelyn annuì. -Si la ricordo. Ora capisco, è anche un po' Corvonero-

-Si, ma nel Quidditch posso assicurarti che ha la grinta di Regulus- esclamò l'uomo. -Un'ottima cacciatrice-

La donna scosse il capo e lo guardò. -Ti giuro mai avrei pensato che avresti parlato così della figlia di Sirius-

Severus fece un mezzo sorriso. -Non dirlo a me-

-Tornando a Regulus- disse Jocelyn. -Lo sai che lei lavora qui?-

Severus annuì. -Si, lo so-

***

La sala da tè era un luogo accogliente, dove guaritori e visitatori andavano rilassarsi. Potevano scegliere tra una vasta quantità di infusi e un'ottima scelta di sandwich e pasticcini, dal lato opposto invece c'era il negozio dell'ospedale dove i visitatori potevano comprare le cose di cui i pazienti avevano bisogno. Avevano pranzato con tè e sandwich, Piton aveva dato loro una mezz'ora di pausa in più per riposarsi, sicuramente si era reso conto che la Perks andava davvero troppo veloce. Alyssa si allontanò dal gruppo, avvicinandosi alla finestra dietro gli scaffali del negozio. Fuori la Londra babbana andava frenetica da una parte all'altra, i babbani erano diversi dai maghi, correvano dovunque senza fermarsi e si chiese come mai non si fermavano anche solo per ammirare cos'avevano attorno.

-Ti ho preso una brioche di zucca- disse una voce dietro di lei.

Alyssa si voltò non sorpresa di trovarsi Theodore davanti. Il ragazzo la guardava sorridente mentre si avvicinava a lei, le porse la brioche e la prese volentieri.

-Grazie- disse guardando fuori dalla finestra.

-Sono arrivato ad una conclusione- esclamò Theodore. -Secondo me, mi hai perdonato ma sei troppo orgogliosa per dirlo oppure ti piace questa cosa che io ti vengo a cercare-

-Sei fuori strada- rispose lei, voltandosi. -Potrai chiedermi scusa ogni volta che vorrai ma penserai sempre quello che hai detto-

-Non capisci che ho capito di aver sbagliato subito dopo che te ne sei andata- disse voltandosi verso di lei. -Tengo a te più di ogni altra cosa, Alyssa, non voglio perderti-

Fu un attimo, il volto di Theodore era a pochi centimetri dal suo, forse non se ne era reso conto o pensava che quella vicinanza non le creasse alcun problema. Theodore si avvicinò ancora di più, una vicinanza che non avevano mai provato e le guance di Alyssa arrossirono visibilmente.

-Stai arrossendo- sussurrò il ragazzo.

Alyssa non disse nulla, incapace di trovare parole adeguate in quel momento a dir poco inaspettato. Notò che lo sguardo di Theodore cadde sulle sue labbra e si rese conto che anche lei stava facendo lo stesso.

-Ragazzi dobbiamo andare- esclamò Hermione. -Ops, scusate- disse imbarazzata.

I due ragazzi si allontanarono e Alyssa tornò dagli altri, allontanandosi il più possibile da lui.

***

Il giorno dopo Theodore si svegliò confuso. Sapeva bene cos'aveva fatto il giorno prima ed era rimasto sorpreso del suo stesso gesto, l'aveva vista scappare da lui e non fece nulla per fermarla. Ma per dirle cosa cosa poi? Era senza parole esattamente come lei. Non sapeva cosa gli era venuto in mente, l'aveva vista con quel suo sguardo serio e si era fermato a fissare le sue labbra poi il resto era venuto da sé, come se fosse il gesto più semplice del mondo. Non l'aveva baciata ma sapeva che se la Granger non li avesse fermati, sarebbe successo sicuramente.

Uscì dalla Sala Comune con Draco e Blaise ma non chiacchierava con loro, la sua testa rivedeva quella scena come fosse un ciclo continuo. Non aveva più ascoltato neanche il resto della gita, non che gliene importasse in fondo e la sera era rimasto in silenzio a mangiare. Draco gli diede una gomitata e Theodore alzò gli occhi verso di lui, il giovane Malfoy gli indicò qualcosa e quando si voltò nella stessa direzione, trovò Alyssa ad aspettarlo accanto alle scale.

-Io e Zabini ti aspettiamo in Sala Grande- affermò Draco.

I due serpeverde se ne andarono e Theodore poté bearsi della visione della sua amica. Quella mattina aveva lasciato i capelli sciolti, ormai la frangia le era cresciuta ed era costretta a tenerla su un lato del viso ma a Theodore non le dispiaceva, stava bene anche così. Decise finalmente di avvicinarsi a lei sorridendole, Alyssa alzò lo sguardo su di lui e arrossì. Gli porse dei fogli di pergamena e Theodore li prese scettico.

-È il tema che ci ha chiesto Piton- gli spiegò Alyssa, a bassa voce. -Te l'ho scritto io-

Il volto di Theodore s'illuminò e notò le guance di Alyssa farsi più rosse. -Grazie, lo avevo dimenticato-

-Prego- mormorò lei e finalmente gli fece un mezzo sorriso.

-La posso prendere come un'offerta di pace quindi?- le chiese sorridendo.

Alyssa sorrise e annuì. -Direi di si-

Theodore stava per dirle dell'altro ma Alyssa si voltò e salì di corsa le scale. Quando fu all'ultimo gradino si voltò nuovamente verso di lui. -Ah, Theodore?-

-Si?-

-Non bere il succo di lampone oggi-

ANGOLO AUTRICE

Eccoci qui, 4464 parole (è stata un'impresa non indifferente). Spero che questo capitolo vi sia piaciuto, io personalmente l'ho adorato! Era da un po' che volevo scrivere di una gita e il San Mungo è stato perfetto. Corro a pensare al prossimo capitolo!

_L_Black_

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