Capitolo 22 - Campione Non Voluto
Capitolo 22
Le candele della Sala Grande si stavano man mano consumando e il silenzio che le stava attorno la faceva sentire tremendamente a disagio. Aveva agito d'istinto, senza pensare alle conseguenze ossia la chiacchierata che sicuramente avrebbe avuto con Harry al momento del ritorno in Sala Comune. Era la prima volta che si trovava da sola con Harry da quando lo conosceva e, sebbene lo considerasse un bravo ragazzo, non poteva di certo considerarlo come suo amico intimo.
Quando aveva visto tutta la sala impegnata a fissarlo si era ricordata del giorno del suo smistamento, ricordò tutti gli occhi addosso e non voleva che qualcuno lo trattasse come avevano fatto con lei. Anche se ancora non riusciva a crederci che Harry fosse riuscito a mettere il suo nome nel Calice.
Stava quasi per addormentarsi sul tavolo, quando la porta da cui i campioni erano scomparsi durante la fine del banchetto si aprì.
-Beh, allora saremo di nuovo avversari- esclamò la voce inconfondibile di Cedric.
I due ragazzi uscirono allo scoperto, sotto la luce fioca delle ultime candele rimaste e non si accorsero subito di lei.
-Così sembra- borbottò Harry.
-Ma una cosa me la devi spiegare, come hai fatto a mettere il tuo nome nel Calice?- chiese Cedric mentre si avvicinavano alla porta.
-Non l'ho fatto- rispose prontamente Harry e il suo tono convinse Alyssa della sua sincerità.
-Ah... Certo- disse Cedric, con tono incerto. -Oh, ciao Alyssa- esclamò non appena la notò.
Harry seguì lo sguardo di Cedric e fu piacevolmente sorpreso di trovarla lì.
-Ciao, Cedric- gli rispose, facendogli un mezzo sorriso.
Cedric si avvicinò alla porta, superando Harry e Alyssa ma prima di uscire si voltò nuovamente verso di loro.
-Beh ci vediamo- li salutò prima di tornare nella sua sala comune.
Alyssa e Harry rimasero in silenzio per qualche secondo, solo la riapertura della porta dietro al tavolo dei professori la convinse a prendere il ragazzo per un braccio e uscire a passo svelto da li.
Il castello era immerso in una piacevole penombra, alcuni quadri dormivano beati mentre altri parlavano tra di loro forse di ciò che era avvenuto in Sala Grande un'ora prima.
-Non l'ho messo io il mio nome nel Calice- sbottò dopo qualche minuto Harry, con tono supplichevole.
Alyssa annuì scettica mentre arrivavano all'androne delle scale. Prima di salire i primi gradini però si bloccò e si voltò verso il giovane Potter che guardava il pavimento sconsolato.
-Senti Harry, non so ancora se ti credo- disse con voce incerta. -Ma so che adesso più che mai hai bisogno di aiuto- gli mise una mano sulle spalle come a confortarlo. -Sono abbastanza certa che tutta la scuola sia contro di te-
-Grazie- ironizzò Harry.
Nonostante la penombra, Alyssa poté notare il volto pallido di Harry e quasi provò pena per lui. Un ragazzo così famoso, colui che era sopravvissuto a Tu-Sai-Chi in quell'istante non era altro che un quattordicenne impaurito all'idea di dover partecipare a un torneo mortale. La ragazza inclinò il capo e gli sorrise, sperando di rassicurarlo.
-Ti aiuteremo Harry, non ti lasceremo solo- disse con tono rassicurante. -Allora- disse mentre saliva i primi gradini. -Di cosa tratta la prima prova?- gli chiese.
Harry la seguì e le si mise di fianco. -Non l'hanno detto. Dobbiamo dimostrare l'audacia nel cavarcela da soli, senza sapere cos'avremo di fronte. La prima prova ci sarà il 24 novembre e sinceramente Alyssa non so dove mettere le mani- esclamò sconsolato. -Cosa devo fare?-
-Dobbiamo fare in modo che tu non muoia- rispose Alyssa con ovvietà. -Quindi direi di vedere incantesimi difensivi e pozioni guaritrici, potete usare le pozioni?-
Harry scosse il capo. -No, possiamo essere armati della sola bacchetta. L'unica nota positiva è che sono esentato dagli esami di fine anno, sempre se rimango in vita-
Erano ormai arrivati davanti il quadro della Signora Grassa, che chiacchierava con il quadro accanto a lei.
-Allora, chi è il campione?- chiese la Signora Grassa, elettrizzata.
-Guazzabuglio- risposero in coro i due ragazzi.
-Oh e va bene- disse prima di far comparire la scalinata.
Il boato che ci fu in sala comune le fece venire la voglia di uscire e tornare nella quiete delle scale. Tutti i Grifondoro erano li pronti a festeggiare il loro campione per cui Alyssa si spostò, lasciando ai gemelli la possibilità di rapire Harry.
-Finalmente avremo la vendetta contro Diggory- esclamò Katie.
-Vieni Harry c'è da mangiare-
Alyssa si avvicinò alla finestra dove si erano sistemate Lavanda e Calì, quest'ultima si defilò non appena vide Alyssa e andò da Lee Jordan che non smetteva di cantare l'inno di Hogwarts.
-Lo hai aspettato in Sala Grande?- chiese Lavanda con voce alta per sovrastare il vociare dei loro compagni.
Alyssa annuì e Lavanda le porse un bicchiere di burrobirra, che accettò con piacere scoprendosi particolarmente assetata. Si appoggiò al muro e guardò i suoi compagni di casa festeggiare mentre Harry provava disperatamente ad andarsene.
-Lui dice che non c'è l'ha messo il suo nome nel calice- disse Lavanda, posizionandosi accanto a lei. -Tu gli credi?-
-Non lo so Lav, è strano. Se me l'avessi chiesto subito dopo la cena ti avrei detto di no ma poco fa, quando stavamo salendo le scale, l'ho visto davvero in preda al panico dalla situazione-
-Avrei paura anch'io- disse Lavanda mentre guardava Harry divincolarsi dalla presa dei gemelli.
-Hermione dov'è?- chiese Alyssa, notando l'assenza della loro compagna di stanza.
-In camera, dopo la figura che ha fatto Ron non voleva stare qui- le spiegò Lavanda mentre sorseggiava la sua burrobirra.
-La raggiungo allora- disse, spostandosi dal muro. -A dopo-
-A dopo- la salutò prima di essere rapita da Angelina e Katie che le chiesero di controllare se le stelle fossero in favore di Harry.
Alyssa salì le scale che portavano al dormitorio femminile di corsa ed entrò nella stanza con altrettanta veemenza. Hermione era seduta sul suo letto e guardava fuori dalla finestra, immersa nei suoi pensieri. Non appena udì la porta aprirsi si voltò, non sorpresa di trovarsi davanti Alyssa.
-Ti chiedo scusa a nome di Ron- esclamò dispiaciuta. -Mi dispiace della scena di prima-
Alyssa scosse il capo e si sedette accanto a lei. -Tranquilla, era sconvolto lo comprendo-
-Sei troppo buona, è stato davvero un maleducato- disse con tono deciso. -Ma Ron è fatto così, è impulsivo-
-Ripeto, stai tranquilla non ce l'ho con lui- ripeté, paziente.
Hermione annuì grata e rimasero in silenzio per qualche secondo.
-Come sta Harry?- chiese impaziente di sapere.
-Impaurito. Sai credo che non abbia messo lui il suo nome nel calice- disse sincera.
-Lo penso anch'io- confermò Hermione. -Ma non me la sentivo di aspettarlo li- disse come a giustificarsi.
-Capirà- la rassicurò sorridendo. -Domani parlaci, ne ha veramente bisogno-
Hermione annuì e Alyssa si alzò per per potersi finalmente cambiare. In sala comune i festeggiamenti continuavano imperterriti e fuori aveva smesso di piovere, sembrava soltanto una serata di adolescenti che festeggiavano un qualsiasi compleanno e non un ragazzo condannato al patibolo.
***
Quella domenica mattina Hogwarts sembrava fosse tornata alla normalità. O meglio, pareva così fino a quando Alyssa non mise piede in Sala Grande per la colazione, tutti parlavano del quarto campione di Hogwarts e solo i Grifondoro erano entusiasti di questo cambio di programma. Sospirò e si avvicinò al suo tavolo per sedersi, ma venne fermata poco prima di prendere posto. Theodore la guardava sorridente e tra le mani, aveva un pacchetto chiuso in malo modo.
-Buongiorno Alyssa Sophie- esclamò il ragazzo sorridendole.
Alyssa gli sorrise di rimando e si portò una ciocca di capelli dietro l'orecchio, imbarazzata sotto il suo sguardo.
-Buongiorno Theodore- gli rispose gentilmente.
-Volevi fare colazione?- disse indicando il tavolo di Grifondoro. -Perché avevo pensato di proporti una colazione in riva al lago-
Sperò vivamente di non arrossire ma non riuscì a contenere un sorriso spontaneo sul suo volto. Gesto che Theodore notò.
-Cosa c'è li dentro?- chiese indicando il pacchetto.
Theodore alzò gli occhi al cielo ma le sorrise. -Toast con marmellata di zucca e succo di zucca come piace a te-
Alyssa si guardò attorno, notando che nessuno aveva badato a loro, troppo impegnati a parlare del Torneo.
-Allora ci sto- rispose sorridendo, felice che nessuno avesse assistito alla scena.
I due ragazzi uscirono dalla Sala Grande e si avviarono verso la Torre di Grifondoro, per dare la possibilità ad Alyssa di prendere il cappotto. Theodore l'attese a una rampa di distanza, per non udire la parola d'ordine di Grifondoro mentre Alyssa correva su per le scale che portavano alla sala comune.
-Hey dove corri?- chiese Lavanda, che si trovava poco distante da lei assieme ai gemelli.
-Hey Black stavamo giusto parlando con la Brown per fare uno scherzo a Bramo- esclamò George, avvicinandosi a lei.
-Branimir vorrai dire- rispose scettica.
-Bramo, Branimir è la stessa cosa- rispose Lavanda con un gesto frettoloso. -Ti unisci a noi?-
Alyssa scosse il capo e prese Lavanda per un braccio, trascinandola con sé nel dormitorio femminile. Non appena furono in camera, Lavanda si sedette sul letto di Alyssa e la guardò cercare il suo cappotto.
-Posso sapere perché mi hai trascinata qui mentre stavamo organizzando un piano per togliermi Branimir di torno?!- chiese irritata.
-Non credi di stare esagerando?- rispose Alyssa, nel frattempo si diede una sistemata ai capelli e si infilò il cappello.
-Alyssa, stamattina a colazione ero con i gemelli e gli ha detto che io- disse indicandosi. -Sono roba sua perché lui conquista-
Alyssa posò la sua spazzola e si voltò di scatto verso l'amica. -Non l'ha fatto davvero-
Lavanda annuì con vigore. -Oh si che lo ha fatto, davanti a tutti poi!-
-Quel tipo è pazzo!- rispose sbalordita mentre si infilava il cappotto.
-Dove stai andando?- chiese sorpresa di vederla con la giacca.
-Vado a fare colazione con Theodore al Lago Nero- disse sorridendo.
Lavanda la guardò e sorrise dolcemente. La trovava così tenera quando non nascondeva ciò che provava ed erano dei momenti rari. La vide sistemarsi la frangetta dopo essersi messa il cappello e scosse il capo.
-Beh muoviti allora!- esclamò alzandosi dal letto per spingerla fuori dalla stanza.
Lavanda la spinse fuori dalla camera e Alyssa corse giù per le scale, passò in sala comune e uscì dalla torre di Grifondoro. Theodore la stava aspettando appoggiato tra due quadri, che battibeccavano sugli avvenimenti della sera prima e Alyssa si prese un attimo per guardarlo. Se le avessero detto che durante il suo quarto anno avrebbe avuto una cotta proprio per Theodore, sarebbe scoppiata a ridere e invece in quel momento si sentiva davvero in imbarazzo, aveva infatti il timore ingiustificato di fare qualcosa di stupido. Theodore alzò lo sguardo verso di lei e le indicò il pacchetto sorridendo, Alyssa scese gli ultimi gradini che la separavano dal ragazzo.
***
Il sole era coperto dalle nuvole ma nonostante ciò alcuni raggi riuscivano a filtrarle, dando un leggero tepore a chi vi passava sotto. Sulle sponde del lago c'erano solo gli studenti di Durmstrang, intenti a lavorare sul loro veliero per cui non fu difficile trovare la grande roccia posta a pochi distanti dall'acqua, libera da ogni studentessa pronta a spettegolare. Si sedettero sulla pietra e subito dopo Theodore aprì il pacchetto, per poi porgerle un toast con la marmellata di zucca. Alyssa iniziò a mangiare il suo toast di gusto, guardando il lago nero dove i ragazzi di Durmstrang stavano parlando ad alta voce nella loro lingua.
Dal veliero un ragazzo si sbracciava per attirare la loro attenzione.
-Zdraveite amica di Lavanda- urlò.
Theodore si voltò a guardare Alyssa con un'espressione interrogativa mentre la ragazza si alzava il cappuccio del cappotto sulla testa e si stringeva nelle spalle, sperando di non essere vista.
-Conosci quello li?- gli chiese indicando il ragazzo.
Alyssa scosse il capo e bevve un sorso di succo di zucca. -Non proprio, è che si è infatuato di Lavanda- gli spiegò.
Theodore ci pensò un attimo e guardò per un secondo il ragazzo che aveva smesso di sbracciarsi ed era tornato a fare ciò che stava facendo poco prima.
-Aspetta- esclamò voltandosi per guardare meglio Alyssa. -Quello è il ragazzo che ieri ha sbattuto il bicchiere?-
-Oddio si- rispose ridacchiando imbarazzata.
Theodore scoppiò a ridere, una di quelle risate da togliere il fiato e Alyssa lo guardò, trovandolo maledettamente tenero quando rideva.
-Si è stato assurdo- rispose ridendo. -Dovevi vederlo credeva di averla conquistata quando in realtà non ci era andato per nulla vicino- prese un sorso di succo e si sistemò meglio sulla pietra. -Quando Lavanda gli ha detto come si chiamava, le ha gentilmente spiegato che loro la lavanda la usano come lassativo-
Theodore continuò a ridere con le lacrime agli occhi. -Non ci credo che lo ha fatto davvero-
-Oh si e quando ha sbattuto il bicchiere ha anche urlato "io conquista" perché ha totalmente frainteso le parole di Fred- continuò con il suo racconto.
Si tolse il cappuccio dalla testa, quando vide che Branimir era tornato sottocoperta e finì i suoi toast con la marmellata. Theodore la guardò e per un secondo si ricordò di quando erano piccoli e Alyssa se ne inventava di tutti i colori per fare dei dispetti ai suoi nonni solo per provare a farli ridere. E ci riusciva sempre.
-Ammettilo, tutte queste emozioni Serpeverde non te le da- esclamò Alyssa, giusto per cambiare discorso quando ormai le risate si erano placate.
-Abbiamo anche noi i nostri momenti divertenti- ribatté il ragazzo. -Tipo ieri Tiger ha provato a baciare Pansy-
Alyssa sgranò gli occhi e si portò una mano davanti la bocca sbalordita.
-Lo ha fatto davvero?- chiese sorpresa.
Theodore annuì ridacchiando. -Si per una scommessa e lei lo ha appeso sul lampadario con un incantesimo-
-È crudele!- rispose ridendo.
-No- ribatté Theodore sorridendole. -E se avessi visto la scena avresti riso fino alle lacrime-
-Forse- rispose lei, enigmatica.
I due ragazzi tornarono in silenzio e Alyssa buttò un occhio sulla carta che poco prima avvolgeva i loro toast, poi tornò a guardare Theodore. Era raro che il ragazzo organizzasse questo genere di cose che, per quanto le facesse piacere passare del tempo con lui, iniziava a sospettare ci fosse qualcosa sotto. Sospetto che le fu confermato quando Theodore spostò lo sguardo per non incrociare il suo.
-Cosa mi devi dire, Theo?- chiese con tono sospettoso.
Theodore posò il suo succo e alzò lo sguardo verso di lei con cautela, si prese qualche secondo sicuramente per formulare la sua frase e sospirò.
-Volevo chiederti se davvero non hai aiutato Potter- chiese infine.
Alyssa lo guardò a bocca aperta, non aspettandosi una domanda del genere e sul suo volto si formò un'espressione irritata.
-Ti ho già detto che non l'ho aiutato- rispose irritata. -Ieri sera hai detto che mi credevi ora cos'è cambiato?!-
Theodore sospirò nuovamente e si portò una mano tra i capelli non sapendo da dove iniziare.
-Beh ieri sera Draco mi ci ha fatto pensare e sinceramente penso abbia ragione- disse con tono incerto.
Alyssa sgranò gli occhi e strinse le mani a pugno. -E sentiamo, cosa ti ha detto di così convincente da farti credere che io abbia aiutato Harry?-
-Oh andiamo Alyssa! Sei la migliore in Pozioni e ora che sei nel club puoi accedere alle ricette della sezione proibita! Ha senso- le spiegò con ovvietà. -Avrai trovato una pozione che può raggirare la linea dell'età-
-Sei serio Theo? Ma per chi mi hai preso, per una pozionista di professione?!- urlò.
Theodore sobbalzò. -No... Ovviamente no-
-Sai cosa c'è, Theo? Non ho aiutato Harry, non ho fatto alcun giro nella sezione proibita per cercare pozioni che sarebbero andate contro le regole e non ti ho mai mentito non vedo perché iniziare adesso- si alzò di scatto dalla pietra mentre le prime gocce di pioggia cadevano a terra.
-L'anno scorso hai cercato tuo padre e non mi hai detto nulla!- le urlò di rimando. -Questo discorso allora per chi vale eh?!-
Alyssa s'irrigidì mentre le gocce di pioggia s'infrangevano sul suo cappotto nero, i capelli corvini erano ormai diventati umidi e le mani erano bloccate come statue lungo i suoi fianchi.
-Hai rovinato tutto, Theo- mormorò per poi voltarsi e tornare a Hogwarts.
Nel frattempo, la pioggia cadeva.
***
Una settimana era passata da quella discussione con Alyssa e quest'ultima non gli aveva rivolto la parola da allora. Lo aveva ignorato durante Cura delle Creature e Pozioni, nonostante lui ci avesse davvero provato a parlarle e la ragazza aveva fatto altrettanto durante il resto delle giornate, prediligendo lo studio in sala comune. Anche quel venerdì pomeriggio, durante pozioni lo stava ignorando, lavorando al tema sulla pozione aguzzaingegno datole da Piton dato che l'aveva già preparata durante le ore al club.
-Mi darai mai la possibilità di parlarti?- le sussurrò Theodore mentre metteva gli ingredienti nel calderone.
Alyssa lo guardò e scosse il capo irritata. -La bile di Armadillo va per prima, alzi la fiamma e aspetti cinque minuti dopodiché metti le uova Runespoor- esclamò gelida mentre tornava a scrivere il suo tema.
Theodore guardò il suo calderone dove le uova si erano ormai bruciate e imprecò mentre spegneva il fuoco per rimuovere i resti bruciati. Alyssa alzò nuovamente gli occhi su di lui e sbuffò.
-Usa il mio tanto non lo sto usando- disse per poi tornare a scrivere, quando si rese conto che Theodore stava di nuovo per parlare lo bloccò con la mano. -E prima che lo chiedi, no non è una proposta di pace-
Theodore annuì e prese il calderone di Alyssa, iniziando da capo la sua pozione. I due rimasero in silenzio ma ogni tanto Theodore la guardava con la coda dell'occhio facendo un mezzo sorriso.
-Sembrava sai, una proposta di pace intendo- esclamò mentre seguiva le indicazioni di Alyssa.
-Sbagli- rispose lei, gelida.
-Black e Nott smettetela di parlare- disse Piton con tono irritato.
Alyssa si scusò seguita a ruota da Theodore e i due tornarono a fare ciò che stavano facendo. Ogni tanto Alyssa guardava il lavoro di Theodore e gli spiegava cosa fare usando sempre il suo tono irritato. Alla fine della lezione Piton passò banco per banco a controllare le pozioni e Theodore sorrise vittorioso, sapendo che la sua pozione era perfetta. Il professore si avvicinò a loro e controllò la sua pozione.
-Passabile, signor Nott- disse con il suo solito tono gelido. -Le avrei dato anche un Accettabile ma non ho potuto fare a meno di notare che non solo ha fatto bruciare gli ingredienti nel suo calderone, ma ha anche seguito passo per passo i consigli della signorina Black senza fare nulla da solo- continuò. -Per questo lunedì prossimo alla fine delle lezioni tornerà qui a prepararla di nuovo. Da solo, così sono sicuro che la impara-
Theodore non rispose ma mentalmente imprecò mentre il professore si spostava davanti ad Alyssa per controllare a grandi linee il suo tema.
-Lo dovrò leggere meglio, il suo voto lo saprà la prossima settimana- disse irritato e le porse un foglio che fino a quel momento Theodore non aveva notato. -Signorina Black faccia firmare questo a suo nonno-
Alyssa prese il foglio e guardò il professore con aria interrogativa. -Che cos'è?-
Piton sbuffò. -Porterò tutti i membri del Club di Pozioni nei laboratori del San Mungo e ho bisogno della firma di un tutore legale. Per quanto mi dispiaccia che lei ne faccia parte, so che è una dei pochi a meritare questa gita-
Alyssa sorrise e Theodore la guardò con la coda dell'occhio mentre rimetteva in ordine la sua parte di banco. Si chiese come mai fosse stato così stupido a seguire i pensieri di Draco se in quel momento non poteva parlare con lei. Fu un gesto automatico il suo, dettato dal sorriso della ragazza accanto a lui, alzò la mano per ottenere l'attenzione del professore e sia Piton che Alyssa lo guardarono sconcertati.
-Cosa c'è, Nott? Ha bisogno dell'aiuto di Black per ripulire il suo calderone? Le consiglio di bere quella pozione aguzzaingegno- chiese sprezzante.
Theodore ignorò le frecciatine del professore e lo guardò negli occhi con un coraggio che normalmente non aveva. -Posso venire anch'io al San Mungo?-
Piton alzò il sopracciglio e lo guardò da capo a piedi, credendo scherzasse mentre Alyssa lo fissava con occhi sgranati, non aspettandosi una richiesta del genere.
-Ma se non sai la differenza tra Ossofast e Essenza di Dittamo- disse Alyssa, senza pensarci.
-Ahimè devo concordare con la signorina Black- convenne il professore.
-Si, è vero ma proprio li vengono prodotte giusto?- chiese e continuò, non appena il professore annuì scettico. -Credo che per il mio livello in Pozioni sia utile andare a vedere come si producono in larga scala. Insomma non è un'ottima possibilità per capire la differenza tra ossofast e Essenza di Dittamo?-
-La sua disperazione è ammirevole, Nott- esclamò, arricciando le labbra. -Va bene, passi da me domani e le darò la liberatoria. Giovedì prossimo partiremo dopo la colazione-
Il professore se ne andò e Theodore sorrise trionfante, sotto lo sguardo irritato di Alyssa. La ragazza riprese le sue cose e Theodore fece altrettanto, con l'intenzione di seguirla fuori dall'aula per parlare. Erano rimasti solo loro, Lavanda Brown e Draco che li attendevano.
-Tu odi le pozioni, non dovevi intrometterti- sbottò irritata.
-Non le odio- rispose il ragazzo.
-Le odi- confermò Alyssa, guardandolo.
-Va bene si ma posso ampliare la mia conoscenza si o no?- disse Theodore, sperando d'esser convincente.
Alyssa lo guardò per un attimo e scosse il capo sconsolata -Non osare seguirmi- gli intimò prima di uscire con la Brown.
Theodore stava per seguirla ma Draco lo bloccò prima che potesse farlo.
-Ci parlerai quando andrete in gita- esclamò Draco. -Ora possiamo andarcene da qui?-
Theodore annuì e i due uscirono dall'aula diretti in sala comune. Lungo il corridoio incontrarono alcune studentesse di Serpeverde, che li salutarono ridacchiando tra loro.
-Non so se sono la persona adatta per parlare della Black- esclamò Draco. -Ma fossi in te le chiederei scusa-
-Parli tu che mi hai messo in questa situazione con i discorsi di sabato sera?- chiese irritato.
-Oh e lo penso ancora- disse, alzando le mani a mo' di scuse. -Ma vederti cercarla come un cagnolino è veramente imbarazzante- disse ridacchiando.
-Sei un amico eh?- ribatté Theodore, fulminandolo con gli occhi.
-Senti dico solo che a quella gita di cervelloni potrai parlarci va bene? Tu per adesso cerca di ritrovare la tua dignità, va bene?-
***
-Quel Nott è davvero insistente- esclamò Lavanda non appena furono in sala comune.
I gemelli seduti sul divano si voltarono a guardarle e le fecero segno di avvicinarsi.
-Che succede Brown?- chiese Fred, indicando i posti liberi accanto a loro.
Le due ragazze si sedettero e Lavanda sbuffò ancora irritata, incrociando le braccia mentre Alyssa si sedeva vicino a George.
-Nott ha accusato Alyssa di aver aiutato Harry con la storia del nome nel calice- spiegò Lavanda, incurante della vicinanza di Alyssa. -E adesso si aspetta che possa parlare con lei come se nulla fosse. Assurdo-
-Lavanda non esagerare- disse Alyssa, facendo un mezzo sorriso.
-Esagero eccome!- esclamò ad alta voce Lavanda. -Ma come si permette quella serpe di dirti cose del genere?!-
-Potremmo mettergli un intruglio confondente nel succo di zucca- propose George, elettrizzato.
Il volto di Lavanda s'illuminò e annuì con energia. -Si, l'emporio di Zonko a Hogsmeade ne ha uno che lo fa parlare al contrario-
-Lo conosciamo- risposero in coro i gemelli, ghignando.
Alyssa ridacchiò e appoggiò il capo sullo schienale del divano, davanti a loro il fuoco scoppiettava rendendo l'ambiente caldo e accogliente.
-Ah Black prima che me ne dimentichi- disse George, voltandosi a guardarla. -C'è un gufo alla finestra che ti aspetta-
La ragazza si voltò verso la finestra e riconobbe subito il gufo dalle piume marroni. Si alzò e si avvicinò a passo svelto verso di lui per farlo entrare. Non appena questo entrò, si scrollò di dosso le gocce d'acqua che finirono inevitabilmente sulla divisa di Alyssa ma quest'ultima non se ne preoccupò e prese la lettera dal becco del gufo.
-Grazie- disse, dandogli una carezza che il gufo accettò volentieri prima di uscire nuovamente.
Richiuse la finestra e si appoggiò su di essa, aprendo la lettera.
Cara Alyssa,
Spero tu stia bene, ho trovato lavoro in un negozio di Diagon Alley. È part-time ma meglio di niente, come ben sai non prendono dei licantropi tanto facilmente. Ti scrivo perché sabato prossimo verrò a Hogsmeade soltanto per incontrarti, dobbiamo fare il punto della situazione riguardante i tuoi studi. Attendo al più presto una tua risposta.
Ti voglio bene,
Remus
Rilesse quelle parole altre due volte, prima di rendersi conto che avrebbe finalmente rincontrato suo zio Remus. Sorrise spontaneamente mentre infilava la lettera nel mantello.
-Allora Alyssa? Mettiamo un intruglio confondente nel suo succo di zucca?- chiese Lavanda tanto per avere il suo appoggio.
-Lamponi- rispose in automatico.
-Come?-
Alyssa si voltò verso di lei sorridendole. -A Theodore piace il succo di lamponi-
ANGOLO AUTRICE
Ebbene eccoci qui con un altro capitolo. Ho messo un po' di carne al fuoco con la gita al San Mungo e l'incontro con Remus, non vedo l'ora di arrivarci! Spero vi sia piaciuto e ci vediamo al prossimo capitolo.
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