Capitolo 19 - Maledizioni
Capitolo 19
Fuori la pioggia cadeva imperterrita e gli studenti del primo anno erano ancora in balìa del Lago Nero, motivo per cui erano seduti a tavola senza avere la possibilità di toccare cibo. All'entrata del castello Alyssa aveva salutato Harry, Ron e Hermione per sedersi vicino a Lavanda. Dal loro secondo anno infatti, avevano iniziato scommettere in quale casata i ragazzi del primo anno sarebbero finiti, ma quella sera si chiesero se le matricole sarebbero uscite vive dalle acque del lago nero visto il tempo che c'era fuori.
-Bentornate, ragazze- disse Sir Nicholas, presentandosi da loro attraverso il tavolo.
-Buonasera Sir Nicholas- rispose, Lavanda sorridendo. -Ha partecipato alla caccia senza testa quest'anno?-
Il fantasma fece un sospiro e scosse la testa. -No, hanno di nuovo respinto la mia richiesta, Lavanda-
-Sarà per la prossima estate, Sir Nicholas- disse Alyssa, sorridendo al fantasma.
-Non so mia cara Alyssa. Tornassi in vita mi taglierei ben bene il capo. Almeno ora potrei partecipare- rispose con rammarico. -Bando alle ciance. La vostra estate invece?-
-Passata da mia nonna al villaggio magico di Oaf nelle campagne scozzesi- rispose Lavanda.
-Io sono andata in Irlanda- rispose Alyssa.
-Mi fa piacere vi siate divertite- rispose il fantasma -Ora vado a salutare gli altri studenti. Oh attente a Peeves, oggi è particolarmente irrequieto-
Le due ragazze si guardarono e fecero una smorfia prima annuire al fantasma, che scomparve ripresentandosi davanti al trio seduto poco più in la.
-Ma questi ragazzi che fine hanno fatto?- chiese Lavanda, sbuffando.
Alyssa strinse le spalle mentre guardava il tavolo in cerca di un po' di pane per placare la fame.
-Non ne ho idea. Spero non muoiano affogati, non oso immaginare cosa ci sia sotto il lago- disse rabbrividendo al pensiero.
Neanche a farlo apposta il portone della Sala si aprì, lasciando entrare i ragazzi, che si guardavano attorno estasiati alla vista del soffitto stellato.
Alyssa e Lavanda si misero più comode ai loro posti e si lanciarono uno sguardo divertito, pregustando il momento del loro gioco.
-Pronta?- chiese Lavanda porgendole la mano -Se vinci tu ti offro una burrobirra dai Tre Manici di Scopa. Se vinco io, mi dai la pozione che usi per i capelli-
-Ci sto- rispose Alyssa, stringendole la mano.
La professoressa McGranitt fece apparire uno sgabello dove posò sopra il vecchio cappello parlante, nella sala cadde il silenzio mentre gli studenti del primo anno fissavano impauriti quel vecchio copricapo da mago. Il cappello parlante iniziò a cantare la sua consueta filastrocca di inizio smistamento e il professor Vitious si alzò con la pergamena tra le mani per portarla alla professoressa Mcgranitt, la quale iniziò a leggere solo quando il copricapo finì di cantare.
-Ackerley, Stewart!-
-Tu che dici?- sussurrò Lavanda ad Alyssa.
-Serpeverde. Tu?-
-Grifondoro-
-Corvonero!- urlò il cappello.
Le due ragazze sbuffarono e voltarono lo sguardo verso lo smistamento.
-Baddock Malcolm-
-Per me va in Serpeverde- sussurrò Alyssa.
-Anche per me-
-Serpeverde!- urlò il cappello.
Le due ragazze si diedero il cinque mentre lo smistamento andava avanti.
Continuarono a scommettere fino alla fine, arrivando a concludere con la parità. Quando anche l'ultimo studente si andò a sedere al proprio tavolo, Silente si alzò dal suo posto e guardò la Sala, sorridendo.
-Bene, ora abbuffiamoci- esclamò continuando a sorridere.
Il cibo apparve nei piatti per la felicità degli studenti, che iniziarono a mangiare di gusto. Alyssa iniziò a chiacchierare di Quidditch con Angelina e Fred seduti accanto a lei, tutti i membri della squadra non vedevano l'ora di riprendere gli allenamenti e di scoprire chi avrebbe preso il ruolo di Baston.
Arrivati alla fine della cena, il preside si alzò nuovamente dal suo posto e si avvicinò al leggio.
-Dunque- disse sorridendo. -Gazza mi ha chiesto di rammentarvi gli oggetti proibiti. Per farvi un esempio, il fresbee zannuto dell'Emporio di Zonko è assolutamente vietato, per gli altri quattrocentoventitre oggetti dovete andare nel suo ufficio. Voglio rammentarvi inoltre che l'ingresso alla foresta proibita è vietato a tutti gli studenti, come anche lo è il villaggio di Hogsmeade per i ragazzi del primo e secondo anno- fece una pausa. -Ed è per me doloroso avvisarvi che quest'anno la coppa del Quidditch non avrà luogo-
-Ho capito male vero? Vero?!- esclamò Alyssa, guardando Angelina, che di risposta fissava il preside, sbigottita.
-Ciò- disse ignorando i borbottii degli studenti. -È dovuto al fatto che a ottobre, la nostra scuola ospiterà un evento importante. Con mio immenso piacere vi annuncio che Hogwarts- fece una pausa strategica per ammirare gli studenti che pendevano dalle sue labbra. -È stata scelta per ospitare... -
Il preside si dovette interrompere quando dalla porta laterale vicino al tavolo dei professori, entrò un uomo con un lungo impermeabile e un bastone per aiutarsi nella deambulazione. Quando l'uomo si avvicinò al preside, Alyssa riuscì a notare l'occhio artificiale decisamente più grande rispetto al normale. I due parlottarono tra loro per qualche minuto prima che lo straniero si andasse a sedere nel posto designato al professore di Difesa Contro le Arti Oscure.
-Miei cari, vorrei presentarvi il nuovo professore di Difesa Contro le Arti Oscure- disse Silente, indicando il nuovo arrivato. -Il professor Alastor Moody!-
Gli studenti applaudirono diligentemente, interessati più all'annuncio di poco prima piuttosto che al nuovo professore.
-Dicevo, quest'anno avremo l'onore di ospitare un evento leggendario. Hogwarts è stata scelta per ospitare il Torneo Tremaghi- disse il professore, sorridendo felice di essere riuscito a concludere il suo discorso.
Tra gli studenti ci fu un ilarità generale e dalle labbra di tutti i ragazzi si potevano leggere le parole "Torneo Tremaghi".
-No signor Weasley non sto scherzando- disse rispondendo al "Sta scherzando?" pronunciato da Fred. -Il Torneo Tremaghi fu pensato per la prima volta ben settecento anni fa come competizione amichevole tra le scuole di magia di Hogwarts, Beauxbatons e Durmstrang. Ogni scuola aveva un suo campione e questi ultimi dovevano superare tre prove. Le scuole si alternavano per ospitare l'evento ogni cinque anni. Almeno fino a quando non si sono resi conto che c'erano più morti che campioni-
-Così si che mi convince a iscrivermi al torneo- esclamò Alyssa.
-Mi dispiace di non averla convinta, signorina Black. Magari al prossimo torneo, che dice?- esclamò Silente. -Comunque, a oggi il nostro ministero ritiene che sono tempi maturi e che è il momento adatto per fare un altro tentativo. A ottobre i presidi di Beauxbatons e di Durmstrang saranno qui con le delegazioni delle proprie scuole. Solo gli studenti degni potranno partecipare, chi vincerà avrà come premio la gloria eterna- disse con tono solenne. -E anche mille galeoni, fanno sempre comodo-
Alyssa ridacchiò all'affermazione del preside e attese che continuasse.
-Tuttavia, a nessuno studente al di sotto dei diciassette anni è permesso iscriversi. Capirete che non è assolutamente fattibile far competere chi non ha esperienza- continuò il preside con un tono che non ammetteva repliche anche se alcuni studenti iniziarono a protestare. -Ora miei cari, è arrivato il momento di andare a dormire. Domani Torneo o no, avete lezione. Su su-
***
Theodore aveva ascoltato il discorso del preside in silenzio. A fianco a lui Draco si lamentava della regola dell'età per poter partecipare ma a Theodore non interessava la gloria eterna. Voleva soltanto vivere la sua vita nel pieno della tranquillità, per cui se ne era totalmente disinteressato.
Anche quando si trovò nella sua camera con i suoi compagni rispose il minimo indispensabile alla discussione che il Torneo Tremaghi aveva scaturito.
Quando Blaise e Goyle si addormentarono, Draco si alzò dal suo letto e si sedette su quello di Theodore, quest'ultimo lo guardò sconcertato e gli fece segno di parlare.
-Theo ascolta, mi devi dire qualcosa?-
Theodore alzò il sopracciglio e negò scuotendo il capo.
-Quindi tu e la Black?- chiese Draco con un sorrisetto.
Theodore alzò gli occhi al cielo e sbuffò. -Ancora con questa storia, Draco?-
Draco alzò le mani in segno di resa ma mantenne il sorrisetto di chi la sapeva lunga. - Va bene, non ti voglio costringere a parlare ma io ho visto-
E si alzò per tornare al suo letto.
Theodore non rispose, lo guardò infilarsi sotto le coperte e girarsi dalla parte opposta.
***
Il giorno dopo il sole splendeva sopra Hogwarts, gli alberi della foresta risplendevano a causa delle gocce d'acqua sui rami. Sembrava che il temporale del giorno prima non ci fosse mai stato, l'erba bagnata del parco era l'unico indizio di un arrivo turbolento per gli studenti del primo anno.
La colazione era il pasto che Alyssa preferiva in assoluto a Hogwarts. Per lei che adorava i dolci era un invito a nozze dove non avrebbe mai detto di no. Era seduta al tavolo di Grifondoro con Lavanda e stava imburrando il suo toast per poter spalmarci sopra la sua amata marmellata di zucca quando la sua amica le passò l'orario delle lezioni.
-Cura delle creature magiche ed Erbologia questa mattina- disse Lavanda mentre beveva la sua tisana al finocchio. -Poi io oggi pomeriggio ho Divinazione tu?-
-Antiche Rune- rispose prima di addentare il suo toast.
-Mi chiedo perché tu abbia lasciato Divinazione per Antiche Rune-
-In realtà l'anno scorso mi sono fatta consigliare da Piton- rispose Alyssa, continuando a mangiare.
L'infuso le andò di traverso e Lavanda fu costretta a tossire.
-Ti sei fatta consigliare da Piton?- esclamò enfatizzando il nome del professore.
-Certo. L'anno scorso sono andata a parlarci per la mia idea di diventare pozionista e lui mi ha risposto che Antiche Rune è una materia che serve. Le pozioni esistono da quando è nata la magia e alcune sono scritte con le Rune per non farsi scoprire dai babbani. Almeno è quello che si pensa- spiegò Alyssa, voltandosi verso l'amica.
-Quindi vuoi diventare pozionista?- chiese Lavanda, sorridendo.
-Si, l'ho capito quando Piton è stato costretto a darmi un Eccezionale l'anno scorso per la pozione Obliviosa- rispose e bevve un sorso di succo di zucca.
-È proprio per questo che ti ho chiesto di entrare nel nostro club di Pozioni- disse una voce dietro di loro.
Anthony Goldstein le stava guardando sorridendo.
-Posso ragazze?- disse indicando il posto libero di fianco ad Alyssa.
Alyssa e Lavanda annuirono e la prima fece segno al ragazzo di sedersi. Anthony Goldstein era uno dei ragazzi più carini del loro anno ed era stato protagonista di molte conversazioni tra Lavanda e Calì. I riccioli biondi erano ipnotici e guardando i suoi occhi azzurri dava la sensazione di finire nelle acque del mare, Anthony tuttavia non si rendeva conto della bellezza che emanava. Aiutava tutti con lo studio ed era amico di chiunque lo volesse nella sua cerchia. Il ragazzo si sedette e si versò del succo di zucca per poi voltarsi verso le due Grifondoro.
-Innanzitutto fatti dare il benvenuto nel Club di Pozioni- disse con voce solenne. -Volevo anche avvisarti che oggi pomeriggio alle 18 ci riuniamo nel laboratorio di Pozioni-
-Come funziona il Club?-
-Ci incontriamo ogni due settimane, oggi solo per poter trovare un giorno e un orario che risponde alle esigenze dei membri. Una volta al mese, alle volte anche di più, andiamo in biblioteca per scegliere e studiare le pozioni- disse sorridendo. -Oggi pomeriggio parleremo dei dettagli- e si alzò dal suo posto. -Ora vado, ho Trasfigurazione-
Il ragazzo uscì quasi di corsa dalla Sala Grande e Alyssa si alzò, facendo segno all'amica di alzarsi con lei per andare a lezione.
-Non è carino?- esclamò Lavanda, mentre uscivano dal castello.
Alyssa annuì ridacchiando con lei e le mise un braccio sulle spalle.
-Dammi un mese e ti organizzo un incontro-
-Ooh grazie- rispose ridendo.
Intanto presero il sentiero per la serra numero 3, dovevano essere tra le prime persone ad arrivare perché lungo la via sterrata incontrarono solo Neville Paciock, l'unico studente ad arrivare in anticipo ad Erbologia.
Infatti non appena entrarono, scoprirono di essere le uniche persone assieme a Neville.
-Oh per Merlino avrei potuto mangiare un altro toast- esclamò Lavanda, sbuffando.
-Mi dispiace signorina Brown di aver interrotto la sua colazione. Ma già che siete arrivati, gradirei che prendiate le piante di bubotubero e le posate sui banchi-
Lavanda sobbalzò e Alyssa scoppio a ridere mentre si avvicinava alle piante posate in un angolo della serra.
-Prendiamo il pus, professoressa?- chiese Alyssa con un vaso tra le mani.
-Si signorina Black- confermò la Sprout. -Sa perché si usa?- chiese con sguardo indagatore.
-Si usa per curare l'acne acuta- rispose prontamente.
-Ottimo, 10 punti a Grifondoro- esclamò la Sprout sorridendo. -Mi aspetto un buon lavoro signorina Black-
Alyssa sorrise e nel frattempo entrarono gli altri compagni.
Subito dopo Erbologia, i Tassorosso e i Grifondoro si divisero per andare rispettivamente a Pozioni e a Cura delle Creature Magiche. I Grifondoro continuarono il sentiero della serra numero 3 per arrivare nel luogo della lezione.
-Speriamo che Hagrid non s'inventi qualche altra creatura assurda con cui lavorare quest'anno- esclamò Alyssa quando furono arrivati nel giardino di Hagrid dove erano già arrivati i ragazzi di Serpeverde.
-Mi dispiace deluderti Black- disse Malfoy con lo sguardo fisso sulle creature simili ad aragoste deformi.
-Ma cosa sono?- chiese Seamus quando fu vicino a loro.
Hagrid uscì dalla sua capanna, sorridendo elettrizzato. -Sono Schiopodi Sparacoda! Belli vero?-
***
Dopo la lezione di Hagrid, il resto della giornata fu molto tranquilla. Antiche Rune oltre ogni sua previsione l'appassionò così tanto che la professoressa Babbling le aveva dato un manuale in più per esercitarsi nella traduzione delle rune dell'anno precedente.
Come primo giorno di scuola non era andato affatto male e di questo ne fu soddisfatta, camminava quasi saltellando verso il laboratorio di pozioni per l'incontro con il club. La sua preparazione per diventare animagus l'aveva avvicinata molto allo studio per la felicità del nonno.
Gli altri erano già arrivati e chiacchieravano tra loro quando lei entrò nella stanza con il rotolo di pergamena sottobraccio.
-Oh scusate, sono in ritardo?- chiese sorridendo.
Anthony si voltò verso di lei e sorrise, facendole segno di avvicinarsi.
-Affatto. Siamo noi in anticipo- esclamò.
Alyssa si avvicinò al gruppo e li guardò uno ad uno. Riconobbe Lisa Turpin e Terry Boot di Corvonero, Megan Jones di Tassorosso e Andrew Urquhart di Serpeverde. Tutti ragazzi del suo stesso anno. Fece un cenno di saluto ai compagni e si sedette al posto libero accanto a Terry.
-Allora- disse Anthony alzandosi dal suo posto. -Diamo il benvenuto ad Alyssa nel nostro club- disse indicando la ragazza.
I ragazzi la salutarono con qualche stretta di mano e qualche cenno che Alyssa ricambiò sorridendo.
-Piton non ha esitato neanche un secondo quando ho proposto il suo nome quindi sono davvero felice di avere un elemento come te nel club- disse elettrizzato. -Dai ragazzi, diamoci da fare-
***
I giorni successivi trascorsero tranquilli, Alyssa si destreggiava tra lezioni e sessioni di studio intensivo di Antiche Rune per poter mettersi in pari con gli altri compagni di corso. Aver seguito Divinazione l'anno prima era stato un grandissimo sbaglio e se ne stava rendendo in quelle ore spese a tradurre le rune.
Quella mattina Alyssa era in attesa assieme ai suoi compagni del nuovo professore di Difesa Contro le Arti Oscure. Tutti parlavano proprio del nuovo docente ma lei stava terminando l'ultima traduzione che doveva portare alla Babbling e non si aggiungeva alle conversazioni.
-Ti giuro Alyssa, mi stai facendo paura- esclamò Lavanda.
-Devo rimettermi in pari con gli altri, Lav. Non posso rimanere indietro per molto- rispose senza alzare gli occhi dalla pergamena.
Nel frattempo il nuovo professore entrò nella stanza, tutti si zittirono ma Alyssa non se ne accorse e continuò il suo lavoro di traduzione.
L'uomo guardò tutti gli studenti uno ad uno prima di sedersi e prendere il proprio registro.
-Il professor Lupin mi ha scritto una lettera sul vostro rendimento e devo dire che avete una base piuttosto solida sull'affronto di Creature- disse sfogliando il registro. -Ma devo dire che siete indietro con lo studio delle Maledizioni. Ho solo un anno per insegnarvi quindi su iniziamo-
-Quindi sa che se ne andrà?- borbottò Ron a voce troppo alta.
Moody si voltò di scatto verso di lui e si avvicinò zoppicante.
-Tu sei il figlio di Weasley mh?- chiese pur sapendo già la risposta. -Ha fatto un po' di casino l'altro ieri eh?- ghignò e si avvicinò alla lavagna. -Bene allora le Maledizioni hanno forme e forze diverse, ci sono alcune legali ma sono in netta maggioranza quelle illegali. Secondo Silente siete abbastanza grandi per studiare questo genere di cose. Io non so se lo siete visto che qualcuno qui se ne disinteressa di studiare qualcosa che la potrebbe salvare da uno scontro con maledizioni illegali, preferendo le traduzioni di Antiche Rune. Tolga subito il manuale di Antiche Rune, signorina Black!-
Alyssa sobbalzò all'urlo del professore e finalmente alzò gli occhi verso di lui. Non si era accorta del suo arrivo e tolse subito il manuale e la pergamena.
-Scusi- borbottò imbarazzata ma il professore la ignorò.
-Allora, chi sa dirmi quali sono le cosiddette Maledizioni Senza Perdono?-
-Mio padre me ne ha spiegata una- esclamò Ron, alzando la mano. -La maledizione Imperius-
-Mmh si, tuo padre ha dato parecchi problemi al ministero per quella maledizione- disse ghignando.
Il professor Moody si avvicinò a uno dei barattoli contenenti vari insetti e ne aprì uno per prendere un ragno. L'insetto si dimenò tra le dita dell'uomo ma non se ne preoccupò e gli puntò la bacchetta contro.
-Imperio!-
Il ragno si tranquillizzò e Moody agitò la bacchetta, facendolo saltellare banco per banco. Alcuni studenti risero, tranne Moody.
-Ridereste lo stesso se lo facessi a voi?- chiese.
Le risate cessarono.
-Potrei fargli fare tutto. Anche uccidersi- intanto posò il ragno sulla cattedra. -Schiere di maghi e streghe hanno affermato di aver eseguito gli ordini di Voi Sapete Chi, perché sotto la maledizione Imperius- il suo occhio di vetro, guardava tutti i ragazzi. -Vi insegnerò a contrastarla ma voi dovete quantomeno fare in modo di non finirci in mezzo. Un'altra maledizione illegale?-
Neville alzò la mano lentamente e tutti lo guardarono. Neville Paciock raramente si faceva notare durante le lezioni.
-Io... Io ne conosco una... La maledizione Cruciatus- disse con fermezza.
-Paciock vero?- chiese, sapendo già la risposta.
Neville annuì e il professore prese il ragno e lo posò sul banco di Neville, puntandogli la bacchetta contro.
-Crucio!-
Il ragno iniziò a dimenarsi sul banco, l'aula era nel silenzio più totale e gli unici versi che si udivano erano i lamenti provenienti dall'insetto stesso. Alyssa dovette voltare il capo per non guardare l'orrore che il ragno stava provando e incontrò lo sguardo di Theodore. Diede un'occhiata agli altri ragazzi, scoprendo di non essere l'unica a non sopportare quella scena.
-Basta!-
L'urlo di Hermione la fece voltare di scatto verso il banco di Neville e i suoi occhi si inumidirono quando guardarono il volto del ragazzo contratto in una smorfia di dolore. Alyssa guardò il professore che in quel momento stava fermando la maledizione.
-Dolore. Chi sa usare la maledizione Cruciatus non ha bisogno di coltelli per torturare. Bene, altre?- disse ignorando lo stato in cui si trovava Neville.
-Avada Kedavra- mormorò Hermione.
Tutti si voltarono verso di lei guardandola, tesi.
-Giusto, signorina Granger... L'Anatema che uccide-
Moody afferrò il ragno e lo riportò sulla cattedra. L'aracnide era stremato a causa della maledizione Cruciatus e non oppose resistenza al tocco dell'uomo. Il professore gli puntò nuovamente la bacchetta contro.
-Avada Kedavra!-
Il ragno morì.
Morì sotto gli occhi di una ventina di studenti, nessuno alzò un dito per aiutarlo e nella sua testa si chiese se un giorno qualcuno l'avrebbe salvata o se si fosse trovata a morire sola e senza aiuti come il ragno.
Quando si accarezzò la guancia e la sentì bagnata si rese conto di non voler sapere la risposta.
***
Finita la lezione Alyssa uscì solo quando tutti gli altri furono fuori. Il professore rimase seduto alla scrivania e non la degnò neanche di uno sguardo quando si avvicinò alla porta.
-Poteva evitare, professore- disse quando fu sull'uscio della porta.
-La vita non è tutta rosa e fiori, signorina Black. Suo nonno doveva insegnarglielo anziché crescerla come una principessina-
Alyssa non si voltò e uscì a passo deciso per poi correre giù per le scale. Mai e poi mai qualcuno le avrebbe detto frasi del genere e mai gli avrebbe dato la possibilità di vedere le sue lacrime. Quella scena fu un vero schiaffo in faccia per lei, il solo pensiero che qualcuno aveva provato sulla propria pelle quelle maledizioni l'aveva fatta star male. Il solo pensiero che L'Avada Kedavra aveva ucciso sua madre la faceva stare anche peggio.
-Alyssa- esclamò Theodore, alle sue spalle.
Ma lei non si fermò e continuò a camminare. Mentre tutti gli studenti viravano verso la Sala Grande per il pranzo, Alyssa non girò e camminò fino alle scale che portavano nel laboratorio di Pozioni.
-Alyssa!- la richiamò di nuovo, questa volta afferrandole il braccio costringendola a voltarsi.
La ragazza lo guardò e Theodore la lasciò andare. In quel momento lei aveva bisogno delle sue certezze e la preparazione di pozioni era stato sempre un buon modo per darsi una calmata.
-Dove stai andando?- chiese Theodore.
-Nel laboratorio di pozioni. Noi del club abbiamo il permesso- rispose in automatico, come se Theodore fosse un prefetto o un caposcuola.
-Vengo con te-
-Ma tu odi Pozioni- ribadì sconcertata.
Theodore le sorrise, uno di quei rari sorrisi del ragazzo e per un attimo non pensò più alla frase del professor Moody.
-Vorrà dire che starò li fermo a leggere-
I due ragazzi passarono l'ora di pranzo chiusi nel laboratorio. Alyssa preparò una pozione dilatante mentre Theodore rimase seduto accanto a lei senza parlare. Rimasero in silenzio per tutta la durata della preparazione e quando fu pronta, giusto poco prima della fine del pranzo, Alyssa la chiuse in una boccetta e la posò sulla cattedra di Piton.
-Theo?- sussurrò e la sua voce sembrò quella di una bambina.
Theodore si voltò a guardarla e gli fece segno di continuare. Erano appena usciti dal laboratorio e si stavano dirigendo nella Sala Grande.
-Grazie- disse Alyssa facendo un mezzo sorriso.
-Prego- rispose e gli angoli della bocca s'incurvarono un poco.
ANGOLO AUTRICE
Eccoci qui con un altro capitolo. Devo dire che ci ho messo un po' per iniziarlo ma per fortuna è uscito qualcosa di decente. Stiamo entrando sempre di più nel cuore della storia e sono davvero elettrizzata per questo!
Se vi va lasciate un commento.
Al prossimo capitolo,
_L_Black_
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