Capitolo 12 - Topo
-Weasley?- chiese Sirius, guardando la figlia.
Di quella foto lui aveva sempre e solo guardato quel topo senza mai soffermarsi su chi fossero le persone che lo avevano accolto nella propria casa.
Alyssa annuì e si strinse nel suo cardigan per il freddo. -Si, l'amico di Potter-
Qualcosa nello sguardo di Sirius cambiò, sentire quel cognome lo aveva destabilizzato. Si sentì in colpa per non aver cercato subito anche lui, il suo figlioccio, il bambino che giocava sempre con sua figlia.
-Harry- sussurrò Sirius.
Alyssa guardò Sirius, vide il cambiamento nell'uomo e un moto di gelosia la pervase.
-Si lui- tagliò corto la ragazza. -Voglio credevi, perciò lo prenderò. Sono sicura che Theodore mi darà una mano- disse con freddezza.
Remus la guardò negli occhi e scosse il capo innervosito. - Tuo padre, Alyssa è fuggito da Azkaban! Non dal numero 12 di Grimmould Place. Abbi un po' di rispetto nei suoi confronti!- esclamò a voce alta.
La ragazza rimase un attimo sorpresa per quel gesto ma non lo diede a vedere e guardò suo padre. Voleva essere comprensiva con lui, lo voleva davvero ma non era ancora pronta.
-Scusa- disse con tono piatto. -Non ci ho pensato-
Sirius rimase incapace di dire qualcosa. Si aspettava che sua figlia lo avrebbe trattato in quel modo ma non era pronto ad affrontarla e decise di sorvolare sul suo comportamento.
-Chi è che ti aiuterà?- chiese senza rispondere alle sue scuse.
-Si, come dicevo Theo mi darà una mano per prenderlo- disse e fece un mezzo sorriso involontario.
Theodore l'avrebbe aiutata senza dire nulla nè a suo padre e neanche a suo nonno. Sirius finalmente vide un espressione diversa nel volto della figlia e le sorrise.
-Chi è questo Theo?- chiese sorridendole.
-Il mio migliore amico, Theodore Nott-
Il sorriso scomparve dal volto di Sirius, immagini di dodici anni prima gli tornarono in mente, le battaglie dove speravano di tornare a casa, gli abbracci non appena varcavano la soglia di casa Potter e l'ultimo sorriso di Marlene.
Avevano plagiato sua figlia.
L'avevano resa una perfetta purosangue.
Di lui, di Dahlìa non c'era nulla se non l'aspetto.
-È meglio se non dici nulla a Theodore, Alyssa- disse Remus prima che Sirius potesse dire qualcosa di inappropriato per la figlia. -Potresti compromettere tuo padre e non è proprio il caso. Sono sicuro che il signor Nott sia un bravo ragazzo ma non deve entrare in questa storia-
Alyssa ci riflettè. Non voleva mentire ancora al suo amico, lo voleva avere accanto in quella storia.
Ma guardò suo padre e capì cosa il professore volesse intendere e a malincuore annuì.
-Ah, Alyssa Sophie?- la richiamò suo padre.
Alyssa si voltò verso di lui e lo guardò curiosa.
-Il tuo ciondolo- esclamò l'uomo, porgendole la collana.
Alyssa lo prese e lo ringraziò prima di congedarsi.
***
Erano passate due settimane da quando aveva incontrato suo padre per la prima volta e ancora non riusciva ad essere a suo agio in sua presenza.
Lo aveva incontrato altre volte durante quelle due settimane, alle volte passeggiavano per la foresta, altre invece quando andava a studiare sulle sponde del Lago Nero l'uomo la guardava sotto forma di cane.
Quando aveva momenti liberi durante il pomeriggio, cercava il topo. Aveva scoperto si chiamasse Crosta e che ogni tanto andava in giro per il castello quando fuggiva dal suo padrone. Aveva preparato una gabbietta dove poterlo intrappolare e Lupin l'aveva incantata cosicché non potesse scappare o trasformarsi.
In una delle uscite con suo padre, quest'ultimo le aveva raccontato chi fosse Crosta, il suo vero nome e cos'aveva fatto dodici anni prima.
Peter Minus, questo era il nome dell'uomo che aveva rovinato le vite di due famiglie.
Alyssa chiacchierata dopo chiacchierata aveva iniziato a credere all'innocenza dell'uomo ed era ormai determinata a prenderlo e a darlo alla giustizia per ciò che aveva fatto. Iniziò a immaginare Sirius a casa con loro dopo la chiacchierata del giorno prima, era ancora restia a chiamarlo "papà" ma il pensiero che fosse un fuggitivo la faceva sentire in colpa.
Quel pomeriggio era rimasta a studiare sulle sponde del lago nero con Theodore. Nonostante infatti avesse letto libri di trasfigurazione, doveva recuperare gli argomenti del suo anno.
-Posso farti una domanda?- chiese Theodore.
Alyssa alzò lo sguardo verso Theodore, rendendosi conto che la stava guardando e anche da un bel po' considerando che stava ancora alla prima pagina del suo libro.
-Certo- rispose Alyssa sorridendo.
In quel momento un cane di colore nero si avvicinò a loro guardingo e si mise in mezzo ai due ragazzi.
-Come mai leggi tutti questi libri di trasfigurazione?- chiese Theodore, curioso.
Alyssa rimase per un momento sorpresa da quella domanda, non credeva che lui se ne fosse accorto visto il periodo di distacco che avevano avuto. Ma in fondo Theodore era sempre stato un buon osservatore, si era sempre accorto di tutto ciò che le capitava e l'aveva sempre capita.
-Beh sono interessanti- rispose Alyssa sorridendogli. -È affascinante riuscire trasformare le cose no?-
Theodore annuì e si voltò verso il lago. -Vero, tuttavia non leggi mai il libro che abbiamo quest'anno- disse senza guardarla. -E vista la tua faccia davanti al tomo di quest'anno ancora non migliori in Trasfigurazione. Dopo tutti questi libri dovresti essere migliorata non credi?-
Il cane iniziò a ringhiare contro il ragazzo e Theodore lo guardò confuso, Alyssa spostò il suo sguardo dal suo amico all'animale e iniziò ad accarezzarlo.
-Si, hai ragione infatti devo assolutamente lasciare gli altri per studiare- disse inespressiva.
Odiava nascondere le cose a lui e sapeva che se avesse continuato a guardarlo il ragazzo si rendeva conto che stava mentendo.
-Beh comunque sei un po' strana quest'anno- disse Theodore, leggendo il suo libro.
-Come scusa?- chiese Alyssa fingendo di non aver sentito.
-Hai un segreto, Alyssa l'ho capito- rispose Theodore con tranquillità. -C'entra... C'entra per caso quel Diggory?- chiese il ragazzo con indifferenza.
Alyssa alzò lo sguardo verso di lui, trovandolo a leggere il suo libro tranquillo e sorrise divertita dalla frase dell'amico.
-Certo che no- rispose la ragazza sorridendo. - E non ho alcun segreto-
-Oh si che lo hai, lo vedo- rispose Theodore guardandola. -Comunque, quel Diggory non mi piace- continuò il ragazzo.
Il cane ringhiò più forte verso il ragazzo e Theodore sbuffò, visibilmente irritato da ciò.
-Ma questo cane da dove spunta fuori?!- sbottò, guardandolo male.
Alyssa sorrise e iniziò a giocare con il suo ciondolo, continuando a guardare la scena, da una parte c'era il suo migliore amico ignaro di tutto, dall'altra suo padre non amante dei Serpeverde.
Theodore si voltò a guardarla, trovandola a giocare con il ciondolo che aveva al collo.
-Non lo mettevi da un po'- disse indicando il ciondolo.
Alyssa smise di sorridere e guardò il ciondolo, facendo spallucce.
-Lo avevo perso- disse con tranquillità.
-E come?- chiese Theodore con sospetto. -Lo hai sempre addosso-.
Non sfuggiva nulla a Theodore, veramente nulla! Non sapeva più cosa rispondere, qualsiasi cosa dicesse lui controbatteva con la pura verità.
Theodore sorrise e Alyssa rimase sorpresa da ciò. Theodore non sorrideva spesso infatti e Alyssa rimase a guardarlo come se quel sorriso potesse scomparire da un momento all'altro.
-Vedi?- disse Theodore mentre si alzava. -Hai un segreto-
Alyssa rimase a bocca aperta senza rispondere all'affermazione del suo amico.
Theodore fece un mezzo sorriso e la guardò.
-Ciao, Alyssa. Quando vorrai dirmi cosa c'è dietro vieni a cercarmi-
E se ne andò.
Alyssa rimase li a guardare il suo amico andarsene e guardò suo padre, che la guardava.
Doveva dire la verità a Theodore ma non poteva fare una cosa del genere a suo padre. Se l'avessero scoperto le celle di Azkaban non le avrebbe neanche visto.
La ragazza si alzò da terra e guardò suo padre, che scodinzolava guardandola.
-A dopo- sussurrò lei, accarezzandogli il capo per poi correre verso il castello.
***
Aveva lasciato Alyssa da sola davanti al Lago Nero e un po' si era pentito di ciò che aveva detto. Dentro di sé sapeva che quel segreto fosse qualcosa di serio per lei e a malincuore aveva scoperto che era più importante di lui. Sospirò e si avviò verso le segrete del castello, aveva bisogno di sdraiarsi sul suo letto a pensare.
Entrò in Sala Comune e rimase sorpreso di trovarvi Draco, Vincent e Gregory parlare seduti sul divano di pelle nera davanti al fuoco sempre acceso.
Non appena chiuse la porta alle sue spalle, Draco si voltò verso di lui e gli sorrise.
-Nott! Da quanto tempo- esclamò il biondo.
Theodore gli fece un cenno con la mano e si avvicinò a loro sorridendo, si sedette sulla poltrona accanto al divano e iniziò a fissare le fiamme che ogni tanto fuoriuscivano dal camino.
-Allora? Finito di studiare con la Black?- chiese Gregory, guardandolo sarcastico.
Theodore gli lanciò un'occhiataccia che non passò inosservata agli occhi di Draco, che ridacchiò, sapendo bene il motivo di quell'occhiata.
Theodore infatti non aveva dimenticato cos'avevano fatto mesi prima alla sua amica e nonostante tutto l'avevano passata liscia, Draco lo aveva convinto a non dire nulla ai professori ma non riuscì a non dirlo a Lupin che sembrava davvero capirlo in quella situazione.
-Dai, Goyle lascialo stare- disse Draco dando una gomitata all'amico. -Si sa che ha una cotta per la Black-
Theodore alzò gli occhi al cielo e ridacchiò alle parole dell'amico, che ogni tanto scherzava su questa sua amicizia con Alyssa.
-Non ho una cotta per Alyssa- rispose Theodore ridacchiando. -Siamo amici da una vita come potrei mai avere una cotta per lei?-
Draco scoppiò a ridere e fece spallucce, guardandolo divertito.
-Sarà, ma ormai ti sei dimenticato di noi. Non è che ci diventi amante dei babbani?- chiese guardandolo. -Se passi il tempo con una Grifondoro dopo un po' si inizia ad amare i babbani-
Theodore fece una smorfia alle parole dell'amico. Mai e poi mai avrebbe potuto amare i babbani, era una delle cose che suo padre gli aveva insegnato ed era fermamente convinto che loro non dovessero studiare ad Hogwarts.
-Assolutamente no, lo sai bene cosa penso dei babbani- rispose Theodore guardandolo con disprezzo. -Andiamo Draco! Per chi mi hai preso?-
Draco smise di ridere e fece cenno a Goyle e Tiger di spostarsi per lasciarli soli, si avvicinò alla poltrona dove era seduto Theodore e lo guardò negli occhi.
-Per uno che lascia gli amici per una ragazza- rispose Draco serio.
Theodore per un attimo pensò che stesse scherzando, quando però si accorse dello sguardo di Draco non poté non pensare al suo comportamento negli ultimi tempi, passava più tempo con la sua amica che con lui e gli altri Serpeverde. Draco aveva i suoi difetti ma erano comunque amici da una vita ed era uno di quelli che lo capiva bene.
-Non è vero- rispose Theodore, con poca convinzione.
-Ah no?- chiese Draco, inarcando il sopracciglio. -Allora questo sabato vieni con noi a Hogsmeade e domenica vieni a vedere la partita con noi-
Theodore guardò Draco confuso, non era quella la domenica in cui si continuava il torneo di Quidditch della scuola.
Draco capì la sua confusione e continuò. -La Cooman ha detto che bisogna anticiparla perché nella domenica scelta le stelle non sono d'accordo o qualcosa del genere e Silente, ovviamente, le ha dato ragione- disse Draco con disprezzo. -Andiamo ma quell'uomo è pazzo a dare ragione a quella lì?! Io sono più veggente di lei-.
Theodore scoppiò a ridere all'affermazione dell'amico, per un attimo infatti s'immaginò Draco con gli occhiali della Cooman a predire il futuro a qualche malcapitato.
-Ti ci vedo a predire il futuro come la Cooman- esclamò Theodore, ridacchiando.
-Mi stai offendendo, Nott- rispose Draco divertito. -Davvero, dovresti chiedere scusa-
Theodore continuò a ridere, non volendo proprio chiedergli scusa.
-Oggi sei di buonumore Nott?- chiese Draco, mentre faceva segno a Goyle e Tiger di tornare.
Theodore ci pensò un attimo. Già, stranamente era di buonumore nonostante ciò che era appena successo al Lago Nero con Alyssa.
-Sì, Malfoy- rispose Theodore, guardandolo. -Oggi sono di buonumore-
Draco gli sorrise e si voltò verso il fuoco. -Allora non ti dispiacerà se domenica viene Daphne-
Il sorriso di Theodore svanì subito, era da poco riuscito a liberarsi di quella piattola e lui la voleva far venire alla partita di Quidditch con loro? E cos'avrebbe detto ad Alyssa quando si sarebbe presentato con quella al fianco?
Poi ci pensò, ma perché doveva giustificarsi con lei che non gli diceva neanche cosa l'affliggeva? Theodore annuì all'amico sconsolato e sospirò.
-Contro chi giocate?- chiese, guardando Draco.
-Noi non giochiamo, io ho il braccio ancora fuori uso, compreso Flint- rispose Draco, indicando il suo braccio.
-E chi gioca allora?- chiese Theodore, curioso.
-Grifondoro contro Tassorosso-
***
Quella domenica Alyssa si alzò prima del previsto a causa dell'ansia di una partita inaspettata. Tra gli incontri con suo padre, gli allenamenti e le uscite con Theodore non era ancora riuscita a trovare un modo di prendere quel maledetto topo e in più non riusciva ancora a capire dove Weasley lo nascondesse.
Si infilò la sua divisa di Quidditch nel rigoroso silenzio della stanza, ogni tanto sentiva il respiro profondo di Hermione, che si era addormentata ancora una volta vestita, Alyssa le lanciò uno sguardo mentre si allacciava le scarpe.
Ma cosa faceva di così stancante da farla crollare senza neanche spogliarsi? Non capiva proprio, ma soprattutto non capiva come mai i suoi amici non se ne accorgesse. Hermione aveva un problema e loro non si accorgevano di nulla, egoisti com'erano.
Prese il suo manico di scopa e si avviò fuori dalla stanza stando attenta a non far rumore.
In Sala Comune non c'era nessuno e Alyssa ne approfittò per buttarsi sul divano.
Poggiò la testa sullo schienale, era stanca ma determinata a vincere quella partita, doveva farlo per Oliver, era il suo ultimo anno e non poteva non vincere una coppa.
Rimase un attimo in quella posizione a pensare a ciò che le aveva detto Theodore il giorno prima, come poteva non dirgli che cosa le stava succedendo? Proprio a lui che le era stato accanto ogni volta che aveva avuto dei problemi con i suoi nonni, che alcune volte non la capivano. Lui che le era stato a fianco quando sua nonna era morta non poteva rimanere all'oscuro.
-Buongiorno Alyssa- esclamò una voce dietro di lei.
Alyssa si voltò subito, trovando Oliver con il suo solito sguardo serio da prima partita, si sedette accanto a lei e fece uscire degli schemi dalla tasca.
-Anche tu non sei riuscita a dormire per l'ansia?- chiese il ragazzo, mentre ripassava gli schemi.
-Mh, sì- rispose lei, incerta.
Della sua incertezza però, Oliver non se ne accorse e continuò a studiare i suoi schemi, Alyssa si avvicinò a lui per leggere bene di cosa trattassero gli schemi e il suo sguardo cadde sul nome della squadra.
-Ma non dovevamo giocare contro i Serpeverde?- chiese Alyssa, confusa.
Oliver alzò lo sguardo verso di lei e annuì sconsolato.
-Flint mi ha detto che lui e quel Malfoy hanno ancora il braccio fuori uso dall'ultima partita- rispose Oliver nervoso. -Per questo oggi giochiamo contro i Tassorosso. Non ho neanche avuto il tempo di preparare la squadra al meglio a causa delle baggianate della Cooman!-
Alyssa inarcò il sopracciglio, continuandolo a guardare, non li aveva preparati al meglio? Li faceva svegliare ogni mattina alle sei per avere “allenamenti blindati” ma non gli rispose e annuì alle sue parole.
Dopo qualche minuto in Sala Comune arrivarono gli altri componenti della squadra, Alyssa li salutò tutti con un cenno e rimase un attimo sconcertata, vedendo Harry con i capelli scombussolati e le occhiaie che gli contornavano gli occhi.
-Allora ragazzi- disse Oliver alzandosi. -Dobbiamo vincere. Oggi si gioca contro i Tassorosso e dobbiamo vincere! Dalla nostra parte abbiamo il fattore che Diggory non ha preparato bene la sua squadra, lo ha saputo tardi che avrebbe giocato- disse con serietà. -Ma sappiamo tutti quanti com'è Cedric! È un calcolatore, uno stacanovista, un perfezionatore e ogni sua partita è contornata di aggressività e di voglia di vincere-
I ragazzi della squadra si guardarono tra di loro sconcertati dalle parole del loro capitano.
-Ehm...Oliver non vorrei offenderti, ma quello sei tu- disse Alyssa con ovvietà.
Oliver guardò tutti i componenti della squadra e, non vedendo nessun cenno in suo favore, incrociò le braccia in segno difensivo mentre guardava Alyssa.
-Ed è proprio così che ci dobbiamo comportare! Diggory si comporta bene proprio come me!- esclamò con convinzione.
Alyssa alzò gli occhi al cielo ma non rispose, Oliver era anche troppo orgoglioso per dirgli qualcosa di male.
Dopo il briefing, la squadra si avviò verso la Sala Grande per la colazione, dietro di lei Angelina e Katie chiacchieravano tranquillamente mentre lei invece stringeva il suo manico di scopa, ancora non era abituata a tutta quell'ansia prima di una partita.
-Ansiosa, Black?- chiese George, camminando a lei.
Alyssa alzò lo sguardo verso di lui e annuì. -Sì, voi ci siete abituati, io ancora no-
George ridacchiò e le cinse le spalle con il braccio, facendo segno al fratello di avvicinarsi con l'altro.
-Hey Fred! La Black è ansiosa- esclamò George ridendo.
Fred li guardò e sorrise, per poi avvicinarsi a loro cingendo anche lui le spalle della ragazza con il braccio.
Alyssa in men che non si dica si ritrovò in mezzo ai gemelli Weasley e non avevano intenzione di lasciarla andare, si pentì subito di aver detto della sua ansia proprio a lui.
-Hey Black tranquilla, i Tassorosso sono innocui, a meno che non perdono, in tal caso non si fanno problemi a farti cadere dalla scopa, non ricordi l'anno scorso?-
Alyssa scosse il capo, ricordando bene il periodo della partita contro i Tassorosso, sua nonna era morta da poco e non poteva giocare, non riusciva a non pensare a lei e al suo funerale.
Angelina gli diede una gomitata sul fianco e gli lanciò un'occhiataccia e Alyssa la ringraziò con un sorriso.
In Sala Grande non c'erano molti studenti, anzi a parte due studenti di Serpeverde e la squadra di Tassorosso non c'era nessuno, Alyssa lanciò uno sguardo verso Oliver, che contrasse la mascella guardando i Tassi.
Si sedettero al loro tavolo senza parlare e iniziarono a fare colazione, la giovane Black sorrise non appena vide i croissant ancora fumanti, ne afferrò uno e iniziò a mangiarlo con gusto, raramente si svegliava presto per poterli mangiare.
-Santi elfi- esclamò Fred mentre mangiava il suo croissant.
Man mano la sala si riempì di studenti pronti per guardare la partita, Alyssa vide Hermione entrare assieme a Weasley e la salutò con un cenno della mano. La Granger rimase un attimo sorpresa da quel gesto ma ricambiò con un sorriso per poi sedersi accanto a Ron.
Finita la colazione, tutti quanti si alzarono dai tavoli e, come fossero sotto incantesimo, si avviarono all'uscita per andare al campo da Quidditch. Gli studenti di Grifondoro avevano messo la sciarpa rosso-oro per l'occasione mentre quelli di Tassorosso avevano le bandiere gialle-nere. Non appena tutti uscirono rimasero sorpresi di vedere i nuvoloni sopra il castello, Alyssa lanciò uno sguardo verso i professori, dove c'era la Cooman che blaterava qualcosa sul fatto che le stelle avevano cambiato idea all'ultimo momento, alzò gli occhi al cielo esasperata, non dovevano giocare e ci si metteva anche la pioggia.
-La partita si farà- esclamò Silente in risposta a qualcuno e si avviò al campo, con studenti e professori al seguito.
Non appena tutti presero il proprio posto, gli spettatori sugli spalti mentre i giocatori sulle scope, le gocce d'acqua iniziarono a scendere, dapprima lentamente poi più forti.
Madama Bumb liberò il boccino e la partita iniziò. Alyssa andò subito alla ricerca della pluffa e si mise alle calcagna di un cacciatore di Tassorosso. Sugli spalti Lee Jordan faceva la sua telecronaca nonostante il tempo pessimo, Alyssa raggiunse il ragazzo che però passò la pluffa al compagno di squadra.
-Mentre i due cercatori sono alla caccia del boccino, la partita è avvincente da parte dei cacciatori! Black e Johnson di Grifondoro si sono subito lanciate sui Tassorosso per la pluffa- urlava Lee Jordan con il suo microfono incantato.
Angelina afferrò la pluffa non appena il ragazzo la perse dalle mani e si avviò più veloce che poteva verso gli anelli della squadra avversaria, Alyssa la seguì subito mentre faceva segno ai gemelli Weasley di coprirle. Arrivate alla porta i due battitori si apprestarono a bloccare Angelina che di tutta risposta lanciò la pluffa ad Alyssa. La Black non perse tempo e lanciò la pluffa verso uno degli anelli. Il portiere di Tassorosso non la prese per un soffio e la pluffa oltrepassò l'anello laterale.
-10 a zero per Grifondoro! Oggi le cacciatrici sono particolarmente agguerrite! Intanto vediamo i cercatori alla ricerca del boccino- commentò Jordan con enfasi.
La partita continuava, tra punti a Grifondoro e punti a Tassorosso, nel frattempo la pioggia era diventata più forte e il vento non aiutava di certo, si erano dovuti fermare per poter mettere degli occhiali, per poter continuare la partita.
Era passata un'ora dall'inizio della partita e Alyssa non vedeva l'ora che Potter trovasse quel boccino maledetto e vincessero la partita, il freddo ormai le indolenziva le braccia e gli occhiali le si appannavano ogni tre per due.
D'un tratto vide Harry sfrecciare verso l'alto e lo ringraziò mentalmente mentre raggiungeva uno dei cacciatori di Tassorosso per prendergli la pluffa.
Tuttavia dopo neanche un minuto si bloccò quando vide Potter cadere nel vuoto mentre, qualche metro più in la, Cedric Diggory tornava trionfante con il boccino. Alyssa si lanciò subito verso Harry, lasciando cadere la pluffa ma il ragazzo era ormai finito a terra.
-Cedric Diggory ha preso il boccino d'oro, purtroppo Tassorosso vince!- urlò Jordan.
Ma gli occhi erano tutti per Harry Potter, svenuto a terra con tutti i professori attorno a lui, mentre Alyssa scese a terra stanca morta assieme agli altri componenti della squadra.
-Ma...Non me ne ero accorto!- esclamò Cedric, guardando Harry a terra. -Non possiamo vincere così, dobbiamo giocare di nuovo!-
-Signor Diggory avete vinto lealmente, non si giocherà di nuovo- disse Silente mentre portavano Harry in infermeria.
Alyssa sospirò stanca e voltò lo sguardo verso gli spalti, dove vide Hermione e Ron farsi largo tra la folla e lì ebbe un'illuminazione. Sorrise mentre andava con gli altri verso il castello.
***
Non appena era tornata in camera aveva subito preso il necessario per il bagno e andò a farsi una doccia calda, dopo tutta quella pioggia incessante aveva bisogno di scaldarsi. Quando tornò in camera trovò Hermione seduta a letto che s'infilava una felpa asciutta.
Alyssa posò la divisa nella cesta dei panni sporchi, di lì a poco un elfo sarebbe passato per prenderla. S'infilò un paio di collant spesse e un vestito di lana per poi accingersi a legarsi i capelli davanti lo specchio.
-Mi dispiace per la partita, Alyssa- disse Hermione, mentre si legava le scarpe.
Alyssa si voltò verso di lei e fece spallucce, tornando a guardarsi allo specchio.
-Son cose che capitano- rispose con indifferenza. -Penso che dieci minuti in più e avrei rischiato l'assideramento-
Hermione ridacchiò e si alzò dal suo letto, guardandola. -Comunque bella partita-
Alyssa si voltò verso di lei sorridendo sincera. -Grazie. Stai andando da Potter?- chiese con tranquillità.
Hermione annuì per poi avviarsi verso la porta della stanza.
-Sì andiamo io e Ronald assieme al resto della squadra ehm...- si voltò a guardarla e si sistemò i capelli dietro l'orecchio nervosa. -Vuoi venire anche tu?-
Alyssa sorrise sorpresa della proposta.
-Vi raggiungo in infermeria, vorrei riscaldarmi un pò- disse ridacchiando. -Ho ancora i brividi di freddo lungo la schiena!-
-Ti capisco- rispose Hermione ridacchiando. -La Cooman non credo sappia come funziona la divinazione-
Non appena la ragazza uscì dalla stanza, Alyssa attese qualche minuto prima di far uscire la gabbietta incantata da sotto il letto, guardò l'ora per essere sicura che gli altri studenti fossero a pranzo e uscì dalla camera.
La Sala Comune era vuota e ringraziò il magnifico cibo di Hogwarts che faceva correre tutti in Sala Grande, si avviò verso l'ala riservata ai ragazzi e salì le scale velocemente senza far rumore.
Arrivata al piano delle stanze iniziò a leggere i nomi dei ragazzi fino ad arrivare alla stanza “Finnigan, Paciock, Potter, Weasley”, sorrise e aprì la porta senza far rumore, si guardò attorno ed entrò.
La stanza era in un disordine tremendo, da una parte c'erano i vestiti bagnati mentre dall'altra libri trattati a dir poco malissimo, Alyssa fece una smorfia e si concentrò nella ricerca del topo. Non appena trovò una gabbietta sgangherata sorrise tra sé, sorriso che divenne più ampio non appena notò che al suo interno vi era un topo dalle sfumature gialle.
-Ciao, topo- sussurrò mentre apriva la gabbietta.
Il topo tentò inutilmente di spalmarsi alle grate ma senza successo, quando fu tra le mani della ragazza, l'animale le diede un morso.
-Ahia- esclamò Alyssa con una smorfia, vedendo delle gocce del suo sangue finire all'interno della gabbia.
Lo mise velocemente nella sua gabbietta incantata e uscì dalla stanza.
Finalmente lo aveva preso.
***
Prima di andare a pranzo, la giovane Black si avviò trionfante verso lo studio del professor Lupin per parlare della cattura di quel topo chiamato Crosta ma che in realtà, era semplicemente un uomo.
Arrivata alla porta, rimase però sorpresa di trovare Piton uscire dalla stanza con un'ampolla tra le mani, Alyssa si bloccò a qualche passo da lui e gli sorrise.
-Buongiorno professore- disse con educazione. -Volevo parlare con il professor Lupin, sa se è disponibile?- chiese con gentilezza.
Di tutta risposta Piton la guardò con il suo solito disprezzo.
-Il professor Lupin non sta bene, signorina Black ma sono sicuro che può dire a me- rispose Piton con indifferenza.
-Oh non era importante, riguardava la lezione sui mollicci- rispose la giovane, sorridendo diligentemente.
Piton la squadrò per capire cosa stesse nascondendo e Alyssa mantenne la sua sicurezza, continuando a sorridere.
-Beh Lupin non ci sarà per qualche giorno quindi- esclamò Piton mentre se ne andava. -Potrà dirmi i suoi dubbi sui mollicci a lezione-.
Alyssa lo guardò sorpresa, “Cos'ha?”, pensò tra sé mentre si avviava verso la Sala Grande sconsolata.
Cosa ci faccio adesso col topo?
ANGOLO DELL'AUTRICE
Eccoci prima del tempo con un altro capitolo. È solo un capitolo di passaggio ma comunque importante per la vita di Hogwarts.
Fatemi sapere cosa ne pensate.
_L_Black_
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