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[quindici]

Chiudo la porta di legno bianco e mi appoggio di peso ad essa per non crollare a terra, per non finire in brandelli.

Sento quasi le scheggie che mi entrano nella pelle, che si conficcano nella schiena, e fa un male cane, quasi quanto il bacio che ho dato.

Le gambe mi tremano ancora, il respiro è irregolare e sento il calore che mi riempie le guance, sto quasi soffocando, niente ossigeno che entra nei polmoni.

Sospiro per rallentare il battito del cuore che assomiglia a una bomba che sta per esplodere e se fossi rimasta ancora lì dentro sarei morta, è peggio di stare in una camera a gas.

Chiudo gli occhi e rivivo la scena, per assicurarmi che sia tutto reale, vivido e dolorosi.

Il suo viso troppo vicino.
Il suo respiro sulla mia bocca.
Le nostre labbra che si sfiorano.
Mi ha baciata.

Sbatto gli occhi e deglutisco, mi sistemo i capelli e vado in camera, sola.

Mi stendo sulle morbide coperte del letto e mi viene in mente Changes di David Bowe.

«I still don't know what
I was waiting for
and my time was running wild
in a million dead-end streets.
And everytime I thought
I'd got it made,
it seemed the taste was not so sweet»

Forse dovrei cambiare rotta, cambiare direzione, vita.

Il tempo passa veloce e io mi sto perdendo dietro a qualcuno che non mi vuole, che si prende gioco di me, che mi bacia quando vuole ma ha una ragazza.

È difficile smettere di amare una persona così di punto in bianco, senza preavviso e senza volerlo realmente.

Vorrei essere un qualcosa per lui, un qualcosa di importante invece sono solo un giocattolino rotto, usato, con cui aveva una stupida e umiliante promessa.

Respiro.
Inspiro.
Respiro.

Mi alzo di scatto, mi metto qualche moneta in tasca e scendo le scale.

Passo per la sala dove le altre oche sono sedute a spettegolare sul divano di pelle davanti alla televisione mentre Veronica mi guarda interrogativa mentre beve di nuovo dalla bottiglietta di succo poggiata sul tavolo della cucina.

Alzo le spalle ed esco, fingendo di non essermi accorta che le tre Grazie si sono zittite al mio passaggio.

Niente mi stupisce più ormai, sono sempre sulla bocca di tutti, ma non per la mia bellezza ma per il mio grasso che non mi abbandona.

Quando non hanno più niente da dire, inventano, come quella volta che si sparse la voce che avevo pianto una settimana perché un ragazzo mi aveva rifiutato davanti a tutta la scuola: balle.

L'unica persona per cui ho pianto non lo saprà mai.

La luce del sole mi colpisce gli occhi e ho già caldo, ma non mi importa se si vedranno gli aloni di sudore sulla pancia o sulla schiena.

Mi dirigo verso il centro del paese curiosando attraverso le vetrine dei negozi: tanti vestiti da modella che io non metterò mai.

E questo mi basta per farmi quasi vacillare sul mio intento di dare una svolta, cambiare, essere un'altra per non cadere.

Faccio un respiro ed entro in un bar caratteristico, all'interno tutto è di legno scuro, si crea quasi un'atmosfera tutt'altro che marittima ma oscura, tenebrosa, silenziosa.

Pago la mia bevanda ed esco di nuovo sulla stradina di ciottoli, per entrare in un altro.

Ripasso l'uscio e mi guardo intorno: la gente, i passanti non mi considerano, danno qualche occhiata in giro ma non si soffermano sulle persone, su di me.

Voglio vivere qui, in un posto dove nessuno mi conosce, una perfetta sconosciuta rinchiusa in una vita non sua.

Ritorno sui miei passi per tornare alla casa della Barbie, con i miei acquisti nelle mani.

Lungo il tragitto assaporo il profumo della salsedine, dell'aria pulita e del rumore delle onde che si infrangono con la spiaggia.

Arrivo davanti alla porta quasi senza accorgermene e rimango così per qualche secondo, fino a quando le mie gambe mi portano poco più avanti, su una specie di scogliera.

Con attenzione e pregando tutti gli dei di non scivolare e ammazzarmi da sola, mi siedo e guardo impalata ciò che ho in mano, senza sapere nè dove nè come iniziare.

[haloaa, cosa avrà comprato la nostra Bea secondo voi? ahahah
premetto che non mi entusiasma questo capitolo, non riesco a scrivere boh ho dei problemi seri ahahah
bacibaci]

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