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[dodici]

Sono passati solo cinque minuti da quando lui è andato via e mi sento vuota, con un pezzo mancante del puzzle.

Non posso credere a quello che è successo, sembra un sogno, uno di quelli da non dimenticare, che ti tengono sveglia la notte, ma è reale, tutto meravigliosamente reale.

Le sue mani e le sue labbra sul mio corpo, su ogni fibra del mio essere, lasciandomi senza respiro.

Io che sono grassa, che mi vedo brutta e lui che mi dice che sono bella.

Tremo al solo ricordo di lui, di noi, il suo profumo mischiato al mio, i nostri respiri che si toccano, i nostri corpi che si sfiorano.

Come farò a fare finta di niente?
Come si può definire questo gesto quasi d'amore?
Come una parentesi da dimenticare, da cancellare, da rimuovere?

Sospiro e chiudo gli occhi, stringendomi il cuscino sul petto.
Non ce la posso fare.
Sentire il suo profumo mi manda in estasi, ne è impregnata tutta la stanza.

Sento il telefono vibrare sul comodino e mi sporgo per vedere chi è, con una quasi inutile speranza negli occhi che sia suo il nome che comparirà sullo schermo.

Faccio un sorriso tirato e rispondo alla chiamata: «Ciao» sussurro, la delusione è troppo forte, si è insediata dentro di me è non vuole andarsene.

«Cavolo Bea che accoglienza» sento Veronica ridacchiare dall'altro capo e vorrei prendermi a schiaffi.

Non devo prendermela con lei, sono io che mi illudo da anni, che mi deprimo per qualcosa di impossibile.

Ma qualcosa ora è successo, anche se non cambierà il mio stato d'animo sottoterra.

«Scusami, perché mi hai chiamata?» cerco in qualche modo di ricacciare indietro le lacrime e assumere un tono normale, senza crepe nella voce.

«Volevo darti una bellissima notizia, la tua occasione perfetta!» esclama euforica e quasi urla dalla gioia costringendomi ad allontanare il telefono dell'orecchio.
Almeno qualcuno è felice.

In un lampo ripenso alle sue parole la tua occasione perfetta e aggrotto la fronte confusa.

«In che senso la mia occasione perfetta?» domando titubante a bassa voce, ho paura di sapere la risposta.

Ho sempre avuto paura di tutto, dei giudizi degli altri, dei rimproveri, degli scherzi, di fare la cosa sbagliata.

Ma ora ho paura di perdere lui, di nuovo.
Non lo sopporterei una seconda volta, il mio cuore scoppierebbe, io sarei morta.

«Avanti non essere preoccupata, sarà la tua occasione per conquistarlo, anche se lui mi sembra già perso per te a essere sincera»

Sono sempre più confusa e ho sempre più paura di scoprire la verità, che mi provocherà come minimo un attacco di panico.

Ho sempre sofferto per ogni cosa ma negli anni ho imparato a controllarmi, a prendere respiri profondi e a chiudere gli occhi, ma non sempre funziona.
Ora mi servirebbe una bombola d'ossigeno.

«Insomma ti vuoi spiegare?» chiedo di nuovo, perché non può essere davvero come ha detto lei.
Non può essere davvero come sembra.

«Rilassati, comunque in sostanza, la stronza ha invitato qualche ragazza alla sua casa al mare»

«Continuo a non capire» mormoro.

Cosa centro io con la Barbie?
Non siamo amiche, anzi lei mi odia, ma è reciproco.
Ha qualcosa che io non avrò mai, la invidio a morte ma non posso farci niente, non posso ribellarmi.
Non posso avere ciò che è suo.

«Oddio Bea, ma che hai oggi? Noi due siamo state invitate e ci andremo perché tu DEVI conquistare Mattia!»
la sua determinazione mi colpisce, sembra che dobbiamo combattere in una guerra.

Riavvolgo il filo e per poco non mi cade il telefono dalle mani sentendo le sue parole, ma è andata fuori di testa?

«CHE COSA?» urlo anche io, presa alla sprovvista e col cuore a mille per l'ansia.

Chi mai mi vorrebbe?
Lui mi vuole?
A questo punto, la domanda è lecita ma io non so la risposta.
Era solo per mantenere la promessa?
Certo che si, che film mentali mi sto facendo, sono un bignè ripieno non miss bellezza.

«Hai capito benissimo, tu verrai con me e lui sarà tuo per sempre» pronuncia in tono sicuro.
Nei miei sogni lui è mio.

«Ma sei fuori?» sbraito prima che mi possa fermare.
«Io non verrò al mare insieme a quelle perfettine che mi guardano male dalla testa ai piedi, non riesco a sopportarle e non posso resistere, mi verranno almeno dieci istinti suicidi» come se già non li avessi.

Lo stomaco mi fa male, le mani mi tremano, il cuore palpita e ho la pelle d'oca ovunque.

«Hai dimenticato un particolare» soffia in tono tranquillo, come se non le avessi appena sfuriata addosso.

«E quale sarebbe?» chiedo dubbiosa chiudendo gli occhi.
Respira, inspira.

«Che ci sarò io con te»

********

Non posso andare in quella casa, non resisterei neanche cinque secondi, figuriamoci per due settimane.

La valigia è strapiena di vestiti che mai indosserò, di costumi che mai mostrerò, di una me che rimarrà nascosta, nel buio, nell'ombra.

Sono fuori ad aspettare Veronica e vorrei chiudermi a chiave in camera.
Perché le ho dato retta?

Sarà una vacanza di inferno, piena di dolore e di lacrime.
Come mi comporterò con lui?
Come farò a fingere che non sia successo niente?
Come farò a resistere?

«Ehi Bea, non fare quella faccia, ci penso io a te, fidati» dice lei apparendo dal nulla e sorridendomi.

La guardo e mille pensieri mi invadono.
Da dove è sbucata fuori questa ragazza?
Dov'è stata fino ad ora?
Perché lei è l'unica che non mi giudica?
Perché ci tiene ad aiutarmi?

«Avanti andiamo o quelle ci lasciano a piedi e tu non combinerai un bel niente»


[alleluia, ho aggiornato ma non so, questa idea mi frullava in testa ma non mi convince, voi che dite?
non succede nulla di che, è solo un piccolo passaggio per ciò che accadrà in seguito!
cosa farà Mattia quando se la ritroverà davanti?
Come reagirà?
Ci sarà un bel triangolo, lui, la Barbie e Bea!
E Veronica che trama dietro ahah

baci e abbracci
Alice

VI RINGRAZIO PER TUTTI I BELLISSIMI E GENTILISSIMI COMMENTI DEL CAPITOLO PRECEDENTE, SIETE TROPPO BUONI]

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