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Sono le 6 di mattina quando Andy mi sveglia con il suo solito fracasso.

Quel ragazzo non ce la può fare, ogni volta sbatte contro qualcosa e con i suoi movimenti sposta tutta casa.

Quando si accorge che sono sveglio e lo sto fulminando con lo sguardo mi saluta con la mano e mi chiede scusa con il labiale.

Mi rimetto a dormire senza rispondere.

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Alle 7:30 sono in terrazza completamente sveglio con una tazza di te in mano e una vecchia coperta addosso mentre ammiro l'alba che si riflette nei grattacieli della città.

- sembri una vecchietta in pensione - dice Andrew alle mie spalle.

- Vaffanculo - gli dico con voce rauca mentre lui se la ride.

Si avvicina a me, anche lui con una coperta che lo avvolge e una sigaretta in mano.

La luce dell'alba si riflette nei suoi capelli biondo platino, rendendolo più bello di quanto sia già di suo.
Mi sorride leggermente mentre fa per passarmi la sigaretta che rifiuto.

- Beh com'è andata ieri - gli faccio
- Sono andato a casa del biondino -
-E?-
- E ho trovato la fede nella tasca dei pantaloni-
- Cosa?-
- Già -
- Ooh mi spiace -
- Fa niente, nel tornare a casa ho incontrato Ethan e ho scopato con lui-
La notizia è cosi inaspettata che rischio di soffocare con il té.
La cosa che mi ha sorpreso tanto non è il fatto che si sia trovato un'altra persona con cui scopare cosi velocemente.
Ma che si ricordi il suo nome.
-Chi è Ethan?-
- Un tipo -
- Fino a qui c'ero arrivato da solo grazie-
- Uff -
- Dai parla, cos'ha di così speciale che ti ricordi come si chiama?-
- Beh se proprio vuoi saperlo-
- Siiii?-
- Ha un cazzo enorme -
il modo in cui lo dice mi fa ridere.
Con un tono rilassato e lo sguardo lontano come se stesse ancora pensando a quei magici quindici minuti, o se gli va bene mezz'ora, di estasi.

Restiamo a guardare il sole nascere ancora per qualche minuto poi decidiamo di rientrare.

In casa John si sta rollando una canna con le cuffie alle orecchie e noi andiamo a vestirci.

Appena siamo pronti ci ritroviamo nella zona cucina.

-Oggi dobbiamo mettere un po' in ordine e fare le pulizie - inizio io.

- Bisogna anche passare a trovare Zia Clara - aggiunge John.

- Dobbiamo già tornare da lei? Ci siamo andati la settimana scorsa-

- Gli abbiamo promesso di andarci una volta alla settimana, e poi è tua zia Andrew ed è grazie a lei se abbiamo questa casa - gli risponde John, anche se nel dirlo si guarda un po' in giro con lo sguardo malinconico.

Posso ben immaginare a cosa sta pensando.

La casa non è un granché, la sala e la cucina sono un unica stanza divisa solo da una piccola isola.

Il bagno è vicino alla zona cucina e le nostre stanze sono divise tra loro, ma sono piuttosto piccole.

Io, invece sono abbastanza felice di questo appartamento visto che poteva andarci peggio e abbiamo pure un davanzale e accesso al tetto, ma lui è abituato a qualcosa di decisamente migliore e a volte ci sta un po' male.

Gli accarezzo un braccio per distoglierlo dai suoi pensieri mentre torno a parlare.

- Bene allora visto che è ancora presto, per una mezz'ora possiamo fare quello che vogliamo poi iniziamo a pulire. Da Zia Clara ci andiamo oggi pomeriggio, okay?-

-Va bene- mi rispondono quasi in coro.

Soddisfatto vado in camera mia a dormicchiare , che dopo ieri notte mi sento un vero schifo.

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Zia Clara è una vecchietta di settant'anni, allegra e piena di vita nonostante sia praticamente costretta a letto e stia soffrendo.

Quando entriamo nella sua stanza ci accoglie con un gran sorriso e le braccia aperte per un abbraccio che gli diamo tutti e tre molto volentieri.

La pelle è candida e piena di rughe, gli occhi di un azzurro celeste come quelli di Andrew e i capelli bianchi hanno ancora qualche barlume del biondo che un tempo li ricopriva.

Non cambia mai e dimostra dieci anni in meno di quanti ne ha.

Ci riempie subito di domande e moine, prendendosi cura di noi anche se dovrebbe essere il contrario.

Nel tempo in cui restiamo qui molte persone entrano per salutarla e rimangono una decina di minuti.

La signora che ho davanti infatti non è solo la donna più affettuosa e gentile che io conosca.

Da quando era ragazzina ha iniziato a occuparsi dei più poveri e a fare volontariato in giro per il paese, in città divenne molto nota soprattutto nella comunità LGBTQ+ di cui divenne un simbolo importante.

Questa donna ha toccato così tanti cuori senza saperlo che a volte vengono a farle visita anche persone che non conosce solo per poter vedere questa leggenda vivente.

L'unico motivo per cui a Andy non piace venirla a trovare è che ogni volta gli si spezza il cuore a vederla in quel letto e il pensiero che prima o poi se ne andrà lo sta distruggendo piano piano.

Al momento di andarcene gli diamo due bacini sulla guancia e , come da tradizione, lei ci fa le solite raccomandazioni, guardando sopratutto me visto che, anche se sono il più piccolo, sa che dei tre sono il più maturo.

A casa ceniamo per poi andare a letto abbastanza presto.

Domani è lunedì.

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