Capitolo 29.
Ormai.. etichettavano i gemelli Weasley come le due maschere drammatiche.
Poichè uno morí ridendo e l'altro visse piangendo.
🍥
Passarono 7 anni da quel 2 maggio.
E io mi sono allontanata dal Mondo Magico. Tutto mi ricorda lui.
Non so più tornata a Diagon Alley. Non ho più rivisto Hermione ed Harry.
E neanche la famiglia Weasley. Non ho più dato mie notizie.
E mi sento tremendamente in colpa.
Mi sono appena trasferita in un appartamento di Londra e svuotando i vari scatoloni ho ritrovato il diario che mi avevano regalo i gemelli per il mio compleanno.
Flashback
-oh merlino! Il tuo regalo!-
Urla Fred, e corre subito in camera.
Mi scappa una risata.
Torna e mi porge un pacco, sembra un libro.
-Grazie, non dovevate!- dico.
-non è un semplice diario, è speciale. Scrivici solo quando avrai bisogno di parlare con qualcuno, ti aiuterà.-
Fine Flashback
Mi risveglio dai miei pensieri ricordandomi che oggi sarei dovuta andare a presentare ad una casa editrice il mio primissimo libro.
Mi vesto velocemente, e prendo la borsa ed esco di casa.
Mentre cammino una ragazza per sbaglio mi sbatte addoso.
-Mi scusi.- dice.
-Oh scusami tu stavo pensando ai fatti mei e guardavo altrove.- dico alzando lo sguardo.
Guardo la ragazza di fronte a me, gli occhi mi si appannano e subito mi abbraccia.
-Samantha perchè non ti sei fatta sentire?- dice la rossa.
-Gin ti prego perdonami, perdonatemi. Ma dovevo allontanarmi da tutto, per almeno un breve periodo.-
-Ma sono sette anni che non ci sentiamo! Sette! E io come mi dovrei essere sentita? Senza la mia migliore amica vicino a me, nel periodo peggiore della mia vita?-
-Hai ragione.. scusami, scusatemi.- dico abbassando lo sguardo.
-Ma non sono arrabbiata con te. Avrei fatto la stessa cosa probabilmente. E sappi che nessuno ce l'ha con te davvero.-
Dice asciugandosi delle lacrime che sono comparse sulle sue guance.
-È un sollievo per me.. in questi anni mi sono sentita tremendamente in colpa.-
-E comunque sono qui per te. Mamma vorrebbe tanto che tu venissi a trovarci magari per una cena. Le manchi tanto.-
-Certo per me va benissimo, quando?-
-Domani andrebbe bene?- chiede sorridente la rossa.
La saluto e mi dirigo verso l'edificio della casa editrice.
Entro e mi siedo in attesa di qualcuno che mi chiami.
Sono molto in ansia per questo libro, e ci ho messo molto per scriverlo e ci tengo davvero tanto.
Sento qualcuno toccarmi le spalle. Mi volto eppure non vedo nessuno. Ma non è la prima volta che accade, spesso mi capita di sentire una presenza e mi piace pensare che sia lo spirito di Fred.
-Samantha Steawheart?-
Mi alzo e salutando la donna di fronte a me entro nella stanza.
~
Torno a casa più tranquilla, anche se non mi hanno dato una risposta.
Entro in camera e mi stendo sul letto, dal comodino prendo il diario regalatomi dai miei gemelli.
Lo apro e dentro trovo una piccola dedica:
Se hai bisogno scrivi. Scrivi, scrivi, scrivi. Scrivi ciò che pensi, ciò che fai, scrivi ciò che vuoi. Con la certezza che ci sarà sempre qualcuno ad ascoltarti.
A quelle parole sorrido.
Prendo una penna ed inizio a scrivere la prima cosa che mi passa per la testa.
Fred, mi manchi.
Le parole scompaiono sotto ai miei occhi.
E mi ricorda tanto il diario di Tom Riddle.
Al posto della mia frase, compare una scritta:
Lo so
Chi sei? Scrivo, con la mano tremante.
Non te lo posso dire, almeno non ora.
Risponde qualcuno da non so dove.
Dammi un indizio.
Non risponde subito alla domanda ma dopo un po le parole si cancellano.
La vita è un gioco.
È il motto di Fred.
Fred?
Ma Fred è morto. O sbaglio?
Esatto. Fred è morto, persino un diario lo sa. Sono io l'unica a non accettarlo.
Chiudo in fretta il diario e lo riposo sul comodino.
Sto impazzendo.
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