Capitolo II (pt. 1)
L'arrivo al castello
Il viaggio trascorse tranquillo. I sei maghetti si raccontarono a vicenda come avevano passato le vacanze e quando passò la strega del carrello, con le varie leccornie del mondo magico, ne presero una bella quantità per poi mangiarla tutti insieme.
"Spero di finire in casata con tutti voi"annunciò Harry rivolto ai suoi amici. "Già, anche noi" commentò sorridendo Ron.
"Speriamo anche di non fare casini. Se no dopo vedete!" ribadì ancora Hermione guardando malamente Ron ed Harry "Tranquilla Herm,cercheremo di non fare metterci nei guai promesso"assicurò il moro "Già! E poi sai che quando ti arrabbi fai paura"le rammentò Ron facendo ridere gli amici.
"Comunque sentendo i miei fratelli l'unico che ci può dare dei grattacapi, non come insegnante, è Gazza" spiegò Ginny "Già,il custode... Fred e George gliene fanno di mille e solo poche volte sono finiti nei guai seri"
"Perciò non ci dobbiamo preoccupare di niente insomma"concluse Harry mettendosi le braccia dietro la testa rilassato "Se tu come niente intendi un custode pazzo...beh,io non ne voglio sapere un bel niente!" chiarì subito Neville.
Parlarono per tutto il viaggio e quando cominciò a fare buio seppero che,ormai, la loro destinazione non era lontana perciò si misero la loro divisa.
Quando l'Hogwarts Express si fermò i ragazzini uscirono dal loro scompartimento e scesero dal treno arrivando sulla banchina da dove risuonava una voce a loro ben nota richiamare i ragazzini del primo anno e, poco dopo, l'enorme figura di Hagrid comparì ai loro occhi e i sei maghetti andarono a salutarlo.
Insieme ad Hagrid ed a tutti quelli che facevano il loro primo anno nella scuola si diressero verso il molo dove delle barche incantate li avrebbero portanti al castello. "Scommetto che perdersi è un gioco da ragazzi" commentò Neville guardando l'enorme sagoma del castello che via via che si avvicinavano si faceva sempre più grande "Questo è certo...ci vorrà una mappa per orientarsi" concordò il rosso.
Quando arrivarono all'entrata del castello vennero accompagnati verso una sala adiacente alla Sala Grande dove avrebbero aspettato l'arrivo della Vicepreside che avrebbe spiegato le cose più importanti da sapere sulla scuola.
Harry guardò i suoi amici "Ci siamo ragazzi" sorrise vedendo che anche gli altri sorridevano.
L'iperattività di certo non aiutava.
"Quanto manca?" chiese per la milionesima volta Leo. "Leo, non lo so.. saranno passati due minuti in più rispetto all'ultima volta che lo hai chiesto" gli comunicò un'esasperata Calypso "Santissimo Efesto! Sembrava passata un'eternità e invece sono solo due minuti!" piagnucolò Leo.
"Crono non è mai stato dalla nostra Leo perciò... lui è il Dio del Tempo o per meglio dire: era il Dio del Tempo" esclamò Percy.
"Certe volte odio essere iperattivo!" convenne il Figlio di Efesto creando una fiammella sulla sua mano "Già,questo è uno dei tanti motivi per cui non vorresti essere un semidio"concordò Frank poco prima di trasformarsi in un gatto e mettersi sulle gambe di Hazel che cominciò ad accarezzarlo delicatamente.
Annabeth distolse lo sguardo dal suo libro "Ma che ci possiamo fare? I semidei sono tutti così" "Appunto! Non ci possiamo fare niente" annuì concorde Piper all'affermazione dell'amica.
"Io spero vivamente che ci venga data l'opportunità di allenarci... è uno sfogo per noi soprattutto per via della nostra iperattività e, per di più ci teniamo in forma" esordì Jason "Già, ma se Chirone dice che i professori sanno chi siamo, credo che questa opportunità ci venga concessa" dichiarò il figlio del Dio del Mare.
Questa possibilità tutti la speravano perché essendo semidei erano abituati ad allenarsi ore e ore in previsione di eventuali attacchi da parte dei mostri che potevano risultargli cara la vita se non si trovavano in forma. La prospettiva di non potersi allenare, di sicuro, non li avrebbe aiutati per niente durante il corso dell'anno dato che era il metodo più efficace per sfogarsi perciò ognuno di loro, in cuor suo, sperava che questa opportunità venisse loro concessa e che si potessero allenare ogni qual volta volevano.
Leo spense la fiammella e tirò fuori dalla sua cintura degli attrezzi dei pezzi meccanici con cui si mise ad armeggiarci per costruire chissà che mentre Calypso lo osservava attentamente cercando di intuire cosa volesse costruire, Annabeth continuava a leggere il suo libro appoggiata al petto di Percy che stava giocando con l'acqua contenente in una bottiglietta che avevano preso, Jason aveva creato un mini-fulmine tra un indice e l'altro e si divertiva giocandoci con la testa di Piper appoggiata alla sua spalla mentre lei dormiva ed, infine, Hazel si lanciava da una mano all'altra una pietra preziosa che aveva evocato mentre Frank, sotto forma di falco, era posato sulla sua spalla e, di tanto in tanto, spalancava le ali.
Quando passò la strega del carrello presero da mangiare e mangiarono tranquillamente in allegria.
"Leo" lo chiamò Calypso "Si, Raggio di Sole" "Ti sei accorto che dalla tua bisaccia esce fumo?" gli chiese la ragazza curiosa attirando anche l'attenzione degli altri.
"Ovvio che lo so" esclamò Leo per poi mettere una mano all'interno della bisaccia ed estrarne un mini drago di bronzo celeste che sbuffava del fumo dalle narici.
"Non ci posso credere! Hai costruito Festus in miniatura" esclamò sbalordita Piper che nel mentre si era svegliata. "E già Miss Mondo" sorrise soddisfatto il Figlio di Efesto mentre con un dito accarezzava la testolina del drago " Non potevo mica stare senza di lui, perciò ne ho costruito una copia in scala ed ora sto anche lavorando alla ricostruzione in scala dell'Argo II" "E funziona?" chiese immediatamente la Figlia di Atena osservando il drago in mano al ragazzo "Beh... Mini-Festus funziona, certo non ha tutte le opzioni di Festus,anche se su alcune cose ci sto ancora lavorando,però funziona eccome. Per quanto riguarda l'Argo II essendo ancora in fase di progettazione e costruzione non ne sono sicuro al cento per cento, ma dovrebbe funzionare anch'essa" illustrò l'ispanico.
"Che sia ben chiara una cosa però Valdez, fai qualche bravata con il tuo nuovo giocattolino o con quello che stai progettando e ti confisco prima uno e poi quell'altro capito!" dichiarò la giovane con aria severa " Tranquilla, giuro che non combinerò niente te lo prometto. Fidati!" "Non è che non mi fido. Ti conosco fin troppo bene e so benissimo che certe volte ne combini di cose perciò nulla toglie che tu lo utilizzi per fare qualcuna delle tue solite marachelle" "Va bene,va bene l'hai vinta tu!" dichiarò il semidio mettendo le mani davanti a sé in segno facendo ridere i compagni.
"Bene, credo che ci siamo" dedusse Frank notando che le figure all'esterno cominciavano a scorrere più lentamente. Si alzò sistemandosi la divisa che,come gli altri portava, e si accinse a prendere il suo baule e quello d Hazel per poi scendere dal treno seguito dal resto dei Sette.
Quando furono riuniti tutti li condussero verso il molo dato che sarebbero arrivati alla scuola attraverso il lago.
La cosa piacque molto a Percy, essendo figlio del Dio del mare, e fu più volte tentato di manipolare le correnti o di giocare con l'acqua, ma bastava un'occhiata di Annabeth per dissuaderlo da tutto ciò che gli ronzava per la testa. Un po' meno contento del metodo con cui sarebbero arrivati fu Jason che, in quanto Figlio di Giove, non amava più di tanto stare nel territorio di uno dei suoi zii, lui preferiva di gran lunga trovarsi nel territorio di suo padre, ma questo valeva anche per Percy quando era costretto a volare.
Quando la traversata finì e le navi attraccarono i ragazzi scesero e vennero condotti verso il castello che lasciò di stucco i ragazzi, soprattutto Annabeth che, come degna Figlia di Atena, cominciò a descrivere nei minimi particolari l'architettura del luogo.
Alla fine vennero portati in una sala dove avrebbero atteso l'arrivo della Vicepreside che avrebbe introdotto le cose più importanti riguardanti la scuola.
"Ovviamente noi le regole le rispettiamo" sussurrò Leo "Ma ovviamente amico mio" concordò Percy "Già, quando mai è successo che non le rispettassimo?" chiese il Figlio di Giove "Mai, le abbiamo sempre rispettate noi" rispose il Cino-Canadese.
Le ragazze si guardarono esasperate chiedendosi perché mai si erano messe con loro, ma alla fine si sorrisero.
Si preannunciava un anno fantastico, senza problemi, ma si sa nella vita dei semidei niente va mai come dovrebbe.
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Angolino mio
Allora prima di tutto mi scuso per non aver pubblicato la scorsa settimana, ma non sono stata molto bene e sono stata anche occupata con la scuola. Comunque il secondo capitolo racconta appunto del viaggio per arrivare alla scuola.
Bene per quanto riguarda il viaggio dei nostri maghetti non sono stata li molto a descriverlo dato che viene già descritto nei libri,anche se nel mio racconto cambiano certe cose però in quasi tutti i libri viene descritto come va il viaggio perciò ho lasciato molto più spazio per quanto riguarda il viaggio dei semidei e dei Sovrani.
Però qui la nostra compagnia di Narnia non c'è e come mai? Il loro pezzo è lungo...molto lungo e ho preferito metterlo in un altro capitolo completamente dedicato a loro. Non che lor siano più importanti, ma seriamente se mi ci stava lo mettevo qui, ma dovrebbero essere mille e passa parole solo quello, perciò questa settimana potrebbero uscire ben due capitoli, anche se sarebbe la seconda parte di questo,ma dettagli.
Comunque per quanto riguarda Leo che dice che non voleva rimanere senza un qualcosa che riguardasse Festus, so che si può trasformare in una valigia, ma mi è sembrata un' idea carina fare che lui avesse una copia ridotta di Festus, ma tranquilli comparirà anche lui.
Perciò, come già anticipato, nel prossimo capitolo vedremo il viaggio dei nostri Sovrani, ma non vi dico niente anche se @ragazza_anime lo sa cosa succede dato che mi ha preso il cellulare dove avevo la bozza.
Ma ora vi lascio che sta sera mi devo andare a sclerare su stasera che mi guardo per la milionesima volta, ma dettagli e onestamente non me ne importa più di tanto, il Principe Caspian perciò ci vediamo questa settima con un l'altra parte di sto capitolo, forse.
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