Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 6 - Wyatt

"Quella stronza me la pagherà cara." borbottò tra sé scendendo dall'auto che aveva parcheggiato davanti al vialetto di casa sua. Vi fece ritorno in tal fretta e furia che neanche si premurò di sistemarla in garage come faceva di solito. Aveva i nervi tesi, una tensione tale ad avvolgerlo che chiunque si fosse imbattuto in lui avrebbe rischiato di prendere la scossa. Afferrò  lo zaino, artigliandolo come un rapace e si fiondò in casa la cui porta divenne vittima dei suoi scatti d'ira: quando la chiuse le mura rimbombarono facendo vacillare visibilmente i quadri appesi in corridoio. Pulì le scarpe sullo zerbino e quando sollevò lo sguardo Maya si precipitò verso di lui con lo sgomento impresso a fuoco sul viso. 

"Che c'è?" sbottò non riuscendo a contenersi oltre. La sorella sussultò, indietreggiando e lanciò delle occhiate dietro di sè. C'era qualcosa nel suo accorrere all'ingresso che le impedì di fiutare a primo acchito il cattivo umore di Rudy, qualcosa che la innervosiva tanto da renderla irrequieta. Era evidente.

Ed era altrettanto evidente che questo qualcosa si trovava in salotto. Non occorse aprir bocca, Rudy seguì il suo sguardo e riuscì ad immaginare ben nitidamente quale fosse il problema, come se la sua vista potesse attraversare i muri.

"No" sospirò pacatamente, chiudendo gli occhi per un lungo istante. Aveva decisamente acquistato un po' dello sgomento della sorellina, assieme a qualcosa in più: esasperazione. "Ancora?"

"Ho chiuso la porta come mi hai detto, ce l'avevo quasi fatta!" si giustificò lei parlando a raffica e gesticolando vistosamente seguendo il fratello che a passo deciso percorse il corridoio fino al salotto, i pugni stretti lungo il corpo decantavano battaglia. 

"E poi cos'è successo?" 

Si fermò sulla soglia e Maya per poco non andò a sbattergli contro. "Il bagno! La finestra del bagno era aperta." 

"Cazzo! Quante volte ti ho detto di chiudere almeno quelle al piano di sotto?" 

Rudy incrociò le braccia al petto nel bieco tentativo di mettere a tacere il prurito delle mani. Aveva voglia di picchiare qualcuno.

Un qualcuno in particolare in quel momento.

La luce lo colpiva come fosse sotto i riflettori, mettendo in risalto i pulviscoli di polvere nell'aria che fluttuavano placidamente. Le gambe distese e il volto sereno immerso in un sonno profondo; un ragazzino dai capelli biondo cenere chiarissimi ronfava sul divano indisturbato come se fosse in casa sua. Rudy gli si avvicinò arricciando un lato della bocca quando si accorse della vaschetta unta e semi vuota che restava in bilico sulle sue gambe in procinto di rovesciarsi a terra. La afferrò con la punta delle dita guardandoci dentro ancora più disgustato di prima e poi la appoggiò su un tavolino lì vicino dove altro cibo era stato precedentemente divorato e depositato in rimasugli di carta e plastica sporchi. 

"Ha svaliggiato di nuovo il frigorifero?" domandò senza voltarsi a sua sorella.

"Non sono riuscita a impedirglielo, mi dispiace." Rudy chiuse gli occhi serrando dolorosamente le mascelle, i denti scricchiolarono. "Dimmi che non ha consumato anche la lasagna che avevo preparato per sta sera"

"Ti farebbe sentire meglio se mentissi?" azzardò la rossa mordendosi un labbro.

La teglia vuota sostava sul pavimento ai piedi del divano, leggermente nascosta agli occhi degli altri. Si piegò a recuperarla, le narici dilatate all'inverosimile e una vena che raffiorava sulla sua tempia indicavano che stava per esplodere. Sospirò cercando di calmarsi e con un movimento repentino fece sbattere la teglia di metallo sul tavolo lì di fianco. L'impatto fece sussultare il mobile assieme alla ragazza alle sue spalle, alcuni rifiuti caddero a terra ma il ragazzo sopito rimase tale, indifferente a qualunque tempesta.

"Ma che razza di idiota!" sbraitò passandosi una mano tra i capelli e cominciando a misurare la stanza a grandi passi.

"Calmati Rudy" 

"Calmarmi? É la quarta volta in una settimana!"  gridò diventando paonazzo. Indicò il corpo disteso sul divano supino per poi sbuffare ancora e dirigersi in cucina a grandi falcate. Spalancò un cassetto e strappò una busta di plastica per pattumiere con talmente tanta foga da squarciarla in due. La gettò e ne prese un'altra ancora, cercando di agire con più pacatezza. Ma era tutto inutile, era furibondo. Cominciò a ripulire il porcile che il ragazzo aveva creato attorno a sè sotto lo sguardo visibilmente turbato della sorella.

"Può sentirmi?" chiese a quel punto interrompendosi un momento con la mano nel sacco della spazzatura.

"Fino a mezz'ora fa credo di si." 

Rudy si alzò in piedi e puntò un dito contro sua sorella avvicinandosi pericolosamente, gli occhi iniettati di sangue. 

"La prossima volta tu chiami la polizia, me ne sbatto il cazzo se ti fa pena tu la chiami e lo denunci per effrazione oppure butterò in mezzo a una strada sia te che lui!" sbottò adirato. 

Maya in tutta risposta sospirò inarcando un sopracciglio di fronte all'ennesimo sfoggio di belle e minacciose parole che si rivelavano comunque vane.

"Appena si riprende dal suo attacco lo faccio a pezzi." borbottò il biondino tra sè continuando a rimettere in sesto il soggiorno.

"Me la sto facendo sotto." i due fratelli si voltarono di scatto verso la pietrificata figura sul loro divano.

La mano si serrò con foga attorno alla busta di plastica tanto che le vene si accentuarono bluastre sotto la sua pelle. 

"Wyatt." proruppe il nostro protagonista concentrando i suoi occhi tempestosamente verdi su di lui. "Alza immediatamente il culo dal mio divano."

"Sai che non posso."

L'occhiata che ricevette da Maya gli diede la conferma che cercava. "Quanto tempo fa è iniziata la paralisi?" 

"Ehm...credo un'ora, un'ora e mezza fa." 

"Un'ora e trentotto minuti esatti." rettificò il nuovo arrivato.

Signori e signore, Wyatt Izard-Miller

Ultimo dei tre problematici figli di sua zia, la sorella di suo padre, piombato a casa Miller otto settimane prima con un borsone e l'irrefrenabile indole attaccabrighe. Rudy l'aveva cacciato minimo quattordici volte ma continuava a girare loro attorno essendo stato cacciato di casa. La versione ufficiale di sua zia fu che la presenza di quel golden retriever di suo figlio avrebbe rallegrato la casa dopo il lutto, ma non faceva che peggiorare la situazione. Il motivo numero uno erano le sue paralisi periodiche. Soffriva di una malattia genetica rara, la cosiddetta paralisi periodica familiare, di tipo ipokaliemico. Ne aveva cominciato a soffrire solo due anni prima, malattia rarissima e non potenzialmente mortale a meno che non ti trovassi in autostrada nel momento in cui venisse. Si presenta con queste paralisi che durano qualche ora oppure un giorno intero. Di norma il ragazzo rimane vigile e il suo stato di coscienza non risulta alterato, ma il suo corpo è un blocco di marmo. 

Rudy sospirò voluminosamente accovacciandosi a una manciata di centimentri da lui.

"Lo sai che devi sottostare ad una dieta ferrea, il ché significa niente carboidrati o alimenti eccessivamente salati." cominciò con tono tranquillo recitando quello che gli propinava sua zia ogni volta che si trattava di mettere in ballo il problema del figlio, lo faceva sempre con quel suo tono cantilenante, come se la cosa fosse una sciocchezzuola di poco conto. "Quindi mi spieghi perché ti sei fottuto una lasagna intera?!" sbottò strillandogli in faccia perdendo definitvamente le staffe. 

Wyatt alzò gli occhi al cielo, senza tuttavia dare alcuna risposta.

Silenzio. 

"Maya vammi a prendere il cloruro di potassio." 

"Eccolo...l'avevo già recuperato." con un'inaspettata prontezza la ragazza passò la siringa e la boccetta, distanziandosi di qualche metro dai due, neanche si trattasse di materiale esplosivo.

Wyatt fece una smorfia indecifrabile mentre scrutava di sbieco il ragazzo scartare la siringa ben sterile per poi preparare una dose. Mansione piuttosto tediosa, che Rudy avrebbe volentieri evitato, ma Maya aveva un terrore colossale per gli aghi e quindi non gli restava scelta. 

"Quando torna zio Henry?" 

"Non lo so" bofonchiò Rudy, le maniche tirate su e gli occhi ben premuti sull'ampolla che stava maneggiando. 

"Ha chiamato?" 

A quel punto Rudy sospirò ancora abbassando le mani per indirizzare lo sguardo sul ragazzino. "No, Wyatt ma se speri che il suo ritorno faccia si che ti venga dedicata maggiore indulgenza, ti consiglio di svegliarti. Fin quando respiro sarò la tua spina nel fianco mocciosetto, come tu sei la mia. Quindi vedi di rigare dritto." 

"Disinfettante." ordinò con lo stesso tono che vigeva nelle sale operatorie. 

Motivo numero due: Wyatt Izard-Miller era un piantagrane, imbranato come pochi, ribelle, disobbediente e recalcitrante come un piccolo pony selvaggio. Opinione non condivisa da sua madre che lo reputava un angelo caduto dal cielo, un vero e proprio cherubino con quei suoi occhioni e quei suoi lineamenti ancora fanciulleschi.
Rudy passava ogni giorno a chiedersi quali incredibili talenti manipolativi riusciva a inscenare il cugino perché sua madre sostenesse così ciecamente quella versione dei fatti. Davvero, avrebbe avuto molto da imparare da lui siccome sua zia credeva davvero che la sua presenza lì potesse rassenerare il clima funesto che albergava in quelle mura.

"Hai poi trovato il cacciatore di taglie?"

A quella domanda l'ago della siringa bucò la pelle del braccio con un po' troppa foga tanto che il ragazzino si profuse in un urlo vagamente acuto. Ma Rudy non lo fece di proposito, riesumare quel ricordo gli fece montar su nuova collera.

"Si"

"Mi hai fatto male!"

"Scusa principessa, la prossima volta ti lascio marcire nel tuo stato mummificato." commentò acidamente mentre si liberava degli strumenti che aveva usato.

"E allora?" domandò ancora Maya, le sopracciglia inarcate e l'impaziente espressione che aleggiava sul suo viso non diedero scampo al ragazzo. 

"Perché vi serve un cacciatore di taglie?" domandò il ragazzino.

"Cose da grandi" 

"Per rintracciare l'assassino di...Eddie." 

A quelle parole Rudy non poté che lanciarle un'occhiata ponderata, erano passati tre mesi, ma Maya sembrava ancora restia a pronunciare il suo nome come se le sue labbra si rifiutassero di associarlo a qualcosa di tanto scabroso come un omicidio e allo stesso tempo come se volessero proteggersi dall'ennesimo assaggio del sapore delle lacrime.

"Non ci sta già pensando l'FBI?"

"Si da il caso che siano tutti un branco di incompetenti, Licorice compresa." sbottò Rudy alzandosi e dirigendosi in cucina con la spazzatura raccolta.

"E adesso chi è Licorice?" 

"Dovevi per forza dirlo davanti a lui? Continuerà a fare domande stupide per il resto della serata."

"Licorice è una donna?!" esclamò sorpresa Maya 

Rudy emise un verso di scherno. "Una donna molto stronza, ma suppongo di si. Viene alla State e non puoi immaginare quanta fatica io abbia dovuto fare per trovarla."

"E ti aiuterà?"

"No." l'entusiasmo nella sua voce svanì di colpo facendole abbassare le sopracciglia e smontare il suo minimamente accennato sorriso. Quelle due lettere furono come una selce che tagliò in due anche l'ultimo rimasuglio di speranza. "Ti ho detto che era una stronza."

"Ma...hai detto che era il miglior cacciatore della capitale! Se può trovare quel bastardo non puoi lasciare che rifiuti semplicemente."

Rudy evitò il suo sguardo ma non potè evitare le sue parole che a malincuore incisero profondamente in lui. 

"Tranquilla, non ho intenzione di arrendermi così."




01/01/2024
Buon anno così <3

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro