Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Psycho Love {Yandere! Reader x Singer! Levi} (Pt.1)

LEGGETE LA NOTA AUTRICE AL FONDO, PER FAVORE🙏
GRAZIE IN ANTICIPO PER CHI LO FARÀ! (Chi non lo farà non verrà mai amata da Levi u.u)

Il corvino cercò di aprire gli occhi, ma le palpebre erano pesanti e non ne volevano sapere di collaborare. Provò a muovere qualche muscolo nel più totale buio, ma non aveva la forza nemmeno per quello.
Dove si trovava, perché era in quella situazione, chi ce l'aveva portato, da quanto tempo... Domande su domande gli frullavano in testa, tuttavia non gli arrivava alcuna risposta. Non ricordava assolutamente niente di cosa fosse successo prima.

Ad un certo punto, dopo secondi, minuti o persino ore, sentì un rumore di passi, che si fecero sempre più vicini.
I suoi occhi lentamente si stavano aprendo del tutto, ma l'uomo non vedeva comunque niente. Era tutto completamente buio e non aveva sensibilità agli arti. Sentiva solo un asta di legno a percorrergli la schiena verticalmente, nient'altro.

I passi che stava sentendo si bloccarono di colpo e ci fu il rumore della serratura di una porta.
Clack. Il primo giro della chiave.
Clack. Al secondo giro il corvino tentò ancora di muovere le gambe o le braccia, invano.
Un ulteriore clack, l'ultimo.
Si sentì il sottile rumore della maniglia abbassarsi ed in seguito il cigolare stridulo ed inquietante della porta che si apriva.
Quando questa si spalancò del tutto, permise ad un po' di luce di entrare nella stanza. Al centro, proprio sul ciglio della porta, si ergeva una figura che copriva tale fonte di luce, facendo da ombra. Questa non si muoveva, limitandosi a stare in piedi immobile di fronte al corvino, che continuava a farsi domande. Chi era, dove l'aveva portato, perché l'avesse probabilmente rapito. Tantissime altre domande a cui non trovava risposta.

All'improvviso, l'uomo venne quasi accecato da una luce abbagliante proveniente dal soffitto. A meno che non fosse il "Demogorgone" venuto a prenderlo, (N.A. Scusate, non ho resistito >.<) il suo presunto rapitore aveva semplicemente acceso la luce.
Riaprì le palpebre dopo averle prontamente chiuse e sollevò il capo per scoprire chi fosse ad averlo rinchiuso in quella stanza.

«Ti sei svegliato, finalmente.» Disse il rapitore. Anzi, la rapitrice. Infatti aveva una voce femminile, per di più molto dolce e comprensiva. Ma il corvino non si sentiva per niente a suo agio.

Riuscì a vedere poco chiaramente il volto di quella ragazza, a causa della vista ancora sfocata. Distinse due macchie [c/o] sul viso, gli occhi, e dei [l/c] capelli color [c/c]. Più la vista si faceva nitida e più riusciva a capire ulteriori tratti del volto. Per lo più, tratti presso che infantili. Il suo viso era così pallido e perfetto da sembrare di porcellana, pronto a sgretolarsi da un momento all'altro.
Il corvino diede un occhiata anche al suo corpo. Un fisico a clessidra, ma abbastanza esile e delicato.
Era veramente stata lei a fargli tutto quello? Una ragazza che a giudicare dai primi sguardi era più piccola e debole di lui?

«Chi sei? Perché sono qui?»
La voce del corvino era talmente arrochita da essere appena udibile, tanto che fu costretto a tossire un paio di volte.

La ragazza al posto di rispondere si avvicinò a lui. Appena furono a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altra, lei si piegò sulle ginocchia, iniziando a guardarlo fisso negli occhi come se stesse cercando di capire ciò che il corvino pensasse di lei. Il suo sguardo era talmente profondo da costringerlo a bloccare il contatto visivo.
Con la coda dell'occhio, la vide sorridere. Un sorriso che voleva sembrare rassicurante ma che per il corvino era solo inquietante in quel momento. Tuttavia, da quel sorriso, gli sembrò familiare la giovane. Come se l'avesse già vista da qualche parte, oltretutto più volte.

«Hai dei bellissimi occhi, sai?»
Il corvino sobbalzò a sentire la prima frase, totalmente fuori luogo, della ragazza, con un tono di voce talmente angelico e delicato da far scogliere il cuore di qualsiasi persona. «Oh.- Aggiunse dopo qualche secondo, abbassando lo sguardo a terra.- Forse sei rimasto incosciente per troppo tempo. Adesso mi toccherà lavarti e pulire...»

Il corvino, con aria interrogativa, seguì gli occhi della [c/c], guardandosi le gambe.
Non solo si era reso conto di essere con i soli boxer, in ginocchio sul pavimento, ma vide anche attorno a sé una macchia liquida. Non gli ci volle molto per capire cosa fosse.

«Lo sapevo. Dovevo usare meno gas... Ma non potevo rischiare che ti svegliassi durante il viaggio o prima di iniettarti l'anestetico.» Sospirò la ragazza, poggiandosi una mano sulla fronte.

«Chi sei?» Ripetè la domanda con più fermezza nella voce, speranzoso di una risposta.

La ragazza sì alzò, non proferendo alcunché parola e si avvicinò ad un tavolo da lavoro logoro poco distante. Prese una minuscola chiave dorata appesa al collo ed aprì un piccolo cassetto, tirandone fuori un coltello a serramanico. Si rimise la collana al collo, lasciando la chiave tra i due seni, ed iniziò a tastare il coltello, passandoselo tra le mani e facendo scendere il pollice lungo la lama. Era sufficientemente affilata da trapassare l'intera pelle di una persona come se fosse cartapesta.

La giovane ritornò dal corvino con quel coltello stretto nella mano destra. «Riesci a muovere le gambe o le braccia?»

L'uomo dopo qualche secondo a fissare quel coltello, sinceramente intimorito, trovò la forza di negare con il capo.

Lei allora si piegò davanti a lui, fissandolo di nuovo nelle palle degli occhi. A quel punto, per il corvino era difficile rimanere impassibile di fronte a lei e deglutí rumorosamente. Non aveva la minima idea delle intenzioni di quella ragazza, specialmente cosa volesse fare con quel coltello. Ma tentò di non sembrare così intimorito da lei, tenendo testa al suo sguardo.

«Avevi ragione.» Disse dopo qualche secondo, allontanandosi con il coltello che, invece che pulito come prima, aveva una piccola macchia rosso sangue sulla punta.

L'uomo sussultò, guardandosi subito le braccia e le gambe. Sul polpaccio destro aveva una piccola fessura da cui usciva del sangue, stessa cosa sul muscolo destro.
Era talmente preso dallo sguardo ghiacciato della [c/c] che non si accorse minimamente di quel che stava facendo. Poteva contare solo sugli occhi e non più sul tatto a quel punto.

«Perdonami. Era per assicurarmi che quello che avessi detto fosse vero.» Pulì la punta del coltello con uno straccio, rimettendolo nel cassetto.

Successivamente, andò dietro il corvino, sparendo dalla sua visione periferica.

"Che altro vuole fare?" Si chiese lui.
Udì uno strano rumore, che dopo qualche attimo riuscì ad associare ad una corda che veniva slegata.
Ad un certo punto, il corvino si sentì cadere in avanti. Non fece in tempo a toccare il pavimento con la faccia che prontamente la giovane lo prese per le braccia, tenendolo saldamente. Si mise poi davanti a lui e, portandosi le sue braccia muscolose sopra le spalle esili, lo tirò su con una forza disumana; tanto da far rimanere atterrito il corvino, che continuava a chiedersi come una ragazza così potesse avere tutta quella forza in corpo. Dopotutto lui stesso pesava 65 chili, il che non era poco.

«Adesso ti aiuto a lavarti!» Affermò con il fiatone la giovane mentre trascinava l'uomo per le scale, diretta al piano di sopra.

Anche se lui avesse voluto ribattere, cosa che voleva assolutamente, non avrebbe potuto in alcun modo. Non riusciva a muovere gli arti e si sentiva incredibilmente debole.

Dopo l'ultimo scalino, un senso di nausea si fece spazio nello stomaco del corvino, che rispose con un conato.

«Non ti preoccupare. Siamo quasi arrivati al bagno.» Lo rassicurò gentile lei respirando a pieni polmoni, fermandosi davanti ad una porta che velocemente aprí.

Posò delicatamente l'uomo sul pavimento e tirò su la tavoletta del wc.
Lo aiutò ad avvicinarsi ad esso e, sorretto dalla [c/c], rimise l'ultima cosa che aveva mangiato.
Già, quando e cosa aveva mangiato? Se era riuscito a rimetterlo tutto, significava che non era da molto rinchiuso lì dentro.

Appena ebbe finito, la giovane lo appoggiò alla vasca da bagno affianco e si rialzò. Prese dal lavandino un bicchiere che riempì d'acqua, un tubetto di dentifricio e da uno sportello uno spazzolino nuovo.
Posò il bicchiere a terra e mise il dentifricio sullo spazzolino da denti, bagnandolo leggermente con dell'acqua.
Infine, si inginocchiò davanti a lui e, appena avvicinò lo spazzolino al suo volto, il corvino si ritrasse di scatto.

«Vuoi rimanere tutto il giorno con i sapore del vomito in bocca?» Chiese lei, alzando un sopracciglio.

«Piuttosto che farmi lavare i denti da te, sì.»

La giovane sospirò e prese con la forza il mento del uomo, voltandolo dalla propria parte; gli ficcò poi lo spazzolino in bocca, senza trattenersi troppo. «Mi dispiace, sei tu che mi costringi...» Disse dispiaciuta.

Il corvino quindi lasciò che gli lavasse i denti, non potendo fare nulla per ribellarsi.
Dopo avergli fatto sciacquare la bocca lo aiutò a sputare l'acqua nella vasca dietro di lui.

«Vedi? È tutto molto più semplice se collabori, Levi-kun!»

Al pronunciare il suo nome, il corvino trasalì. Nessuno, eccetto i suoi due colleghi e amici, Hanji e Mike, i suoi amici d'infanzia, Farlan ed Isabel, ed Erwin sapeva il suo nome. A tutto il resto del mondo era conosciuto come "L", un po' come il detective di un anime.
Ma quella ragazza dagli occhi [c/o] davanti a lui, lo sapeva.

«T-Tu...come sai il mio nome?» Chiese sgomentato.

La [c/c] a quella domanda sorrise ingenuamente, inclinando la testa come un cagnolino. «Io so tante cose su di te...molte più di quel che ti immagini.»

A quel punto, Levi non riusciva più a nascondere il suo sbigottimento davanti a lei.
La giovane lo guardò di sottecchi. «Tranquillo. Non rivelerò a nessuno la tua vera identità.- Si avvicinò al volto del corvino. -Ho intenzione di tenermela tutta per me!»

Rimasero qualche attimo a guardarsi, in silenzio, finché lei non iniziò ad alzare Levi dal pavimento freddo.
Con movimenti poco aggraziati, ma stando comunque attenta a non fargli male, lo mise nella vasca.

«Aspetta! Che diavolo vuoi fare?!»

«Non è ovvio? Ti devo lavare, sei sporco. Tu odi lo sporco, no?» Rispose lei candidamente.

Quando gli stava lavando i denti, Levi iniziava a sentire una sottile sensibilità alle braccia, ma ovviamente non abbastanza per muoverle più di mezzo centimetro o fermare la ragazza che, dopo un semplice «Scusa.» sfilò i boxer dalle sue intimità.

Immediatamente, la giovane distolse lo sguardo, diventando completamente rossa in volto. Levi faticava a credere che quella ragazza all'apparenza piccola ed indifesa, fosse la stessa che solo una decina di minuti fa l'aveva trascinato su per le scale con una forza spaventosa e ancor prima rapito, in chissà quale modo. Pareva avesse due personalità ben distinte tra loro.

Passarono pochi secondi che lei prese il doccino e cominciò a sciacquare l'intero corpo del corvino, cercando di non guardarlo troppo in quel punto.

«Perché mi hai rapito? Su, rispondimi ora.» Disse schietto, guardando la giovane in modo freddo e rigido, nonostante lei non lo stesse degnando di uno sguardo.

Afferrò la spugna, la riempì di sapone e la passò sul corpo di Levi, iniziando dalle spalle. «Non ti è ovvio? Secondo te per cosa?» Chiese di rimando lei, precedendo Levi che era in procinto di richiederglielo.

Perché per quella strana ragazza, tutto doveva essere evidente? Quando non era per niente scontato il motivo di tutto quello, in realtà. «Te l'ho chiesto io. Per un riscatto?» Tirò ad indovinare.

«Non mi interessano i soldi.- Rispose prontamente. -Insomma, chi sarebbe così stupido da rapire qualcuno che ama, faticando così tanto, per poi ridarlo indietro per una manciata di soldi?»

«Sarebbero in molti a farl-» Stava per dire, quando si rese conto delle parole che aveva usato la ragazza. "Qualcuno che...ama...?"

*Spazio Me*
ALLORA.
Numero 1: Dato che non pubblicizzo mai nessuno e non ho mai spammato mie storie (a parte proprio nelle mie stesse storie😂), mi piacerebbe se andaste a leggere la storia di Vicky_Vry , "Cara piccola me". È una Reader Insert, con protagoniste voi, appunto. È la sua prima storia e per adesso ci sono solo due capitoli. Ma non solo farebbe un piacere immenso a me, ma anche all'autrice se la leggeste!
•Numero 2: Trovo che il carattere dello yandere non si addica per niente a Levi, perché così non sarebbe più fedele al carattere originale del personaggio (diventando ooc). Quindi, ho deciso di fare la pecora nera della situazione e far fare a voi la parte della pazza yandere! u.u
Ammettelo che vi garba l'idea e non vi dispiacerebbe essere la yandere di Levi🌚😏

*La portano via con una camicia di forza*

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro