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capitolo 11

EREN'S POV

Ripresi conoscenza a suon di calci e pugni, non solo nello stomaco ma anche in viso , ed il posto in cui aprì gli occhi non era più piacevole . Una vecchia cantina piena di scatoloni e vecchi mobili. All'apparenza si poteva scambiare per una normalissima cantina di una qualsiasi casa , ma con attenzione ,guardandosi intorno ,si potevano chiaramente vedere macchie di sangue sparse un po ovunque, alcune sul pavimento , altre sulle scatole, ma la maggior parte erano lungo un tavolo circolare posto al centro della stanza. Avevo mani e gambe legate , i vestiti sporchi . ma sopratutto un cattivo sapore in bocca.

-si è svegliato-

aveva annunciato uno dei due uomini difronte a me.

-procediamo-

non potevo fare nulla , l'omone mi sollevò da terra e mi mise come un sacco di patate sulla sua spalla.

Un conato di vomito mi stava salendo in gola, mentre la testa cominciava a girarmi e ad dolermi. L'osso della spalla dell'omone mi stava pressando la pacia , e ad ogni suo passo , sentivo premere ancora di più quel punto estremamente sensibile recandomi sempre piu dolore, mentre, la testa penzolante , arrivava all'altezza del fianco del'uomo che mi trasportava come se non pesassi nulla.

Non aprì bocca, mi limitavo solo ad emettere qualche lameneto ogni tanto, lamenti che ogni volta ricevevano come risposta un colpo alla testa , l'uomo che mi trasportava lo faceva apposta a farmi sbattere contro le pareti , le porte e ora lo specchio dell'ascensore.

Riflesso nel grande specchio vidi chiaramente illuminarsi il piano numero 2.

Dalla posiziome in cui mi trovavo potevo vedere solo una parte del salone in cui eravamo entrati tramite una grande porta di legno pregiato .
Il salone era chiaramente di lusso, eppure non vedevo nessuno.

-Eren-

Cosa? Levi? Cominciai a muovermi,ma senza riuscire a smuovere l'uomo di un centimetro

-esatto-

E questa voce? Di chi é?! Ahhhh voglio voltarmi

-ti ascolto-

I due uomini avanzarono di poco , il rumore dei loro passi venne accompagnato da quello di una sedia che veniva spostata.

-iniziamo-

-Reiner, fai accomodare il nostro ospite-

-si-

L'uomo , o meglio Reiner, mi fece sedere sulla sedia accanto a quella del loro capo , proprio di fronte a .... Levi!

-levi!-

Quasi gridao .... quindi l'uomo al mio fianco é...

-daunch...-

Dissi il suo nome bisbigliando. Sbiancai rendendomi conto della situazione in cui ero finito .

-é un piacere conoscerti, Eren -

-lascialo fuori-

Ringhiò levi visibilmente turbaro

-sai cosa voglio in cambio-

-se non lo sai già, te lo dirò io , lui é uno sbirro, non so quanto ti convenga farlo assistere alla discussione-

In quel salone calò, per qualche motivo a me sconosciuto, un silenzio straziante assieme ad una tensione quasi palpabile che durò per qualche minuto.

-va bene. É si o no ?-

La calmità di quell'uomo mi incuteva timore, allora , decisi di spostare lo sguardo su levi, ma lui, al contrario da me , era calmo , impassibile , la sua espressione era quella di sempre.

-si-

Eppure, pronunciando quel si , le sue lunghe e sottili sopracciglie si incurvarono per una frazione di secondo.

-ne sono contento, alla prossima-

Si alzarono e si strinseto la mano. Levi mi fece cenno di seguirlo e , senza guardarmi indietro, attraversai la soglia della porta rimanendo dietro al corvino . Camminando verso l'ascensore potei notare, con piacere, la differenza di altezza frai noi due , feci un piccolo sorriso silenzioso.

-cosa hai da ridere moccioso?-

Ma come ha fatto a sentirmi ?
Seguì con lo sguardo i suoi movimenti mentre prenotava l'ascensore, per un'attimo mi sembrò di veder tremare quella mano , la stessa che qualche minuto fa strinse quella di Danchou. Entrammo nell'ascensore, dove , rimasi dietro di lui , per qualche assurdo motivo avevo paura si guardarlo in faccia, paura? Nah..diprezzo?..ha ha ci mancherebbe altro , sensi di colpa?...potrebbe essere. quel silenzio mi stava irritando , così decisi di prendere l'iniziativa e di parlarlare per primo.

-grazie-

Silenzio.
Nulla? Niente da dire? A questo punto anche un'insulto mi sarebbe andato benissimo

-non avresti dovuto dire di si...-

Nulla..il silenzio. Stavamo salendo al piano...provai ad avvicinarmi di poco per vedere il numero, e ,senza volerlo, mi ritrovai con il petto attaccato alla sua schiena, senza aver visto il numero del piano a cui stavamo salendo da un tempo , a mio parere , infinito , quasi saltai all'indietro rendendomi conto di quello che avevo fatto.

-scusa volevo solo veder-

Non feci in tempo a finire la frase che mi ritrovai con la schiena attaccata alla parete dell'ascensore, le mani fermamente tenute da quelle di levi sopra la testa e un sua gamba fra le mie. La differenza di altezza é molto evidente in questo tipo di situazioni, ma , nonostante ciò, la sua vicinanza mi eccitava da morire.

-non hai la più pallida idea di quanto tu mi si-

Nel dire quelle mezze parole aveva accorciato la diatanza trai i nostri visi, mi ero totalmente perso in quei occhi color ghiaccio e il suo buon profumo mi stava solleticando il naso. Nessuno dei due interrompe quel contatto , il grigio dei suoi occhi si rifletteva nel verde dei miei dando vita ad colore indefinito, solo un'insieme di sfumature.
Lo volevo baciare.
Fu come se mi avesse letto nel pensiero, perché in una frazionione di secondo si fiodandò sulle mie labbra . Il nostro bacio non fu ne dolce ne romantico , ma più un disperato reciproco bisogno di sentirci , di toccarci , di ritrovarci. Le nostre lingue danzarono insieme,ed era lui a dirigere il ballo .Piano piano riuscì a liberare le mani dalla sua presa e con un gesto veloce le avvolsi intorno al suo collo , approfondendo quel contatto tanto bramato , levi , preso dalla foga del momento, strinse i miei glutei con entrambe le mani facendomi gemere nella sua bocca e con un movimento fluido percorsero tutta la lunghezza delle coscie , quando le sue mani afferarono le mie ginocchi mi spinse, ancora una volta , contro la parete dell'ascensore .Sentivo come se le gambe potessero cedermi da un momento all'altro , di conseguenza le avvolsi intorno alla sua vita , liberando levi dal loro peso . A quanto pare però, gli dispiaque non avere più il controllo di esse tanto che iniziò a palparmi ogni centimetro della coscia con una mano , mente con l'altra mi reggeva il collo , sentivo che anche lui aveva bisogno di più. L'ascensore si fermò e un "din" annunciò l'arrivo al piano "15". Ci staccamo malvolentieri, io espressi il mio disappunto con un leggero gemito mentre Levi si limitava a guardami negli occhi. Era bellissimo, aveva le guance leggermente arossate e i sui mannifici occhi brillavano con una luce piena di malizia. Non so esattamente per quanto tempo restammo in quella posizione, so solo che quando le porte si richiusero noi non ci eravamo minimamente mossi , solo quando ritornammo soli in quelle quattro mura riprendemmo da dove avevamo lasciato. Tenevo le gambe dietro la schiena di Levi mente le sue mani vagavano indisturbate lungo le mie coscie . Sentivo il bisogno di un qualsiasi tipo frizione, avevo bisogno di dare almeno un po di sollievo all'elezione ben evidente fra le mie gambe , così, ,trusciando sulla parete dell'ascensore, mi posizionai poco più in alto , in modo tale da poter trovare sollievo dal suo stesso problema.

-sei troppo impaziente-

Aveva detto con un tono roco al mio orecchio, tutto ciò non fece che peggiorare la mia situazione.

-però non é ne il luogo ne il momento adatto-

E con disinvoltura si stacò da me.
Ma cosa?! Come?!

-non guardami con quell'espressione delusa-

Un ghigno si dipense sul suo viso , ma stavanì all'istante lasciando spazio ad un'espressione accigliata

-l-levi?-

Non capivo se era arrabbiato o preoccuparto.

-a cosa stai pensando?-

Ormai stavamo uno difronte all'altro.

-devo trovare un'alloggio-

Un...alloggio?

-perché non predi una camera da l'albergo-

Avevo proposto usando il tono piu serio che potevo , ma dubito che levi mi abbia potuto prendere sul serio dato che tenevo entrambe le mani sul cavallo dei mie pantaloni ,con la speranza di far calmare il mio piccolo gigante.

-ma allora sei proprio un moccioso, la maggior parte dei hotel sono di mike , uno dei uomini più fedeli di Danchou, non posso rischiare-

-potresti prendere una stanza in un motel o-

-moccioso non voglio stare in una lurida topai piena di merda ed insetti-

Ma é un fissato dell'igene o cosa?

-casa tua é lontana?-

Cosa? Casa..mia?!

-beh considerando che siamo a Venezia e io vivo nella periferica di Parigi....Si , Si lo é -

-nessun problema ho un'areo privato-

-ma..-

Non feci in tempo a controbattere che aveva già aperto le porte dell'ascensore. Ma come faceva a camminare senza problemi (?) , eppure avevo chiaramente visto il cavallo dei suo pantaloni gonfio...
Non ci pensai tanto e lo raggiunsi.

-sei proprio un moccioso-

Non era colpa mia se non mi ero ancora del tutto calmato e di certo non potevo farlo salendo le scali verso il terrazzo.
Ma esattamente, levi aveva un aereo parcheggio in qualsiasi terrazzo? Ma la cosa più importante era che avrei dovuto condividere casa con Levi , cioè un mafioso da cui ero inspiegabilmente attratto.







angoletto ><

Vi chiedo scusa per il ritardo ma non ho avuto connessione al Mare, ho scritto metà capitolo ieri e metà oggi
/(>¿<)/

Se c'e qualquadra che non cosa fatemelo sapare ~.~

*Rotola via*

(Volevo condivide la mia disperazione con voi *.*)

( e con questa *rotolo via maleh*)

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