8 ERURI
SPOILER SUL PASSATO DI LEVI CONTENUTO IN BIRTH OF LEVI. Questo spoiler NON C'ENTRA NULLA CON LA SAGA DI ATTACK ON TITAN ma ti conviene leggere/vedere lo spin off prima di leggere questa one shot. Se non hai intenzione di leggere/vedere lo spin off allora continua pure, se vuoi farlo prima fallo poi leggi questo altrimenti, appunto, ti spoilero.
Riassunto:
-hai intenzione di leggere birth of levi? Non leggere questa one shot, ci sono spoiler
-non hai intenzione di leggere birth of levi? Leggi pure questa one shot ma sappi che ti perdi un bello spin off
-hai già letto birth of levi? Che ci fai ancora qui? Leggi sotto!
LEVI
Stavo passeggiando per il quartier generale e mi imbattei in una porta semichiusa. Ero passato più volte in quel corridoio ma non avevo mai fatto caso a quella stanza. Spinto dalla curiosità entrai. Non era molto grande ed era completamente vuota, fatta eccezione per un'elegante pianoforte a coda di ebano nero. "Una sala musica? In un quartier generale militare?". Sapevo che non era una buona idea ma chiusi lo stesso la porta alle mie spalle e mi sedetti sullo sgabello. Provai a fare una scala armonica e un dolce suono pervase la stanza. Presi un bel respiro e iniziai a suonare. L'acustica era perfetta e le note si diffondevano alla perfezione. Pian piano aumentai la velocità e la difficoltà dei brani. Suonai per una buona ora. Mi alzai stirachiandomi e mi diressi verso la porta ma andai a sbattere contro qualcuno. Alto, muscoloso biondo. Il comandante. "Sono decisamente fottuto". "Mi scusi" dissi facendo un passo indietro, ma anche così non riuscivo a guardarlo negli occhi senza reclinare la testa indietro "ma quanto cazzo è alto sto qua?". "Levi!" Aveva un tono di voce sorpreso, non arrabbiato, e questo mi stupì "non credevo sapessi suonare il piano. E pure molto bene". Scrollai le spalle con noncuranza "sono pieno di sorprese" ed uscii lasciandolo lì in mezzo alla stanza. Mi afferrò per un polso e mi tirò indietro facendomi perdere l'equilibrio. Caddi e lui mi afferrò. Eravamo in una posizione a dir poco indecente. "Mi chiedevo" ora era lui ad avere un tono noncurante "se ti andasse di suonare un duetto". "Dì di no. Levi! Dì. Di. No!" "Certo" cervello e bocca erano scollegati. Il biondo mi tirò su e poggiò degli spartiti sul pianoforte. Si sedette sullo sgabello e mi invitò a fare altrettanto. "E adesso? Come faccio a dirgli che non so leggere la musica?". Mi accomodai con nervosismo e lui se ne accorse. Non gli sfuggiva niente. "Tutto bene?" Chiese. "Io..." presi coraggio "non so leggere la musica, sono un'autodidatta."
"Non sai......quindi i brani di prima....erano tue composizioni?!"
Io annuii improvvisamente interessato ai tasti del pianoforte
"Wow. Questo sì che è sorprendente!"
Le mie guance erano in fiamme. Elvin prese gli spartiti e con pazienza mi insegnò a leggere le note. Non era difficile come credevo.
"Proviamo?" Mi chiese quando riuscii a leggere l'intero brano senza errori. Misi le mani sullo strumento cercando di ignorare la vicinanza con il comandante. Le nostre cosce si sfioravano e le nostre mani si incontravano molte più volte di quante fosse necessario. Il brano non era difficile. Era una melodia triste, composta da lente e basse note a cui se ne aggiungevano altre di più alte ma non più allegre. Partiva il comandante. Rimasi incantato ad ascoltarlo e per poco non mi dimenticai di entrare nella melodia. Trasportato dalle dolci note tornai al passato. Vidi Farandal ridere mentre Isabel penzolava a testa in giù. Vidi Kenny regalarmi il mio primo pugnale. Vidi mia madre legami un foulard attorno al collo dicendomi che ero il suo piccolo uomo. La musica aumentò di intensità. Vidi mia madre esalare il suo ultimo respiro mentre mi stringeva tra le sue braccia, ormai ridotte a pelle e ossa. Vidi Kenny allontanarsi senza voltarsi indietro. Vidi Isabel mormorare "fratello" mentre un gigante la divorava. Vidi Farandal che veniva afferrato da un mostro. Una lacrima mi rigò il volto, poi un'altra. "Levi? Stai bene?" Avevo smesso di suonare ed Elvin si era girato verso di me, preoccupato. Mi abbracciò ed io seppellii il viso nell'incavo del suo collo. Il biondo mi accarezzò con dolcezza la testa. "Il passato torna sempre a tormentati nei modi più subdoli, lo so." La sua mano continuava a giocare con i miei capelli. Pian piano mi tranquillizai e mi accorsi che stavo ricambiando l'abbraccio. Sentii qualcosa di bagnato cadermi sulla guancia. Io, però, avevo smesso di piangere. Alzai la testa e vidi che il comandante stava piangendo. Guardai quei cristalli che gli scendevano lungo gli zigomi e trovai quella scena aliena. Elvin era sempre sorridente ed ottimista, era un tipo che ispirava fiducia con le sue iridi illuminate da un'inspiegabile allegria. Vederlo piangere mi faceva stare male. Non era da lui. Allungai una mano e con il pollice asciugai le sue lacrime. "Non piangere. Non va bene" un timido sorriso gli increspò le labbra in risposta. Mi voltai verso il pianoforte ed iniziai a suonare un motivo allegro. Innumerevoli note si susseguivano velocemente in un complicatissimo rondo improvvisato. Non mi era mai capitato di comporre per qualcuno. Tutte le canzoni erano scritte per me e non le condividevo con nessuno. Erano una cosa solo mia. Eppure quel brano non solo era dedicato al comandante, era ispirato a lui. Le complesse scale prendevano vita de quella persona così complessa e piena di sfaccettature. Apparentemente allegra ma segretamente triste con un complicato passato mai svelato. "L'hai composta adesso?" Mi domandò ed io anuii senza smettere di suonare. Conclusi il brano ed un'improvviso silenzio calò nella sala. "Grazie" disse Elvin dopo un po'. "No, grazie a te" risposi "mi hai salvato la vita. Sai, potevi benissimo consegnarmi ai gendarmi dopo aver fatto uscire allo scoperto Lobof ma non lo hai fatto. Ti sei impegnato rischiando molto per farmi restare nella Legione Esplorativa. Per quanto tu possa dire che lo hai fatto per la mia forza io non ci credo. Allora perché?"
"Perché sei una persona che merita di vivere. Forse non so nulla del tuo passato, ma non è difficile capire che hai passato l'inferno. So che una vita nel corpo di ricerca non è il massimo ma è sempre meglio che una vita nella città sotterranea."
"Grazie"
AlyssaMolin04
P.S.
Ta daaaaaaaaa. Il mio piccolo capolavoro. "Modesta....." Taci vocina-inutile-distruggi-autostima. Sul serio, io sono fiera di questo capitolo è spero che piaccia anche a te.
Per quanto riguarda le canzoni:
-i primi brani che suona Levi sono dei semplici esercizi per pianoforte
-il duetto è "Sonata al chiar di Luna" di Beethoven
-Il brano finale è "rondo alla turca" di Mozart
Se vuoi andare a sentirli li trovi facilmente su quella bella cosa che sta distruggendo la mia vita sociale chiamata internet.
Per il momento è tutto (linea allo studio😂😂)
Sul serio
Ciao♐
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro