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Day 14


"Assicurati di scrivermi, okay? Non ignorarmi come hai già fatto perché verrò a casa tua e ti picchierò a sangue." Disse Calum, i suoi occhi scuri erano quasi pieni di lacrime. La sua presa sui fianchi si rafforzò, quasi non volesse mai lasciarmi andare. Non che fosse un problema per me. Le mie braccia erano pigramente avvolte attorno al suo collo, le mie mani stavano giocando con piccole ciocche alla base del suo collo.


La ragazza fastidiosa dell'interfono parlò ancora. "Volo 372 per la Nuova Zelanda sta partendo. Ultima chiamata per la Nuova Zelanda."

"Calum andiamo o perderemo l'aereo!" Joy brontolò a qualche metro da loro.

"Zitta, Mamma!" Urlò Calum oltre il mare di persone.

"Calum- io- mi dispiace per averti ignorato. L'ho fatto solo perché ho pensato che avrei rovinato tutto per noi e non lo volevo. Sono proprio un idiota, mi dispiace che ti ritrovi con me perché so che mi ami tanto quanto ti amo io. Ti amo, Calum."

"Sei un cretino." Disse, la sua fronte era appoggiata contro la mia. Era come se tutti fossero scomparsi in quel momento. Eravamo gli unici sul pianeta. Il tempo sembrò rallentare ed io ero contento. Più che contento. Ero tra le braccia di Calum senza nessuna discussione tra di noi, nessuno stress per la sua partenza- era la nostra piccola bolla. La nostra bolla sicura e io sarei voluto stare là per sempre.

Ma, come dissero una volta i Rolling Stones, non puoi sempre ottenere ciò che vuoi.

"Se vuoi salutare Calum, è meglio che ti alzi! Il suo aereo decolla alle 2 del pomeriggio!" Urlò mia madre, facendomi saltare dal letto. I miei occhi scansionarono la sveglia dove lessi l'ora: 1:32 p.m.

Oh merda.

{Calum's POV}

Il tono squillante della donna all'interfono risuonò. "Volo 372 per la Nuova Zelanda sta imbarcando."

Alzai gli occhi al cielo e ringraziai il barista che mi aveva appena servito il caffè. In cambio gli diedi una banconota da cinque dollari.

Presi posto in uno dei piccoli tavoli, non preoccupandomi del fatto che mi sarei dovuto imbarcare, non preoccupandomi che Ashton non fosse qui- no, nessuna preoccupazione.

Volsi la mia attenzione al cartello sopra il bancone. Starbucks.

Sentii una risatina e guardai la coppia dietro di me che si stava tenendo per mano. Combattei l'impulso di vomitare quando lui le baciò il naso.

Starbucks è proprio un cliché per innamorarsi.

Tu ti sei innamorato qui, ricordi? Il mio subconscio ovviamente non poteva starsene zitto.

Tentando di mantenere il mio pranzo nello stomaco, lasciai Starbucks e trovai mia madre su una delle sedie con le nostre valigie. Alzò le braccia esasperata. "Calum! Dobbiamo salire! Sono le 2:43!"

Sbuffai una risposta. "Sì, lo so."

"Aw, piccolo," Smise di passarsi la targhetta del bagaglio tra le dita e mise una mano sulla mia guancia, "Mi dispiace non ce l'abbia fatta."

"Anche a me. Possiamo lasciare questo posto dimenticato da Dio adesso?"

Mi lanciò uno sguardo compassionevole e annuì, battendo sulla mia guancia. "Mi dispiace, tesoro."

Annuii e afferrai il manico della mia valigia nera e sollevai il borsone. Mia madre prese le sue borse e ci incamminammo verso la porta, non appena sentii un urlo sopra le altre voci.

"CALUM! ASPETTA NON ANDARTENE! SONO LENTO, PER FAVORE ASCOLTAMI!" Il cretino ce l'ha fatta finalmente. Iniziava a piacermi il mio subconscio.

Mi voltai, feci cadere il mio bagaglio, ignorando le proteste di mia madre e corsi a cercarlo.

Vidi i suoi capelli ricci in mezzo al mare di giacche e cravatte.

{Ashton's POV}

"Calum! Sono qui!" dissi avvolgendo le mie braccia attorno al suo collo.

Lui annuì nel mio collo. "Sì, lo sei. E sei anche tutto sudato."

"Ho corso fino a qui." Sorrisi.

"Sei così carino." Disse non appena fece unire le nostre labbra, proprio là, al centro dell'aereoporto.

"Per quanto io voglia restare così," Staccai le nostre labbra, guardandolo neglio occhi, "Dobbiamo salutarci."

"Non voglio dirti addio. Non alla persona che amo di più in questo mondo brutto."

"Per favore non fare tutto lo sdolcinato con me adesso. Sto cercando di non piangere." Dissi, sorridendo, ma sbattendo indietro le lacrime.

"Devo fare tutto lo sdolcinato con te, perché ti amo e sei l'unica persona con cui io voglia essere sdolcinato."

I miei occhi saettarono all'orologio sul muro. 2:47.

"Calum, non dobbiamo dirci addio. Possiamo semplicemente dirci tutto ciò che vogliamo dirci, baciarci, e poi corri nella direzione opposta a me prima che ti rapisca, okay?" Straparlai.

Lui annuì, i suoi occhi si inumidirono. "Assicurati di scrivermi, okay? Non ignorarmi come hai già fatto perché verrò a casa tua e ti picchierò a sangue." Disse Calum, i suoi occhi scuri a mandorla erano quasi pieni di lacrime. La sua presa sui fianchi si rafforzò, quasi non volesse mai lasciarmi andare. Non che fosse un problema per me. Le mie braccia erano pigramente avvolte attorno al suo collo, le mie mani stavano giocando con piccole ciocche alla base del suo collo.

"Ogni giorno. Ti scriverò una lettera al giorno." Dissi, le lacrime scorrevano libere sulle mie guance.

La ragazza fastidiosa dell'interfono parlò ancora. "Volo 372 per la Nuova Zelanda sta partendo. Ultima chiamata per la Nuova Zelanda."

"Calum andiamo o perderemo l'aereo!" Joy brontolò a qualche metro da loro.

"Zitta, Mamma!" Urlò Calum oltre il mare di persone.

"Calum- io- mi dispiace per averti ignorato. L'ho fatto solo perché ho pensato che avrei rovinato tutto per noi e non lo volevo. Sono proprio un idiota, mi dispiace che ti ritrovi con me perché so che mi ami tanto quanto ti amo io. Ti amo, Calum."

"Sei un cretino." Disse, la sua fronte era appoggiata contro la mia. Era come se tutti fossero scomparsi in quel momento. Eravamo gli unici sul pianeta. Il tempo sembrò rallentare ed io ero contento. Più che contento. Ero tra le braccia di Calum senza nessuna discussione tra di noi, nessuno stress per la sua partenza- era la nostra piccola bolla. La nostra bolla sicura e io sarei voluto stare là per sempre.

Ma, come dissero una volta i Rolling Stones, non puoi sempre ottenere ciò che vuoi.

Joy sbatté un piede impaziente. "Calum, non voglio dover pagare per dei nuovi biglietti, per cui se potessi accelerare la tua festicciola d'amore, sarebbe favoloso."

Lui la ignorò e premette le sue labbra contro le mie. Assaporai il bacio, temendo sarebbe potuto essere l'ultimo.

"Ti amo. Non lasciare che questo sia il nostro ultimo momento insieme." Disse Calum, Girando sui suoi tacchi. Raccolse le sue borse e raggiunse sua madre all'entrata dell'aereo senza voltarsi più.

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