First
Lili Reinhart's point of view
Mi chiudo immediatamente la porta del mio camper alle spalle. Non voglio parlare con nessuno, non che sia successo qualcosa di grave.
Solo.. Troppe informazioni, troppi ritorni, troppi sguardi..
Sospiro, ancora appoggiata alla porta. Non ho un posto dove andare a vivere, è stato fatto tutto al momento.
Ma in ogni caso, questo piccolo posticino andrà bene per me, appena avrò il tempo di renderlo più mio andrà ancora meglio.
Mi siedo sul divanetto dove avevo lanciato le lettere che qualcuno mi aveva lasciato, prima di andare a girare le prime scene.
Non ho testa per leggerle al momento, ma prima o poi dovrò farlo. Non so per quale motivo, però qualcosa mi dice che sono importanti.
Mi dirigo al bagno per struccarmi, sono veramente stanca.
Sciolgo i miei corti capelli biondi lasciando l'elastico accanto al lavabo. Bagno il dischetto con acqua micellare e infine, lo poso sul mio occhio stanco.
Sono successe tante cose oggi.
Ho girato le prime scene da protagonista.
Ho conosciuto tante persone nuove.
Ho scoperto che il mio ex ragazzo interpreta il fidanzato del mio personaggio, Betty Cooper.
Non mi sarei mai aspettata di vederlo qui, sul set. Chissà quanti si erano proposti per il ruolo del misterioso Jughead Jones. Eppure avevano scelto lui.
Ho fatto finta di non conoscererlo. Un po' mi dispiace, dal suo volto ho visto che ci era rimasto male. Ma l'ho fatto per me, ma anche per lui. Chissà quante domande ci avrebbero fatto.. E magari, riconoscerci non ci farebbe male.
Rido per il mio stupido pensiero, mentre mi strucco il resto del viso e l'altro occhio.
Riconoscersi. Ripartire da zero. A quale scopo?
Appena finisco di lavarmi viso e denti, esco dal bagno per infilarmi il pigiama, per poi tirare fuori il letto dal divano.
Mentre mi sistemo prendo le lettere da terra, che erano cadute mentre sistemavo il letto.
Sono sette buste, ognuna è numerata. Lo scrittore è davvero un perfezionista.
Prendo la prima busta, e tiro fuori il foglio.
Si dice che quando siamo bambini crediamo di essere al centro dell'universo.
Piove perchè l'ho voluto io.
N
evica perché a me piace la neve.
C'è il sole perché io devo giocare.
Anzi:
Piove perché lo abbiamo voluto noi.
Nevica perché a noi piace la neve.
C'è il sole perché noi dobbiamo giocare.
Si. Al plurale. Al plurale perché non ero mai solo. Dove c'ero io, c'eri tu. Dove c'eri tu, c'ero io. Sempre cosi da quando avevamo 6 anni, in prima elementare.
Alzo un sopracciglio, non riesco a capire.. Chi è che mi conosce da cosi tanto?
..Sempre stata una ribelle. Non giocavi con le altre bambine, eri con noi maschi a giocare a calcio. L'unica tra tutti noi.
Sorrido a quel ricordo. Non mi erano mai piaciute le bambole, che senso aveva giocarci?
Forse per questo hai accettato me.
A differenza del mio gemello ero più introverso, timido.. Ero strano. Forse per questo ti ho attirato. O sei tu ad aver attirato me? Magari ci siamo attirati come due calamite in contemporanea. Non credo sia questo l'importante però.
Gemello. Gli occhi iniziano a inumidirsi.
Forse ho capito..
..Ti ricordi quando eri venuta a casa mia la prima volta e avevo messo le braccia nella maglietta? “Non ho più le braccia!” esclamai. Tu si eri messa a urlare e quasi piangevi. Quante risate mi sono fatto quel giorno mentre le tiravo fuori per abbracciarti.
Sorrido mentre lacrime dolci amare scendono lungo il mio volto.
..A volte vestiti cosi eravamo due adulti in affari, a volte eravamo due professori, a volte eravamo marito e moglie, potrei citare altre situazioni però finirei la carta a disposizione. Alla nostra fantasia non c'era limite.
Che bello che era essere bambini.
E noi, che volevamo crescere in fretta. Pazzi!
Cosa ci passava per la testa Cole?
Hai presente quando ti ci chiedevo “quanto mi vuoi?” e tu rispondevi felici “tanto cosi!” aprendo le braccia? Tu eri il mio tanto cosi.
Aspettavamo con ansia l'adolescenza, l'età adulta. Ma cosa ci passava per la testa, Lili?
Tiro su col naso, asciugo le lacrime.
È ancora il mio punto debole. Lo è sempre stato, non è mai cambiata questa cosa.
Sei ancora il mio tanto cosi. Penso, mentre mi lascio cadere tra le braccia di Morfeo.
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