To Finnick from Annie
Caro Finnick,
mi manchi, sai? Sono passati quindici anni da quando te ne sei andato, ma ti penso ogni giorno, appena mi alzo e prima di andare a dormire. Nostro figlio sta crescendo: è sempre più simile a te, anche nei modi di fare. Pensa, l'altro giorno mi ha chiesto persino se volevo una zolletta di zucchero! Quando lo ha fatto, mi sono venute le lacrime agli occhi perché ho ricordato il nostro primo incontro. Tu mi hai detto le stesse identiche parole, facendomi scoppiare a ridere per la posa che avevi assunto. Per non far notare al nostro ragazzo la tristezza e la nostalgia che provavo, gli ho sorriso, accettando di buon grado il dolce che mi aveva offerto. Adesso è in camera sua, a disfare i bagagli: siamo tornati avanti ieri dal Distretto 12. Primrose Willow e Mitch Rye crescono sempre di più. Anch'io ne avrei voluti due, di bambini, e forse anche di più, ma... Katniss e Peeta si sono dimostrati gentilissimi come sempre, cercando in tutti i modi di farmi sentire a mio agio, ma loro non sono te. Nessuno riuscirà a convincermi di essere al sicuro, perché non sono né sarò mai più fra le tue braccia, che erano il mio unico rifugio per sfuggire alla pazzia. Ad ogni modo, mi sono trovata bene lì. C'erano anche Haymitch, Johanna, Beetee ed addirittura Enobaria, giunta fino al 12 solo per cambiare aria. Mi hanno trattato benissimo, oserei dire alla perfezione. Mi hanno aiutato praticamente in tutto, dandomi mille consigli su altrettante cose diverse. Questa lettera, però, voglio scrivertela tutta da sola. Il dottor Aurelius ha detto che questo mio insolito bisogno potrebbe voler dire che sono in via di guarigione. Che dici, Finn, ci sto riuscendo? Ad essere sincera, io non noto alcun miglioramento in me. Mi sembra di essere la solita Annie, la pazza che è sopravvissuta agli Hunger Games solo perché sapeva nuotare meglio degli altri tributi e che da quel giorno non è più tornata come prima, all'epoca del nostro primo incontro. A quei tempi avevo solo dodici anni, mentre tu eri già il quattordicenne più affascinante del Distretto 4. Quel giorno stavo tranquillamente passeggiando per le vie della nostra amata città, pensando all'Accademia. Ero appena stata ammessa e, da brava Favorita, ero entrata subito in confidenza con varie armi, ma quella con cui mi trovavo meglio era la garrota. Poche ore prima, l'addestratore ci aveva fatto fare una prova pratica, ed io avevo quasi strangolato un ragazzo più grande di me di tre anni. Ricordo che ero piuttosto fiera del mio risultato, sebbene fossi spaventata per essere andata così vicino ad assassinare un altro essere umano. Non potevo dirlo ad alta voce perché sarei stata considerata una ragazzina debole, ma dentro di me sapevo che tutto quello che eravamo costretti a fare era sbagliato, che i Giochi non sarebbero dovuti mai esistere, che Snow ed i suoi predecessori avevano torto. Stavo pensando a questo quando, in lontananza, vidi un ragazzino poco più grande di me correre forsennatamente nella direzione da cui stavo arrivando io. Mi fermai, aspettando che fosse abbastanza vicino per poterlo osservare bene. Ero incuriosita. Già allora mi piaceva studiare i visi delle persone e mi divertivo ad immaginare ciò che potevano provare. Quando il misterioso ragazzo fu abbastanza vicino, sgranai gli occhi. Lo avevo riconosciuto subito: era colui che veniva praticamente venerato da tutti gli esseri di sesso femminile del distretto, Finnick Odair, ovvero tu. Mi raggiungesti dopo pochissimo tempo: avevi il fiatone, ma riuscivi ancora a trovare la forza per sorridermi. Dopodiché, facesti un respiro profondo, raddrizzasti la schiena, ti mettesti in una posa che probabilmente sarebbe dovuta essere provocante ma che invece ti faceva sembrare quasi ridicolo e mi chiedesti, con la tua proverbiale spavalderia: - Vuoi una zolletta di zucchero? - Rimasi per un attimo a fissarti, incredula, poi scoppiai a ridere e, quando smisi, risposi: - Certo che sì! - Sul tuo viso si aprì un sorriso a trentadue denti. - Ci avrei scommesso. Piacere, io sono... - iniziasti. - Finnick Odair, lo so - ti interruppi, afferrando il dolce dalle tue mani e cominciando a mangiare. Tu mi scrutasti allibito. - Be', non pensavo di essere così famoso - ghignasti. - Tu invece come ti chiami? - mi domandasti, sinceramente interessato. - Il mio nome è Annie Cresta - dissi una volta che ebbi deglutito. - Bello! Ti va di farti un giro? - Non riuscivo a credere che l'avessi chiesto proprio a me, ed ovviamente non potei rifiutare. Ti accompagnai nel luogo in cui dovevi andare e dopo passeggiammo un po'. Diventammo molto amici. Passavamo la maggior parte del tempo insieme. Poi estrassero il tuo nome dalla boccia dei tributi per i giochi della fame, ed io mi sentii morire dentro. Per fortuna, tornasti presto. Durante quei terribili giorni d'assenza, capii che mi ero innamorata perdutamente di te, e che non sarei riuscita a sopportare di vedere la tua vita finire su di uno schermo TV, per mano di un ragazzo o di una ragazza sconosciuti. Pregai per te e per la tua salvezza giorno e notte, ed alla fine funzionò. Non appena venisti a bussare alla porta di casa mia, io ti saltai al collo e ti rivelai ciò che provavo nei tuoi confronti. Con mia immensa sorpresa, scoprii che tu ricambiavi appieno i miei sentimenti. Ci fidanzammo, ma non ufficialmente, poiché Snow iniziò a vendere il tuo corpo. Tu continuavi a dirmi di stare tranquilla, ma io non ci riuscivo. Dopodiché, passati altri cinque anni, fu il mio turno di entrare nell'arena. Riuscii ad uscirne, ma impazzii del tutto, e solo tu eri capace di calmarmi durante i miei improvvisi attacchi di follia. Passarono altri mesi, quarantotto per la precisione, e Katniss Everdeen e Peeta Mellark entrarono per la prima volta nelle nostre vite. Di lì a poco, si scatenò la rivoluzione che tanto aspettavamo. Ma chi avrebbe mai immaginato che sarebbe andata a finire così? Di certo non io. Avrei tanto voluto che vedessi quanto è cresciuto il nostro bambino. A proposito, mi sta chiamando. Devo andare. Ma non preoccuparti, amore mio: prima o poi ci ritroveremo, nel Paradiso. Aspettami.
Tua, Annie.
P.S.: proteggici da lassù, per favore. Grazie.
A/N: Fannie! T_T Allora, zia Suze, io ti amo e tutto, MA NON PUOI DISTRUGGERE IN QUESTO MODO L'UNICA COPPIA CANON UFFICIALIZZATA CHE SHIPPO! Per fortuna è stato annunciato che forse Finnick non morirà, nel film. Vabbè, incrociamo le dita e baciamo le mani (?). Ringrazio quella stupendavigliosa persona che è @Laila_Love_Write, che continua a commentare, e vi lascio in pace. A presto! Baci! *-* :* <3
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