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To Clove from Peeta

Cara Clove,
è assurdo. Sono riuscito a smuovere un'intera nazione con le mie parole... ed adesso non so cosa scrivere in questa lettera. Ad ogni modo, penso che mi lascerò trascinare dal flusso ininterrotto di pensieri che assorbono la mia mente, sempre rivolti a tutti voi, che ve ne siete andati troppo presto, senza avere la possibilità di vivere in questa nuova Panem, finalmente libera da ogni oppressione. Soprattutto, mi torni in mente tu. Non so spiegarmi neppure il motivo, o forse sì, ma non riesco ancora ad accettarlo. Sei stata l'unica persona capace di mandarmi in confusione. Ho sempre saputo come comportarmi con tutti quelli che ho incontrato in questi miei trentadue anni di vita, ma mai con te. Se ricordi bene, ero sempre impacciato quando dovevo parlarti, mentre eravamo alleati. Nella mia mente, continuavo a domandarmi come facessi ad essere sempre così sicura di te. Al Centro di Addestramento non sbagliavi mai un colpo, nell'arena i tuoi consigli erano sempre i migliori. In questa lettera, che non ti arriverà mai ma che ho deciso di scriverti per farti sapere cosa ho provato e cosa provo tutt'ora per te, ti illustrerò tutte le supposizioni che ho fatto sul tuo carattere. Già dalla mietitura, che ho visto sul treno, sei sembrata indifferente all'orribile destino che incombeva addosso a tutti noi. Inizialmente non vi ho fatto molto caso, visto che eri pur sempre una Favorita, ma dalla Cerimonia di Apertura qualcosa cambiò. I tuoi occhi incontrarono i miei per un solo istante prima di concentrarsi su qualcos'altro o qualcun altro, ma bastò per pietrificarmi. Lo sguardo che mi hai rivolto... te lo giuro, me lo sogno ogni notte. Era un insieme di paura, rabbia, tristezza e rassegnazione. In quelle iridi di un colore non ben definito che però spaziava dal verde al marrone, lessi tutte le emozioni comuni in un tributo. Non riuscii a dormire perché provai a decifrare l'enigma che eri. La mattina dopo, all'addestramento, indossavi la tua solita maschera d'indifferenza, ma quando il tuo sguardo cadeva per un momento sulla tavolata degli Strateghi, l'odio puro e cocente che provavi nei loro confronti bruciava senza alcun ritegno. In quell'istante, compresi che non sarei mai riuscito a capirti fino in fondo, ma ci volli provare lo stesso. Infatti, è stato quello il vero motivo per cui mi sono unito al vostro gruppo, dopo aver confessato davanti alle telecamere di Capitol City il mio amore per Katniss. Mentre Cato, Glimmer e Marvel erano impegnati a discutere coi loro mentori su quanto fosse saggio lasciare che mi alleassi con voi, tu mi tirasti via da loro, trascinandomi nel corridoio del tuo piano. Mi aspettavo che mi sbattessi contro il muro, come aveva fatto la mia compagna di distretto poche ore prima, ma tu non lo facesti. "Perché ti vuoi unire a noi? Non hai mai dimostrato alcun interesse verso i Favoriti. Cos'è cambiato, adesso?". Deglutii e ti fissai dritto negli occhi. "Durante l'intervista... ho confessato il mio amore per Katniss", cominciai. Tu ti rabbuiasti all'improvviso e mi interrompesti: "E questo cosa diavolo c'entra?". Presi un respiro profondo e dissi, tutto d'un fiato: "Ho mentito". I tuoi occhi si spalancarono di scatto e rimanesti lì a fissarmi, a bocca aperta. "Impossibile", dichiarasti alla fine. "Ho notato il modo in cui la guardi". Sembravi amareggiata. Cercai un modo per uscir fuori da quella strana situazione che si era creata. "È la verità: io... ho mentito a tutti. Non amo la Everdeen. Non l'ho mai amata. Faceva tutto parte di una messinscena ideata da Haymitch per far sì che gli sponsor ci notassero". Un'espressione che oserei definire di sollievo si dipinse sul tuo volto, ma tu la cancellasti subito. "Come faccio a sapere che non stai mentendo a me, invece?", affermasti subito dopo. Ed io, senza neanche pensarci un secondo, mi chinai verso di te. Le nostre labbra si sfiorarono per un breve istante, ma questo bastò ad entrambi. Tornammo in silenzio in sala. Nessuno si era accorto della nostra momentanea uscita, così riprendemmo silenziosamente i posti che occupavamo prima, mentre io, dentro di me, continuavo a chiedermi se, in quello che ti avevo detto, c'era almeno un fondo di verità. Alla fine, fui ammesso nel vostro gruppo. La prima notte nell'arena la passai insonne, troppo preoccupato di essere attaccato alle spalle dai miei cosiddetti alleati. Quando giunse il tuo turno di guardia, mi alzai ed andai da te. "Che ci fai ancora sveglio, Ragazzo Innamorato?", mi domandasti col tuo solito tono incolore. "Ho paura". Te lo dissi così, senza mezzi termini. Tu stessa mi fissasti incredula, stupita da quella confessione. Subito dopo, però, tornasti a fissare i boschi. "Torna a dormire, 12. Domani sarà una lunga giornata". Seguii il tuo consiglio, ed il pronostico che avevi fatto si rivelò esatto. Fu uno dei giorni più spossanti della mia vita, ma ne valse la pena. Quella sera, ti avvicinasti a me. "Mangia, Ragazzo del pane", mi dicesti, passandomi una pagnotta. Io l'accettai di buon grado, e tu ti sedesti accanto a me. Consumammo la cena insieme, senza dire una parola. "Be', buona notte, Peeta", mi augurasti, sorprendendomi per l'ennesima volta in poco più di una settimana. Nessuno degli altri Favoriti mi aveva mai chiamato col mio nome di battesimo. Ciò non fece che confermare i miei sospetti: eri diversa da qualunque altra persona io avessi mai incontrato. Passarono altri giorni in cui non interagimmo molto, fino a quando non vi tradii, rivelandovi che ero sempre stato dalla parte di Katniss. Da quel momento, non ti vidi più, ma il tuo viso tormentava i miei pensieri quando non erano occupati da quello della mia compagna di distretto. Alla fine, lei mi trovò e mi curò. Quando, però, sentii il colpo di cannone che annunciò la tua morte, il mio stomaco si aggrovigliò. Sperai fino all'ultimo che non fossi tu la deceduta, ma il tuo volto fece la sua comparsa quella sera stessa in cielo. È diventata un angelo, mi dissi per consolarmi, ma non servì. La vittoria arrivò poco dopo ed, una volta tornato a casa, mi misi a dipingere. Quello che alla fine venne fuori fu un tuo ritratto. Lo custodisco gelosamente, ma non appena i miei figli diventeranno grandi, glielo mostrerò con orgoglio, narrando poi loro la storia di una guerriera dalle mille abilità. So che non è abbastanza per ciò che sei stata capace d'insegnarmi con un solo sguardo, ma il resto verrà da sé. Sono certo che un giorno ci rincontreremo in Paradiso. Aspettami.
                                         Tuo, Peeta.
P.S.: io e Katniss stiamo aspettando un altro bambino. Ci è stato detto che probabilmente sarà una femmina. Indovina come la chiamerò?




A/N: Cleeta is everywhere (seh, magari)! Bien, spero che abbiate apprezzato anche questo capitolo. Se avete trovato errori sui verbi o altro, o se io contenuto di questa lettera vi è sembrato troppo scadente, o se la caratterizzazione dei personaggi non vi è piaciuta, siete obbligati a dirmelo. (?) Ringrazio la stramegaultrameravigliosa @Laila_Love_Write, che ha votato e commentato il capitolo precedente. Leggete le sue meravigliose storie, mi raccomando! A presto! Baci! *-* :* <3

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