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Capitolo 1 - Sconosciuti

Isabel

"Balla!"

Me lo diceva sempre quell'idiota del mio ex, quando venivamo in discoteca insieme. Voleva ballassi per lui, diceva che gli piaceva il modo in cui mi muovevo. Mi diceva che ero bella e sexy.

Ma se ero così bella e sexy e se mi diceva continuamente quanto il mio carattere fosse meraviglioso, perché, poi, mi ha mollata?

"Non sono più sicuro, Iz", "Non credo di amarti. Forse non ti ho mai amata".

E allora che cos'è l'amore? Se tutta la "perfezione" del mondo non basta, cosa serve per tenersi stretto un uomo?

Io amavo Jared, adoravo ogni sua più piccola sfaccettatura. Amavo l'intesa che avevamo nell'intimità, amavo le nostre uscite semplici, a mangiare un panino o guardare un film al cinema.

Amavo le nostre serate casalinghe davanti a Netflix, con una cesta di pop-corn tra le mani e i Cleenex sul tavolino, pronti per essere usati durante le scene strappalacrime.

Credevo di aver trovato quello giusto, eravamo affini, avevamo tante cose in comune.

Eppure non era bastato. Sembra che la sottoscritta non basti mai agli uomini.

Ma stasera voglio divertirmi e non pensare a niente. Voglio godermi la mia vita da single e questa splendida serata tra amiche.

Io, Amy, Fay e Cindy siamo andate al liceo insieme e siamo rimaste amiche da allora.

Ognuna di noi ha intrapreso studi diversi, ma non ci siamo mai perse.

Amy ha studiato psicologia, Fay è un'imprenditrice nell'ambito della moda e Cindy una hostess.

Io, invece, sono grafica e sono stata assunta in una grande azienda della città, la Weston Advertising.

È l'azienda più conosciuta, qui a Nashville, seconda sola al colosso Bemont.

Domani sarà il mio primo giorno di lavoro e io non vedo l'ora di iniziare questa nuova avventura.

Così, per festeggiare il mio nuovo impiego e il mio inizio ai piani alti, io e le mie amiche siamo venute in questo locale per ballare un po', bere qualcosa e divertirci.

«Secondo voi quello lì ci starebbe?» chiede all'improvviso Fay, indicando un moro alto e palestrato che balla con un bicchiere in mano.

«Non lo so, tesoro, a me sembra gay» interviene Amy ridacchiando.

«Ti prego, non tutti i palestrati sono gay, Amy» la rimbrotta Cindy, ricordando la disavventura che Amy ebbe con un uomo fissato con pesi e muscoli, che poi si rivelò omosessuale.

«Prova, no?» dico a un tratto io, per smorzare i toni. «D'altronde, mal che vada ti rifilerà un due di picche» aggiungo, diverita.

Fay mi fa la linguaccia, sibilando un "Cattiva" un po' troppo melodrammatico. Poi, con coraggio, si butta in pista e si avvicina al bellone che aveva notato.

Sorrido, nel guardarla. Fay non è mai riuscita a trovare quello giusto, ecco perché salta sempre da un letto all'altro. Quando lei è coinvolta, lui si rivela uno stronzo; quando lui è coinvolto, lei non prova sentimenti. Così diventa un circolo vizioso per cui quelli che lei vuole non la vogliono (o almeno non nel modo in cui lei chiede) e quelli che la vogliono lei non li vuole.

«Dovresti buttarti nella mischia anche tu» dice Amy, interrompendo i miei pensieri.

«Come dici?»

«Sì. Andiamo, Isabel, quanto tempo è che non vai a letto con un uomo?» chiede.

«Beh, lo sai. Da quando Jared...»

«Sì, da quando Jared ti ha mollata. Lo stronzo che non è fatto per l'amore.»

«Come la maggior parte degli uomini, direi» interviene Cindy, la più sfigata delle tre. Sì, esatto, tre, perché Amy è felicemente fidanzata da oltre un anno e sembra vivere la favola d'amore che tutte sogniamo.

«Sì, ma a che serve piangersi addosso? Non potete starvene con le mani in mano in attesa del principe azzurro. Vi dovete dare una mossa!»

«Ehi, guarda che io mi sto dando da fare» dice Cindy risentita.

«Questa settimana ho conosciuto tre ragazzi.»

«Online!» le ricorda Amy, a mo' di presa in giro.

«E allora? Cos'hai contro l'online?»

«Niente, Cindy, stavo solo giocando. Tu almeno ci provi. Mentre la nostra rossa di fuoco, qui, ha smesso di vivere.»

«Guarda che non ho smesso di vivere perché non ho il ragazzo!» replico alterata.

«E chi ha parlato di ragazzo?» fa lei ridendo. «Isabel, dico solo che nell'attesa di quello giusto, dovresti... lasciarti andare, ecco. Divertirti. Andare a letto col primo che capita. Scegliendone uno carino, chiaro, ma vivendoti il momento, una semplice nottata di pura passione senza impegni» propone e io penso che ha ragione visto che, in pratica, non faccio sesso da un'eternità.

«Io... non l'ho mai fatto» confesso, quasi vergognandomene. Anche se... non c'è mica nulla di male? Non è mai capitata l'occasione, magari. Ogni donna è libera di fare ciò che vuole col proprio corpo e io non ho mai criticato Fay per essere così libertina. Forse sbaglio. Forse ho sempre cercato troppo l'amore e non mi sono mai divertita con un ragazzo attraente per cui provassi attrazione fisica e basta.

«Ma c'è sempre una prima volta, no? Guardati attorno. Questo locale è pieno di bei ragazzi che non vedrebbero l'ora di fare della sana ginnastica vecchio stile con uno schianto come te.

E poi, cavolo, Izzie, domani è il tuo primo giorno di lavoro in una grande azienda. Hai detto che eri tesa perché hai sempre lavorato freelance e che questa nuova esperienza ti mette un po' in agitazione. Non avresti bisogno di... scaricare la tensione?»

«Questa volta sono d'accordo con Amy» fa Cindy, sorridendo. Queste due quasi mai sono d'accordo su qualcosa!

«Dite che dovrei?» chiedo, mordendomi il labbro.

«Mh, mh» mugugnano all'unisono, muovendo il capo in segno d'assenso.

«Datti tempo, ciccia, la serata è lunga» aggiunge Cindy, battendomi una mano sulla spalla. «Buttiamoci in pista e guardati attorno, magari scovi un bel fusto da cui farti cavalcare» dice, imitando il gesto del cowboy che cerca di accalappiare il cavallo con la corda.

Scoppiamo a ridere insieme e poi Cindy trascina in pista sia me che Amy.

Ballo, lasciandomi andare al ritmo della musica.

Sono felice, leggera.

Voglio divertirmi, scaricare la tensione, come ha detto Amy. E, cavolo se il sesso scarica la tensione!

Mi guardo attorno, sorrido. Sono pronta per spassarmela.

Perciò, chiunque tu sia, sappi solo che sto arrivando e ti farò provare il sesso migliore della tua vita!

Eh sì, non sono brava in molte cose nella mia vita, a parte nel mio lavoro.

Sono un disastro con le pulizie e anche a cucinare, ma a letto... signori, io sono favolosa a letto!

***

Victor

Seduto al bar, guardo la gente ballare e mi chiedo quali siano i pensieri che affollano le loro teste.

Sorseggio piano la mia birra e guardo l'orologio appeso al muro, dietro la testa del barman che mi ha servito.

Aspetto il mio migliore amico Nick, voleva vedersi per una serata con un po' di musica e parlarmi di una cosa importante.

Mi chiedo lei adesso dove sia, con chi, se si sta divertendo e con chi allieta le sue notti.

Nick mi ha chiesto un mucchio di volte se sono ancora innamorato, ma la verità è che non lo so.

Insomma, il dolore è passato, ora sto bene, non è più come prima, però... però ci sono dei momenti in cui penso a lei e mi sembra tutto triste.

Cazzo, avevamo fatto una marea di progetti, insieme. Invece tutto è andato a puttane a causa del suo comportamento irrispettoso e infantile. Mi ha tradito più e più volte con uno che non mi vuole dire chi è. Non ce l'ho fatta a perdonarla, mi ha spezzato il cuore.

E ora eccomi qui, solo e depresso come se lei fosse l'unica donna al mondo.

Nick mi ha detto un mucchio di volte di lasciare andare il passato, di dimenticarla e cercarmene un'altra e sicuramente ha ragione, ma ho agito sempre da vigliacco.

Ho paura di soffrire di nuovo come un cane, ecco la verità.

"Ma niente ti impedisce di divertirti una notte con una bella ragazza" mi direbbe lui se fosse qui.

«Ehilà, bello!» mi sento chiamare, come fa al solito.

E infatti, eccolo, appena arrivato, sempre impeccabile nella sua camicia di classe, con le iniziali del suo nome ricamate sopra.

Ci diamo un abbraccio fugace e poi lui si siede al mio fianco e ordina da bere.

«Allora di cos'è che mi dovevi parlare con tanta urgenza?» chiedo, perché sono curioso per natura quando si tratta delle persone a cui tengo e non intendo indugiare inutilmente.

Nick sorride, afferra il bicchiere di vino che ha ordinato, lo scola in un sorso e poi respira.

«Mi sono deciso, Vic. Ho chiesto a Laura di sposarmi.»
Spalanco gli occhi, incredulo e felice per lui. Lo abbraccio di nuovo, dandogli diverse pacche sulle spalle, e poi torno al mio posto.

«Amico, sono davvero davvero felice per te» dico sinceramente colpito.

«Lo so, Victor, e ti ringrazio. Lo sai che dovrai farmi da testimone, sì?» dice, a mo' di minaccia, puntandomi il dito contro.

Scoppio a ridere e annuisco.

Io e Nick ci conosciamo da una vita, da quando eravamo bambini. Le nostre famiglie avevano le villette attaccate e quindi siamo sempre stati degli ottimi vicini e poi grandi amici.

Abbiamo fatto le scuole insieme e dopo tutto questo tempo non ci siamo mai persi. È raro trovare un'amicizia così.

«E quindi le hai messo l'anello al dito, bravo!» dico prendendolo in giro e lui ride.

«Non potevo farne a meno, amico. La amo da impazzire» dice quasi commosso e per poco non fa piangere anche me. Sono davvero fiero di lui.

«Lo so. E io sono davvero contento che tu abbia trovato una donna speciale come lei.»

Quando lo dico, qualcosa dentro di me si smuove, perché anche io ero convinto di aver trovato quella persona in Kelly, invece lei si è rivelata una grande fregatura.

Una mano raggiunge la mia spalla e io alzo lo sguardo per trovare quello del mio migliore amico.

«La troverai anche tu, Victor, ne sono certo. Andiamo, sei un ragazzo bello, prestante, intelligente, gentile, praticamente l'uomo perfetto. Sono sicuro che ci sia di meglio lì fuori, per te, che quella fedifraga di Kelly» dice con rabbia.

Si è arrabbiato moltissimo quando ha saputo il motivo per cui ci eravamo lasciati. Mi ha visto soffrire come un cane e, da allora, per lui, Kelly è diventata il nemico numero uno.

«Sarà» dico poco convinto.

«Victor guarda che l'amore della tua vita non ti pioverà da cielo, devi darti una mano. Non dico che devi per forza uscire con donne che non ti interessano, tutto avviene in maniera naturale e spontanea per poter eventualmente funzionare dopo, ma... almeno divertiti un po'.

Scommetto che il tuo amico, là sotto, ti sta implorando di farlo sfogare.»

Scoppio a ridere di gusto e lui mi segue a ruota. Poi torno serio e lo guardo dritto negli occhi.

«Guarda che mi tengo in allenamento» dico ancora più serio e lui ride ancora.

«Certo. Come si dice: chi fa da sé fa per tre.»

«Esatto, caro il mio Nick, e se proprio vuoi saperlo non c'è detto più vero.»

Arriccia le sopracciglia e mi guarda stranito.

«Vuoi dire che provi più piacere nel masturbarti che nel fare sesso con una donna?» domanda allibito.

«Non dico questo, ma... se le donne sono tutte come Kelly che devono regalarmi un sesso fantastico, una relazione che sembra perfetta e poi spezzarmi il cuore, beh... preferisco stare da solo.»

«Non tutte le donne sono come lei, Vic, ma se non ti apri al mondo non lo scoprirai mai.»

«E per "aprirsi al mondo" intendi andare a letto con una sconosciuta» dico sorridendo, sapendo benissimo come la pensa.

«È un buon primo passo. È sicuramente un modo per sbloccarsi.

Andiamo, Vic, guardati attorno, è pieno di belle ragazze che sono esattamente come te. Magari mollate da uomini traditori e bugiardi, come è successo a te.»

«Veramente sono stato io a mollare» lo correggo e lui sbuffa, alzando gli occhi al cielo.

«Era per dire. Cerco solo di farti capire che anche se non sei ancora sentimentalmente pronto per una nuova relazione puoi, mentre il tuo povero, piccolo cuore martoriato si sblocca, divertirti un po'.»

Mi prende per le spalle, fa girare il mio sgabello e mi costringe a guardare in pista.

«Forza, guardale bene, non c'è nessuna che ti incuriosisce?»

«Io...»

Passo in rassegna le donne che popolano la pista, sono tutte carine e sembrano divertite, magari... disponibili. Ma poi che ne so, io? E se ne becco una fidanzata?

Continuo a guardare, quando i miei occhi si posano su una donna dai capelli rosso fuoco e un sorriso che ti atterra.

Da questa distanza non riesco a vedere bene il colore dei suoi occhi ma so che sono bellissimi ed espressivi.

Ride di gusto, forse per una battuta di una sua amica. Tira la testa all'indietro e si regge al tavolino, davanti al quale sono posizionate, per non cadere.

È una bellezza appariscente, con quei capelli rossi e lunghi e il trucco marcato, ma non è volgare. Non potrebbe mai essere volgare una come lei. Così bella, dal tono della pelle così candido.

«Trovata qualcuna?» mi bisbiglia Nick all'orecchio, facendomi sobbalzare.

«Io...» balbetto, continuando a guardare nella sua direzione, finché lei sembra accorgersene e i suoi occhi si fondono coi miei.

Sento qualcosa dentro, come un pugno allo stomaco.

Sorride ancora, stavolta nella mia direzione.

Le sorrido a mia volta, anche se più flebilmente.

Devo provarci davvero o continuare a guardare gli altri vivere e avere paura di tutto?

***

Isabel

Rido a una battuta di Fay e mi tengo al tavolino per non cadere. Questa serata si sta rivelando più divertente del previsto.

Con le mie amiche sto bene, anche se ho ancora in testa il discorso di Amy e mi chiedo se una come me, almeno per una sera, sarebbe capace di lasciarsi andare.

Magari con uno che mi piace davvero non sarebbe poi così difficile.

Sposto il viso, mi sento degli occhi addosso. E quando li incontro, quegli occhi, sembra che qualcosa mi abbia colpito lo stomaco.

Può un solo sguardo entrarti così in profondità?

Sorrido, audace, e lui ricambia, anche se sembra imbarazzato.

È alto, bello, con dei lineamenti che rasentano la perfezione. Sembra ben piazzato e catalizza totalmente la mia attenzione, tanto che quasi non noto il suo amico, alle spalle, che gli sussurra qualcosa all'orecchio.

«Ti sta mangiando con gli occhi» mi fa notare Fay, ammiccando.

«Come?» chiedo, fingendo di non capire.

«Quel bel ragazzone lì, proprio di fronte a te. Non dirmi che non l'avevi notato.»

«Oh. Sì, certo» balbetto e torno a guardarlo ancora.

Non mi stacca gli occhi di dosso. Una canzone parte, l'amico gli sussurra qualche altra cosa e lo vedo respirare, come se si stesse facendo coraggio.

Avanza, sicuro di sé, impettito. Viene dritto nella mia direzione.

Mi giro di scatto verso le ragazze, con un'ansia sciocca che non riesco a mandar via.

«Sta venendo qui?» bisbiglio.

«Esatto, tesoro. Sta venendo proprio qui da te» dice Amy, sorridendo compiaciuta.

Passano pochi istanti, poi sento la sua voce alle mie spalle. È roca. Virile.

«Ciao» dice e io mi giro.

«Ciao» esalo, un po' impacciata.

«Ti va di ballare?» chiede, e Amy mi dà una leggera spintarella.

Annuisco, senza riuscire ad emettere suono e lo seguo in pista.

La musica che suona è la versione remix di Let's hurt tonight degli OneRepublic.

L'uomo si avvicina di più, balliamo piano, prima distaccati. Poi parte il ritornello e mi afferra il fianco, spostando la mano sulla parte bassa della mia schiena.

Ci muoviamo piano, ma mi sento bene con le sue mani addosso.

Gli poso una mano dietro la spalla e mi lascio cullare dalle note della canzone.

«Questa canzone dice che l'amore è dolore» gli sussurro all'orecchio e non so perché lo dico.

«Beh, non potrei essere più d'accordo» fa lui, continuando a muoversi piano, tenendomi stretta.

«A chi lo dici» confesso, mordendomi il labbro.

Lui si scosta di poco per guardarmi negli occhi.

«Da lontano non riuscivo a vederne il colore. Sono di un bellissimo verde» dice e io arrossisco.

«Grazie. Anche i tuoi sono di un bellissimo colore» replico, rendendomi conto di quanto siano azzurri e profondi.

Mi tira di nuovo a sé e sussurra ancora nel mio orecchio.

«Che fai dopo questa serata? Sei libera?» dice, così, a crudo, e io capisco perfettamente dove vuole andare a parare.

Ma, cazzo, basta inutili remore! Quest'uomo mi piace e poco importa se non lo rivedrò più dopo stanotte.

«Lo sono anche adesso, se vuoi» dico audace e gli guardo le labbra. Lui punta i suoi occhi sulle mie e si passa la lingua sulla bocca, come se si stesse trattenendo.

«Da me o da te?» chiede, senza staccare gli occhi dalle mie labbra.

«Da te» ribatto, veloce come un razzo. Poi mi calmo e respiro.

«Senti... io non l'ho mai fatto. Insomma, è la prima volta per me...»

«Anche per me» dice, spiazzandomi. «Non sono mai andato a letto con una sconosciuta. Ma è stato un periodo un po' pesante e tu mi piaci, per cui...»

«Non mi devi spiegazioni. L'importante è chiarire che vogliamo entrambi la stessa cosa» dico, sentendo un fuoco dentro che è pronto a scoppiare.

«Assolutamente. Una notte di divertimento e basta, poi ognuno per la sua strada.»

«Bene» replico.

«Perfetto.»

Ci guardiamo per un tempo interminabile, finché non aggiungo:

«E non voglio nemmeno sapere il tuo nome, e tu non mi chiederai il mio perché non te lo dirò. Due sconosciuti attratti l'uno dall'altra che si divertono, nient'altro» metto subito in chiaro.

«Tutto chiarissimo. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda, comunque. Se non l'avessi fatto tu ti avrei chiesto lo stesso. Andiamo?» aggiunge e afferra la mia mano.

Resto un istante imbambolata a guardare quel gesto e poi la prendo, guardandolo negli occhi.

«Facciamolo!»

E scappiamo insieme, correndo letteralmente tra la gente e ridendo come due matti.

E non lo so a cosa mi porterà questa serata, forse a niente, forse a una splendida nottata di sesso sfrenato e basta, ma so che voglio vivermela. Voglio vivermela con lui.

***

Victor

Arriviamo a casa mia e non appena apro la porta e questa ragazza entra, butto via le chiavi e le salto letteralmente addosso, baciandola con un impeto incontrollabile.

Lei ricambia, famelica, appassionata.

Camminiamo attaccati, senza mai staccarci, senza smettere di baciarci nemmeno per un istante.

«Saltami in braccio» le dico e lei lo fa senza chiedere.

Riprendo a baciarla, mentre lei avvinghia le braccia intorno alla mia testa.

Cammino così fino alla mia stanza, godendomi i suoi baci che sanno di nuovo, sanno di buono.

Quando la adagio sul letto lo faccio con delicatezza, perché anche per lei è la prima volta con uno sconosciuto e non voglio che si senta sporca, o sbagliata, o usata.

Mi allontano da lei solo per recuperare un profilattico dal cassetto. La guardo con la coda dell'occhio, si sta già spogliando.

Sfila via il tubino nero di velluto e rimane in intimo, un bellissimo coordinato semplice ma elegante.

Con la bustina tra le mani le torno addosso, la bacio ancora, la annuso, mi godo il suo bellissimo profumo e il suo splendido sapore.

Mi spoglio a mia volta, rimanendo in intimo, e poi le sfilo le mutandine, mentre lei serra le gambe come vergognosa.

Lancio i suoi slip per terra e la guardo, come a chiederle un tacito permesso. Le apro piano le gambe, mentre lei chiude gli occhi, in estasi, e mi lascia fare.

Quando sistemo la mia faccia lì in mezzo mi muovo piano, per essere sicuro che lei lo voglia.

La donna sembra apprezzare, tanto che con una mano indirizza il mio gesto, muovendomi il capo, incitandomi ad agire.

Apro la bocca e lascio che la mia lingua guizzi dentro e fuori di lei per darle piacere. E il piacere non tarda ad arrivare. Cazzo se è bella quando gode, mi ha fatto venire l'uccello di pietra.

Ansima, mugugna, si lamenta, grida. E io amo tutto questo. Amo il suono della sua voce femminile, dei suoi gemiti da donna.

Quando smetto, le sfilo via il reggiseno e mi dedico ai suoi seni piccoli ma pieni quanto basta, come piace a me.

Lei ansima ancora, è in estasi, non resiste, così capisco che devo darle di più e farmi il piacere di poter godere del mio corpo dentro al suo.

Mi sfilo via i boxer e lei mi aiuta, ansiosa di vedermi nudo e di godere del mio caro amico, qui sotto, che strepita per darle piacere.

Spalanca la bocca, quando mi vede spogliato di tutti gli indumenti, sibilando un flebile "Oh mio Dio" che mi fa sorridere.

Recupero la bustina del profilattico, che avevo lasciato sul materasso, e la apro, indossandolo velocemente.

Mi sistemo tra le sue cosce e le chiedo solo:

«Sei pronta?»

Annuisce, carezzandomi una guancia e questo gesto mi fa accapponare la pelle, perché è così intimo e dolce che sembra non adducersi a due sconosciuti come noi. Eppure non mi ha infastidito, anzi. Mi ha fatto sentire bene.

Così mi faccio coraggio e mi preparo a prendermi lei, il suo e il mio piacere mescolati assieme.

Entro dentro di lei piano, è stretta da morire. Forse non farà sesso da una vita, come me.

Spero che le mie sedute di sesso solitario siano servite, perché sono eccitato da morire e non voglio fare figuracce con questa giovane rossa avvenente e sexy da morire.

Quando sono tutto dentro inizio a muovermi e lei ansima, aumentando l'intensità del suono dei suoi gemiti mano mano che vado più veloce.

Voglio prendermela tutta e voglio che lei mi prenda tutto. Voglio che mi consumi, che mi prosciughi.

Mi sento bene dopo tanto tempo, penso solo a lei, a noi, a quello che sta accadendo.

Nessun fantasma indesiderato invade la mia mente e questa è una grandissima cosa, per me.

Mi muovo con maestria, sentendo che a questa donna piace come scopo e, cazzo, se a me piace come scopa lei.

Muove il suo bacino, per accompagnare il mio ritmo, e mi fa vedere le stelle.

Quando cambiamo posizione e la sposto su di me, mi sembra di impazzire. Nemmeno me la ricordo l'ultima volta che ho fatto sesso in questo modo. Nemmeno mi ricordo quand'è che è stato così bello con Kelly.

E allora mi godo il momento, prendendomi ogni singolo attimo di quello che stiamo facendo, e arrivando alla fine stremato, ma soddisfatto.

Come due orologi svizzeri tarati sul medesimo secondo, veniamo insieme, urlando nel silenzio i nostri reciproci piaceri.

Io ringhio il mio mentre lei si lascia andare a grida disperate e liberatorie.

E sto bene, cazzo, sto fottutamente bene.

La donna si lascia andare al mio fianco e respira, portandosi una mano al petto.

Sorride e poi mi guarda, inconsapevole del fatto che io la sto fissando da quando si è accasciata al mio fianco.

«Grazie» dice.

«Grazie a te» ripeto.

E chiudiamo gli occhi, solo un istante, soltanto un secondo. Poi, ognuno per la sua strada.

SPAZIO AUTRICE:
Vi chiedo scusa per il capitolo eccessivamente lungo, ma c'erano parecchie cose da dire e da raccontare.
Spero che questo inizio vi sia piaciuto e che la storia, andando avanti, possa appassionarvi.
Grazie 🙏
P. S. Vi lascio alla canzone che ballano Isabel e Victor e che dà il titolo a questa storia :)

[Dovrebbe esserci un GIF o un video qui. Aggiorna l'app ora per scoprirlo.]

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