Capitolo 6.
-"Selena!"- Mi sentì chiamare. Non avevo di certo intenzione di fermarmi, mancavano esattamente cinque minuti per l'inizio della lezione di economia e no, io non accettavo arrivare in ritardo. Aumentai il passo per far sì che seminassi colui che mi chiamava. -"Selena, aspetta!"- Mi chiamò ancora. "Su Sel, corri.. Corrii! Mancano solo tre minuti.."
-"Aah!"- Urlai spaventata non appena mi sentì tirare per il braccio e cadere a terra; fortunatamente non arrivai sul pavimento, ma sopra qualcuno. -"Ma insomma, ti sembra il modo di fermare le persone?"- Chiesi infuriata per poi guardare chi fosse quel maleducato.
Come potevo non averci pensato? -"Justin.."- Sussurrai il suo nome.
-"E' da circa dieci fottuti minuti che ti chiamo! Cazzo, non ti fermavi!"-
-"Non posso perdere tempo con te.. Scusa ma ho economia e.. "- Guardai l'orologio. -"Cazzo, manca solo un minuto ed inizia la lezione.. Devo scappare!"- Dissi alzandomi da lui. -"No, no no.. Aspetta!"-
-"Cosa? Sono in ritardo e, sicuramente non perdo tempo per te.."- Ripresi la mia borsa da terra e iniziai a camminare a passo veloce. -"Ok, allora ti seguirò.. Devo dirti una cosa importante!"-
-"Hai solo dieci secondi.."-
-"Tu, oggi mi dai lezione di storia!!"-
-"Eh? Scusa, ma non posso!"-
-"Eh, no! Avevamo detto che io ti avrei aiutata in filosofia e ti in storia.."-
-"Ma perché proprio oggi?"- Justin si guardò in giro, poi mi afferrò per il braccio e mi portò in un posto più isolato. -"Che fai?!"- Lo richiamai io.
-"Il Preside ha deciso che domani il professore mi farà fare un test su tutto ciò che ha spiegato fino ad adesso e se anche questo test mi andrà male, io dovrò pulire i bagni e i corridoi per tre settimane.. Sono fottuto!"- Mi faceva quasi tenerezza. -"Ok, va bene.. Oggi ci vediamo alle 15, in camera mia.."-
-"Grazie!"- Disse andando dalla parte opposta alla mia.
Guardai l'orario, in ritardo di 10 minuti.. Sbuffai.
Bussai alla porta ed entrai. -"Signorina Gomez, è in ritardo!"- Mi rimproverò la professoressa. -"Mi scusi, prof.. Ho avuto un piccolo problema di salute.."- Mi giustificai io, mentendo. -"Va bene, solo per questa volta!"- Mi disse per poi darmi il permesso di farmi accomodare.
-"Dove cazzo ti eri cacciata?"- Mi chiese Chantal sussurrando. -"Justin.. Vuole lezione di storia, oggi pomeriggio.. Purtroppo non ho potuto dire di no.."- Chantal roteò gli occhi. -"Quello mi sta sulle palle.. E' un puttaniere del cazzo e non voglio che ti tocchi."-
-"Ehi, Chantal.. Ci diamo solo lezioni a vicenda, è da un mese che va avanti questa storia.. Litighiamo anche quando dovremmo essere in tregua, figurati se tra noi dovesse succedere qualcosa."-
-"Sì, ma io mi fido di te, non di lui..."-
-"Sta tranquilla Chantal!"- La rassicurai infine.
***
-"Per favore Justin.. E' un mese che cerco di spiegarti questo argomento, così non andremo mai avanti e domani tu hai un test!"-
-"Ascolta bene, Selena.. Io odio la storia e se non la capisco, non è colpa mia.."-
-"Ma sono solo due date!"- Justin sbuffò. -"Pensa ai bagni che dovrai lavare per giorni.."- Justin fece una faccia schifata. -"Ok, mi impegnerò di più!"- Disse convinto.
Dopo circa quattro ore era riuscito a ripetere circa quasi la metà degli argomenti che doveva studiare. -"Ho fame.."- Si lamentò. -"Anch'io.."- Gli dissi. -"Andiamo a prendere una pizza? E' ora di cena!"- Annuì. -"Bene.."- Disse lui alzandosi ed io lo seguì.
Presi una giacca per poi indossarla ed uscimmo. -"C'è una pizzeria dietro l'angolo."- Disse. -"Umh.. Credo di aver sentito che fanno delle pizze buone.."- Risposi io. Ero in imbarazzo.
Uscimmo dall'Università e camminammo in silenzio fino alla pizzeria. -"Prendiamo una pizza e la dividiamo?"- Mi chiese. -"Sì sì.."-
-"Come la vuoi?"- Mi chiese. -"Wurstel e patatine!"- Esclamai senza pensarci, come una bambina che non vede l'ora che la propria madre prepari il suo piatto preferito. -"Bene, una pizza margherita con wurstel e patatine, una Coca e una birra!"- Ordinò Justin alla cassa. -"Aspetta là che arriva tra dieci minuti!"- Disse la cassiera, una ragazza bionda con gli occhi azzurri, dopo che Justin pagò andammo dove lei ci aveva indicato. -"Mi sono stufato di studiare.."- Disse sbuffando. -"Ma domani hai il test, devi farlo!"- Esclamai io rimproverandolo per il suo lamento.
La pizza arrivò, insieme alla cassiera. -"Ecco a te.."- Porse la pizza ed una busta con le bibite all'interno. -"Grazie!- La ringraziò Justin, prendendo la pizza e facendole l'occhiolino. La ragazza arrossendo andò a sedersi alla cassa.
Justin uscì dalla pizzeria ed io lo seguì. -"Possiamo andare al parco, cercare una panca su cui sederci e mangiare là, che ne pensi?"- Mi propose. -"Ok, va bene.."- Gli risposi io.
Andammo al parco di fronte la pizzeria e cercammo una panca più isolata. Justin poggiò la pizza al centro e noi ci sedemmo alle estremità della panca, uno di fronte all'altro con le gambe incrociate. Prendemmo un pezzo di pizze ciascuno ed iniziammo a mangiarla. -"Fai così con tutte?"- Gli chiesi per poi dare un altro morso. -"Oh sì.. Sai, a me piace il divertimento. Bere, fumare, scopare.. Scopare.. E scopare!"- Mi rispose Justin. -"Sì, il tuo nome passa dalla bocca di molte ragazze.."- Justin rise. -"Ti assicuro che non è solo il mio nome che passa dalla bocca di molte ragazze.."- Feci una faccia schifata. -"Non dirlo mai più.. Fai proprio schifo!"-
-"Non sono il tipo da cose serie.. Ho delle regole anche per il sesso.. Se una ragazza scopa bene, me la faccio massimo due volte, se no una volta basta.. Mi piace cambiare!"- Mi spiegò prendendo un altro pezzo di pizza. -"Quindi tu.. Non credi nell'amore?"- Gli chiesi. -"Amore?"- Mi disse ridendo. -"Ma assolutamente! E' solo una cazzata alla quale la gente crede, solo perché ha paura di restare sola.. Ma no, l'amore non esiste!"- Affermò convinto. -"L'amore esiste, non è una cazzata.. E' pura realtà!"- Justin scosse la testa alla mia affermazione e mi rispose: -"Ma dai, le mie orecchie non vogliono sentire altre cazzate!"-
-"Ti assicuro che le mie ne hanno sentite molte di più di cazzate.. Le tue, ovviamente!"- Justin mi fece la linguaccia.
Finimmo di mangiare la pizza e tornammo in camera mia, dove Chantal dormiva. -"Già dorme?"- Chiese ed io feci le spallucce. -"A quanto pare.."- Dissi io. -"Ok, andiamo in un altro posto.."- Disse Justin prendendo le cose che ci servivano per continuare lo studio.
-"Dove andiamo?"- Gli chiesi. -"Torniamo al parco?"- Mi chiese ed io annuì.
Ci mettemmo nella stessa panca e nelle stessa posizione di prima.
Dopo circa un'ora e mezza finimmo tutto. Justin si sentiva, finalmente, pronto per affrontare il test. Ci alzammo dalla panca ed andammo all'Università. -"Grazie, Selena..Per la filosofia ci possiamo vedere domani pomeriggio, sempre alle 15!"- Mi disse. -"Cavolo, dobbiamo fare la relazione scritta su Platone .. Avevo dimenticato!"- Gli dissi. -"Domani ci dirà i voti della relazione su Hegel!"- Mi ricordò ancora.
-"Ho paura.."- Ammisi. -"Secondo me sarà andato bene, ti ho aiutata io!"- Mi disse vantandosi. -"Ma zitto, è tutto da vedere!"- Gli risposi io seccata facendolo ridere. -"Ok, adesso vado.."- Gli dissi e lui annuì. -"Meglio che vada anche io, sia perché domani ho il test che perché non posso più vedere la tua stupida faccia!"- Mi disse.
-"Io non sopporto più la tua stupida ed odiosa voce!"- Gli dissi per poi andare.
***
-"Selena"- Mi fermò Justin. -"Grazie, mi hai fatto prendere unaA!"- Mi disse esultando. -"Oh, beh.. Congratulazioni!"- Glidissi felice. -"La relazione a te com'è andata?"- Mi chiese.-"Mi ha messo una A.. Avrei preferito una A+, ma ok.. Anzi, tiringrazio.."- Gli dissi timidamente. -"Oh, beh, io ho preso unaA+!"- Mi disse felice. -"Dai, forse insieme potremmo farescintille!"- Gli dissi scherzando, ma lui capì male. -"No, non inquel senso.. Io dicevo che studiando insieme, le materie che odiamo, abbiamoi nostri buoni risultati.."- Arrossì e lui ridacchiò.
Andammo in camera mia per studiare Platone.
-"Amore platonico.."- Lessi. -"Il tempo cambierà e persino capovolgerà molti deituoi convincimenti attuali. Trattieniti perciò, nel frattempo, dall'erigertigiudice delle più ardue questioni."- Alzai lo sguardo dal libro enotai che Justin mi fissava. -"Platone.."- Sussurrò ed io annuì. Luicontinuava a fissarmi negli occhi ed io feci lo stesso. Occhi meravigliosi,color caramello. Justin distolse lo sguardo e disse: -"Un fottutoromanticone.."- Disse per poi iniziare a spiegarlo.
Mentre continuava a spiegare Justin guardò l'orario e sgranò gli occhi.-"Per oggi finiamo qui, è tardi.. Devo andare!"-
-"Cosa? Perché? Ma hai spiegato solo due pagine.. E.. Ed è passata soloun'ora!"- Justin roteò gli occhi.-"Platone mi ha fatto venire voglia di scopare, piccola e non potevo dicerto dire di no alla bionda che ho conosciuto oggi!"- Disse alzandosi eprendendo la sua borsa con i libri. -"Fai proprio schifo, Justin..E.."- Gli puntai il dito contro. -"Non chiamarmi piccola!"- Glidissi.
-"A presto.. Piccola!"- Disse facendo un sorriso sghembo perpoi andarsene. -"Irritante.. Grr.."- Mi lamentai io stringendo fortele mani a pugni per la rabbia.
E' mai possibile che quel ragazzo possaessere così irritante e.. Fastidioso?
***
-"Quindi, ragazzi vi risulterà ƒ².. Tuttochiaro?"- Chiese il professore di matematica alla classe perplessa per leassurdità che aveva spiegato.
Stavo copiando la strane equazione che avevaspiegato poco prima il professore, quando sentì vibrare la gamba. Presil'aggeggio nella tasca e, senza farmene accorgere dal prof, lessi il messaggioche mi era arrivato.
- "Cazzo.."- Imprecai sottovoce.
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