Epilogo
Le vacanze di natale arrivarono veloci come il vento da quel momento. La tavola al maniero Lestrange era già apparecchiata e presto zio Rabastan con i cugini sarebbe arrivato. Per la prima volta si respirava un'aria gioiosa e allegra, priva di ogni tipo di astio. Egan aveva addirittura abbracciato entrambi i genitori con una forza mai sentita prima e non si era ancora staccato da mamma Béatrice, non lo avrebbe ammesso ma l'affetto materno gli era mancato tanto.
Heiko era alle prese con i progetti più impensabili e Orion lo stava ascoltando allegro, volenteroso di partecipare alle sue idee, tutto il Maniero era in festa seppur tra parenti e basta. Rabastan già leggeva il nuovo libro che lo zio gli aveva portato e continuava a fare vedere alcuni passaggi a mamma Alexandra; Roland discuteva con Rodolphus.
Gli elfi domestici annunciarono linizio del pranzo e la tavola si riempì velocemente tra discorsi e urla scherzose, risate che sembravano non finire più e sorrisi che illuminavano la sala. Era tutto perfetto, era anche venuta Delphi e il momento non era mai risultato tanto piacevole.
Antheo diede poi una pacca sulla spalla del figlio: "Allora professore, pronto per la Francia?"
Egan lo guardò per un attimo, spostando poi lo sguardo su tutti i presenti, e sorrise: "Sai una cosa? Non c'è fretta. I cugini hanno ancora un po' di tempo prima di entrare".
"Hai cambiato idea quindi?"
"No. Ho solo rimandato. Adesso... Voglio godermi la mia famiglia, e provare a recuperare tutto quello che ho perso".
Alexandra si avvicinò ai due: "Ti posso direi a cosa Egan? Non hai perso ancora niente. Avere dei conflitti d'interesse con la famiglia è normale" guardò Antheo con uno sguardo che diceva già tutto, "Ma siamo tutti d'accordo che sei un ragazzo fantastico e che ci hai reso fieri dal primo all'ultimo".
Alzarono i bicchieri quasi all'unisono, tutti quanti, brindando al loro nuovo inizio ai legami che li teneva uniti.
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