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Bellamy.

Vi è mai capitato nella vostra vita di incontrare sempre la stessa persona?
Non importa che voi siate in autobus, stiate andando al lavoro, a scuola o semplicemente facendo un giro in centro. Lui o lei è sempre lì, lo o la riconosci tra tanti, tra tutti.
Nel mio caso parliamo di un lui, non conosco il suo nome, non so quanti anni abbia, quale scuola frequenti o con quali amici esca, ma in ogni caso lui è lì.
Nel mio cuore e nella mia testa gli ho comunque dato un nome, Bellamy. Sì come quello di The 100.
L'ho chiamato così perché ha i capelli ricci, come quelli di Bellamy ma più belli e non dello stesso colore.
Il mio Bellamy ha i capelli castano chiaro, quasi biondi, porta una piccola chioma di riccioli biondi, lui non lo sa ma mi piacerebbe toccarli e affondarci le dita tra quei ricci, che hanno tutta l'aria di essere morbidi.

Bellamy inoltre ha gli occhi castani e il naso contornato da un septum, non gli dona molto ma è qualcosa che fa parte di lui, per cui mi piace.
Bellamy è magro e non molto alto, si vede che è giovane e sono sicura faccia ancora la scuola, ma purtroppo non so quale. Il suo fisico non mi fa impazzire, insomma è quello di un ragazzino, non è ancora sviluppato e si vede, ma quello che mi ha colpito di lui è il fatto di incontrarlo sempre. Mi capita soprattutto sull'autobus.
Ricordo una volta in particolare: erano le 7 e mezzo del mattino, salii sull'autobus per andare al lavoro e l'unico posto decente libero era sul fondo così m'incamminai tentando di non perdere l'equilibrio, appena arrivai alzai lo sguardo e con mio grande stupore lo vidi, proprio seduto dietro al mio posto, anche lui mi guardò, seduto comodamente con le cuffie nelle orecchie e gli occhi puntati nei miei. Feci finta di nulla e mi sedetti, ma appena gli voltai le spalle sorrisi. Poco dopo l'autobus si fermò alla fermata e notai che Bellamy stava scendendo insieme a tanti altri ragazzi, io però notai solo lui e i suoi riccioli d'oro. Il bus procedeva a marcia lenta perché tutti i pedoni erano in mezzo alla strada, io osservavo fuori dal finestrino, lo cercavo ancora sperando di scorgerlo, anche solo per un attimo. E infatti lo vidi, zaino nero in spalla, camminata sicura e sigaretta tra le dita.
In quel momento mi ipnotizzai su quella mano, mani grandi e magre, con dita lunghe e sottili, in quell'istante realizzai che non erano i suoi ricci la parte che preferivo di lui, ma le sue mani, mi chiesi come sarebbe stato avere quelle mani sul mio corpo, sentire il suo tocco e finalmente scoprire come fosse, se delicato e con la paura di farmi male o deciso e sicuro di quello che faceva.
Solo in quel momento scoprii che Bellamy fumava, e tra l'altro teneva la sigaretta nella mano sinistra, per cui credo che Bellamy sia mancino.
Io poi odio le persone che fumano, puzzano sempre, viene la voce grossa, i denti gialli e l'alito che sa polvere da sparo, per non parlare delle malattie poi.
Ma su Bellamy quella sigaretta tra le dita stava benissimo, faceva sembrare quel gesto sensuale. O forse le sue mani sono sensuali; probabilmente se avessi sentito l'odore della sigaretta avrei cambiato idea, ma io ero dall'altra parte del vetro e mi sta bene così.
Spesso mi chiedo se mi pensi anche lui, se pensi ai miei occhi e al mio viso. Ai miei capelli dalle punte verdi che non hanno niente a che fare con la bellezza dei suoi riccioli biondi.
Chissà se anche lui nota tutti questi dettagli in me; io spero proprio di sì, spero di scaturire in lui la stessa curiosità che lui scaturisce in me.
Chissà se anche lui desidera sapere come mi chiamo o mi ha dato un nome tutto suo, chissà se si chiede da dove provengo o dove sto andando.
Chissà se anche lui si chiede cosa possa provare ad avere le mie mani tra i cuoi capelli.
Credo che Bellamy mi piaccia, molto anche. Ammetto a me stessa che ovunque io vada lo cerco, con gli occhi e col cuore. Spero sempre di incrociare i suoi occhi o di notare i suoi ricci.
A volte mi sento sbagliata a fare questi pensieri, insomma io ho quasi vent'anni e lui deve averne sedici credo, la differenza è tanta, soprattutto perché sono io la più grande tra i due, e si sa che di solito la donna matura prima. Ma magari mi sto sbagliando, magari Bellamy è diverso.
Sono seduta sulla panchina della fermata del bus, sto aspettando che arrivi per poi tornare a casa dopo una straziante giornata di lavoro, osservo le persone passeggiare e intanto penso a Bellamy, chissà se riuscirò a vederlo oggi, se lo vedrò passare a piedi insieme a tutte le altre persone o se lo incontrerò sull'autobus come capita di solito. Sono così concentrata a pensare a lui quando qualcuno mi richiama picchiettandomi sul braccio, mi giro per vedere chi mi sta toccando e immediatamente resto a bocca aperta.
<<Hei ti è caduto questo>> dice lui porgendomi il biglietto dell'autobus, la sua voce è qualcosa di meraviglioso, prendo il biglietto dalla sua mano, notando il modo in cui muove le dita. Come desidero che mi tocchi, o che mi sfiori soltanto; Bellamy mi sorride e io faccio lo stesso, ci guardiamo negli occhi ma poi distolgo lo sguardo per l'imbarazzo.
Decido di guardarlo ancora e noto che lui non ha ancora spostato lo sguardo dal mio viso, gli sorrido ancora prima di guardare di nuovo verso la strada, appoggio le mani al lato delle mie cosce, toccando il ferro freddo della panchina, poi però avverto una sensazione di calore. Abbasso lo sguardo e noto che Bellamy ha imitato la mia stesa posizione, appoggiando il suo mignolo sul mio. Un piccolo e delicato gesto, ma che mi riempie di gioia. Sempre guardando la strada e con la faccia da poker decido di spostare la mia mano e metterla più sopra la sua, solo con l'anulare e il mignolo, lo guardo di sottecchi e lo vedo sorridere leggermente, per poi spostare la mano e posarla totalmente sulla mia e intrecciare leggermente le nostre dita. Provo un brivido di emozione che mi scende fin giù nella schiena. Tutti davanti a noi stanno vivendo le loro vite, sono indaffarati e presi dalle loro cose e dai loro pensieri, vanno dove devono andare e nessuno si accorge che per noi due al momento il tempo si è fermato.
Mi godo quel contatto meraviglioso, scoprendo finalmente il suo tocco, che al momento è così nuovo ma sono sicura che potrei abituarmici.
Sono così concentrata che quando sento una ragazza chiamare "amore" sobbalzo, improvvisamente avverto una sensazione di freddo, mi volto e vedo Bellamy in piedi che abbraccia una ragazza dai capelli biondi, lei sorride ignara di quello che stesse succedendo un attimo prima, mentre lui sembra leggermente nervoso. Parlano a bassa voce e si prendono per mano, poi s'incamminano insieme verso la strada, li fisso allibita e triste, ma prima di andare via Bellamy si volta un ultima volta a guardarmi e giusto prima di attraversare mi dice una cosa sola.
"Aspettami".

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