PROLOGO
Anno Terrestre 2025. Città di Mallas, una delle capitali del pianeta Tray, unico pianeta abitato del Sistema Stellare Probon. Galassia di Andromeda.
L'orologio elettronico segnò le 07:00 del mattino. Syril stava ancora dormendo beata nel suo letto, in posizione prona, il braccio sinistro avvinghiato attorno al cuscino sulla quale era spalmata, il destro a penzoloni fuori dal letto. Sotto le coperte, indossava solo un paio di mutandine nere e un reggiseno dello stesso colore.
La ragazza, circa sui 21 anni, si stava godendo il suo primo periodo libero da obblighi scolastici. Finalmente si era diplomata, giusto l'anno prima, e aveva tutta l'intenzione di godersi il suo anno sabbatico, pienamente conscia che non sarebbe stato un anno solo: si era giurata che non avrebbe mai più aperto un libro in vita sua, troppo faticoso. Studiare era inutile, una vera noia, e richiedeva tanto quell'impegno che si poteva usare per altro. Era per quello che aveva messo la sveglia alle 10.00 del mattino, motivo per cui poteva starsene a letto ancora per alcune ore.
O almeno questo era ciò che sperava: la sveglia infingarda si mise di colpo a suonare, facendola sobbalzare.
"Ma che...?"
Un'esclamazione stupita proruppe dalle sue labbra esangui, mentre si tirava su a sedere sul letto, il cuore che le batteva nel petto come un tamburo da guerra.
La ragazza piantò i propri grandi occhi blu come il mare dritti sulla sveglia, e vide che segnava le 07:00. Eppure era certa di averla impostata perché suonasse qualche ora più tardi.
Scrollando le spalle, pensando che dopotutto ormai era sveglia, si alzò e per prima cosa si diresse allo specchio da terra posizionato al centro della stanza, prendendo però prima il pettine dal comodino. Si fermò per un istante a contemplare la propria figura riflessa: era molto alta, esile e quasi eterea, con la pelle bianca come latte, come farina, un foglio su cui nessuno aveva ancora impresso pensieri con l'inchiostro, e con due orecchie grandi e appuntite che svettavano ai lati della testa.
Guardandosi, sorrise.
"Oh, Syril. Sei la più bella di tutta la città." sogghignò, lasciandosi andare ad un momento di puro compiacimento.
Passò quindi a pettinarsi, acconciandosi i lunghi capelli turchesi in una pettinatura raffinata ed elegante. Dopo essersi fatta bella a dovere, entrò nel bagno collegato alla stanza. Lì per prima cosa usò i servizi igienici, poi si fece una doccia veloce. Conclusa l'operazione, si asciugò e si vestì con i suoi soliti abiti: un completo bianco estremamente aderente sia sul busto che sugli arti, che lasciava però scoperte le spalle, con lunghi guanti neri, stivali e ginocchiere del medesimo colore, così come una grossa cintura. Qua e là c'erano invece inserti metallici dorati, e chiudeva il tutto una bellissima collana d'oro finemente lavorata.
"Cosa ne dici?" domandò allo specchio, guardandosi "Non sono fantastica?"
Ridacchiò e senza esitare uscì dal bagno, pronta ad una giornata di shopping. Prima però era il caso di farsi una bella colazione. Certamente Tia, la sua servitrice domestica, aveva già preparato qualcosa.
Canticchiando allegramente, la ragazza uscì dalla propria stanza, e chiudendo gli occhi immaginandosi la succulenta colazione che l'attendeva subito esclamò "Tia! Sono in piedi! Spero tu abbia fatto la colazione!"
Nessuno rispose, e fu a quel punto che Syril capì che c'era qualcosa di strano. Aprì gli occhi e si guardò attorno, mentre una terribile ansia avvinghiava la sua gola come una morsa di gelo: si trovava in un corridoio che non conosceva, non in casa sua.
La Trayana si guardò intorno, completamente spaesata, e colta dal panico cacciò un urlo e tornò di corsa nella stanza.
Diede un'occhiata alla camera, e notò che per quanto la forma e la dimensione fossero identiche a quelle della sua stanza e tutto ciò che c'era all'interno corrispondesse alla perfezione... quella non era camera sua. Alcuni piccoli dettagli, quasi invisibili, erano diversi: mancavano alcune piccole macchie su un muro (residui di insetti lì schiacciati), il cestino dei rifiuti era vuoto anziché contenere i fazzoletti usati, e altre cose così.
"Io... dove sono?" si domandò, guardandosi attorno freneticamente. Era la situazione più strana ed inquietante in cui si fosse mai trovata.
"Se è uno scherzo non fa ridere, Tia." bofonchiò "Vieni fuori o giuro che stavolta ti frusto."
Era palesemente agitata e non aveva idea di cosa fare.
Fu allora che si udì un click e una voce femminile si diffuse, come da un altoparlante: "Tutti gli studenti e le studentesse sono pregati di recarsi immediatamente nella loro aula. I ritardatari verranno puniti."
Si sentì di nuovo il click, poi un silenzio assordante pervase ogni cosa.
Syril guardò verso la porta con occhi sgranati. No, non era possibile doveva aver sentito male.
"Ha detto... studenti e studentesse? Ma quindi siamo in una scuola?!"
Un grido di disperazione si levò nella camera. La fanciulla si abbandonò seduta sul letto, rigida, ancora con gli occhi completamente sbarrati.
"Ma che diamine sta succedendo...?"
SPAZIO AUTORE
Salve a tutti. Questo prologo è una preview di una delle storie future. Avverto che ci sarà da aspettare parecchio per degli aggiornamenti regolari, dato che prima intendo finire le storie già in corso, ma ci tenevo a condividere questo "mini spoiler" per farvi ingolosire un po'.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro