CAPITOLO 5: LA COLAZIONE
Syril e le sue compagne di stanza, tutte vestite con le scomode divise dell'istituto, apparvero nella sala d'accesso del dormitorio, al cospetto di Carol.
Il dormitorio si stava riempiendo di gente, alcuni Trayani furono riconosciuti da Syril come loro compagni di classe, altri erano quelli che erano stati sul nastro con loro, altri ancora li aveva visti di sfuggita nell'atrio o addirittura non li aveva mai visti. C'erano anche numerosi Yulnen e Listrid, quasi in numero eguale. Assurdo che le caste inferiori potessero condividere liberamente il loro spazio vitale, perdipiù vestiti nello stesso modo dei nobili Trayani. Quelle Istitutrici erano veramente una bella rottura di scatole.
Syril si soffermò un attimo a guardare le divise maschili. I maschi indossavano una camicia bianca sovrastata da una giacca nera, dei pantaloni corti neri lunghi fino alle ginocchia, delle calze bianche di quello che sembrava cotone che arrivano fin quasi al ginocchio e scarpe nere. Al collo avevano tutti una cravatta rossa. Dal rigonfiamento dei pantaloni era piuttosto ovvio che anche loro indossassero il pannolone.
Dopo qualche minuto, Carol si mise davanti a tutti e si schiarì la voce.
"Molto bene, vedo ci siete tutti, sia dall'ala maschile che da quella femminile. A breve le sorveglianti verranno a prendervi."
"Sorveglianti?" chiese un ragazzo.
"Oh, sì, sono le Istituirci incaricate di condurvi da una parte all'altra quando siete in gruppi troppo numerosi per le collaboratrici scolastiche." spiegò Carol "Hanno l'autorità di farvi finire sul nastro, quindi fossi in voi eviterei di fare scenate."
Il nastro. Quel dannato coso era una minaccia costante. Syril decisamente non ci teneva a finirci nuovamente sopra: non aveva mai provato tanto dolore in vita sua come quando la mano le aveva percosso le natiche con l'oggetto di legno.
Passarono pochi minuti, poi la porta si spalancò e fecero il loro ingresso due Istitutrici, entrambe dal portamento altero e dalla camminata lenta.
La prima molti dei presenti la riconobbero subito: gonna e fiocco neri, sulla quarantina, alta e possente, occhiali spessi, naso adunco, occhi verde oliva e capelli color carbone legati in uno chignon. Era la stessa che li aveva accolti nell'atrio e che aveva attivato il nastro. Syril la maledisse mentalmente: era colpa di quella donna se si era presa la sua prima sculacciata.
L'Istitutrice al suo fianco era ugualmente alta, ma molto meno robusta. Aveva i capelli lunghi e molto mossi, che le cadevano delicatamente sulle spalle, di un bel rosso tiziano. Gli occhi invece erano di una strana sfumatura grigia, e trasmettevano un'estrema severità. Indossava la stessa divisa della sua collega, incluso il colore della gonna e del nastro, neri. Forse quel colore le identificava come sorveglianti.
"Signori, signorine, buongiorno." disse l'Istitutrice dai capelli rossi "Il mio nome è miss Prism, mentre la mia collega è miss Thorn. Siamo le sorveglianti, le Istitutrici preposte a farvi da guida durante gli spostamenti in grandi gruppi."
"Pretendiamo la massima disciplina durante tale attività." aggiunse la donna che a quanto pareva si chiamava miss Thorn "Non credo serva ribadire che alla minima mancanza verrà attivato il nastro."
Quella miss Thorn riusciva a far sembrare la donna che aveva al fianco e perfino miss Rogers delle simpaticone, era perfino più ingessata e seria di loro.
Ci fu qualche secondo di silenzio, poi miss Prism riprese a parlare "Vi siete svegliati in un luogo diverso da quello in cui vi siete addormentati e avete fatto conoscenza con l'ambiente, inclusa la responsabile della vostra classe, avete visto la vostra stanza e vi siete messi le divise. Ora verrete accompagnati in sala mensa, dove vi verrà servita la colazione."
"Finalmente!" esclamò qualcuno "Stavo morendo di fame!"
Quasi tutti si misero a rumoreggiare, felici di poter finalmente mettere qualcosa sotto ai denti. Rumoreggiamento che fu stroncato rapidamente dall'intervento di miss Thorn, che batté forte le mani.
"Silenzio, signori e signorine, silenzio!" esclamò "Se avete fretta di mangiare mettetevi ordinatamente in fila per due anziché fare questa bagarre."
L'idea di mettersi in fila per due non piacque ai presenti, che già prima avevano fatto fatica a farlo. Ma la fame era più forte di tutto, e così si andò a creare una fila ben ordinata dove ognuno si era preso per mano letteralmente con la persona più vicina.
Syril rabbrividì non appena sentì un tocco freddo attorno alla propria mano. Alzò lo sguardo e vide che a prenderla per mano era stata una Listrid.
"Oh, perfetto, un ghiacciolo." sibilò.
"Non mettiamoci a litigare, latticino." sbuffò l'altra "Pensiamo alla colazione."
"Per una volta qualcosa di intelligente detta da uno di voi."
"Diciamo spesso cose intelligenti, ma voi Trayani siete troppo stupidi per capirle."
"Pensavo non volessi litigare."
"Infatti, ma non mi farò nemmeno mettere i piedi in testa."
Si guardarono malissimo, i loro occhi sembravano sprigionare lampi da tanto erano intensi i loro sguardi. Ma poi un rumore gorgogliante proveniente dallo stomaco di Syril ricordò alle due che la colazione era decisamente più importante.
Evidentemente fu il pensiero di tutti, perché nonostante qualche brontolio non scoppiò nessun litigio vero e proprio e così la fila poté cominciare a muoversi, condotta fuori dai dormitori e attraverso i corridoio dalle sorveglianti.
Miss Prism e miss Thorn si muovevano lentamente, con passi ben decisi. Passarono diversi minuti a camminare in corridoi che sembravano tutti uguali, e alla fine giunsero in uno che era lievemente diverso.
Il corridoio in questione era infatti ampio e luminoso, e in fondo ad esso vi era una grande porta finemente lavorata. Accanto ad essa c'era un tavolo con due enormi brocche bianche e un'infinità di cucchiai di metallo, tranne uno che era di legno. Di fianco al tavolo c'era un'altra Istitutrice, in piedi, che attendeva il loro arrivo rigida come una statua di marmo.
L'Istitutrice in questione era molto alta e secca come un chiodo, con capelli castano chiaro legati in una coda che le cadeva sulla spalla destra e occhi azzurri freddi come ghiaccio che risaltavano dietro ad occhiali dalla montatura ovale. Per il resto indossava la stessa divisa delle sue colleghe, ma la gonna e il fiocco erano verdi.
Quando furono circa a metà del corridoio, le sorveglianti si fermarono e si voltarono verso la colonna.
"Siamo arrivati." disse miss Prism "Ora mettetevi ordinatamente in fila singola davanti al tavolo, così che miss Pots possa darvi il ricostituente pre-colazione."
"Ricostituente pre-colazione? E che roba è?" domandò un Trayano che era piuttosto avanti nella fila, dando voce alle facce perplesse di tutti i presenti.
"Ve lo spiegherà direttamente miss Pots." intervenne miss Thorn "Voi pensate a mettervi in fila."
Ciò detto, le sorveglianti si misero una a destra e una a sinistra del corridoio, lasciando spazio al centro per formare la colonna. L'Istitutrice chiamata miss Pots era in attesa.
Bofonchiando per il fastidio di non avere una risposta chiara, i ragazzi e le ragazze lasciarono andare la mano di chi li accompagnava e dalla fila per due passarono ad una colonna singola. Syril si ritrovò subito dietro ai due che prima erano a capofila, un Trayano e ad una Yulnen.
Il ragazzo Trayano si avvicinò a miss Pots, guardando le brocche con sospetto.
"Di cosa si tratta?" domandò.
Senza cambiare espressione, miss Pots prese un cucchiaio e una delle brocche. Nonostante fosse molto grande e piena di liquido, la alzò senza problemi con una mano sola e con una precisione millimetrica ne versò qualche goccia nel cucchiaio che teneva nell'altra mano fino a riempierlo. La sostanza era oleosa e semitrasparente, e per nulla invitante. Syril ragionò che forse era proprio un olio di qualche tipo.
L'Istitutrice avvicinò il cucchiaio alla bocca del Trayano, e spiegò "Questo è un ricostituente che fa bene alle ossa, si tratta di olio di fegato di merluzzo."
"Olio di... cosa?!" il ragazzo guardò il cucchiaio con espressione disgustata.
"Niente scenette, apri la bocca."
"Non ci penso nemmeno!"
"Ripeto. Apri subito la bocca."
Il Trayano si guardò intorno, poi con un sospiro si tappò il naso con le dita e aprì la bocca, lasciandosi imboccare. Fece una smorfia e strinse le labbra soffocando un rigurgito.
"Molto bene. Vai pure." gli disse miss Pots, indicandogli la porta alle proprie spalle.
Il ragazzo non se lo fece ripetere: superò l'Istitutrice, raggiunse la porta, la aprì e sparì oltre ad essa.
La Yulnen che era dietro di lui fece qualche passo avanti, incerta, ma bevve l'olio senza protestare. Anche lei parve non gradirne il sapore, ma non disse nulla.
"Ecco, brava signorina." commentò miss Pots "Senza scenette né inutili proteste, tutti così dovreste essere."
La Yulnen fece un segno di assenso, e non appena l'Istitutrice le ebbe dato il permesso di andare ella raggiunse la porta la varcò.
Syril si ritrovò di fronte a miss Pots, che aveva già preparato un nuovo cucchiaino per lei.
"Apri la bocca, signorina."
La Trayana guardò la sostanza con un profondo disgusto. Incrociò le braccia, stizzita, e scosse la testa.
"Io quella roba non la voglio!" esclamò.
"Non farmelo ripetere. Apri subito la bocca."
"Ma non ci penso proprio! Se lo beva lei quell'intruglio!"
Miss Pots la guardò con aria estremamente severa "Senti un po', signorina, qui non siamo in un asilo dove puoi fare capricci e scenette con le maestre che ti coccolano. Siamo in un Istituto, dove le regole si rispettano. Se un'Istitutrice ti dice di saltare, tu chiedi quanto in alto. Se un'Istitutrice ti dice di baciare un compagno di classe, tu chiedi su quale guancia. Chiaro il concetto?"
Syril non ci vide più. Sentì una profonda rabbia salirle dentro a quelle parole, aveva sempre odiato la scuola e non poteva credere di essere finita in una che le richiedeva così tanta ubbidienza.
Il silenzio era irreale. Tutti coloro che erano in fila, maschi e femmine di tutte e tre le etnie, guardavano la Trayana senza fiatare, curiosi di vedere cosa sarebbe successo e probabilmente valutando cosa sarebbe successo loro se a loro volta si fossero rifiutati di bere l'olio.
Ignorando completamente gli sguardi fissi su di lei, Syril incrociò le braccia ancora più strettamente e diede le spalle a miss Pots, esclamando "Io quella roba non la voglio! Non lo mangerò!"
"Oh, abbiamo una piccola ribelle qui."
Il tono di miss Pots era duro e severo. Senza esitare, la donna riversò l'olio nella brocca e mise giù il cucchiaio. Nell'istante subito successivo, prima che Syril potesse anche solo computare cosa stesse accadendo, la donna afferrò la Trayana per un orecchio e glielo tirò, facendola gridare.
"AHIA! Mi molli subito!"
"Questi capricci da bimba viziata non sono tollerati in un Istituto. E mi assicurerò che la lezione sia compresa."
Dopo aver così parlato, l'Istitutrice afferrò Syril per un polso, glielo premette dietro la schiena e la costrinse a piegarsi sul tavolo.
"Che vuole fare?" domandò la ragazza, attonita.
La giovane era sconvolta. Non era nemmeno riuscita a fare resistenza da tanto che la scena era stata veloce, e nonostante l'Istitutrice la stesse tenendo con una sola mano non riusciva a fare forza per rialzarsi.
"Secondo te? Sto per darti una bella sculacciata, naturalmente."
Syril sgranò gli occhi, arrossendo come un peperone. Non poteva essere.
"Cosa?! Non può farlo!" esclamò "Non si azzardi a toccarmi il didietro!"
"Non mi limiterò a toccarlo. Sto per percuoterlo."
Con gesti rapidi e precisi, miss Pots alzò la gonna di Syril e le abbassò i collant, lasciando in vista il suo pannolone. Anch'esso però non stette lì a lungo, perché fu immediatamente abbassato fino alle caviglie mostrando così all'intera colonna le belle natiche bianco latte ancora arrossate della Trayana.
La giovane lasciò andare un gemito e cercò di far forza per liberarsi, invano: l'Istitutrice la teneva bella salda.
"Che sia una lezione per tutti." disse miss Pots, guardando gli altri ragazzi "Questo è quello che succede a chi non vuole l'olio di fegato di merluzzo prima di colazione."
Syril fece per protestare, ritenendo una vergogna che il suo sedere fosse messo in mostra in quel modo, ma le sue proteste e la sua vergogna vennero messe entrambe a tacere da un forte dolore alle chiappe.
Miss Pots aveva alzato la mano e sferrato un poderoso sculaccione che risuonò nell'intero corridoio. Nemmeno il tempo di finire l'impatto che aveva già sculacciato l'altra natica, e poi di nuovo la precedente, una velocissima tempesta che mirava solamente alla seduta, il punto più doloroso da colpire.
Syril urlava e si dimenava, senza un minimo di contengo. Bastarono pochi colpi di quell'incessante pioggia di pacche per superare la sua bassa soglia del dolore e cominciare a farle inumidire gli occhi.
Miss Pots continuò a colpire, imperterrita, provocando a Syril un forte dolore, molto maggiore di quello che si sarebbe aspettata, come se stesse venendo sculacciata da una gigantessa anziché da una persona normale. Le Istitutrici erano veramente forti. Anche se i singoli colpi erano molto meno penanti di quanto subito sul nastro, il fatto che miss Pots continuasse sberla dopo sberla stava provocando un dolore nel complesso molto maggiore.
Passò giusto qualche altro secondo, poi Syril scoppiò a piangere come una bambina, implorando l'Istitutrice di smetterla.
Miss Pots non smise nemmeno per un istante, continuando a sculacciare.
"Signorina, qui le cose vengono fatte in modo preciso." spiegò la donna, senza fermarsi "Non importa se si implora o si piange, quando un'Istitutrice decide una punizione i colpi da lei decisi vengono dati tutti, fino all'ultimo."
La donna continuò a percuoterle le natiche, fino a che non furono belle rosse. Syril stava piangendo sommessamente a quel punto, la sua resistenza completamente vinta.
Miss Pots si fermò e annuì soddisfatta, per poi dire "Molto bene. Ora gli ultimi cinque colpi."
Una volta parlato, prese in mano il cucchiaio di legno e lo appoggiò sul sedere di Syril, facendola sobbalzare.
"No, no!" gridò la ragazza "Non voglio!"
L'Istitutrice la guardò severamente, dicendo "Non sono stata abbastanza chiara? Non siamo bambinaie che smettono di sculacciare non appena vedono il pentimento, qui le punizioni si portano fino in fondo."
Miss Pots alzò in alto la cucchiaia, sferrando un poderoso colpo sulla natica destra della studentessa che risuonò per il corridoio e fece sobbalzare i ragazzi e le ragazze in fila. Syril cacciò un urlo particolarmente acuto a quell'impatto.
Nemmeno il tempo di finire di dolersene, però, che miss Pots alzò di nuovo lo strumento e lo calò nuovamente con forza sull'altra natica. Provocando alla ragazza un dolore lancinante che la strappò un forte grido.
Altri due colpi, uno per ogni chiappa, fecero gridare Syril per il dolore. Sentiva le natiche in fiamme e aveva una voglia matta di strofinarsele, per lenire l'afflizione che l'angustiava. Faceva un male cane.
L'Istitutrice alzò di nuovo lo strumento, più in alto, e sferrò un ultimo poderoso colpo al centro del sedere di Syril.
La Trayana inarcò indietro la testa e lanciò un urlo poderoso, mentre sentiva il corpo liberarsi leggermente. Con suo supremo imbarazzo, infatti, la vescica della fanciulla aveva rilasciato una parte di liquido, diverse gocce di pipì che caddero al centro del pannolone. Syril si stava vergognando come mai in vita sua, ma il dolore al sedere era più forte di tutto.
Miss Pots non fece una piega. Mise giù la cucchiaia e rimise a posto l'indumento assorbente, dicendo "Questo evidentemente ti serve. Anche se una studentessa non dovrebbe farsela addosso durante una punizione corporale."
La fanciulla annuì, imbarazzata. Sentiva gli sguardi degli altri studenti su di lei, che la giudicavano. Eppure, non volò una mosca. Nessuno rise, nessuno disse nulla. Nessuno voleva subire lo stesso fato.
"Ricorda che tutto questo è perché non hai voluto l'olio." continuò l'Istitutrice, rimettendole a posto i collant e abbassandole la gonna "La prossima volta evita di fare queste scenate."
Syril annuì di nuovo, e dato che la donna l'aveva lasciata libera lentamente si alzò.
"S...scusi, non capiterà più..." bofonchiò, tremando.
Teneva gli occhi bassi e si strinse con forza i lembi della gonna per cercare di scacciare il nervosismo. Era stata un'esperienza veramente agghiacciante.
Per fortuna la pipì non era molta e il pannolone aveva assorbito bene, sembrava ancora asciutto.
Miss Pots la guardò severamente "Lo spero bene, perché alla prossima ti prendi il doppio dei colpi, e tutti con la cucchiaia. Sono stata chiara?"
"Sì, sì..."
"Come, prego?"
Syril deglutì rumorosamente, poi si corresse "Sì, signora, chiarissimo."
"Meglio. Ora prendi il tuo olio, stai facendo aspettare tutta la fila."
L'Istitutrice si voltò e riprese il cucchiaio di metallo, riempiendolo nuovamente e avvicinandolo alle labbra della Trayana.
Syril deglutì pesantemente. Non avendo più forze per ribellarsi ancora, con il sedere che le faceva un male infernale, aprì la bocca e lasciò che l'olio fluisse in essa, colmandola con il suo sapore disgustoso.
Per un attimo ebbe la tentazione di sputarlo, ma poi si fece forza e lo ingoiò. Il sapore di quella roba era veramente orripilante.
"Visto? Serviva fare tante scene?" fece miss Pots.
"No, signora..."
"Infatti, non serviva. Ora fila, la colazione ti aspetta."
La Trayana non se lo fece ripetere: annuì e si voltò, schizzando verso la porta. Non appena l'ebbe raggiunta la varcò, lasciandosi alle spalle sia l'Istitutrice che la colonna che silenziosamente rideva di lei.
La stanza in cui Syril si ritrovò era gigantesca e rettangolare, con un soffitto così alto che la Trayana faticava a vederlo. Quattro tavoli, lunghissimi, ognuno affiancato su ogni lato da una panca altrettanto lunga, correvano lungo la sala fino ad arrivare ad una grande scalinata che conduceva ad un piano rialzato che sovrastava l'intera sala. Lì, un altro grande tavolo si ergeva, su tutti gli altri, con diverse sedie dietro ad esso. Su ogni sedia sedeva un'Istitutrice, tranne la sedia al centro, la più elaborata, che era vuota.
Sentendosi in soggezione davanti ad una sala così grande, la ragazza si avvicinò timidamente al ragazzo Trayano e alla Yulnen che erano entrati prima di lei. Erano già seduti su una panca, e così si sedette anche lei.
Lanciò un gridolino non appena il suo sedere ebbe toccato il duro legno della panca, ma si forzò a sedersi. Non poteva esserne certa, ma ebbe la sensazione che le Istitutrici sedute al tavolo rialzato la stessero guardando con un'espressione soddisfatta.
Gradualmente, la sala si riempì. Uno dopo l'altro gli studenti e le studentesse entrarono e presero posto sulle panche.
Laionel, sbuffando, si sedette accanto a Syril con un'espressione contrariata.
"Quell'olio faceva davvero schifo." sbuffò "Se dobbiamo prenderlo anche domattina faccio un casino."
Syril annuì sommessamente, guardandosi i piedi. Non aveva il coraggio di guardare Laionel negli occhi, non dopo la figuraccia che aveva fatto.
La Cavaliere Verde indovinò i pensieri dell'altra ragazza. Le diede una pacca sulla spalla, vigorosa ma non violenta, e le fece un sorriso incoraggiante.
"Ehy, bambolina, niente musi lunghi." le disse "Sei stata tosta a puntare i piedi in quel modo."
"D...dici?" mormorò, ancora imbarazzata.
"Assolutamente. E quella stronza ci è andata giù pesante, chiunque altro se la sarebbe fatta addosso, ne sono certa. Ma nessuno ha avuto le palle di farlo, a differenza tua."
Syril alzò lo sguardo verso l'altra ragazza, e le rivolse un sorriso di rimando. Aveva veramente apprezzato le sue parole, non era una cosa di tutti i giorni ricevere i complimenti di un Cavaliere Verde. Si passò una mano sui lunghi capelli turchesi per allontanarli dagli occhi e guardò l'altra ragazza con uno sguardo che trasmetteva una profonda gratitudine.
Una volta che la sala fu piena, una delle Istitutrici prese un campanellino e lo suonò, dicendo a gran voce "Silenzio e tutti in piedi, entra la Preside."
Un silenzio di tomba cadde nella sala, mentre tutti gli studenti si alzavano in piedi. Nessuno aveva intenzione di prenderle per quello, evidentemente.
Passi pesanti risuonarono in ogni dove e poco dopo dal lato destro della sala nella parte rialzata fece la sua apparizione una donna. Lentamente, essa raggiunse la grande sedia decorata e rimase in piedi di fronte ad essa, guardando i ragazzi.
La dirigente scolastica era una donna altissima, a occhio alta sui due metri e dieci, e parecchio robusta, con due spalle larghe da nuotatore. Aveva i capelli a caschetto, ma lunghi, neri come ali di corvo, mentre gli occhi, di un verde intenso, erano parzialmente nascosti da spessi occhiali rettangolari dalla montatura nera. La sua divisa era identica a quella delle altre Istitutrici, ma la gonna ed il fiocco erano bianchi come latte, eccezion fatta per i lembi della gonna che avevano dei ricami dorati. La sua espressione era severissima.
Quando parlò, la sua voce parve piombare sulla sala con la leggerezza di una pietra tombale. Aveva un timbro profondo e una parlata lenta e solenne.
"Buongiorno, studenti. Io sono miss Ainsworth, la vostra dirigente scolastica. Ma il mio nome è irrilevante, per voi sono solo la Preside."
Fece una pausa melodrammatica, poi continuò a parlare "Da oggi ha inizio il vostro anno scolastico qui all'Istituto. Come avrete capito, ci aspettiamo da voi rispetto, disciplina, impegno e dedizione. Spero non di non dover vedere nessuno di voi nel mio ufficio. Ricordate di ubbidire sempre al personale scolastico e alle regole dell'Istituto, di essere rispettosi e di studiare tanto. È tutto, potete mangiare."
Gli studenti si sedettero nuovamente, chiedendosi cosa avrebbero mangiato, quali schifezze erano pronte per loro in quel luogo orribile.
Con loro sorpresa, mani robotiche in guanti bianche apparvero dalle pareti e riempirono in pochi secondi tutti i tavoli di brocche di latte caldo, bricchi di caffè fumante, fette biscottate, marmellata, biscotti e brioche appena sfornate, alcune vuote, altre ricolme di crema oppure cioccolato.
Stupiti da tante leccornie, gli studenti si misero avidamente a mangiare. Le emozioni della mattina li avevano resi affamati, e tutti erano ansiosi di ripulirsi la bocca dal saporaccio dell'olio.
La colazione si svolse in silenzio. Erano tutti troppo presti dal pasto per mettersi a fare conversazione. Anche le Istitutrici mangiavano in silenzio, facendo correre i loro occhi sugli studenti come a volersi assicurare che nessuno creasse scompiglio.
Dopo un po', quando tutti ebbero mangiato a sazietà, le sorveglianti entrarono nella sala.
"Studenti, a me gli occhi e le orecchie." disse miss Prism "Ora verrete condotti nei corridoi, poi le collaboratrici scolastiche procederanno a portarvi alle vostre classi. Suggerisco di approfittare di questa pausa per andare in bagno."
Gli studenti cominciarono ad alzarsi. Syril sospirò e lo fece a propria volta, chiedendosi cos'altro la aspettasse in quello strano Istituto.
SPAZIO AUTORE
Salve a tutti, lettori. Chiedo scusa per questo immenso ritardo nelle pubblicazioni, ma nella mia vita sono successe molte cose in questo periodo.
Una, in particolare, vorrei condividerla con tutti voi: ho trovato l'amore. La persona più straordinaria che abbia mai incontrato è entrata nella mia vita, e non potrei essere più felice di così.
Vi ringrazio tutti per la pazienza, e rinnovo il mio impegno a portare a termine, pur non in tempi brevi, tutte le storie, nessuna verrà lasciata incompiuta. Grazie per continuare a leggerle, siete ciò che mi da la forza di continuarle.
PS. Un saluto speciale a La_moglie_di_deku, la mia lettrice più accanita :)
Al prossimo capitolo <3
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