Le fragili donne di Allan Poe
La morte di una donna bellissima è, senza dubbio, l'argomento più poetico del mondo. (Allan Poe)
Fragili, malate, assassinate, eteree, perdutamente innamorate degli uomini sbagliati, questo e molto altro sono le donne descritte da Allan Poe. Si pensi alla protagonista della poesia The Raven la defunta Lenora, oggetto d'amore del protagonista che vorrebbe rincontrarla. Oppure Ligeia che muore di una malattia non meglio definita. E tante altre ancora Annabel Lee, Berenice, Morella, le donne che descrive Poe sono tante e quasi tutte destinate ad un finale tragico. Ma perché?
Prima di tutto dobbiamo guardare la storia familiare di Poe. L'uomo aveva perso la madre biologica quando era piccolo e quella adottiva all'età di vent'anni. Inoltre aveva avuto una relazione con la madre di un suo amico, anche questa morta prematuramente e la storia narra che il nostro Poe si recasse alla sua tomba e restasse ore dinnanzi ad essa anche sotto la pioggia. Infine abbiamo l'ennesimo lutto femminile per il nostro scrittore: la morte della moglie, che lui aveva sposato quando lei aveva tredici anni e lui più di venti e che era gravemente malata di tisi.
Poe cerca così nei suoi racconti di esorcizzare la paura della morte delle donne amate? Cerca così di superare il lutto? Oppure c'è qualcosa di più sinistro? Nei personaggi di Poe possiamo notare una certa aggressività anche priva di una reale causa. Sono spesso uomini rabbiosi, frustrati e da questo possiamo partire per fare un ragionamento: forse all'interno dei suoi racconti l'autore vuole sfogarsi e l'uccisione dei personaggi femminili potrebbe risultare una specie di catarsi, la voglia di mettere in pratica qualcosa che non potrà mai fare nella realtà. Si noti inoltre che il malessere colpisce le donne non appena queste hanno un rapporto più stretto con gli uomini, all'improvviso diventano più pallide, apatiche, viene meno l'appetito, la loro è insomma una lenta agonia che aumenta con l'aumentare del contatto con la loro controparte maschile. Spesso poi, come nel caso di Ligeia, sono donne intelligenti, che si occupano anche di occultismo. E l'uomo inizia ad avere paura di loro. Si pensi a Morella il cui sguardo all'inizio viene descritto come caldo e che dopo terrorizza invece il protagonista. L'uomo finisce per desiderare così la morte della sua compagna, troppo brava e troppo bella e questo desiderio si esaudisce, ma la loro paura è tale che alla fine la donna spesso risorge in una qualche forma. Un modo forse per rappresentare il terrore dell'assassino che all'improvviso vede tornare l'oggetto del suo odio in vita, ma forse anche un suo desiderio, un modo per riavere indietro la sua vittima, alla quale è legato da un rapporto di amore, odio e paura, magari proprio per poterla nuovamente portare alla morte in una coazione a ripetere senza fine.
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