Elsa e il disturbo bordeline
La neve che cade sopra di me copre tutto col suo oblio
In questo remoto regno la regina sono io
Ormai la tempesta nel mio cuore irrompe già
Non la fermerà la mia volontà
Ho conservato ogni bugia
Per il mondo la colpa è solo mia
Così non va, non sentirò un altro no
D'ora in poi lascerò che il cuore mi guidi in po'
Scorderò quel che so e da oggi cambierò
Resto qui, non andrò più via
Sono sola ormai, da oggi il freddo è casa mia
A volte è un bene poter scappare un po'
Può sembrare un salto enorme ma io lo affronterò
Non è un difetto, è una virtù, e non la fermerò mai più
Nessun ostacolo per me, perché
D'ora in poi troverò la mia vera identità
E vivrò, sì, vivrò per sempre in libertà
Se è qui il posto mio, io lo scoprirò
Il mio potere si diffonde intorno a me
Il ghiaccio aumenta e copre ogni cosa accanto a sé
Un mio pensiero cristallizza la realtà
Il resto è storia ormai, che passa e se ne va
Io lo so, sì lo so, come il sole tramonterò
Perché poi, perché poi all'alba sorgerò
Ecco qua la tempesta che non si fermerà
Da oggi il destino appartiene a me
Il DSM, manuale usato per le diagnosi differenziali, definisce il disturbo borderline come la patologia i cui sintomi principali sono la disregolazione emozionale e l'instabilità del soggetto. L'individuo ha paura dell'abbandono. Inoltre la sindrome è collegata a tre cose: il sentirsi traditi, la sensazione di farsi male e quella di essere fuori controllo.
Elsa ha paura di fare male a sé e agli altri e i suoi poteri sono palesemente fuori controllo. Nessuno le insegna come gestirli, i genitori si limitano a farla stare chiusa in una stanza e a dirle di controllarsi, il troll che salva Anna non dà veri consigli ad Elsa, si limita a dire che se il colpo fosse stato al cuore per la sorella non ci sarebbe stata alcuna salvezza. Nessuno pensa davvero ad Elsa, che si sente in colpa e prova un senso di confusione. La giovane è lasciata sola da tutti e si isola dal mondo, certa che questo potrà solo rifiutarla e non capirla, non si chiede mai se ci sono altre persone come lei. Elsa è fuori controllo, congela tutto ciò con cui viene a contatto. In particolare i comportamenti distruttivi sono legati, nel malato, alla paura dell'abbandono che in Elsa diviene realtà, infatti entrambi i genitori muoiono, lasciandola da sola ad affrontare qualcosa di più grande di lei.
Anche qui la causa, secondo alcuni, è riscontrabile nel rapporto con i genitori. Secondo altri ci sarebbero sia fattori genetici sia ambientali.
Poco importa la causa comunque Elsa è distruttiva, o almeno la è fino alla fine quando comprende che c'è qualcuno che la ama per quella che è. Nessun principe azzurro in questo caso, neppure un affascinante brigante, ma Anna, sua sorella. La guarigione non è completa, è soltanto l'inizio, questo però è pur sempre un punto di partenza. Forse in Frozen 2 vedremo una Elsa più sicura di sé, per ora però dobbiamo accontentarci della nostra imperfetta ma pur sempre molto amata Elsa.
Ho proprio voluto iniziare il capitolo con la sua più celebre canzone: All'alba sorgerò, in cui si racchiude un messaggio di rinascita, finalmente la ragazza accetta il suo potere (Non è un difetto, è una virtù, e non la fermerò mai più), si allontana da un mondo che pare non comprenderla e dal quale si è sempre nascosta per vivere in un proprio regno, lontana dalla società. Si libera anche del mantello, di colore viola ovvero riferito alla regalità, e dei guanti, che la separavano dal mondo, impedendo di rendere di ghiaccio gli oggetti con cui veniva in contatto, mantenendo però lo stesso vestito che semplicemente modifica grazie ai propri poteri. Poco importa se in realtà non è guarita, il castello è pur sempre un'esternazione dei suoi stati d'animo che forse un giorno potrà finalmente esprimere con maggiore calma.
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