9. Ricordare i dettagli di una strage
Sento il cuore pompare così forte da fare male e un lieve fischio che mi tormenta le orecchie mentre tengo in mano i fogli che parlano di me e mi sento davvero confuso perché non sono io quello descritto in queste stupide pagine.
Non sono così pazzo come mi descrive il Dr. Doom!
E non lo so per quale motivo Ray, o Gesù o Gerard vogliono che io continui a leggere tutte queste stronzate.
Mi gira la testa e la sento pesante.
Deglutisco quando arrivo alle ultime pagine riguardanti il mio ricovero.
Mi fa male leggere tutte queste cose, ma per qualche motivo devo continuare a farlo.
Se mi aveste chiesto perché mi trovo qui, in questa clinica, coi miei amici, io avrei risposto che sono qui perché non sto molto bene ed ho avuto un crollo e qui possono aiutarmi. Ecco cosa avrei detto.
Avrei detto proprio così. Ho avuto un crollo e qui mi stanno aiutando a superarlo.
E se mi aveste chiesto cos'è che mi ha fatto crollare, io avrei risposto che non lo ricordo.
Non mi piacciono i ricordi. Non sono sempre belli e spesso fanno male.
Fanno davvero male, e a me non piacciono i ricordi quindi spesso cerco di non ricordare le cose. Le cose che mi fanno male, intendo.
Il motivo per cui sono crollato è scritto in questi fogli ed io non voglio ricordare.
Ho fatto un buon lavoro fino ad ora.
Ho chiuso una porta del mio cervello in cui ci sono dentro tutti i ricordi spiacevoli.
Non voglio aprire quella porta.
Non credo che possa portarmi da qualche parte, tantomeno fuori da questo labirinto.
Se mi chiedete cosa c'è per me alla fine di questo labirinto, io vi direi che forse c'è l'amore. Non ne sono sicuro, ma credo che sia l'amore ciò che mi farà sentire libero.
Non potete capirlo, se non avete mai amato.
Per me fuori dal labirinto c'è l'amore e il perdono.
Giuro che non potete proprio capirlo.
Per capirlo dovreste aver amato almeno una volta nella vita.
Amato come ho amato io intendo.
Come ci siamo amati io e Gerard.
Andando contro il mondo intero. Io e lui soli.
Con lui sempre al mio fianco.
"La strage del 16 Marzo".
Il Dr. Doom ha chiamato così gli eventi che mi hanno portato qui.
Sento gli occhi di tutti i miei amici addosso mentre cerco il coraggio per leggere. Per aprire quella porta del mio cervello che fino a questo momento ho tenuto serrata.
«Devi leggerlo Frank. Solo così possiamo trovare la libertà» mi incita Ray ed io penso di odiarlo un po'.
Che deve farci con la libertà? Si sta bene qui. Ci siamo tutti. Siamo amici. Stiamo tutti insieme.
Gerard mi guarda e mi stringe la mano. Tiene la presa e mi sento al sicuro quando sono al suo fianco.
Così prendo un lungo respiro, mentre i miei occhi scorrono sulle pagine.
"...alle ore 13.40 Frank Iero e Gerard Way entravano nell'edificio, armati".
Dovevo davvero prendere quelle medicine perché nella mia testa il ricordo di quel giorno riaffiora vivido.
Ricordo che avevamo organizzato tutto.
Ricordo che Gerard aveva disegnato una piantina della scuola.
Ricordo che durante la notte avevamo giocato a quel dannato videogioco e che avevamo preso delle pillole dall'armadietto dei medicinali di Donna e che le avevamo mandate giù con del Bourbon del papà di Gerard e che avevamo fumato anche un po d'erba ed avevamo detto che sarebbe stato bello se quegli stronzi della squadra di football avessero smesso di picchiarci e chiamarci "brutti froci del cazzo" e allora Gerard ha detto che sarebbe stato bello essere davvero nel videogioco e far saltare la testa a tutti ed io ho detto "si, è vero, così saremmo davvero liberi".
Sento i battiti del mio cuore accelerare, mentre i ricordi si fanno spazio nella mia testa e rimettono insieme un puzzle al quale non avrei mai voluto dare vita.
Ricordo che il padre di Gerard aveva delle armi in garage e che le abbiamo prese e ricordo che Gerard mi ha detto come si usavano.
Ricordo che mi sentivo molto euforico ed era davvero una bella giornata perché io e Gerard avevamo pianificato ogni cosa e sarebbe andato tutto bene e finalmente quegli stronzi della squadra di football avrebbero capito che dovevano lasciarci in pace e non ci avrebbero mai più dato fastidio.
Non avrei più dovuto mentire ai miei genitori e dirgli che avevo avuto una bella giornata a scuola quando invece era stata una giornata orrenda. Non avrei dovuto nascondere i lividi e i segni delle contusioni.
Non avrei più avuto paura che mi spogliassero nei bagni della palestra. Non lo avrebbero più fatto. Non mi avrebbero steso a terra completamente nudo, non mi avrebbero riempito di calci e pugni urlandomi che ero un brutto frocio di merda. Non lo avrebbero più fatto ed io mi sentivo davvero euforico ed anche Gerard.
Infatti aveva disegnato una piantina della scuola ed aveva detto che la nostra sarebbe stata un'entrata trionfale e che sarebbe andato tutto bene.
Lui camminava alla mia destra.
Ah come ci guardavano i nostri compagni.
Gerard aveva messo del trucco anche a me. Avevamo proprio una bella faccia quel giorno.
Camminava alla mia sinistra. Proprio come avevamo pianificato.
Imbracciavamo entrambi dei fucili.
Uno per uno.
Ci sentivamo come i protagonisti di quel videogioco. E i nostri compagni ci guardavano e non dicevano nulla.
Non ci chiamavano più "brutti froci di merda". Se ne stavano zitti ed io mi sentivo proprio potente.
Anche Gerard si sentiva potente. Camminava in quel suo modo, così fiero.
Ondeggiante.
Camminava alla mia sinistra. Era lì che doveva stare. Alla mia sinistra.
Ondeggiava con i fianchi e ricordo il rumore dei suoi stivaletti. Il suono dei suoi passi rimbombava nei corridoi e nessuno aveva il coraggio di dire una parola ed ogni tanto io e Gerard puntavamo il fucile contro qualcuno e alcuni nostri compagni iniziavano a piangere e a supplicarci di non sparare ed era proprio divertente vederli così terrorizzati da noi.
Proprio da noi che avevamo avuto paura di loro per tutti quegli anni in cui non avevano fatto altro che trattarci come dei rifiuti della società.
Sento il cuore battere così forte nel petto.
Sento quasi il rumore di ogni battito.
Non vorrei ricordare queste cose.
Vorrei ricordare solo le cose piacevoli.
"...entrarono nella palestra dove la classe stava praticando Educazione Fisica. Nessuno era ancora riuscito ad avvisare il professore e gli studenti della presenza di due ragazzi armati nella scuola. Frank Iero e Gerard Way non avevano ancora sparato e alcuni dei testimoni hanno ammesso che inizialmente pensavano fosse un gioco"
Mi tremano le mani. Tremano, e sto sudando.
Ricordo che siamo entrati in palestra. Ricordo che Gerard mi ha guardato e mi ha fatto l'occhiolino. Abbiamo puntato i fucili contro i nostri compagni. Indossavano tutti quelle stupide tute bianche e rosse della squadra della scuola. Ricordo che inizialmente per qualche secondo non ci aveva notato nessuno. Poi una ragazza ha urlato e si sono tutti voltati a guardarci.
Ricordo il rumore della palla da basket rimbalzare a terra due o tre volte per poi rotolare fino ai miei piedi.
Ora ci guardavano tutti. Ci guardavano tutti e noi eravamo bellissimi. Vestiti completamente di nero. Con il trucco sugli occhi e i fucili tra le mani.
Gerard aveva il suo trucco di scena ed io il mio. Gerard aveva una linea nera sul viso. A me aveva disegnato delle croci sugli occhi. Avevamo il nostro trucco e i nostri vestiti neri e i nostri fucili.
E ci guardavano tutti ed avevano paura di noi.
Tranne quello stronzo di Bob Bryar.
Ci ha guardato ed ha riso.
Alzo la testa dai fogli. Guardo Bob. Anche lui mi guarda e sembra confuso e mi sento confuso anche io.
Perché ora ricordo.
Deglutisco. Le mani tremano. Il cuore batte all'impazzata. C'è un sibilo che mi tormenta le orecchie.
«Ehi, frocetti, che cazzo fate!?».
Ci ha detto così. Ecco cosa ci ha detto.
Mentre noi eravamo lì con quel trucco e i vestiti neri e i fucili in mano puntati contro di lui, Bob ci ha detto così.
Come se nonostante tutto continuasse a credere di essere più forte di noi. Come se non avesse paura.
Ha ghignato, scrocchiandosi le ossa delle mani.
Bob faceva sempre così prima di prenderci a pugni.
Bob tira pugni come Cassius Clay e fa davvero male perché è grande e grosso e muscoloso.
Ricordo che ha fatto un passo verso di noi. Allora Gerard ha puntato in alto il fucile ed ha sparato un colpo.
Sussulto, ricordandomi il rumore del colpo che ha colpito il soffitto. Ricordo le urla dei nostri compagni e l'intonaco che cadeva dall'alto. Ricordo che Gerard ha riso e che ho riso anche io e finalmente Bob non ha detto più nulla e io ho urlato a Jamia di smetterla di urlare e lei ha smesso e mi ha guardato con il terrore negli occhi.
Ricordo tutte le volte che l'ho vista piangere perché Bob l'aveva scaricata. Ricordo che una volta le ho messo un fiore nell'armadietto.
Ricordo che mi dispiaceva molto vederla così. Perché il suo ragazzo era uno stronzo. Era proprio uno stronzo.
Ricordo che Jamia ha iniziato a piangere.
«Non piangere!» le ho urlato «Non voglio farti del male. Non piangere».
Ma lei non la smetteva di piangere ed era tutta colpa di Bob. Quello stronzo di Bob la faceva sempre piangere. Ricordo di aver puntato il fucile contro di lui e ricordo che Jamia ha urlato «No!» e ricordo di averle detto che non doveva difenderlo perché lui la trattava male e lei continuava a starle dietro anche quando lui la faceva piangere e Jamia non mangiava per giorni interi ed era diventata davvero magra ed io ero davvero dispiaciuto per lei e volevo solo farle capire che Bob non aveva fatto altro che rovinarle la vita.
«È colpa sua!» le ho detto. Le ho urlato che era colpa di Bob e lei ha detto no. Ha detto che potevamo risolvere tutto e che Bob era una brava persona ed io ho pensato per un attimo che forse aveva ragione ma Bob mi aveva preso a pugni un sacco di volte e non riuscivo proprio a capire come potesse difenderlo. E poi Bob le ha urlato «Sta zitta cazzo!» e allora io mi sono davvero innervosito.
Guardo Bob.
Lui mi guarda come se avesse capito tutto. Come se avesse capito ogni cosa. È buio e le torce non ci illuminano per bene ma mi sembra di vedere del sangue sulla sua testa scorrere giù, schizzare ovunque.
Ora ricordo e mi tremano le mani.
Ricordo di aver premuto il grilletto e di averlo colpito al centro della testa.
Proprio al centro. Preciso come un cecchino.
Ricordo che avevamo preso delle pillole ed avevamo bevuto del Bourbon e fumato un po' d'erba ma avevo comunque colpito il centro esatto della testa di Bob e ricordo che hanno urlato tutti e che il sangue è schizzato ovunque e che Jamia si è messa a correre per raggiungere quello stronzo di Bob che era caduto a terra con un tonfo ed aveva schizzato sangue ovunque e lei stava per chinarsi su di lui e in quel momento ho sentito un altro colpo.
Ho guardato Gerard.
Gerard aveva puntato il fucile su Jamia.
Due colpi. L'aveva colpita.
Mi tremano le mani e sto sudando freddo.
No, non dovevi colpirla! Ho urlato a Gerard che lei era una dei buoni ma avevamo bevuto e fumato e preso delle pillole e Gerard le aveva sparato due colpi e Jamia era volata all'indietro ed aveva colpito il pavimento e sembrava di stare in quel dannato videogioco.
Sento la mano di Gerard sulla mia spalla e ricordo ogni cosa.
Ricordo il rumore dei passi di Gerard sul linoleum della palestra. Lo sento rimbombarmi nelle orecchie.
Ricordo di averlo visto camminare verso il centro della palestra.
Doveva restare al mio fianco invece aveva camminato fino al centro della palestra.
Aveva alzato il fucile e chiuso un occhio per prendere la mira. Puntando l'arma contro i nostri compagni. Uno ad uno.
Ora nessuno ci diceva più che eravamo dei brutti froci di merda.
Avevano tutti paura.
Ricordo che uno della squadra di football ha detto qualcosa ma non sono riuscito a sentirlo e comunque prima che potessi chiedergli di ripetere cosa aveva detto Gerard aveva fatto partire un altro colpo. E poi un altro ancora, e ancora. Ed io ricordo che guardavo i miei compagni cadere a terra.
Ricordo che Gerard mi aveva urlato di farli fuori. Mi aveva detto che ci dovevamo liberare di loro una volta per tutte.
Si era voltato e mi aveva fatto l'occhiolino ed io avevo preso un lungo respiro ed avevo iniziato a sparare.
Volevo colpire la squadra di football. Volevo liberarmi di loro. Delle loro voci nella mia testa che mi ripetevano ogni giorno che ero uno schifoso, viscido, sporco, inutile, stupido frocio di merda.
Così ho sparato. Ho sparato senza prendere la mira e le mani si muovevano da sole sul grilletto ed anche Gerard sparava e tutti urlavano.
Ricordo di aver colpito il quarterback. E poi qualcuno alle sue spalle.
Mi tremano le mani e sto sudando.
Non voglio ricordarmi queste cose.
Guardo Ray. Poi Mikey.
E ricordo esattamente che questo è l'ordine in cui li ho colpiti. Uno ad uno.
E loro sono caduti a terra.
E c'era sangue ovunque.
E c'erano urla e pianti ed io e Gerard ci stavamo liberando di loro.
Sparavamo senza mirare.
Ricordo il rumore delle sirene della polizia farsi sempre più vicino.
Ricordo di aver avuto paura per un attimo.
Prima ero incredibilmente euforico. Poi ero incredibilmente spaventato.
Ricordo di aver sparato due o tre colpi a caso.
Guardo il foglio.
Poi i miei amici. Bob, Jamia, Brendon, Ray, Mikey.
È buio e mi tremano le mani e sento un fischio nelle orecchie ed ho la vista offuscata e sembra che stiano scomparendo nell'oscurità.
Sento la mano di Gerard sulla mia spalla.
Mi ha sempre detto che sarebbe andato tutto bene.
Allora perché i miei amici se ne sono andati!? Perché non riesco più a vederli!?
Sento il cuore battere all'impazzata. Sento un fischio nelle orecchie e un nodo alla gola mentre stringo i fogli tra le mani e mi sembra di vedere sangue ovunque perché questo è quello che vedo quando ricordo.
È per questo che non vorrei ricordare nulla.
Avrei dovuto prendere quelle dannate medicine.
Deglutisco.
"...Frank Iero è stato trovato in stato di shock...".
Sento dei brividi percorrermi tutto il corpo.
Ora ricordo ogni cosa.
Guardo Gerard e lui mi sorride e mi dice «Andrà tutto bene. Io sono sempre vicino a te» e mi guarda negli occhi e nel buio della stanza mi sembra che anche lui stia svanendo.
I suoi occhi verdi sembra che si stiano spegnendo.
Mi guardo intorno e sono solo e inizio a tremare e sento un nodo alla gola e poi scoppio a piangere e ad urlare.
Gerard non c'è più.
Non volevo.
Giuro che non volevo.
È stato un errore.
Un dannato errore.
Non volevo colpirti, Gee.
Non volevo. Non volevo farti del male.
Volevo liberarmi di loro come hai detto tu.
Volevo liberarmi di loro così saremmo stati felici entrambi, finalmente.
Io e te insieme.
Per sempre.
Non volevo, non volevo, non volevo.
Ricordo ogni cosa.
Ricordo di aver urlato quando ho visto Gerard far cadere a terra il suo fucile per portarsi entrambe le mani al petto.
Ricordo di aver provato terrore.
Cosa avevo fatto!?
Ricordo di aver lanciato il mio fucile a terra.
Ricordo che c'era sangue ovunque e i corpi dei miei compagni distesi al suolo mentre i sopravvissuti urlavano e piangevano accucciati a terra.
Ricordo il suono delle sirene della polizia.
I passi degli agenti di polizia avvicinarsi.
Ricordo di aver pianto come un bambino mentre lo sguardo di Gerard si spegneva dentro ai miei occhi e io lo supplicavo di perdonarmi e tremavo mentre stringevo le sue mani sul suo petto sanguinante.
E gli dicevo di restare con me. Di non lasciarmi. Perché me lo aveva promesso.
Mi aveva promesso che saremmo stati liberi. Che sarebbe andato tutto bene.
Che sarebbe stato per sempre al mio fianco.
Per sempre.
Mi manca il respiro.
Sono completamente solo nell'ufficio del Dr. Doom.
Solamente io.
Sono sempre stato solo.
Mi tremano le mani e respiro a fatica.
Sono sempre stato solo.
Non c'è Bob, né Jamia, o Ray, Mikey, Brendon.
Sono morti tutti.
Ecco perché non volevo ricordare.
Non c'è Gerard. Non c'è più.
Non sento più la sua mano sulla mia spalla. Non sento più la sicurezza che mi da quando è al mio fianco.
Non sento più nulla, se non un enorme vuoto.
Non doveva andare così.
Non volevo, Gerard, giuro che non volevo ucciderti.
Sento la porta aprirsi e le mani di Josh afferrarmi.
«Buono Frank. Stai buono» mi dice mentre mi porta via dall'ufficio del Dr. Doom e mi trascina verso la mia stanza.
Sento una puntura sul collo.
La vista è offuscata. I rumori più sordi.
Sento le braccia di Josh posarmi sul letto.
I miei occhi chiudersi lentamente.
E mi addormento, sperando che le medicine abbiano effetto.
E magari domani mi sveglierò e quando andrò nella mensa Ray e Bob e Jamia e Mikey e Brendon saranno lì ad aspettarmi.
Ed io gli dirò buongiorno, e mangeremo insieme, e mi complimenteró con Jamia perché è bellissima e con Bob che è dimagrito, e Mikey dirà qualche sinonimo e Ray ci racconterà dei suoi strani sogni.
E ci sarà anche Gerard. Perché mi ha promesso che sarà sempre al mio fianco.
Per sempre.
Andrà tutto bene.
Sarà una giornata fantastica.
Fine
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Grazie mille a tutti voi per avermi accompagnato in questa avventura psicopatica
XO
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