Ventinovesimo Capitolo
L'autista mi portò dinanzi ad un edificio immenso. Disse che prima di iniziare, mi avrebbe fatto vedere il posto di lavoro e la mia casa. Nel frattempo lo segui per l'edificio facendomi fare da guida. Mi spiego molte cose. Il produttore si chiamava Vincent Logan, all'età di quindici anni, prese posto nell'attività di famiglia, rivelandosi un vero e proprio prodigio nello scovare nuovi talenti, portando l'attività prima in classifica nel piano finanziario. Ed io che pensavo che fosse uno svampito.... A quanto pare mi sbagliavo anche se c'è da dire che la sua espressione non ni aiutava nel immaginarlo come un potente uomo d'affari. Scopri infatti che nonostante il suo aspetto da ragazzino esso aveva quarantadue anni... Bhe se li porta benissimo direi.
Dopo avermi fatto fare il giro dell'ufficio, mi porto nel suo ufficio. Bussai alla porta e quando ricevetti il permesso di entrare mi accomodai su una poltroncina situata dinanzi alla sua scrivania. Esso mi guardò con un espressione confusa, forse avevo qualcosa in viso? E mi sorprese chiedendomi:
-"Ma quanto hai pianto?!?! Hai tutti gli occhi rossi e gonfi!"
Merda.... Abbassai lo sguardo, per nascondere l'imbarazzo e confessai con un filo di :
-"Bhe il mio ragazzo mi ha lasciata. Ma ora sto bene davvero!" di nuovo bugia. Non stavo bene stavo morendo dentro, ma alla fine questo è pur sempre un lavoro, giusto? Quindi le questioni personali dovevo lasciarle fuori. Egli mi guardò con dispiacere e rispose :
-" Mi dispiace mia cara, ma vedrai che si sistemerà tutto. E poi il mare e pieno di pesci"
Sarà anche vero, ma io non volevo un altro ragazzo io volevo solo il mio Lorenzo. E siccome quella conversazione mi stava risultando pesante, cambiai discorso dicendogli:
-"Cosa devo fare?"
-"Per oggi niente ovviamente sei appena arrivata e devi ambientarti. E domani Alfredo" indicò l'uomo brizzolato che mi fece da autista. "ti consegnerà il programma alle otto in punto, quindi si preparata per quell'ora. Ma per ogni farai un giro con mio figlio che ti insegnerà le strade per muoverti meglio in città. Per il trasporto non preoccuparti verrà Alfredo tutte le mattine a prenderti"
Detto ciò disse ad Alfredo di chiamare suo figlio. Poco dopo fece ritorno con un ragazzo più o meno della mia stessa età. Alto con i capelli ed occhi neri.... In primo momento mi sembrò Lorenzo, ma poco dopo mi resi conto che apparte per i capelli ed il colore degli occhi notai che erano completamente diversi. Ormai lo vedevo ovunque. Il padre indicandomi ci presentò dicendo :
-"Deryl questa è Isabella la mia nuova stella. Isabella lui è mio figlio, colui che ti farà da guida per questa giornata."
Mi uscì spontaneo chiedergli :
-" Il signor Alfredo non viene con noi?" la mia voleva essere una domanda pacifica, ma invece mi uscì con un tono quasi svizzito. Deryl a quel punto rispose infastidito:
-" No saremo solo tu ed io. Non mordo mica sai? "
Però che caratterino che ha?!? Per fortuna venne in mio soccorso suo padre, che lo lincio con lo sguardo e gli disse con rimprovero:
- "Razza di stupido insensibile. La ragazza a cambiato città, ha lasciato la sua famiglia e le persone a lei care e normale che sia spaesata. In più ci si è messo quel cretino del suo ragazzo che la lasciata poco prima di partire. Alfredo essendo una persona più grande e matura la fa sentire più a suo agio. " mi trattenni dal riempire di insulti il padre di Deryl, nessuno può offendere il mio amore, però rimaneva sempre il mio manager così per questa volta inghiotti il rospo. Vincent rivolgendosi a me aggiunse:
-" Isa purtroppo Alfredo serve alla compagnia. Non posso mandarlo con te. Anche se in prima apparenza mio figlio può sembrare uno zotico, freddo e insensibile. Ti posso assicurare che è molto responsabile "
Che dovevo dire? Bhe niente... mi tocco annuire, anche se l'idea di fare il tour con lui non mi entusiasmava per niente.
*******
Deryl mi portò in vari posti. In primo luogo mi fece vedere un minimarket aperto ventiquattrore su ventiquattro così avrei potuto fare la spesa. Poi mi fece vedere alcune vie pratiche per muovermi e raggiungere meglio il centro. In fine mi portò davanti al mio appartamento. Bhe... Per modo di dire, visto che era una villetta a schiera molto moderna. Mi diede le chiavi facendomi cenno di entrare a dare un occhiata.
Appena entrai a catturarmi furono gli arredi moderni bianchi e neri molto neutra possiamo dire ma andava bene così. A dividere la cucina ed il salotto è una penisola immersa in marmo bianco, con un lavandino al centro, anche la cucina è bianca e nera, stupenda. Mentre la camera da letto si raggiungeva con una scala a chiocciola.
C'è un letto a baldacchino, anch'esso bianco e nero con una scrivania immensa. Notai che in un angolino della camera c'erano tutte le mie cose, per fortuna c'era anche il mio prezioso violino, quello che comprai con Lorenzo. Subito mi venne una fitta al cuore. Pensando a lui. Senza che me ne accorgessi iniziai a piangere nuovamente, lasciando Deryl senza parole. Mi mise una mano sulla spalla e chiese preoccupato :
-"Se ti manca la tua famiglia non devi preoccuparti, non gli hai mica abbandonati. Potrai tornare a trovarli ad ogni tempo libero, in più potranno venire anche loro e con la scusa si faranno una vacanza"
Mi scostai in malo modo, non perché avesse detto qualcosa di male o qualcos'altro. Però non volevo che nessuno mi toccasse al di fuori di Lorenzo. In più lui non sapeva del mio passato. Non avevo una famiglia tutta mia a cui sarei mancata. Però..… avevo sempre la famiglia di Lorenzo. Smeralda i gemelli e pure Cesare. In fondo non ero sola, allora perché mi sentivo così vuota?!?! Ah..... Come se non sapessi già la risposta... Non c'era più al mio fianco una parte importante di me. Lorenzo.
Deryl non capendo il motivo di quel mio comportamento, mi chiese confuso :
-"Io davvero non capisco. Sei a Londra con il produttore più famoso al mondo che ti fa da manager. Altre ragazze farebbero i salti di gioia, invece tu stai qui a piangere..... Per quale cazzo di ragione?!?! Non mi dirai che è per quel ragazzo che ti ha mollata? "
Io non riuscivo più a parlare, trattenere i singhiozzi mi costava veramente molta fatica. Così feci solamente un cenno con la testa per dire di si ed esso rispose:
-" scusami se sono indiscreto, ma cosa ti ha detto di preciso?"
Dopo alcuni minuti più per riprendermi che per qualcos'altro, gli raccontai tutto. Non so perché lo feci, di solito non mi confidavo con chi conoscevo a pena. Però in quel momento non avendo nessun'altro ne sentivo il bisogno di sfogarmi. A fine racconto, esso mi guardò con un espressione seria e rispose:
-"Posso essere sincero?" io annui ed esso prosegui dicendo :-" e un coglione. C'è da quello che mi hai detto, si capisce chiaramente che non voleva lasciarti. Tu eri disposta a rinunciare a tutto per lui e nonostante ciò a preferito lasciarti più tosto che tapparti le ali, ragazze così si trovano una su un miglione. Io sinceramente, se ero al suo posto ti avrei incatenato in modo tale che tu non potessi andare via.... Ma ehi, ognuno è fatto a modo suo. "
Quello che mi disse mi fece riflettere. E se aveva detto quelle cose soltanto per il mio bene? Era una possibilità che non volevo escludere. Ma nemmeno volevo illudermi di false speranze. Però fare quella chiamata con lui mi aveva aiutato molto, adesso ero più leggera, si ero sempre triste ma potermi sfogare fu stato un sollievo.
Dopo la chiamata Deryl andò via. Lasciandomi sola in quella immensa casa. Di disfare le valigie non se ne parlava, proprio non ne avevo voglia, così chiamai Maria iniziando a raccontargli ogni minimo particolare della mia giornata. Essa ascolto in silenzio, era troppo calma conoscendola doveva dare di matto così le chiesi preoccupata:
-"Ehi cos'hai che non va. Ti sento strana."
-"Scusami Isa, ma sono preoccupata per.... " senti un brusio in sottofondo, non capivo chi fosse, parlavano troppo piano. Dopo alcuni secondi, essa prosegui dicendo :
_" Comunque tranquilla qui e tutto a posto ci sentiamo domani, ora devo scappare, mi raccomando sta attenta tesoro mio e ricordati sei al centro dei nostri pensieri "
Non mi diede nemmeno il tempo di salutarla che riattaccò di fretta è furia. Era tutto troppo strano cera qualcosa che non mi tornava. Quella sera feci fatica ad addormentarmi, il mio pensiero fisso rimaneva sempre Lorenzo.
Nota autore
Ve l'avevo già fatto conoscere. Però oggi parliamo un po' dei nuovi personaggi.
Lui e Alfredo, autista della società di Deryl Logan. Età 54 anni.
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Vincent Logan, quarantadue anni. A capo della sua società. Qui non ha un aria svampita ma rimane pur sempre un potente uomo d'affari XD XD
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Deryl Logan, 23 anni. Figlio di Vincent Logan. Esso aiuta il padre nella sua compagnia occupandosi di varie star.
Tra cui anche Isabella.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto un bacione. 😘
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