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Sesto Capitolo

Quella sera mi nascosi in cantina, mia madre ebbe un altra delle sue furie. Di solito quando aveva questi attacchi bastava dargli dei soldi per comprarsi da bere e si calmava. Però ora aveva iniziato a fare paure uso di droghe, e i soldi del bar non bastavano più, Cesare ancora non mi dava lo stipendio, essendo a metà mese, quindi dovevo aspettare ancora un po'. Però la paura divenne incontrollabile, mi rannicchiai in posizione fetale, con le lacrime che mi scendevano ormai incensantemente. Però questa volta mi ero prevenuta, con me avevo il telefono. Lo presi e scissi un messaggio a Lorenzo non potendo chiamarlo, altrimenti lei mi avrebbe sentito:

« Lori ho bisogno di te. Mamma è fuori di testa. Vuole i soldi per comprarsi le droghe e siccome io non c'è l'ho, penso che questa volta mi ucciderà. E in crisi di astinenza e sarebbe disposta a tutto. Per favore ho paura!»

Ora dovevo solo aspettare.  Mi nascosi meglio dietro dei scatoloni in preda alla disperazione, ed in tutto questo casino stavo facendo pure tardi a  lavoro. Scrissi li stesso messaggio a Cesare, più per avvertirlo che per qualcos'altro, tanto lui non sapeva dove abitassi. Ma almeno avrebbe capito il motivo del mio ritardo.

Passarono quaranta minuti, ma nessun messaggio da parte di Lorenzo, ne da parte di Cesare. Iniziavo a pensare che avrei dovuto arrangiarmi da sola. Un rumore però attirò la mia attenzione, usci dal mio nascondiglio per vedere cosa stesse succedendo, ovviamente mi armai con la prima cosa che trovai, non so quanti danni potesse fare un secchiello da spiaggia, però sempre meglio di niente.  Avanzai con cautela per la casa. Senti tre voci famigliari, una era ovviamente mia madre, la sua voce stridula si sarebbe riconosciuta anche in un posto affollato. Ma le altre due di chi erano? Provenivano dal salotto. Mi affacciai, armata del mio secchio.  E mi ritrovai una scena surreale, c'era Cesare che reggeva mia madre, e Lorenzo che nel frattempo mi cercava per tutta la casa. Appena mi vide fu spontaneo, corremmo entrambi l'uno verso l'alto per poi tuffarci in un abbraccio carico d'affetto.

Lui mi accarezzava la schiena per tranquillizzarmi, mentre ormai in preda al pianto dissi ancora terrorizzata:

-"Lori perché ci hai messo tanto?" 

-"Perdonami Isa, ero andato a chiamare i rinforzi. Però ora andiamo a casa, mamma ti preparerà una cioccolata calda per tranquillizzarti."

Io annui, e tutti e tre ci diremmo a casa sua. Con noi stranamente venne anche Cesare, che guardandomi un po' infastidito mi disse:

-" E per me un abbraccio niente? In fondo anch'io sono venuto a salvarti! "

Ma non feci nemmeno in tempo a rispondere che Lorenzo parlò per me :

-"Tu stai al tuo posto. Lei può abbracciare solo me, se proprio vuoi una ricompensa, ti do un osso!"

-"Facciamo così, tu ti prendi l'osso ed io la ragazza!" rispose a tono Cesare.

Lorenzo stava per rispondergli quando in mio soccorso intervenne Maria, che rimproverandoli entrambi disse:

-"Piantatela voi due, non mi sembra proprio il caso di mettersi a discutere, non vedete che Isabella è ancora scossa per l'accaduto?"

Che qualcuno benedica quella donna, non c'è la facevo proprio sentirli discutere in questo momento. Fece il suo ingresso anche il padre di Lorenzo, che porgendomi una tazza di cioccolata calda mi disse per rincuorarmi:

-" Piccola mia, devi tenere ancora duro per un po'. Le pratiche per l'affidamento le ho mandate ed ho spiegato la tua situazione agli assistenti sociali. Anno detto che il tuo caso è più tosto serio, infatti e intervenuta anche la polizia che sta svolgendo una indagine su tua madre. Presto sarà dietro le sbarre."

Che qualcuno benedica anche quest'uomo. Fu la notizia più bella della mia vita. Lo guardai con affetto e dissi commossa :

-" Grazie Salvatore!"

Salvatore, il padre di Lorenzo è un vero è proprio Angelo. Per via del lavoro al minimarket lo vedevo di rado, ma quando c'era ti illuminava con il suo sorriso. E Lorenzo deve aver preso proprio da lui su questa cosa.

- "Isa la questione e grave. Devi essere preparata. In settimana verrà un assistente sociale a controllare la casa e vedere le condizioni di tua mamma. Non devi toccare niente, perché già entrando e si presenterà il solito scenario con bottiglie da per tutto e siringhe per terra tua madre sarà spacciata. Al processo non le andrà bene, finirà in galera. Però per ora devi mantenere il segreto, tua mamma non deve saperlo. " precisò Salvatore.

Io annuì, era ovvio che non gli avrei detto niente. Lei era una pazza, e presto pagherà per i suoi crimini. In tutta questa storia, Lorenzo e la sua famiglia erano i miei pilastri cosa avrei fatto senza di loro? Molto probabilmente mi sarei già suicidata tempo fa. Rivolsi a Lorenzo uno sguardo carico d'amore, lo amavo ed era l'unica persona al mondo cui provavo simili sentimenti. Mi guardò anche lui, con affetto credo, alcune volte mi rimaneva difficile capirlo.

* *****  

La mattina seguente mi svegliai molto presto. Tra poco sarebbero iniziate le vacanze estive e se non mi mettevo sotto con lo studio, molto probabilmente sarei stata bocciata. Ieri sera rimasi a dormire dalla famiglia di Lorenzo, tornare a casa non era proprio il caso, almeno per ora. Senza perde troppo tempo mi diressi in soggiorno con una pila di libri, ed iniziai a studiare. Siccome oggi era festa, e a scuola non dovevo andarci potevo sfruttare la mattinata per rimettermi a pari. Dopo ore passate a studiare senti la testa che mi stava per scappare, forse avevo un po' esagerato, ma che altro devo fare? A distrarmi fu Lorenzo che ancora insonnato venne da me con un vassoio pieno di dolci e con due caffè.

-"Grazie" dissi guardandolo.

-" E chi ha detto che sono per te. Questo è tutto mio!" disse con tono scherzoso.

-" Non vorrai mica rovinarti quella bella tartaruga che ti ritrovi!" dissi ridacchiando.

Si sedette affianco a me porgendomi il caffè e qualche dolce. Sembrava imbarazzato, ma del perché non lo sapevo proprio. Mi fermai un secondo con lo studio e dissi per smorzare quella atmosfera di imbarazzo che si era creata:

-" Ora come farò con il lavoro? Se mia madre è controllata dalla polizia, lo sono pure io. E Cesare potrebbe finire nei guai."

-"Magari non puoi lavorare li. Ma nessuno ti toglie che non puoi suonare al suo negozio. E se qualcuno te lo chiede gli dici che lo stai facendo gratis"

Cavolo aveva ragione. Stavo per rispondergli quando fui deconcentrata dai suoi occhi azzurri. Così magnetici. Così profondi. Cosi belli.  Rimanemmo a fissarci entrambi, come se ipnotizzati. Poi il mio sguardo si e posò sulle sue labbra, sembravano così morbide, avrei voluto tanto baciarle per costatare tutto il loro splendore. Ritornai in me stessa, nel vedere l'espressione di Lorenzo adir poco imbarazzato, e sempre stato un ragazzo timido. Pure troppo per i miei gusti. Conoscendolo, anche se fosse innamorato di me, avrebbe preferito morire più tosto che dichiararsi. Ma non mi illudevo di false speranze. Ma nonostante tutto, non volevo più nasconderglielo. Però avevo paura di rovinare la nostra amicizia. Così se non potevo dirglielo apertamente, glie lo avrei fatto capire. Tornai a guardarlo e gli dissi con tono profondo :

-" Perdonami, e che hai degli occhi cosi belli!"  Lorenzo distolse lo sguardo, ormai rosso come un peperone, e rispose impacciato :

-"Anche tu!"

Il cuore prese il volo. Oh stavo sognando o Lorenzo mi aveva fatto un complimento. Ed e pure arrossito per giunta. Volevo andare affondo alla questione. Così mi avvicinai a lui mantenendo il mio sguardo magnetico ed abbracciandolo risposi:

-" Lori, ti adoro!"

Mancava poco che Lorenzo si strozzava con il caffè, in fondo era anche divertente, se reagiva sempre così di certo lo avrei fatto più spesso. Lui ancora imbarazzato mi chiese :

-"Isa smettila per favore, mi metti in imbarazzo!"

Che palle che però. Sbuffai dicendo:

-"guasta feste!" e gli feci una linguaccia.

Lui di tutta risposta mi saltò addosso, iniziando a farmi il solletico. Ridevamo entrambi come due bambini. Era piacevole stare con lui. Ad interromperci fu Maria, sicuramente attratta dal casino che stavamo combinando. Noi due ci paralizzammo, completamente imbarazzati. Ma a lei non importava evidentemente, perché disse euforica:

-"Oddio che bello, finalmente i miei bambini stanno flirtando. Questo deve vederlo anche Salvatore!"

E se ne andò saltellando, urlando il nome del marito tutta euforica. Lorenzo ormai era diventato bordò dall'imbarazzo. Io non c'è la facevo più, scoppiai a ridere come una matta, ignorando le occhiataccie di Lorenzo. Poi quando mi calmai esclamai divertita:

- " Adoro tua madre!" lui imbarazzato mi rispose :

-"Bhe.... Certo tanto non è te che ha messo in imbarazzo!"

Vivere qui in fondo non mi dispiaceva affatto. Con Lorenzo al mio fianco, sentivo di essere al sicuro, non volevo più nascondere i miei sentimenti. Preparati Lorenzo, perché da oggi andrò all'attacco.

Nota autore :

Stiamo entrando nel vivo ormai, Isabella a deciso che non vuole più nascondere i propri sentimenti per Lorenzo.

Ho una piccola domanda perché non so se è il mio telefono ad avere problemi.
Ho visto che nessuno ha visto il capitolo quarto ma ha visto soltanto il quinto. Ieri ho fatto due aggiornamenti. Per caso non vi appare il quarto capitolo?

Buona lettura. =)

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